Barcaro e Avitabile in “Prima del nuovo giorno”

Teatro al Parco delle Verne di Villafranca per ricordare in modo diverso il 25 Aprile

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Come accennato nel precedente articolo, al Parco delle Verne, in occasione del momento dedicato al 25 aprile voluto dai gestori, Daniele Barcaro e Teresa Avitabile hanno proposto una performance teatrale tratta dal corto “Prima del nuovo giorno” di Francesco Mistretta. Una quindicina di minuti interpretati con passione e seguiti con attenzione dal pubblico presente.

La protagonista è Angela, partigiana. Siamo nel giorno della Liberazione.

E’ passata la mezzanote. Angela,  poco più che ventenne,  è sola nella sua stanza milanese. Una decina di metri quadrati. Un tavolo, due sedie, una credenza quasi vuota, un piccolo letto nell’angolo. Suo padre aveva preso quella casa nell’agosto del ’30, poco prima di sparire, lasciando lei e la madre da sole. La mamma era morta cinque anni dopo.

Angela spera che tutto sia finito. E’ il momento di ricostruire. Di ricominciare a vivere.

La fragile porta di ingresso che si apre. Entra un uomo senza far troppo rumore. I due si vedono, Momenti di paura. L’uomo è vestito di stracci. Sotto i pantaloni luridi, un paio di stivali nerissimi. Angela reagisce al terrore e si lancia verso il tavolo. Dal cassetto estrae una pistola e punta l’arma verso l’uomo. “Non muoverti fascista” gli grida. L’uomo replica che la guerra è finita e i fascisti non ci sono più. In pochi attimi, Angela ritorna a quel 16 dicembre, al Teatro Lirico. La folla che aspettava Mussolini per la sua ultima uscita pubblica. L’arrivo della Muti. Quell’uomo che comandava quel gruppo di assassini, la stessa persona che aveva davanti, aveva preso il suo Marcello e lo aveva portato via. Quell’uomo che le aveva creato un dolore così profondo sta li davanti a lei e pretende pietà. Ancora non è possibile perdonare. Violenza e speranza di danno ancora la mano. Gli amici dei nazisti non sarebbero andati via facilmente. Salò lo aveva dimostrato. Bisogna uccidere. La guerra ha una coda molto lunga. Un gesto disperato. L’uomo si avventa su Angela per disarmarla. Parte un colpo. L’uomo si accascia per terra. Angela raccoglie la coperta dal suo povero letto e la usa per coprire il corpo di quello che un giorno, molto lontano, era stato suo padre.

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