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lunedì, 15 Aprile 2024

l’Unione “Colli del Monferatto” adotta il suo stemma

E’ MANCATA LA VOGLIA DI NUOVO

Torno sul capitolo Unione per un particolare in più: la scelta dello stemma del nuovo ente. Uno stemma dovrebbe essere il simbolo in cui ti riconosci. La “Colli del Monferrato” è un’entità nuova, senza una storia propria. Già il nome farebbe nascere molti legittimi dubbi. L’Unione nasce oggi e la sua storia è tutta da costruire. Il suo stemma avrebbe dovuto essere nuovo e diverso. Attuale. Magari nato dall’intuizione e della fantasia di qualche classe delle scuole di Villafranca e Baldichieri. Così non è stato.  La proposta di fare un concorso di idee nelle scuole, ancora sostenuta dall’amico e collega Lorenzo Salvadore durante il primo consiglio dell’Unione, è stata bocciata dalle amministrazioni comunali. Ci hanno detto che sarebbe loro piaciuta ma ora non c’era tempo per attuarla. Era già venuta fuori nella discussione durante la preparazione dello statuto, tra novembre e dicembre dello scorso anno, ma, come è evidente, le amministrazioni non le hanno dato seguito. Forse, allora il tempo c’era. Hanno preferito la strada, assai meno impegnativa, di rivolgersi ad un professionista. Magari temevano che dalle scuole sarebbero uscite proposte non all’altezza dell’obiettivo. Risultato? Il consiglio ha adottato, senza il nostro voto, uno stemma inutilmente complesso, oserei dire barocco, pieno di particolari. Vuole apparire “storico” ma in realtà è una finzione. Una fusione degli stemmi dei due Comuni che, diversamente dall’Unione, hanno storie di secoli. E se ne arriverà un terzo? Non era meglio qualcosa di completamente nuovo e semplice? Per fare un paragone alto: la bandiera dell’Unione Europea non è la somma delle bandiere dei paesi membri. E’ qualcosa di molto diverso e “aperto” ai nuovi arrivi. Dove tutti possono identificarsi perché si sentono uguali. Sarà anche una questione di gusti ma credo che lo stemma della “Colli del Monferrato” non rimarrà nella memoria della gente. Non è fatto per essere ricordato. Peccato. Si è persa un’occasione per fare cultura. Per stimolare i giovani ad interrogarsi sul futuro unito dei nostri paesi. Prendiamo atto della promessa verbale, emersa durante il consiglio, che l’Unione costruirà apposite iniziative dedicate alle scuole. Ci auguriamo di vederle presto realizzate.

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