<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Provincia di Asti Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
	<atom:link href="https://paolovolpe.it/category/provincia-di-asti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://paolovolpe.it/category/provincia-di-asti/</link>
	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Sep 2021 14:45:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.3</generator>

<image>
	<url>https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/cropped-favicon-paolo-volpe-100-32x32.jpg</url>
	<title>Provincia di Asti Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
	<link>https://paolovolpe.it/category/provincia-di-asti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Perché &#8220;Villafranca Domani&#8221; ha votato contro il bilancio comunale</title>
		<link>https://paolovolpe.it/perche-villafranca-domani-ha-votato-contro-il-bilancio-comunale/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/perche-villafranca-domani-ha-votato-contro-il-bilancio-comunale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 07:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=238</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/perche-villafranca-domani-ha-votato-contro-il-bilancio-comunale/">Perché &#8220;Villafranca Domani&#8221; ha votato contro il bilancio comunale</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_1" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_2  wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_2,.tdi_2 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_2,.tdi_2 .tdc-columns{display:block}.tdi_2 .tdc-columns{width:100%}.tdi_2:before,.tdi_2:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_4  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_4{vertical-align:baseline}.tdi_4>.wpb_wrapper,.tdi_4>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_4>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_4>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_4>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_5  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_5" >
<style>.vc_column_text>.td-element-style{z-index:-1}</style><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;" align="justify"><strong>UNIONE,  LAVORO, WELFARE, ECOLOGIA, EQUITA’ E TRASPARENZA</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Ogni giorno, raccolgo tra le persone incertezza e paura su quello che sarà il futuro delle loro famiglie. Qualche volta mi sento chiedere “cosa possiamo fare?”.  Altre volte mi sento ripetere “tanto non cambia nulla”, “sono tutti uguali”. Domandarsi cosa si può fare è giusto. Credo che ognuno di noi possa, nella vita di ogni giorno, fare qualcosa di utile alla collettività. Piccoli gesti che possono rendere migliore il pezzo di mondo dove uno vive. Impegnarsi nel volontariato. Tener pulito un luogo pubblico. Aiutare una persona che ha bisogno. Gli esempi possibili sarebbero molti. La politica può migliorare la vita delle persone? Si. La politica vera. Quella fatta di impegno, studio, confronto di idee, rispetto reciproco, spirito di servizio, militanza. Quella che vuole gestire i cambiamenti, non subirli, perché vuole l’interesse pubblico, non quello di qualcuno. E cambiamenti sociali e strutturali, capaci di toccare la vita di tutti, ci sono anche nella dimensione locale. La politica vera affronta i problemi concreti. Piccoli e grandi, nei vari livelli di competenza e nei diversi ruoli. Perché c’è bisogno, nel piccolo Comune come al parlamento romano, di una maggioranza ma anche di un’opposizione che proponga e controlli, mentre si candida a diventare a suo volta maggioranza. <strong>“Villafranca Domani”</strong> ha fatto questo e continuerà a farlo. Noi abbiamo idee diverse dall’attuale governo comunale. Lo abbiamo dimostrato negli anni. Di seguito, troverete la mia dichiarazione di voto contro il bilancio consuntivo del Comune. L’ho fatta nel consiglio comunale del 24 maggio 2018. Se vorrete dedicarci qualche minuto, è una sintesi del nostro pensiero e di cosa noi avremmo fatto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Sappiamo che il momento è difficile. C’è la crisi economica. Sappiamo che lo Stato ha tolto soldi ai Comuni e oggi è molto più difficile avere soldi da spendere di un tempo. Quindi? Cosa si può fare in un piccolo Comune come il nostro? Rimanere spettatori e sperare che qualcuno, non si sa chi, ci regali qualcosa? Oppure, provare scelte che guardino al futuro con logiche diverse? Noi cosa avremmo fatto al posto vostro in questi anni?</p>
<p style="text-align: justify;">Noi avremmo scelto più Unione. Perché? Essere più forti per scelte che mettano a sistema servizi pubblici in un quadro non solo di paese ma di zona. Esercitare un peso maggiore negli enti sovracomunali. Migliorare la produttività dei servizi resi, premiando i dipendenti che lo meritano. In questi anni, voi avete operato in direzione diversa. Consideriamo un errore la spaccatura della Valtriversa. “Cambi di passo” con la Colli del Monferrato, fino ad ora, non ne abbiamo visti. L’organizzazione dell’Unione stenta ancora assumere una funzionalità accettabile, ancora frenata da problemi tecnici e amministrativi che dovevano essere superati da tempo. Pensiamo, ad esempio, al collegamento informatico tra i due Comuni che ancora non funzionerebbe. All’assegnazione e al concreto esercizio delle responsabilità degli uffici. Alla conseguente gestione del personale, con la chiara definizione di nuovi compiti e obiettivi. Alla necessità di uniformare le regole. Quando abbiamo discusso il bilancio preventivo, abbiamo ricordato che, proprio in questa sala, sul finire del precedente mandato amministrativo, l’uscita dalla Valtriversa era da voi descritta come il passaggio necessario per saldare il rapporto con Baldichieri e incamminarsi in un nuovo percorso che ci avrebbe reso insieme più forti, senza più i problemi che voi ritenevate creati dagli altri Comuni. Se dopo cinque anni siamo a questo punto, di strada da percorrere ne rimane ancora moltissima. Un’Unione semplice somma di uffici dei due municipi non ci interessa. Fare sempre le stesse cose sotto un nome diverso non cambia nulla, anzi può essere un costo in più. E ci fa perdere tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi avremmo voluto un sistema di welfare locale, con la possibilità a tutti i soggetti che operano nel sociale sul territorio di essere parte di un unico progetto, condividendo informazioni e risorse. Senza inutili concorrenze. Perché? Se ci sono meno risorse dallo Stato, usiamo quello che abbiamo per dare una possibilità ai più deboli e per sviluppare locali servizi alla persona. E’ questo il settore su cui puntare nel futuro per avere nuovi posti di lavoro. Voi avete preferito lasciare inalterato il sistema, magari favorendo le esigenze immediate di singole realtà. Registriamo con piacere che il consulente sul sociale dell’Unione, Vincenzo Soverino, persona sicuramente sensibile e molto motivata, abbia accennato ad una proposta simile alla nostra. Però, vediamo che il Comune non ha speso che in parte i soldi ricevuti per i migranti. Perché? Per il sesto anno consecutivo, non abbiamo speso lo stanziamento per il sostegno alle rette di anziani in casa di riposo. Se non abbiamo richieste, ma non è vero perché nel tempo ci sono state, proviamo a spenderli per i tanti bisogni degli anziani. Non è stato dato il sostegno agli affitti. Mancava il contributo regionale. Formalmente, è corretto. E provare ad autofinanziarlo, vista la modesta entità della spesa (5 mila euro)? Ci giunge voce di alcune centinaia di domande di prestazioni sociali presentate al locale sportello del Cogesa. Sarebbe interessante conoscere cosa chiedono. Per noi e per tutti i Comuni della zona. Come ci porremo se si arriverà alla fusione dei consorzi socio assistenziali? Oggi abbiamo  un consorzio che parla poco con il territorio. Domani, se non troveremo accordi con i Comuni del nord ovest della Provincia, diventeremo ancora più periferia di Asti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fa piacere vedere che proprio il Cogesa si sia convinto, anche se ancora in modo abbastanza generico e tardivo, sull’utilità per l’economia locale di un recupero dei fabbricati dismessi. Idea che noi sosteniamo da anni, visto che sul territorio abbiamo i locali di via Luotto e della proprietà ex Venturello della casa di riposo. Siamo convinti che il Comune debba fare la sua parte per dar loro nuova vita, favorendo un utilizzo a servizi che diano vitalità al centro del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi avremmo fatto più ecologia. Il risparmio energetico doveva essere la principale opera pubblica da anni. Oggi, probabilmente, soldi che  spendiamo in bollette avremmo potuto usarli per altre necessità. In tal senso, è senz’altro positivo il potenziale risultato che si potrà ottenere con il prossimo intervento sulla scuola. Positivo che, dopo anni di sollecitazioni cadute nel vuoto, si sia deciso di investire sulla pubblica illuminazione. Avremmo potuto pensarci prima. Il rifiuto che non costa è quello che non si produce ma serve costruire una nuova cultura in tal senso con l’esempio delle buone pratiche possibili. Come ci aspettavamo, nulla è stato fatto con il simbolico stanziamento messo a bilancio. Mentre, come avevamo previsto, non è stato utilizzato lo stanziamento di 20100 euro per il recupero dei crediti dovuti a bollette dei rifiuti non pagate. Come nel 2016. A conferma della nostra convinzione che tale voce sia stata inserita solo per dilatare i costi e porre a carico di chi già paga la bolletta gli oneri di quelli che non pagano. In aggiunta, sono stati cancellati altri 20 mila euro di crediti relativi a bollette non incassate senza che sia stata fatta un’analisi di dettaglio per capire chi non paga, le motivazioni e le possibili soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non concordiamo con la cancellazione dei residui per la quota delle multe che avremmo dovuto dare alla Provincia ai sensi della convenzione approvata da questo consiglio con la delibera n. 21 del 29.4.2015, mai revocata. 68 mila euro relativi al 2015 e al 2016. Non eravamo già d’accordo con la cancellazione di tale voce per il 2017. Non abbiamo trovato alcun atto con la Provincia che giustifichi la vostra scelta. Non abbiamo capito come si sia sviluppato negli anni il rapporto con l’ente proprietario della ex statale 10 e, allo stato attuale, ci sembrava più opportuno mantenere un profilo di prudenza e non esporre il Comune a potenziali rischi di contenzioso. Forse, avete preferito puntare sulla speranza di una Provincia distrutta che prenderà atto di queste scelte senza far nulla? Può darsi che anche voi non ne siate convinti fino in fondo, se mantenete comunque 20 mila euro di avanzo vincolato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non comprendiamo per quale motivo vengano mantenuto a bilancio dal 2007 il residuo dei 77 mila euro pagati da SanPaolo Leasint per errore al nostro Comune. Troppi anni sono passati con una sostanziale inerzia del Comune. Se non sono soldi nostri, restituiamoli. Invocare la prescrizione, magari giuridicamente ammissibile, non è corretto e non è trasparente per una pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non comprendiamo per quale motivo venga mantenuto a bilancio, dal 1995, il residuo di 15 mila euro per la costruzione di un canile. Sarebbe preferibile valutare se fossero possibili impieghi conformi alla destinazione originaria. In caso negativo, per gli stessi precedenti motivi, restituiamoli alla Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non siamo d’accordo con i costi per indennità della Giunta, che gravano per quasi 40 mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerato l’avanzo ottenuto, ci siamo chiesti per quale motivo non valutare l’estinzione anticipata del debito relativo ai locali di via Luotto, da oltre un anno onere del tutto improduttivo, che avrebbe liberato risorse per 28 mila euro annui. Scelta che favorirebbe un recupero più ragionato del fabbricato.</p>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Per i motivi che in sintesi esposti, esprimiamo il nostro voto contrario al bilancio consuntivo 2017.</p>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/perche-villafranca-domani-ha-votato-contro-il-bilancio-comunale/">Perché &#8220;Villafranca Domani&#8221; ha votato contro il bilancio comunale</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/perche-villafranca-domani-ha-votato-contro-il-bilancio-comunale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Incontro con i tre consiglieri provinciali del nord ovest astigiano: mancano i soldi e le incertezze sono tante</title>
		<link>https://paolovolpe.it/incontro-con-i-tre-consiglieri-provinciali-del-nord-ovest-astigiano-mancano-i-soldi-e-le-incertezze-sono-tante/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/incontro-con-i-tre-consiglieri-provinciali-del-nord-ovest-astigiano-mancano-i-soldi-e-le-incertezze-sono-tante/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 14:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=448</guid>

					<description><![CDATA[<p>COSA VUOLE ESSERE LA PROVINCIA? L’11 gennaio 2017, i tre consiglieri provinciali eletti nel nord ovest astigiano hanno incontrato gli amministratori comunali. La riunione si è svolta a Villafranca, nella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/incontro-con-i-tre-consiglieri-provinciali-del-nord-ovest-astigiano-mancano-i-soldi-e-le-incertezze-sono-tante/">Incontro con i tre consiglieri provinciali del nord ovest astigiano: mancano i soldi e le incertezze sono tante</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>COSA VUOLE ESSERE LA PROVINCIA?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">L’11 gennaio 2017, i tre consiglieri provinciali eletti nel nord ovest astigiano hanno incontrato gli amministratori comunali. La riunione si è svolta a Villafranca, nella sala “Bordone”. Chi sono i consiglieri della nostra zona? Paolo Lanfranco, sindaco di Valfenera, eletto con la lista che sostiene il presidente Gabusi. Gianluca Forno, sindaco di Baldichieri, eletto con la lista che sosteneva la candidata presidente sconfitta Barbara Baino. Giorgio Brosio, consigliere comunale di Cortandone, paese del quale è stato anche sindaco, eletto con la lista “Provincia Civica”, formazione che anche noi di “Villafranca Domani” abbiamo aiutato. Discreta la presenza al dibattito: una trentina di persone. Erano invitati gli amministratori di Baldichieri, Villafranca, Cantarana, Castellero, Cellarengo, Cortandone, Dusino S. Michele, Ferrere, Maretto, Monale, Roatto, San Paolo Solbrito, Valfenera e Villanova. In pratica, i Comuni dell’attuale Unione Valtriversa, della “Colli del Monferrato” e dell’ex Pianalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lanfranco ha avuto lo spazio maggiore per i suoi interventi rispetto ai due colleghi. Cosa abbastanza comprensibile, visto che era già presente nel precedente mandato amministrativo, eletto nel listone che aveva messo a presidente Fabrizio Brignolo, e vista la sua recentissima nomina a vice presidente della Provincia. Apprezzabile anche la sua sincerità: ha abbozzato un quadro dell’ente Provincia  a tinte fosche. Non ci sarebbero i soldi per “fare il bilancio”. I dipendenti sarebbero scesi a 134 dai 300 originari. Le risorse per le asfaltature delle strade sarebbero poca cosa rispetto alle reali necessità. Programmi futuri? Sperare che arrivino soldi dallo Stato, nella convinzione che, dopo la vittoria del “no” al referendum del 4 dicembre scorso, il legislatore dovrà ridare all’ente Provincia un nuovo ruolo. La proposta che nei locali vuoti del palazzo della Provincia trovino spazio gli uffici di Gaia, del Cbra (la società che si occupa di gestire gli impianti che lavorano i rifiuti e il relativo consorzio di bacino) e dell’At0 5, l’autorità d’ambito che governa la gestione dell’acqua. L’idea di creare uno “sportello delle attività produttive” e una centrale unica per gli acquisti che possano essere utilizzati dai Comuni. Una generica intenzione di affidare a privati  attività prima fatte dalla struttura. Circa la gestione politica della Provincia, Lanfranco è stato esplicito: non siamo più nelle condizioni del mandato precedente: una lista unica dove tutti i consiglieri avevano avuto dal presidente deleghe. Oggi c’è un’opposizione e pertanto le deleghe (che sono una sorta di “assessorati”) sono andate solo ai consiglieri eletti con il presidente Gabusi. Per “allargare” il coinvolgimento dei territori, la Provincia ha approvato la nascita di una “consulta” che dovrebbe affiancare il consiglio provinciale con proposte e pareri. Qui le regole per la gestione del nuovo organo: <a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/funzionamento-consulta.pdf"><strong>funzionamento consulta.</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Forno ha ribadito di voler parlare al territorio, ricordando che il presidente della Provincia, oggi, se vuole fa il novantacinque per cento degli atti da solo. Se il presidente e la sua maggioranza assumeranno ruoli politici in modo marcato, Forno e il suo gruppo si sentiranno liberi di prendere le posizioni che riterranno opportune. Ha dichiarato di ritenere possibile una collaborazione tra Provincia e Comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Brosio vuole esercitare il suo ruolo di consigliere di opposizione, controllando e facendo proposte sui temi che considera importanti. Senza mettere ostacoli se ci saranno le possibilità di un dialogo costruttivo. Ha citato un problema di rilievo sul quale la Provincia dovrà esprimersi: l’impianto per il teleriscaldamento voluto dall’amministrazione comunale di Asti e che potrebbe essere costruito nelle immediate vicinanze dell’ospedale. (Di seguito, la sua richiesta di approfondimento diffusa attraverso un recente comunicato stampa: <a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/giorgio-brosio-comunicato-stampa.pdf"><strong>giorgio brosio comunicato stampa</strong></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Su quali temi si è sviluppato il dibattito con il pubblico in sala? Parecchia incertezza su come scegliere il rappresentante da nominare nella “consulta”. L’auspicio nella nuova commissione ci siano amministratori donne. La forte preoccupazione sullo stato delle strade. Chi toglierà la neve? L’auspicio che il consiglio provinciale possa lavorare unito per cercare finanziamenti europei. Gli elevati costi per la cittadinanza della tassa per gli accessi sulle strade provinciali.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>QUALE SARA’ IL FUTURO DELL’ASTIGIANO?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il quadro uscito dall’incontro è sconfortante. Tante incertezze. Nessuna strategia verso il futuro di chi ha vinto le elezioni. Mi rimane il  dubbio che conquistare la Provincia fosse solo un espediente per sottrarre spazio politico agli “altri” in vista delle elezioni comunali di Asti che si terranno fra pochi mesi. Da sempre, nell’astigiano, prendere la città capoluogo è una delle poche cose che contano nella geografia del potere locale. Il resto sono piccoli paesi. Servono a niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Affidarsi alla generica speranza che qualcosa possa capitare non è da persone che vogliano far politica. Sicuramente, le Province non sono state abolite come la propaganda governativa ci voleva far credere. Lo Stato ha solo abolito le elezioni. Hanno perso i soldi ma hanno mantenuto le funzioni. Governare così vuol dire rassegnarsi a chiudere per fallimento. Ci sono problemi che hanno bisogno di un governo di area vasta. A livello legislativo, serve senza dubbio una controriforma che rimedi ai pasticci fatti negli ultimi anni. Ma, nella fase politica attuale, illudersi che le soluzioni arriveranno domani dall’alto è del tutto inutile. I territori, quindi i Comuni, devono riprendere in mano il loro destino e provare a darsi nuovi modelli organizzativi che scelgano reali priorità e se ne assumano le responsabilità nei confronti dei cittadini. A tale scopo servono Unioni che sappiano far bene il loro lavoro. Dove i vari Comuni operino in forma solidale e di aiuto reciproco. Non progetti sulla carta tanto per prendere qualche contributo regionale, che magari cambiano un po’ di burocrazia per far finta che qualcosa sia cambiato. Storia già vista in passato, costata tanto denaro pubblico senza reali e duraturi vantaggi. La Provincia può servire a coordinare un progetto di territorio vasto ma tutti devono fare la loro parte. Bisogna avere idee almeno per i prossimi dieci anni. Solo se si ha un progetto ampio e condiviso si può sperare di concorrere a bandi per finanziamenti europei. Provincia e Unioni devono trovare punti di collaborazione stabili, abbandonando da una parte la pretesa di essere superiori e dall’altra gli inutili campanilismi. Nessuna soluzione facile ma scelte che sperimentino e costruiscano dall’esperienza. Quali capacità professionali e organizzative i dipendenti della Provincia possono mettere a disposizione dei Comuni? Dall’incontro non si è capito e sorge la domanda se chi governa lo sappia o no. Quali risorse ci sono? Ho chiesto che venga distribuita a tutti i consiglieri comunali una scheda sui soldi e le strutture disponibili. Per compararli agli  impegni che ci sono e a quello che servirebbe. Per progettare e scegliere bisogna sapere che cosa si ha a disposizione. Vedremo se verrà fatto ma doveva già esserci: mi sembra una richiesta talmente ovvia. Perché affidare ai privati delle attività? Bisognerebbe comunque pagarli. Soldi che potrebbero andare alle Unioni in cambio di lavori fatti. Dove sono i parlamentari astigiani? Perché non sollecitarli? Chiedendo loro impegni precisi e di dar conto dei risultati. La “consulta” dei territori va bene. Però, se leggete il documento che la regola, capirete che è un contenitore con obiettivi molto larghi ma nello stesso tempo assai generici. Può diventare uno strumento di sollecitazione importante nei confronti del consiglio provinciale ma anche una di quelle occasioni poco sentite, destinata ad essere presto dimenticata. Dipende da come i sindaci, chiamati a darle forza politica, la interpreteranno. E il nostro nord ovest? Il nostro territorio, quello presente in sala che ha i tre consiglieri provinciali, che modello vuole darsi? Ha voglia di costruirlo, lavorando insieme? Vuole coinvolgere i cittadini che sempre di più si sentono distanti dalle istituzioni? Ha voglia di unirsi per contare di più? O preferisce tirare a campare, nella convinzione che alla fine qualche santo provvederà?</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/incontro-con-i-tre-consiglieri-provinciali-del-nord-ovest-astigiano-mancano-i-soldi-e-le-incertezze-sono-tante/">Incontro con i tre consiglieri provinciali del nord ovest astigiano: mancano i soldi e le incertezze sono tante</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/incontro-con-i-tre-consiglieri-provinciali-del-nord-ovest-astigiano-mancano-i-soldi-e-le-incertezze-sono-tante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Togliere la possibilità di votare: è questa la democrazia?</title>
		<link>https://paolovolpe.it/togliere-la-possibilita-di-votare-e-questa-la-democrazia/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/togliere-la-possibilita-di-votare-e-questa-la-democrazia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 13:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=390</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/togliere-la-possibilita-di-votare-e-questa-la-democrazia/">Togliere la possibilità di votare: è questa la democrazia?</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_6" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_7  wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_7,.tdi_7 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_7,.tdi_7 .tdc-columns{display:block}.tdi_7 .tdc-columns{width:100%}.tdi_7:before,.tdi_7:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_9  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_9{vertical-align:baseline}.tdi_9>.wpb_wrapper,.tdi_9>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_9>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_9>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_9>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_10  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_10" ><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>PARTECIPARE = CITTADINI</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Le province non sono state abolite. Hanno abolito le elezioni ed i cittadini non possono scegliere chi le governa. Vanno a votare per le province solo i consiglieri comunali, come è successo nell’astigiano lo scorso 13 novembre. I cittadini sono stati espropriati del diritto di voto e la rappresentanza di tutto il territorio nel consiglio provinciale è stata resa più difficile in quanto i voti dei consiglieri comunali astigiani valgono un peso nettamente superiore a quello dei consiglieri dei paesi. Come ricorderte, noi di<strong> “Villafranca Domani”</strong> abbiamo sostenuto <strong><em>“Provincia Civica”</em></strong>, lista slegata dai partiti perché non volevamo capitasse quanto accaduto nel 2014 quando Pd e Forza Italia si unirono in un’unica lista rendendo ancora più finte queste finte elezioni. “Provincia Civica” è stata costruita con una conferenza stampa dove è stato presentato il progetto e un’assemblea pubblica fatta nel municipio di Asti, alla quale tutti potevano partecipare. Quando l’assemblea si stava svolgendo, a poco distanza Pd e Forza Italia tentavano ancora di fare la lista unica. Tentativo poi andato a vuoto, probabilmente per la difficoltà di spartirsi le cariche. Perché ho ricordato questo fatto? Perché, nel piccolo, è un antipasto di quanto succederà a livello nazionale se passerà la presunta riforma costituzionale sulla quale votemo domani. Ci toglieranno la possibilità di eleggere i senatori. I deputati verranno nominati in buona parte dai partiti, senza la verifica delle elezioni. Chi prenderà il governo avrà la possibilità di prendersi quasi tutto il potere. E’ questa la democrazia? Io credo di no.</p>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/togliere-la-possibilita-di-votare-e-questa-la-democrazia/">Togliere la possibilità di votare: è questa la democrazia?</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/togliere-la-possibilita-di-votare-e-questa-la-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi governerà la Provincia di Asti? Domenica 13 novembre si torna a votare</title>
		<link>https://paolovolpe.it/chi-governera-la-provincia-di-asti-domenica-13-novembre-si-torna-a-votare/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/chi-governera-la-provincia-di-asti-domenica-13-novembre-si-torna-a-votare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 10:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=353</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/chi-governera-la-provincia-di-asti-domenica-13-novembre-si-torna-a-votare/">Chi governerà la Provincia di Asti? Domenica 13 novembre si torna a votare</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_11" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_12  wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_12,.tdi_12 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_12,.tdi_12 .tdc-columns{display:block}.tdi_12 .tdc-columns{width:100%}.tdi_12:before,.tdi_12:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_14  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_14{vertical-align:baseline}.tdi_14>.wpb_wrapper,.tdi_14>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_14>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_14>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_14>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_15  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_15" ><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>MA NON VOTANO I CITTADINI</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Domenica prossima ci saranno le elezioni provinciali. Voi direte: ma le Province non sono state abolite? No. Sono state abolite le elezioni provinciali dove i cittadini andavano a votare. Le hanno sostituite con le elezioni fatte dai soli consiglieri comunali.  Già nel 2014 si è votato così. <em><strong>Quella volta furono elezioni finte</strong></em> perché c’era una sola lista frutto dell’inciucio  tra il PD e Forza Italia.  Venne nominato presidente Fabrizio Brignolo, sindaco di Asti, costretto poi a dimettersi in quanto incarico non compatibile con il suo desiderio di fare anche il banchiere.  Per poco più di un anno e mezzo, la Provincia di Asti è stata retta dal vice presidente Marco Gabusi, sindaco di Canelli in quota al centro destra. Quest’anno PD e Forza Italia hanno cercato di ripetere il grande abbraccio ma non ci sono riusciti. Probabilmente, non sono andati d’accordo su come spartirsi i posti. Pertanto ognuno dei due partiti va al voto con la sua lista di riferimento. Il centro destra ripresenta Gabusi. Il PD sostiene Barbara Baino, sindaco di Mongardino. Liste nate nel chiuso delle segrete stanze, con trattative limitate agli esponenti che tirano le fila della politica ufficiale astigiana,  senza il coinvolgimento del territorio formato dai tanti piccoli paesi e dei semplici consiglieri comunali. Consiglieri che non sono nemmeno mai stati informati in questi due anni di quanto la Provincia faceva o dei suoi problemi, salvo apprendere qualche sporadica notizia dai giornali.  In risposta a questo metodo, sbagliato e dannoso, quest’anno è nata una terza lista, “Provincia Civica”, che presenta cinque candidati consiglio provinciale. Per la nostra zona, c’è <strong>Giorgio Brosio</strong>, ex sindaco di Cortandone e attuale consigliere dello stesso Comune. La lista è nata partendo dal basso, aperta a tutti, con una conferenza stampa di presentazione e un incontro pubblico che si è svolto ad Asti. Considerato il pochissimo tempo a disposizione per preparare le liste  (appena un paio di settimane) e la totale mancanza di appoggi organizzati (dietro non c’è alcun partito), “Provincia Civica” non ha il candidato presidente. L’obiettivo è semplice:  portare uno o più consiglieri nell’ente Provincia.  Attraverso il lavoro di chi verrà eletto,  informare i Comuni, in particolare i piccoli, di quanto accade. Raccogliere opinioni e bisogni degli stessi per rappresentarli nel consiglio provinciale che governa settori importanti per tutti.  Strade, scuole, ambiente, rifiuti, pianificazione del territorio, politiche del lavoro, sociale.<strong> “Villafranca Domani”</strong> sostiene “Provincia Civica”. Personalmente, mi auguro  sappia crescere, dopo l’appuntamento con le elezioni, e diventare il primo nucleo di una rete provinciale di amministratori che vogliono cercare insieme soluzioni che servono alla nostra gente. Soluzioni che sappiano far collaborare insieme i Comuni nelle Unioni perché, non nascondiamocelo, non aspettiamoci regali dall’alto. Non arriveranno. Da tempo, i governi centrali tolgono risorse e autonomia agli enti locali. Anche l’attuale. Se vogliamo che la provincia viva, dobbiamo chiederlo a gran voce. Mobilitare gli astigiani. Costruire insieme un progetto che abbia un respiro ampio e concreto. Mettere davanti le necessità delle persone. Smettere di far dipendere il nostro destino da quella classe politica che ha solo pensato ad occupare poltrone ed responsabile della decadenza dell’astigiano. Una rete di amministratori aperta al contributo di chiunque voglia dare una mano vera. Altrimenti, ben che vada, saremo solo periferia di Alessandria o di qualcun altro.</p>
</div></div><div class="vc_row_inner tdi_17  vc_row vc_inner wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_17{position:relative!important;top:0;transform:none;-webkit-transform:none}.tdi_17,.tdi_17 .tdc-inner-columns{display:block}.tdi_17 .tdc-inner-columns{width:100%}</style><div class="vc_column_inner tdi_19  wpb_column vc_column_container tdc-inner-column td-pb-span6">
<style scoped>.tdi_19{vertical-align:baseline}.tdi_19 .vc_column-inner>.wpb_wrapper,.tdi_19 .vc_column-inner>.wpb_wrapper .tdc-elements{display:block}.tdi_19 .vc_column-inner>.wpb_wrapper .tdc-elements{width:100%}</style><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper td_block_single_image td_block_wrap  td-animation-stack td_block_wrap vc_single_image tdi_20  td-single-image- td-pb-border-top td_block_template_1 "  data-td-block-uid="tdi_20"><span 
                            class="td_single_image_bg td-lazy-img" 
                            data-type="css_image" 
                            data-img-url="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20161031-WA0002-1024x677-1.jpg"  ></span>
<style>.td_block_single_image.td-image-video-modal{cursor:pointer}.td_block_single_image.td-no-img-custom-url .td_single_image_bg{pointer-events:none;cursor:default}.vc_single_image a{position:relative}.td-single-image-style-rounded .td_single_image_bg,.td-single-image-style-rounded .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-rounded .td_single_image_bg:after{border-radius:4px}.td-single-image-style-border,.td-single-image-style-round-border,.td-single-image-style-circle-border,.td-single-image-style-outline,.td-single-image-style-bordered-shadow,.td-single-image-style-round-outline,.td-single-image-style-round-border-shadow,.td-single-image-style-circle-outline,.td-single-image-style-circle-border-shadow{margin-bottom:22px;background-color:#EBEBEB}.td-single-image-style-border,.td-single-image-style-round-border,.td-single-image-style-circle-border{padding:6px}.td-single-image-style-outline,.td-single-image-style-bordered-shadow,.td-single-image-style-round-outline,.td-single-image-style-round-border-shadow,.td-single-image-style-circle-outline,.td-single-image-style-circle-border-shadow{padding:1px}.td-single-image-style-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-bordered-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-outline a:after,.td-single-image-style-bordered-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:after{content:'';position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}.td-single-image-style-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-bordered-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:after{color:#fff;-webkit-box-shadow:inset 0px 0px 0px 6px;box-shadow:inset 0px 0px 0px 6px}.td-single-image-style-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-bordered-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:before{color:#EBEBEB;-webkit-box-shadow:inset 0px 0px 0px 7px;box-shadow:inset 0px 0px 0px 7px}.td-single-image-style-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-bordered-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-round-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg{-webkit-box-shadow:0 0 6px rgba(0,0,0,0.1);box-shadow:0 0 6px rgba(0,0,0,0.1)}.td-single-image-style-3d-shadow{position:relative}.td-single-image-style-3d-shadow:before,.td-single-image-style-3d-shadow:after{content:'';position:absolute;bottom:0;height:30%;-webkit-box-shadow:0 15px 10px rgba(0,0,0,0.6);box-shadow:0 15px 10px rgba(0,0,0,0.6);z-index:0}.td-single-image-style-3d-shadow:before{left:5px;right:50%;-webkit-transform:skewY(-6deg);transform:skewY(-6deg);-webkit-transform-origin:0 0;transform-origin:0 0}.td-single-image-style-3d-shadow:after{left:50%;right:5px;-webkit-transform:skewY(6deg);transform:skewY(6deg);-webkit-transform-origin:100% 0;transform-origin:100% 0}.td-single-image-style-3d-shadow .td_single_image_bg{z-index:1}.td-single-image-style-round,.td-single-image-style-round-border,.td-single-image-style-round-outline,.td-single-image-style-round-shadow,.td-single-image-style-round-border-shadow,.td-single-image-style-circle,.td-single-image-style-circle-border,.td-single-image-style-circle-outline,.td-single-image-style-circle-shadow,.td-single-image-style-circle-border-shadow{border-radius:50%}.td-single-image-style-round .td_single_image_bg,.td-single-image-style-round-border .td_single_image_bg,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg,.td-single-image-style-round-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-border .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-round .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-border .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-border .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-border .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-border .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:after{border-radius:50%}.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:before,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:before:before,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:before:before,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:before:before,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:before:before,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:after:before,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:after:before,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:after:before,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:after:before,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:after,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:before:after,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:before:after,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:before:after,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:before:after,.td-single-image-style-round-outline .td_single_image_bg:after:after,.td-single-image-style-round-border-shadow .td_single_image_bg:after:after,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg:after:after,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg:after:after{border-radius:50%}.td-single-image-style-circle .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-border .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-outline .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-shadow .td_single_image_bg,.td-single-image-style-circle-border-shadow .td_single_image_bg{height:0;padding-bottom:100%}.vc_single_image .td_single_image_bg{width:100%;display:block;background-size:cover}.tdi_20 .td_single_image_bg{height:400px;padding-bottom:0;background-repeat:no-repeat;background-position:center center}.tdi_20:hover .td_single_image_bg:before{opacity:0}@media (max-width:767px){.td-stretch-content .td_block_single_image{margin-right:-20px;margin-left:-20px}}@media (max-width:767px){.td-single-image-style-border,.td-single-image-style-round-border,.td-single-image-style-circle-border,.td-single-image-style-outline,.td-single-image-style-bordered-shadow,.td-single-image-style-round-outline,.td-single-image-style-round-border-shadow,.td-single-image-style-circle-outline,.td-single-image-style-circle-border-shadow{margin-bottom:32px}}</style></div><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_21  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_21" ><div class="td-fix-index"><p><strong>i candidati di “Provincia Civica”. Da sinistra: Giorgio Brosio, Clemente Elis Aceto, Anna Bosia, Carlo Vitali, Andrea Giroldo</strong></p>
</div></div></div></div></div><div class="vc_column_inner tdi_23  wpb_column vc_column_container tdc-inner-column td-pb-span6">
<style scoped>.tdi_23{vertical-align:baseline}.tdi_23 .vc_column-inner>.wpb_wrapper,.tdi_23 .vc_column-inner>.wpb_wrapper .tdc-elements{display:block}.tdi_23 .vc_column-inner>.wpb_wrapper .tdc-elements{width:100%}</style><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper" ></div></div></div></div><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_24  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_24" ><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>E C’E’ CHI VUOLE ABOLIRE LA PROVINCIA</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Ho letto il programma della lista della Baino. I contenuti sono piuttosto generici. Nel complesso, condivisibili. La Baino si è ben presentata nell’incontro con gli amministratori a Dusino San Michele al quale ho partecipato. Si propone, legittimamente, di governare. Se il voto degli amministratori comunali le darà questo incarico, mi auguro che sappia non farsi usare da quella politica astigiana che alla provincia ha fatto solo danni. Mi auguro che sappia dar conto alla gente del suo operato. Fa solo strano che nella sua lista ci sia chi sostiene il “si” al referendum del prossimo 4 dicembre. Chi sostiene che debba passare la presunta riforma costituzionale e quindi che si debbano abolire le province. Ma si candida a formare il governo di quella astigiana. Fatico a capire.</p>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/chi-governera-la-provincia-di-asti-domenica-13-novembre-si-torna-a-votare/">Chi governerà la Provincia di Asti? Domenica 13 novembre si torna a votare</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/chi-governera-la-provincia-di-asti-domenica-13-novembre-si-torna-a-votare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Incontro con lo scrittore Gianni Oliva</title>
		<link>https://paolovolpe.it/incontro-con-lo-scrittore-gianni-oliva/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/incontro-con-lo-scrittore-gianni-oliva/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2016 09:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=271</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/incontro-con-lo-scrittore-gianni-oliva/">Incontro con lo scrittore Gianni Oliva</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_25" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_26  wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_26,.tdi_26 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_26,.tdi_26 .tdc-columns{display:block}.tdi_26 .tdc-columns{width:100%}.tdi_26:before,.tdi_26:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_28  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_28{vertical-align:baseline}.tdi_28>.wpb_wrapper,.tdi_28>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_28>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_28>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_28>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_29  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_29" ><div class="td-fix-index"><div class="entry">
<h3 style="text-align: justify;"><strong>SCEGLIERE CONOSCENDO</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Almeno 40 persone hanno seguito con attenzione <strong>Gianni Oliva</strong> che ha presentato il suo ultimo libro “Gli ultimi giorni della Monarchia. Quando l’Italia si scoprì repubblicana”. L’incontro, organizzato da <strong>“Villafranca Domani”</strong>,  si è svolto il 23 settembre 2016, nella sala Virano “il portico”. Oliva ha risposto alle domande di <strong>Mario Renosio</strong>, direttore dell’Istituto per la storia della Resistenza di Asti. Nella seconda parte della serata, c’è stato spazio per interventi dal pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché parlare del libro di Gianni Oliva? Ci stiamo avvicinando ad un referendum istituzionale che chiederà a tutti noi una scelta importante. Decidere in un modo o nell’altro non sarà la stessa cosa. Rinunciare al diritto di votare e starsene a casa non è la soluzione. Non lo è mai. In nessuna situazione. Anche se oggi c’è chi vuole far passar il diritto di votare come cosa inutile e fastidiosa. Non votare è la strada che lascia campo libero a qualsiasi esito, di solito il peggiore, perché in politica ogni vuoto viene riempito. Spesso dal peggio. Allora come scegliere con consapevolezza? Come si dovrebbe sempre fare. Senza il fascino degli slogan e delle simpatie di quella politica che fa prevalere l’immagine alla sostanza delle idee. Proviamo a capire cosa c’è alla base dell’attuale Costituzione della Repubblica. E proviamo a capire i vari pensieri politici che l’hanno costruita. Che sintesi hanno messo in atto. Con il prezioso contributo dell’Israt di Asti, già lo scorso anno abbiamo realizzato due momenti che hanno affrontato il ruolo e le idee del movimento partigiano. Il nuovo libro di Oliva ci è sembrata un’occasione importante per affrontare quel delicato momento storico dove l’Italia, appena uscita dalla guerra, doveva trovare un nuovo equilibrio e dove sarebbe dovuta nascere una nuova classe dirigente. Abbiamo in programma un altro momento dedicato alle culture politiche che trovarono la sintesi all’interno della Costituzione attuale. Nella prima parte di novembre, in vista del referendum, cercheremo di organizzare un confronto tra le ragioni di chi pensa si debba votare no e le ragioni del si.</p>
<p style="text-align: justify;">Oliva ha fatto interessanti paragoni con l’attualità. Le dittature dell’epoca moderna conquistano il potere con il consenso, non con la forza. Il nazismo si sviluppa in una Germania con una cultura antica e profonda. Non in una nazione analfabeta. I tedeschi vedono i deportati ma tacciono. Mussolini conquista l’opinione pubblica con il controllo dell’istruzione e dell’informazione. Giovani generazioni che vengono formate nelle scuole nel culto della supremazia e della guerra. Un mondo dell’informazione completamente allineato, i cui effetti erano amplificati dal ruolo di un mezzo potente come la radio. Queste sono le cose su cui interrogarsi. Non bisogna solo fermarsi agli orrori dei regimi totalitari. Bisogna studiare i meccanismi che li hanno resi possibili. Siamo sicuri che anche oggi non ci sia qualcuno che vuole influenzare e distorcere  l’opinione pubblica? Oliva ha ricordato alcuni versi di Bertolt Brecht, che sono un invito a riflettere in un momento in cui il disimpegno per la politica sembra prevalere: <em>“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero aprendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia affronta il referendum tra monarchia e repubblica in modo composto e con grande partecipazione. Vota il 90% degli aventi diritto. Votano per la prima volta le donne: fatto politico importante che segue all’emancipazione del mondo femminile avvenuta durante la prima guerra mondiale quando le donne avevano dovuto sostituire per la prima volta gli uomini al fronte in tante attività economiche. Oggi questi sembrano aspetti lontati dalla vita di tutti i giorni ma non dimentichiamoci, ad esempio, che l’affermazione del ruolo della donna è stata molto lenta in Italia. E, per molti aspetti, non è ancora compiuta. Solo nel 1996 lo stupro è diventato reato contro la persona. Prima era una semplice offesa alla morale pubblica che si poteva sanare con “matrimonio riparatore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli italiani vanno in massa a votare, dicevamo. Danno un giudizio sugli ultimi 20 anni della monarchia collusa con il fascismo e tutta la classe dirigente che lo stesso aveva creato. Un giudizio su una guerra costata morti e distruzione. Su un periodo dove la Resistenza era stata l’unica voce che si era opposta e che ora provava ad essere la nuova classe dirigente. Chi vota repubblica ha conosciuto la guerra e la violenza. Chi vota monarchia, sceglie la conservazione. Gli italiani vanno a votare perché non hanno perso la cultura della democrazia. Era la prima volta dal 1924. La cultura della democrazia non si “esporta”, come abbiamo pensato di fare più volte negli ultimi anni con i danni che conosciamo. Si acquisisce col tempo e con passaggi difficili. La provincia di Asti è una delle quattro settentrionali dove prevale la monarchia con uno scarto di poco meno di 2 mila voti. Fu il sud astigiano a ridurre la differenza scegliendo la repubblica. In Piemonte, anche la provincia di Cuneo è monarchica. A Villafranca vinse la monarchia e alle amministrative il Comune venne conquistato da una lista del “partito dei contadini”.</p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/incontro-con-lo-scrittore-gianni-oliva/">Incontro con lo scrittore Gianni Oliva</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/incontro-con-lo-scrittore-gianni-oliva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Unione “Colli del Monferrato”: per ora, niente contributi regionali per le “funzioni associate”</title>
		<link>https://paolovolpe.it/unione-colli-del-monferrato-per-ora-niente-contributi-regionali-per-le-funzioni-associate/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/unione-colli-del-monferrato-per-ora-niente-contributi-regionali-per-le-funzioni-associate/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 14:39:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=452</guid>

					<description><![CDATA[<p>I COMUNI HANNO VOGLIA DI UNIONE? L’Unione “Colli del Monferrato”, composta da Villafranca e Baldichieri, non ha avuto i 20 mila euro di contributi regionali sui quali sperava.  Nel consiglio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/unione-colli-del-monferrato-per-ora-niente-contributi-regionali-per-le-funzioni-associate/">Unione “Colli del Monferrato”: per ora, niente contributi regionali per le “funzioni associate”</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<h3 style="text-align: justify;"><strong>I COMUNI HANNO VOGLIA DI UNIONE?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">L’Unione “Colli del Monferrato”, composta da Villafranca e Baldichieri, non ha avuto i 20 mila euro di contributi regionali sui quali sperava.  Nel consiglio del 28 luglio, la previsione è stata cancellata dal bilancio. Perché? La Regione ha premiato le Unioni con più “funzioni associate”, favorendo di fatto gli enti già in funzione da tempo e sfavorendo quelli costituiti in tempi più recenti. Grazie a questo meccanismo, se la “Colli del Monferrato” è stata sfavorita, la Valtriversa ha portato a casa uno dei risultati migliori a livello regionale: ben 130 mila euro. Il nono posto in graduatoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Una piccola entità  come l’Unione tra Villafranca e Baldichieri aveva poche speranze. Cosa bisognava fare? Essere capaci di darle forza e vitalità in modo rapido. Primo obiettivo: costruirne la struttura, prima necessità per poter lavorare. Così non è stato. Per ora, il bilancio è deludente: l’Unione è rimasta nella sostanza ferma. C’è la volontà  di attivarla e farla cresce da parte delle amministrazioni comunali? A parole tutti dicono di si. Nel concreto, fino ad ora si è visto poco e quel poco con molta timidezza. Avevamo chiesto di fare la formazione degli amministratori, per consentire ai villafranchesi di conoscere Baldichieri e viceversa. Dopo un paio di incontri, di cui uno senza adeguata preparazione e con una mediocre partecipazione, tutto si è fermato. E queste dovrebbero essere cose semplici. Ma quando manca la convinzione è normale che ci si blocchi su problemi del genere. Sono stati acquisiti alcuni programmi informatici per far lavorare gli uffici, e questo è positivo, ma dopo mesi non è stato ancora realizzato un efficace collegamento intranet tra i due Comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">I contributi regionali premiano i risultati raggiunti? Risultati che siano qualità per i cittadini? Credo di no. Non vedo significativi cambiamenti reali. Rischia di essere ripetuto l’errore diventato evidente dopo pochi anni dalla nascita delle Unioni, nei primi anni duemila: il tentativo dei Comuni di scaricare sui bilanci dei nuovi enti i loro costi, senza puntare ad una effettiva riorganizzazione delle attività. In sostanza, svolgere le funzioni dei Comuni in Unione non significa creare una somma di organizzazioni precedenti, cambiando il nome ma mantenendo tutto come prima. Significa cercare nuovi risultati di livello più alto, scegliendo le priorità e risparmiando soldi oggi dispersi in spese improduttive. Dare soluzioni locali ai bisogni che non vengono più garantiti dallo Stato, dalla moribonda Provincia e dalla stessa Regione in crisi di risorse. Creare politiche di zona per affrontare problemi che non si fermano agli stretti confini dei nostri piccoli Comuni per affermare nei fatti che le scelte si fanno nell’interesse di tutti e non solo di qualcuno. Attuare una vera partecipazione dal basso della gente alle scelte che la riguardano come risposta concreta a chi ritiene che la politica sia una cosa inutile. Far sentire tutti i cittadini membri di un’unica comunità di persone, per arrivare alla fusione dei singoli Comuni in uno solo, pur nel rispetto delle ricchezze storiche e culturali di ogni singolo luogo.  La Regione, se facesse nel concreto il proprio lavoro, dovrebbe verificare sul campo come funzionano i servizi, le differenze con le situazioni precedenti ed i veri risultati raggiunti. Credo che in questo modo ci sarebbero più soldi per quelle realtà che vogliono per davvero costruire un’Unione.</p>
<p style="text-align: justify;">“Villafranca Domani” ha sempre considerato<em> <strong>un grave errore la spaccatura della Valtriversa.</strong></em> Una divisione che ha sancito anni di occasioni perse per colpa di inutili campanilismi, mancanza di una visione di futuro e nessuna voglia di condividere le scelte. Una divisione del territorio che ci rende ancora più deboli e, a ben vedere, almeno per ora, ci ha fatto perdere i soldi regionali.  Se la “Colli del Monferrato” saprà dimostrare di non voler ripetere gli errori della Valtriversa,  noi daremo il nostro sostegno.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/graduatoria.pdf">La graduatoria dei contributi regionali</a></strong></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/unione-colli-del-monferrato-per-ora-niente-contributi-regionali-per-le-funzioni-associate/">Unione “Colli del Monferrato”: per ora, niente contributi regionali per le “funzioni associate”</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/unione-colli-del-monferrato-per-ora-niente-contributi-regionali-per-le-funzioni-associate/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il nostro modo diverso di ricordare il 25 aprile. Serata ricca di contenuti nell’incontro organizzato da “Villafranca Domani” con Mario Renosio, direttore dell’Israt</title>
		<link>https://paolovolpe.it/il-nostro-modo-diverso-di-ricordare-il-25-aprile-serata-ricca-di-contenuti-nellincontro-organizzato-da-villafranca-domani-con-mario-renosio-direttore-dellisrat/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/il-nostro-modo-diverso-di-ricordare-il-25-aprile-serata-ricca-di-contenuti-nellincontro-organizzato-da-villafranca-domani-con-mario-renosio-direttore-dellisrat/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2015 10:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=328</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/il-nostro-modo-diverso-di-ricordare-il-25-aprile-serata-ricca-di-contenuti-nellincontro-organizzato-da-villafranca-domani-con-mario-renosio-direttore-dellisrat/">Il nostro modo diverso di ricordare il 25 aprile. Serata ricca di contenuti nell’incontro organizzato da “Villafranca Domani” con Mario Renosio, direttore dell’Israt</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_30" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_31  wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_31,.tdi_31 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_31,.tdi_31 .tdc-columns{display:block}.tdi_31 .tdc-columns{width:100%}.tdi_31:before,.tdi_31:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_33  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_33{vertical-align:baseline}.tdi_33>.wpb_wrapper,.tdi_33>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_33>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_33>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_33>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_34  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_34" ><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>CHI HA TRADITO </strong><strong>LA RESISTENZA?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">“Chi ha tradito la Resistenza?”. Questa è la domanda che ci siamo posti nel dibattito organizzato da <strong>“Villafranca Domani”</strong> lo scorso 28 aprile. Oltre due ore di confronto con <strong>Mario Renosio</strong>, seguito in modo attento da un pubblico di una quarantina di persone. Renosio è il direttore dell’Istituto per la Storia della Resistenza di Asti, ente che già in diverse altre occasioni ha partecipato a nostre iniziative. <strong>Vanessa Gasparin</strong> ha accompagnato la serata cantando “Povera Patria” di Battiato, “Io non mi sento italiano” di Gaber e un brano scritto da lei, di cui vi invito a rileggere il testo perché contiene riflessioni che dimostrano come i giovani possono essere soggetti attivi della società.<strong> Daniele Barcaro</strong> ha accompagnato Vanessa alla chitarra, ha curato tutta la parte tecnica ed ha dato inizio alla serata leggendo una testimonianza sugli anni della guerra di Domenico Berta, cantaranese scomparso nel 2013.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/la-canzone-di-Vanessa.pdf">la canzone di Vanessa Gasparin</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa è successo dopo la fine del conflitto? Qual’era il contesto storico nel quale l’Italia avviava la ricostruzione? Da quel periodo, sono rimaste questioni irrisolte che ci hanno condizionato fino ad oggi?</p>
<p style="text-align: justify;">Con Alfredo Castaldo, ho fatto la parte introduttiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOLPE</strong></p>
<blockquote><p>
<em>Siamo una nazione mal governata? Perché lo accettiamo? Perché siamo così? La politica non ci piace ma continuiamo a credere a chiunque faccia promesse. Nella nostra storia ci sono sempre piaciuti gli uomini del destino. L’uomo solo al comando che risolverà tutto. Oggi, visto che siamo nella società dell’immagine, ci piace che faccia spettacolo e magari si presenti come un simpaticone. Solo una minoranza scende ancora in piazza a protestare in favore delle idee. Però la tentazione di aspettare che ci sia il sole è forte. E tuttavia col sole è meglio andare al mare. Erano minoranza anche quei ragazzi, uomini e donne, giovanissimi, che nel ’43 – ’44 salirono in montagna per opporsi al nazifascismo. Che fine hanno fatto le loro idee? Avevano scelto di combattere, a prezzo di mille sacrifici e della loro stessa vita. Morirono in 45 mila. Non erano “uguali agli altri”, come oggi vogliono farci credere quelli che pretendono di riscrivere la storia in nome di una presunta pacificazione che vuole far dimenticare le responsabilità. Dimenticare la storia serve a cancellare le idee. C’era differenza tra scegliere di andare in montagna a combattere con poche armi e pochi mezzi o schierarsi con i fascisti, sostenuti dall’alleato nazista. Bisognava scegliere di sacrificarsi per la speranza di una democrazia diretta, gestita da una nuova classe dirigente, profondamente diversa da quelle che l’avevano preceduta perché capace di spezzare quella che Giorgio Bocca chiamava “crosta sociale”. Rompere quell’equilibrio, mascherato da ordine e convenienza, che impedisce a qualsiasi comunità, piccola o grande, di far emergere le sue forze sane e vitali, condannandola all’immobilità ed alla perversa difesa dei privilegi. La Resistenza è stata movimento capace di far convergere su di se un consenso popolare vero? Cioè quell’elemento fondamentale per avere la meglio sulle armi più potenti? O è rimasta movimento di pochi? Magari con un consenso popolare nell’ultima parte del conflitto quando la sconfitta dell’avversario appariva ormai chiara? E magari per questa sua debolezza ha subito una normalizzazione voluta dagli alleati per avere l’Italia nel blocco anti comunista? Lo spirito della Resistenza si è tradotto nei principi contenuti nella Costituzione ma non in un risultato politico capace di cambiare profondamente il sistema nel dopoguerra. Ma intanto le istituzioni a tutti i livelli celebrano la Resistenza ogni anno con manifestazioni spesso retoriche e svogliate che non dicono più nulla, in particolare ai giovani.</em>
</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>CASTALDO</strong></p>
<blockquote><p>
<em>Oggi la politica è in profonda crisi ma senza di essa, di quella seria, siamo tutti più deboli. La politica evita che ci facciamo la guerra perché media sui conflitti. Era il 1955 quando Piero Calamandrei, uno di quelli che la Costituzione ha contribuito a scriverla, diceva citandola: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo primo &lt;L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro&gt; corrisponderà alla realtà”. Oggi abbiamo la disoccupazione al 12,7%. Quella giovanile al 42,6%. Siamo ai massimi. Diamo valore al lavoro? No, togliamo redditi e diritti. Mandare un figlio all’università costa dai 20 ai 30 mila euro. Pensate sia facile per chi guadagna 1500 euro al mese o anche meno? L’evasione fiscale in Italia pesa il 30% del prodotto interno lordo. I danni provocati dai cosiddetti “furbi” sono enormi e si scaricano sul cittadino onesto che paga le tasse anche per gli altri e deve mandare il figlio all’università o mantenere un genitore in casa di riposo perché ha una pensione da fame. Ma oltre l’80% dell’irpef arriva da dipendenti e pensionati. Questo è rimuovere gli ostacoli? No. È il conflitto sociale. Si è aperta una differenza sempre più ampia tra i bisogni dei cittadini normali e la capacità di rappresentarli nelle istituzioni. Perché? Tante questioni aperte.</em>
</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’Italia non ebbe la sua Norimberga. Nessun processo al regime che avrebbe comportato il processo ad un’intera nazione e ad almeno 20 anni della sua politica e della sua cultura. Vent’anni dove era nata una generazione che si era formata sotto il fascismo e non aveva conosciuto altro. E di questo paghiamo le conseguenze ancora oggi perché non abbiamo mai fatto i conti con il nostro passato. Significativa a tal proposito la parabola del Partito d’Azione, formazione di ispirazione mazziniana, sostenitrice dell’equità sociale ed europeista. Il Partito d’Azione fu molto attivo nelle formazioni partigiane ma si sciolse nel ’47, avendo raccolto solo un modestissimo consenso elettorale. Mussolini ed i gerarchi vennero fucilati senza processo per segnare, anche in modo simbolico, la fine delle guerra.<strong> Mario Renosio</strong> è stato molto esplicito nella sua valutazione di storico, attento all’attualità.  Perché? Le potenze alleate volevano la normalizzazione. L’Italia doveva far parte della zona di influenza americana. Il mondo andava verso la guerra fredda. Il governo e la classe politica si sono nella sostanza adeguati. I partiti portano la responsabilità di aver tradito lo spirito della Resistenza. Anche lo stesso Pci. Una Resistenza che era stato un movimento di riscatto di popolo ma era stato vissuto in modo pieno, e combattente, solo da una minoranza e comunque si era sviluppato solo nel nord e, in parte, nell’Italia centrale. Nei mesi successivi al termine del conflitto, non venne realizzata l’epurazione degli elementi fascisti nell’organizzazione dello Stato. In molti rimasero al loro posto. Anche i processi, nella maggior parte dei casi finirono nel nulla. Poche condanne e anche i pochi finiti in carcere tornarono liberi in breve tempo, anche grazie all’amnistia. C’era sicuramente malcontento in chi aveva combattuto per come si stava evolvendo la situazione politica ma la normalizzazione proseguì senza particolari difficoltà. Ci furono episodi di rivolta. Nell’astigiano quella di Santa Libera, dove la rimozione di un comandante partigiano dai vertici della polizia locale fu preso a pretesto da un gruppo di ex partigiani per riprendere le armi nell’agosto ’46. Episodi isolati e alla fine modesti. I rivoltosi di Santa Libera rivendicarono migliori trattamenti per gli ex partigiani. Cosa sarebbe potuto capitare se la rivolta si fosse estesa? Non dimentichiamo che in Grecia c’era in corso una guerra dove gli alleati combattevano contro i partigiani comunisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci furono le vendette? Si, anche nell’astigiano. Non furono “solo” i partigiani comunisti. Tutti, in qualche modo, ne furono responsabili. Renosio ha ricordato che il conflitto non è finito il 25 aprile ’45 ma alcuni giorni dopo. Torino venne liberata il 28. Milano il 29. La resa delle truppe tedesche in Italia arrivò quello stesso giorno. Ancora tra il 30 aprile e il 2 maggio si consumava nel vicentino una strage di civili ad opera dei tedeschi in ritirata. Ha invitato a non dimenticare qual’era il clima di quei giorni. Si stava uscendo da una vera guerra civile. Era normale il clima difficile con desideri di vendetta da parte di chi aveva subito, nei mesi precedenti, vessazioni o lutti a causa dei tedeschi e dei fascisti. Le forze alleate lasciarono la possibilità che le vendette si consumassero: una quindicina di giorni di mano libera per consentire che la situazione si sfogasse da sola. Il revisionismo della storia operata da Pansa, che cita solo casi di vendetta ma senza contestualizzarli nel clima e nelle responsabilità, è un profondo errore che falsa quanto successo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE DIFFICOLTA’ DELL’ISRAT</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rispondendo ad una domanda di<strong> Giacomo Maffé</strong>, Renosio ha ricordato le incertezze in cui versa Istituto per la Storia della Resistenza di Asti, ente di cui sono soci una cinquantina di Comuni astigiani e la Provincia. L’Israt è il lavoro di due persone, lui e <strong>Nicoletta Fasano</strong>, che da sole, con poche risorse, portano avanti un lavoro di recupero della memoria che ha prodotto la pubblicazione di decine di libri e svariati eventi. Personalmente, ho ricordato che il Comune di Villafranca, sotto l’amministrazione Padovani, voleva uscire dall’Israt. Scelta che non si concretizzò anche per la nostra opposizione. Ho poi aggiunto che sarebbe un gesto positivo che la nuova Unione “Colli del Monferrato” aderisse all’Istituto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nostre conclusioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CASTALDO</strong></p>
<blockquote><p>
<em>Abbiamo toccato tanti temi. Non basta questa serata per esaminarli tutti come sarebbe necessario. Questo lo sapevamo. Propongo a Mario Renosio di continuare questa riflessione su quanto è successo dopo la fine del conflitto, magari approfondendo la storia dei partiti e del movimento operaio, senza trascurare l’influenza della Chiesa e dei movimenti cattolici, anche in riferimento ad Asti e provincia. Fra qualche mese, se vorrai, continueremo questo dibattito. Possiamo comunque mettere qualche punto fermo. Siamo una democrazia incompiuta? Si, lo siamo. Credo che questa serata ci abbia insegnato che ogni popolo deve fare i conti con il suo passato. Sia a livello di nazione, sia a livello di territorio. L’Italia non lo ha fatto. Non abbiamo il senso del bene comune. Nel ’40 siamo entrati in guerra convinti di avere l’impero e di vincere facile. Anni di regime avevano addomesticato le coscienze. E l’abbiamo pagata cara. Poi una prima repubblica che ha insabbiato i conti con il fascismo con le amnistie. Nel ’94, alla procura militare di Roma viene ritrovato l’armadio “della vergogna” (così chiamato perché era rimasto 50 anni con le ante contro il muro) che conteneva una notevole mole di documenti sulle violenze fasciste e naziste. Mezzo secolo che evita i processi. Una prima repubblica proprio in quell’anno franata sugli scandali di chi rubava per il partito. Ma l’indignazione di quei giorni viene dimenticata in fretta. E arriva l’attuale seconda repubblica, dove mai come in passato la politica è screditata nella percezione delle persone ma mai come oggi è usata per avere vantaggi personali. O solo per una parte a danno delle altre. Una politica che ha fatto patti con la mafia anche nei piccoli paesi, ma si sa, è meglio non parlarne. O dove manganellare chi manifesta pacificamente fa meno scalpore di una rissa allo stadio. Ricordate Genova e il G8? O l’esercito per no tav? Altro che cercare la sintesi tra le diverse opinioni. Arriverà la terza repubblica? Ormai ci siamo. Con una comunicazione che non deve far sapere per non disturbare il potente. Con pochi segretari di partito che si scelgono un Parlamento che deve solo ratificare le decisioni di chi governa. Non ci ricorda la camera dei fasci e delle corporazioni? Ma intanto, questa politica ti fa sentire in colpa se difendi i diritti sociali perché ti vuole convincere che non ce li possiamo più permettere. E consente a pochi di arricchirsi senza misura.</em>
</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOLPE</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Generazioni sono cresciute avendo come ideale di vita personaggi, più o meno importanti, senza la cultura dell’impegno civile. Quella cultura che va insegnata e praticata ogni giorno con l’esempio dei fatti e la dedizione. A partire dalle piccole cose. Dovrebbe farci indignare che tanti, giovani o con qualche anno in più, non sappiano cos’è il 25 aprile e cosa sia scritto nella Costituzione.  Nell’era della comunicazione globale, dove se parlate con qualcuno questo manco vi ascolta perché ha la testa sempre su facebook, dovrebbe farci preoccupare che nessuno glielo abbia insegnato. Mi piacerebbe che ogni giovane leggesse “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”. E’ un libro di sessant’anni fa ma è pieno di umanità e di attualità. Dovrebbe essere un libro di testo nelle scuole. Uno Stato funziona se gli abitanti fanno funzionare il loro Comune o il loro quartiere. Se credono nella religione del dovere civico che porta all’assunzione di responsabilità. Se sapranno occuparsi di chi è più debole perché ha perso il lavoro, è anziano, straniero o malato. Di futuro, facendo scelte per una scuola che sia luogo di incontro e di crescita. Se difenderanno l’ambiente dove vivono. Se sapranno far pagare le tasse a tutti anche se non porta consensi facili. Se sapranno accettare chi la pensa diversamente come una ricchezza e non come un soggetto divisivo da emarginare. Se smetteranno di dare deleghe in bianco al sindaco, all’onorevole o al consigliere regionale, a chiunque occupi una carica, chiedendogli conto dei suoi comportamenti, anche di quelli che non costituiscono reato ma vanno contro l’etica. Se daranno fiducia alla passione e alla competenza e non il voto perché lo chiede l’amico. Se cercheranno soluzioni nel livello dove possono far cambiare le cose, senza aspettare che ci pensi qualcun altro. Quegli abitanti dovranno pensarci loro, in prima persona. Non altri. Credo che la Resistenza di oggi parta da qui. Da una rinnovata voglia di lottare e di partecipare. Ci siamo dentro tutti. Non farlo, significa far vincere il fascismo che non è stato cancellato il 25 aprile ’45 ma ci ha sempre accompagnati. Significa non comprendere che c’è differenza tra fascismo e antifascismo. Una differenza ancora tutta attuale. Come diceva Vanessa nella sua canzone, se riflettere su questo è proibito o sbagliato, allora questa sera abbiamo peccato.</em></p>
</blockquote>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/il-nostro-modo-diverso-di-ricordare-il-25-aprile-serata-ricca-di-contenuti-nellincontro-organizzato-da-villafranca-domani-con-mario-renosio-direttore-dellisrat/">Il nostro modo diverso di ricordare il 25 aprile. Serata ricca di contenuti nell’incontro organizzato da “Villafranca Domani” con Mario Renosio, direttore dell’Israt</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/il-nostro-modo-diverso-di-ricordare-il-25-aprile-serata-ricca-di-contenuti-nellincontro-organizzato-da-villafranca-domani-con-mario-renosio-direttore-dellisrat/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ritirata la delibera sulla privatizzazione di Gaia spa</title>
		<link>https://paolovolpe.it/ritirata-la-delibera-sulla-privatizzazione-di-gaia-spa/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/ritirata-la-delibera-sulla-privatizzazione-di-gaia-spa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2015 14:42:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=456</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’AFFARE DEI RIFIUTI Il consiglio comunale del 20 marzo scorso non ha deliberato sulla cessione ai privati del 45 per cento del capitale di Gaia spa, la società braccio operativo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/ritirata-la-delibera-sulla-privatizzazione-di-gaia-spa/">Ritirata la delibera sulla privatizzazione di Gaia spa</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>L’AFFARE DEI RIFIUTI</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio comunale del 20 marzo scorso non ha deliberato sulla cessione ai privati del 45 per cento del capitale di Gaia spa, la società braccio operativo del Consorzio di bacino per lo smaltimento dei rifiuti di Asti. Gaia è la società che gestisce gli impianti dove vengono trattati e smaltiti i rifiuti astigiani. L’amministrazione comunale ha ritirato la proposta di delibera “precofenzionata” che era stata preparata dalla stessa Gaia. Perché? Cosa sta capitando? Il vertice di Gaia, controllato dal Comune di Asti, vuole vendere ad un privato dotato di termovalorizzatore, cioè di un inceneritore, perché, dice, abbiamo bisogno di rinnovare impianti obsoleti. Le giustificazioni? I Comuni non hanno i soldi e la discarica di Cerro Tanaro sarà esaurita in due anni. Già l’amministrazione villafranchese non era molto convinta. Il vice sindaco ha dichiarato che, pur condividendo in linea di principio la privatizzazione, non essendo ancora stati stabiliti i patti che regoleranno il rapporto con il privato e il conferimento al termovalorizzatore, era meglio mantenersi la mano libera e la possibilità di un eventuale recesso dalla società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TROPPE INCERTEZZE SULLE SPALLE DEI CITTADINI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come gruppo <strong>“Villafranca Domani”</strong>, non condividiamo che una società che lavora in un settore così importante per la provincia venga privatizzata. I rifiuti sono un capitolo dal valore economico enorme. Perché non c’è mai stato alcun dibattito su questo tema? Sono scelte che condizioneranno le decisioni dei Comuni almeno per parecchi anni. Scelte che toccano tutti i cittadini. Perché non c’è stato un coinvolgimento attivo delle associazioni ambientaliste? Tutto è stato tenuto nelle segrete stanze, evitando di dare pubblicità all’argomento. Solo ora la stampa locale ci da qualche articolo per farci sapere che il presidente di Gaia e l’amministrazione di Asti considerano il progetto non modificabile. Bontà loro. E allora a cosa servono gli organi politici? Ad approvare decisioni già prese da altri. Storia già vista tante volte. Democrazia in salsa astigiana che considera i cittadini ed i suoi rappresentanti delle semplici comparse che non devono disturbare. Fare questa privatizzazione significa consegnare al privato la possibilità di imporre di fatto le regole ai Comuni, cioè a tutti noi. Quali saranno le tariffe che dovremo pagare? Nessuno lo sa. Perché gli enti locali vogliono privarsi della possibilità di determinare i cambiamenti futuri? Il privato fa quello che serve per il proprio guadagno. E’ logico. Non si preoccupa dell’interesse comune. Toccherebbe alla politica. Ma se politica rinuncia? Volere un privato con il termovalorizzatore significa limitare la scelta al massimo tra due o tre soggetti. Una teorica gara per scegliere con poca o nessuna concorrenza. E la raccolta differenziata? Quale sarà il suo futuro? Un soggetto gestore con l’incenitore avrà buon gioco a dire che la differenziata costa mentre costerebbe meno bruciare.  La discarica di Cerro sta per esaurirsi: ci pensiamo solo ora? La storia passata di Valle Manina non ha insegnato nulla? Il futuro è il rifiuto zero. Per non produrre rifiuti serve un salto culturale che riguarda tutti: privati e aziende. Salto che si può fare subito partendo dai territori e dagli enti locali. Non servono investimenti milionari. Si tutela l’ambiente e si risparmia. Incenerire significa scegliere la strada più semplice ma quella che poi blocca ogni capacità di sviluppo della differenziata e ogni cambiamento di mentalità. Gli inceneritori hanno bisogno di tanta immondizia per funzionare. E i potenziali danni per la salute? Nessuno ne parla ma basta fare quale ricerca su internet per farsi venire dei dubbi. Vicino a noi, periferia di Torino, funziona l’inceneritore del Gerbido: impianto che ha avuto parecchi problemi. A chi serve l’ampliamento dell’impianto di compostaggio di San Damiano? Al privato, futuro socio dei Comuni? Quale sarebbe l’investimento necessario per i soli bisogni astigiani? Perché Gaia non ha realizzato il previsto impianto fotovoltaico? Ci diranno: mancanza di soldi. Solita storia. Si poteva fare in anni dove c’erano incentivi importanti e magari si sarebbero ottenuti guadagni per tutti i cittadini, come dimostra la positiva esperienza del Comune di Aramengo. Forse, serviva più capacità di guardare avanti e di essere imprenditori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E I COMUNI COSA FANNO?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre nella storia provinciale, prevale l’orientamento della città di Asti oggi tutta convinta che “privato è bello e comodo”. E questa sarebbe un’amministrazione di centro sinistra? Il Comune di Asti vuole vendere. I piccoli Comuni, cioè la totalità degli altri, stanno a guardare. Un po’ perché nel nuovo assetto politico che governa la Provincia si è realizzato un esempio astigiano di “compromesso storico”. Son tutti dentro e mica si può non essere d’accordo. Un po’ per comodità. Come sempre, basta che qualcuno dica: tranquilli, vi togliamo tutti i problemi. L’esatto contrario della politica come servizio che dovrebbe lavorare nelle cose concrete, decidere e implicarsi. Al massimo, qualcuno si fa qualche domanda ma poi, visto che sono tutti disuniti, contano nulla e subiscono.  Viene da chiedersi se ci sia anche la necessaria consapevolezza e l’indispensabile informazione. Scegliere su argomenti di questo genere, di rilievo e dove gli aspetti tecnici di dettaglio contano molto, impone valutazioni attente, fatte studiando gli atti e avvalendosi di consulenze veramente indipendenti.   Tutti i Comuni sono membri del Consorzio e tutti sono soci di Gaia. Come si legge nella bozza di delibera preparata dalla stessa Gaia, la scelta di affidarsi al privato era già stata fatta, come indicazione politica, già nel febbraio 2014. Quanti avevano compreso la reale portata di questa decisione? Quali approfondimenti e confronti erano stati fatti?</p>
<ul>
<li><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/2015.03.10-Piano-Industriale-2015-18-vers03.pdf">Piano Industriale di Gaia spa</a></li>
<li><a style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;" href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/2015.03.10-Sviluppo-strategico.pdf">Il documento sullo “Sviluppo strategico” di Gaia spa</a></li>
<li><a style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;" href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/2015.03.10-Bozza-delibera-in-word.pdf">La bozza di delibera sulla privatizzazione proposta al Consiglio comunale</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/ritirata-la-delibera-sulla-privatizzazione-di-gaia-spa/">Ritirata la delibera sulla privatizzazione di Gaia spa</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/ritirata-la-delibera-sulla-privatizzazione-di-gaia-spa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tagli alla sanità: il consiglio comunale vota una mozione su proposta di “Villafranca Domani”</title>
		<link>https://paolovolpe.it/tagli-alla-sanita-il-consiglio-comunale-vota-una-mozione-su-proposta-di-villafranca-domani/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/tagli-alla-sanita-il-consiglio-comunale-vota-una-mozione-su-proposta-di-villafranca-domani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2014 09:45:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=300</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/tagli-alla-sanita-il-consiglio-comunale-vota-una-mozione-su-proposta-di-villafranca-domani/">Tagli alla sanità: il consiglio comunale vota una mozione su proposta di “Villafranca Domani”</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_35" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_36  wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_36,.tdi_36 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_36,.tdi_36 .tdc-columns{display:block}.tdi_36 .tdc-columns{width:100%}.tdi_36:before,.tdi_36:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_38  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_38{vertical-align:baseline}.tdi_38>.wpb_wrapper,.tdi_38>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_38>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_38>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_38>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_39  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_39" ><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>COSA NE FACCIAMO DELLA “CASA DELLA SALUTE”?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">“Villafranca Domani” ha chiesto il voto del consiglio comunale per prendere posizione contro i tagli che la Regione vuole fare ai reparti dell’Ospedale di Asti e per esprimere il proprio orientamento circa il futuro della “casa della salute”. Il nostro documento è stato discusso nella seduta del 23 dicembre 2014. Il sindaco Cavalla si è ovviamente dichiarato preoccupato del problema ma ha spiegato di non essere d’accordo con alcune parti del nostro testo. Quali? In particolare, la possibilità di concordare con altri Comuni della zona un ricorso al Tar contro la delibera regionale che stabilisce i tagli alla sanità e il riferimento a come dovrà essere utilizzata la “casa della salute” ed a quali servizi ci dovranno andare dentro. Perché? Sul ricorso al Tar, Cavalla ha dichiarato che ci devono pensare il Comune di Asti o la Provincia. Farne un altro, sarebbe un elemento di confusione. Gli ho risposto che. al contrario, sarebbe un modo per consentire a Villafranca di unirsi ad altri Comuni della zona che stanno valutando questa scelta (Dusino San Michele e alcuni altri). Il territorio sarebbe unito in una precisa scelta concreta che avrebbe un valore politico: dire no ad imposizioni che arrivano dall’alto, fatte senza riguardo alla realtà locale. Aspettare che lo facciano altri, con rischio di far scadere i termini, vuol dire accettare che il nostro paese abbia una posizione marginale. Sulla “casa della salute”, Cavalla ci ha detto nella sostanza che è meglio non parlarne, visto che il momento è quello dei tagli alla sanità, perché ci sarebbe il rischio di perdere il finanziamento per il completamento del fabbricato. Credo sia una tesi un po’ singolare perché il finanziamento che la Regione dovrebbe ricevere è statale: quindi non saranno risorse proprie del governo regionale. Ritengo che la “casa della salute” sia il più grande investimento pubblico fatto nella nostra zona da parecchi anni. Quali servizi verranno messi nella struttura sarà per noi fondamentale. Sarà la risposta locale al rischio di perdere servizi negli ospedali. Rischio, purtroppo, assai concreto. Mi auguro di essere smentito ma non mi illudo che dalla situazione attuale si possa uscire senza lasciare dietro qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SVILUPPARE LA SANITA’ TERRITORIALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E allora, cosa fare? Siamo in momento dove si vuol far passare per fatto normale che debbano essere i semplici cittadini a pagare la crisi, perdendo tutele e servizi. Ci vogliono far credere che, se sei tutelato, sei un peso per la società. Purtroppo, chi governava la Regione prima e chi la governa oggi sta seguendo la stessa strada dei tagli. “Villafranca Domani” sostiene da anni che i servizi socio sanitari vadano difesi e riorganizzati, per dare una mano a quanti  hanno una vera debolezza economica. Bisogna partire dalla mobilitazione del territorio, conoscerne i bisogni e coinvolgere la popolazione. Per anni, il Comune e l’Unione Valtriversa non si sono occupati del tema. Oggi paghiamo il tempo perso. Un territorio forte e unito, che sa cosa chiedere ad Asl e Regione, può sperare di farcela. Un territorio senza idee, diviso e incapace di prendere posizione, per paura di disturbare chi comanda, è condannato al declino ed a diventare sempre più povero di opportunità. La casa della salute dovrebbe servire per la medicina primaria e per organizzare iniziative di prevenzione. Dovrebbe diventare il baricentro di una rete che metta in collaborazione tutti i servizi socio sanitari del territorio che oggi fanno storia ognuno per proprio conto. Dalla casa di riposo, al Cogesa, ai medici di base, alle scuole, al volontariato, con un ruolo attivo anche per il Comune e per la nuova Unione nata con Baldichieri. Cosa si potrebbe fare con una vera rete di protezione sociale che abbia al centro la “Casa della salute”? Insegnare comportamenti che riducano i rischi. Avere un presidio, anche serale o festivo, dove trovare assistenza in caso di bisogno senza ricorrere al pronto soccorso. Visite specialistiche. Informare e accompagnare nelle scelte per adeguati percorsi di cura. Assistere chi ha bisogno a domicilio, magari anche con letti di sostegno o evitandogli inutili trasferte, e le conseguenti attese, all’ospedale per semplici pratiche amministrative o quelle visite dove nemmeno ti guardano in faccia e si limitano ad esaminare le carte.  Monitorare i bisogni e le situazioni a rischio. Tutte le prenotazioni, anche verso i centri privati convenzionati. Magari con orari di accesso adatti a chi lavora, senza l’onere di prendere permessi. Consegne dei referti e pratiche anche via internet. Sarebbe concretizzare quanto previsto in quel protocollo di intesa firmato otto anni fa dall’allora Valtriversa. dove l’amministrazione villafranchese governava, con l’Asl e poi subito dimenticato. Scommetto che qualcuno dirà: fantasie! Io credo di no. Sono tutte cose possibili se i Comuni della zona saranno uniti nel confronto con la Regione, se i parlamentari regionali e nazionali daranno il sostegno alle proposte e se ognuno dei potenziali attori smetterà di guardare solo il proprio orticello, per comodità o per semplice inerzia, per dare qualcosa in più a favore di tutti. Potrebbe essere valutato il coinvolgimento imprenditoriale di quella parte seria delle cooperative che lavorano nel sociale, purché gestito dal pubblico e non usato come scusa per privatizzare. Potrebbe essere occasione di nuova occupazione e di ricaduta economica positiva per la zona. Potrebbe essere il mezzo per un vero risparmio strutturale nella spesa sanitaria perché prevenire costa meno e rendere la vita più facile ai cittadini evita loro di pagare quelle tasse occulte che sono i disagi e le perdite di tempo. Altrimenti? Sarà una sconfitta per tutti. Aver speso qualche milione di euro, a cosa sarà servito? Ad avere un fabbricato vuoto, lasciato a deteriorarsi, o a metterci dentro quanto c’è oggi nel distretto sanitario di via Luotto, magari con qualcosa di meno nel silenzio generale. Anche l’importante lavoro dei volontari Cri perderebbe un’occasione per essere valorizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amministrazione dirà di aver fatto tutto il possibile. Secondo noi, no. Prima, in anni dove tutto sembrava facile, ha usato la “casa della salute” per una strumentale propaganda elettorale. Poi, ha faticato preferendo spesso il silenzio. Avrà senz’altro sollecitato il completamento della struttura ma direi che è il minimo sindacale per chiunque si fosse trovato a governare. E’ mancato il coraggio di una proposta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTATA LA MOZIONE RIVISTA DA CAVALLA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">il sindaco Cavalla ha presentato una sua proposta di mozione che recuperava le premesse di un documento sullo stesso tema approvato dal consiglio comunale di Asti e diversi punti delle nostre proposte, tralasciando, come abbiamo detto, casa della salute e Tar. “Villafranca Domani” ha deciso di votarla, anche se svuotata di due argomenti importanti, perché ritenevamo opportuna e urgente una posizione unitaria a favore della raccolta di firme, organizzata da Dusino San Michele, contro i tagli all’ospedale. Positivo che l’amministrazione abbia condiviso il sostegno al ruolo della sanità pubblica, la necessità di logiche diverse rispetto a quella dei semplici tagli economici e l’impegno ad un consiglio aperto sull’argomento da parte della nuova Unione “Colli del Monferatto” nata la stessa sera con Baldichieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per valutare le differenze, vi invito a leggere la nostra proposta originale e il testo votato dal consiglio comunale, con la sola astensione del vice sindaco Guazzo. Di seguito, trovate anche l’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Asti.</p>
<ul>
<li><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/proposta-mozione-sanità.pdf">“<strong>Villafranca</strong><strong> Domani”: la nostra proposta mozione sulla sanità</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/sanità-mozione-proposta-cavalla.pdf">Sanità:  l’ ordine del giorno approvato dal Comune di Asti</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/casa-salute-prot-intesa1.pdf">Casa della salute: il protocollo d’intesa tra Valtriversa e Asl</a></strong></li>
</ul>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/tagli-alla-sanita-il-consiglio-comunale-vota-una-mozione-su-proposta-di-villafranca-domani/">Tagli alla sanità: il consiglio comunale vota una mozione su proposta di “Villafranca Domani”</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/tagli-alla-sanita-il-consiglio-comunale-vota-una-mozione-su-proposta-di-villafranca-domani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Considerazioni sulla politica</title>
		<link>https://paolovolpe.it/considerazioni-sulla-politica/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/considerazioni-sulla-politica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2014 13:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://paolovolpe.360positive.it/?p=407</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/considerazioni-sulla-politica/">Considerazioni sulla politica</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_40" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_41  wpb_row td-pb-row" >
<style scoped>.tdi_41,.tdi_41 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_41,.tdi_41 .tdc-columns{display:block}.tdi_41 .tdc-columns{width:100%}.tdi_41:before,.tdi_41:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_43  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_43{vertical-align:baseline}.tdi_43>.wpb_wrapper,.tdi_43>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_43>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_43>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_43>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_44  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_44" ><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>NON VOLTATEVI DALL’ALTRA PARTE</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">In politica conta raggiungere il risultato o avere idee ed essere coerenti con i principi? Conta l’etica o conta il cinismo? Conta il rispetto per le istituzioni o il vantaggio personale? Conta il vissuto delle persone e quello che hanno fatto o “l’immagine” che il politico sa dare di sé? Ritengo la politica sana il governo dei fatti della democrazia. Quella cosa che evita che le persone si facciano la guerra perché cerca di dare a tutti la migliore possibilità di esprimersi, garantendo un equilibrio tra i diversi interessi e ai più deboli i mezzi per non essere svantaggiati nella vita. La politica deve essere dibattito delle idee nel quale il corpo sociale, tutti noi, ha il diritto dovere di partecipare alla gestione della cosa pubblica, dalla piccola associazione di paese, al piccolo Comune, allo Stato mandando al governo dei vari livelli istituzionali persone che lo rappresentano e sono al servizio dell’interesse pubblico. La politica deve selezionare la classe dirigente, impedendo che la stessa abbia conflitti di interesse, grandi e piccoli. Tutti noi dobbiamo chiedere conto a chi fa politica del suo operato. Il politico, a qualsiasi livello, che fa i suoi interessi personali, del suo clan o della sua corrente,  che tiene comportamenti che gettano discredito sulle istituzioni o comunque non trasparenti oppure non fa al meglio il suo lavoro deve essere messo da parte. Anche se il suo comportamento è censurabile moralmente ma non costituisce reato. Deve pagare senza sconti se compie reati o si rende complice.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vicende di questi giorni sulla mafia romana hanno riportato l’attenzione su fatti che sono un grave danno per la pubblica amministrazione. Situazioni nelle quali, a spartirsi la torta, ci stanno quelli che si qualificavano di destra e quelli che spacciavano per sinistra.  La selezione di una classe dirigente capace non esiste più. In nessun partito. Prevale l’idea che basti l’uomo “forte” a mettere a posto tutto e il partito viene creato ad immagine e somiglianza di chi va per la maggiore al momento. Semplicemente l’onesto, quello che non si adegua all’andazzo perché crede in quello che fa, non riesce a far carriera in politica. Fanno carriera quelli che saltano sul carro del vincitore,  i cinici, gli spregiudicati, gli arrivisti ed i disonesti.</p>
<p style="text-align: justify;">La tangentopoli romana non deve far pensare che tutto il marcio sta nella capitale. Il marcio è diffuso a tanti livelli. Ve lo ricordate lo scandalo dei rimborsi ai consiglieri regionali piemontesi. Con gli eletti che si stupivano dicendo che non era reato farsi pagare gli acquisti privati e le cene con i soldi pubblici. Se sarà reato o meno lo stabilirà la magistratura ma trovo che sia indegno di un paese civile quanto accaduto. Ricordate il vergognoso congresso del Pd astigiano dello scorso anno dove sono stati usati sistemi che nulla hanno a che vedere con la trasparenza e il rispetto della politica? Ricordate lo scandalo Atc di Asti? Per anni, nel completo disinteresse della politica locale che governava l’ente, sono stati rubati milioni di euro da un singolo che se ne fotteva delle case per i più deboli. I politici che hanno governato oggi dicono che non avevano la possibilità di controllare. Se così era, perché non si sono posti il problema prima? Perché non hanno cambiato le regole, pretendendo di vederci chiaro? Ricordate l’accumulo di cariche oggi molto in voga tra chi gestisce il potere ad Asti? Quando si sta “dalla parte giusta”, tutto è permesso. Anche tentare di licenziare i revisori dei conti che non si allineano a chi comanda.</p>
<p><em>I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti. […]</em></p>
<p><em>Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. (…)</em></p>
<p><em>(…) La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. [&#8230;]</em></p>
<p><em>(…) Voglio dirle però con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire.</em></p>
<p><em>Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude”.</em></p>
<p>Queste parole sono del 28 luglio 1981 ma sono attualissime. Sono le dichiarazioni di Enrico Berlinguer ad Eugenio Scalfari: la celebre intervista sulla questione morale. Vi invito a spendere qualche minuto ed a rileggere il testo integrale  di quel documento:</p>
<p><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/39.pdf">Enrico Berlinguer: la questione morale</a></p>
<p>Come eliminare il marcio? Le persone normali facciano politica. Non voltatevi dall’altra parte.</p>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/considerazioni-sulla-politica/">Considerazioni sulla politica</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/considerazioni-sulla-politica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
