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	<title>Sociale Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
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	<title>Sociale Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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		<title>La casa di riposo Santanera a un passo dalla chiusura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 05:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La politica mostri volontà e si impegni per trovare una soluzione alla grave crisi della casa di riposo Santanera. È una battaglia che ci deve vedere uniti perché va a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La politica mostri volontà e si impegni per trovare una soluzione alla grave crisi della casa di riposo Santanera. È una battaglia che ci deve vedere uniti perché va a favore dei servizi assistenziali del territorio. Questo hanno chiesto <strong>Fabio Isnardi</strong>, consigliere regionale del PD eletto nello scorso maggio; <strong>Luca Quagliotti</strong>, <strong>Alessandro Delfino</strong> e <strong>Armando Dagna</strong>, segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, durante l&#8217;incontro pubblico, convocato dal Comune, il 9 ottobre scorso. La sala Bordone era piena, come si è visto di rado nella storia del paese: lavoratrici della struttura, parenti degli ospiti e cittadini.  Segno evidente che le notizie di prossima chiusura della casa di riposo hanno suscitato forti preoccupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Quagliotti ha ricordato che il Piemonte è carente di posti letto per l’assistenza agli anziani. Perché chiudere? Considerato che l’ente è una ex Istituzione di pubblica assistenza dove il Comune nomina il consiglio di amministrazione. Poi ha citato la positiva soluzione della crisi della casa di riposo di Rocchetta Tanaro con il sostegno del sindacato e la possibilità di coinvolgere Finpiemonte come garante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bruno Colombo</strong>, sindaco di Roatto e presidente della Valtriversa, Unione che raccoglie i Comuni di Roatto, Maretto, Cantarana, Monale, San Paolo Solbrito, Castellero e Cortandone, ha chiesto di &#8220;essere coinvolto&#8221; perché siamo davanti a un problema di territorio di cui nessuno lo aveva informato. Presente in sala, anche il sindaco di Cantarana, <strong>Roberta Franco</strong>, e il sindaco di Monale, <strong>Sergio Magnetti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a queste prese di posizione; alle lavoratrici che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento per il prossimo 31 ottobre e con coraggio che merita rispetto hanno detto chiaramente di essere state lasciate sole a tenere aperta la struttura; ai parenti che avrebbero saputo della chiusura dai giornali e che non sanno come ricollocare i loro anziani, il sindaco <strong>Anna Macchia</strong> ha promesso che convocherà tutti gli esponenti istituzionali. Incontro poi fissato per il 17 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo per trovare una soluzione è poco. Pochissimo. Lo hanno ricordato Isnardi e Quagliotti. Serve almeno un anno secondo Dagna. Il commissario del Santanera, <strong>Pietro Endrizzi</strong>, e il presidente della Pro Infantia, <strong>Stefano Amedeo Guslandi</strong>, ente del terzo settore che ha assunto il personale prima alle dipendenze della Kcs, consorzio di cooperative, hanno chiaramente detto che, senza 400 mila euro di nuova liquidità, avrebbero chiuso il Santanera. A cosa servirebbero questi soldi? A tacitare proprio Kcs che avrebbe un credito che, dai giornali, sarebbe di 900 mila euro. Chi li dovrebbe mettere? Sono falliti i tentativi di consegnare la casa di riposo per 30 anni a un gestore privato che si assumesse l&#8217;onere di tutto il debito. Gli imprenditori privati del paese non si sarebbero fatti avanti. Il Comune dice che non può mettere soldi. E allora? Per il commissario e per il presidente di Pro Infantia potrebbe metterli la popolazione con una sottoscrizione. Isnardi ha replicato che diventa difficile chiedere soldi a qualcuno se non gli dimostri di avere un progetto di rilancio credibile della casa di riposo. Personalmente, condivido. Se venisse attuata, sarebbe un obiettivo impossibile da realizzare in pochi giorni. Comunque di un livello molto difficile da raggiungere anche con un progetto. Improponibile senza una chiara idea di futuro. Siamo una zona di piccoli paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">E la Regione? Per <strong>Sergio Ebarnabo</strong>, consigliere regionale di maggioranza, non bisogna creare false aspettative. La Regione darà un aiuto a trasferire in altre strutture gli anziani. Atto, gli ha risposto Quagliotti, che sarebbe comunque un obbligo.</p>
<h4><strong>LA SERATA DEL 9 OTTOBRE E&#8217; SERVITA?</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">La serata del 9 ottobre è servita? Se porterà finalmente a una gestione politica della crisi con l&#8217;obiettivo di salvare il Santanera e il suo ruolo di servizio pubblico sarà stata un bene. Nonostante sia stata una scelta fatta in grave ritardo. È servita a informare la popolazione e a chiarire le tante legittime domande sulla vicenda? Poco. Per oltre due anni è mancata una comunicazione alla cittadinanza su come si stesse evolvendo la situazione. Durante la serata sono stati forniti pochi dati senza un adeguato approfondimento. Sono state dette cose già anticipate dai giornali. Allora perché è stata fatta? È una mia opinione: credo sia stata fatta solo per mettere il paese davanti al fatto compiuto che la casa di riposo chiudeva. Poi, lo sviluppo della serata ha costretto il Comune a proporre di rimandare il tema al tavolo della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno dopo la riunione, dai giornali apprendiamo che Pro Infantia resterebbe fino a fine novembre. Un mese in più ma sempre poco per trovare una soluzione positiva. Perché questa fretta di andarsene? Da quanto emerso nella riunione, Pro Infantia non ha mai detto di avere crediti insoddisfatti. Quindi avrebbe sempre percepito il compenso richiesto. Dall&#8217;assemblea è emerso che la gestione ordinaria oggi sarebbe in equilibrio. Quanto costa oggi Pro Infantia al mese? A quanto ammontano gli incassi mensili delle rette? Ci sono crediti verso l&#8217;Asl per gli ospiti in convenzione?</p>
<h4><strong>LE PROPOSTE DI &#8220;VILLAFRANCA DOMANI&#8221;</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">A cosa è servito il commissariamento? Credo avesse un solo obiettivo: verificare se c’era un privato disponibile a prendersi la struttura e il suo debito e, in caso negativo, portarla alla chiusura. Sono state esplorate strade diverse? Non credo. Già anni fa <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong> evidenziava i pericoli di una crisi e aveva fatto proposte alternative. Eliminare l&#8217;inutile e costosa intermediazione di manodopera fatta dalle cooperative e assumere direttamente il personale. Ricercare collaborazioni con altre case di riposo per arrivare a un consorziamento. Dare risposta ad altri bisogni. Quali? Ospitare disabili. Creare mini alloggi per chi ancora autosufficiente voleva rimanere indipendente ma usufruire dei servizi della struttura. Fornire assistenza domiciliare agli anziani che vogliono rimanere a casa. Aprire i propri servizi alla cittadinanza (ad esempio, infermeria, palestra, pasti, spazi per i medici di famiglia e medici specialistici). Sarebbe servito per diversificare le entrate. Poi, bisognava coinvolgere nella gestione almeno i Comuni della Valtriversa.</p>
<h4><strong>COME SI E&#8217; FORMATO IL DEBITO DEL SANTANERA?</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Durante la riunione e sui giornali, è stato ripetuto più volte che il macigno sulle spalle del Santanera sarebbe il debito di circa 1,6 milioni di euro, scoperto dal commissariamento. Da cosa deriva questo debito? È un fatto noto che circa 700 mila euro siano il residuo di un mutuo fatto ad inizio degli anni duemila per finanziare l&#8217;ultima ristrutturazione e poi aumentato per acquistare i fabbricati adiacenti alla sede in via Roma dagli eredi della signora Venturello. Oltre ai terreni compresi nell’eredità. Operazione costata poco più dI 450 mila euro. I fabbricati dovevano servire per un ampliamento della struttura e quindi aumentare le entrate. Peccato che dall&#8217;acquisto siano passati 17 anni. Un progetto completo per la ristrutturazione è stato fatto solo nel 2019: con troppo ritardo e preventivando un investimento tutto da finanziare di tre milioni di euro. Troppo alto per un ente che già allora era fragile. Perché i consigli di amministrazione di quegli anni, sempre nominati dal Comune, non si sono mossi prima e non sono stati sollecitati a farlo? Il resto del debito sarebbe quanto rivendicato da Kcs, consorzio di cooperative subentrato a Socialcoop negli ultimi mesi del 2020, per la gestione dei servizi e del personale. Quanto costava Kcs al mese? Nel 2021 era stata dichiarato il dato di 63 mila euro mensili.  È rimasto quello?  Come è maturato il suo credito? Secondo quanto affermato dallo stesso commissario durante la riunione, Kcs voleva un canone commisurato alla piena occupazione dei posti in struttura anche se in realtà gli ospiti erano molti meno. Pertanto, se ho compreso correttamente, lui stesso avrebbe deciso di pagare a Kcs solo acconti. Non mi è chiaro. Significa che ha tentato di rinegoziare il contratto in essere? Con quali risposte? Perché l’ente ha accettato a suo tempo condizioni che sembrerebbero così onerose? Forse, perché si è trovato solo in piena emergenza per la pandemia. Era proprio il 2020. In quella situazione di crisi, è facile pensare che, da solo, non avesse la forza politica di contrattare. Questo potrebbe anche spiegare perché l’ente pagò per intero le spettanze di Socialcoop che se ne andava. Magari facendo uno sforzo che drenava le sue residue risorse finanziarie in un momento con ospiti ridotti e conseguenti entrate ridotte. Saldare Socialcoop avrebbe richiesto un piano di pagamenti maggiormente dilazionato nel tempo. Ma dopo? Un debito di 900 mila euro non si forma in pochi mesi. Ribadiamolo perché sui giornali e sui social sono anche uscite notizie e considerazioni fuorvianti: la gestione Kcs è iniziata alla fine del 2020. Non prima. Quindi il debito verso questo soggetto può solo essere maturato da allora in avanti. L’ultimo consiglio di amministrazione prima del commissariamento ha assunto iniziative per ridurre le pretese di Kcs? Perché non si sono scelte strade e formule diverse?</p>
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		<title>Il futuro del Santanera e del S. Elena interessa al Comune?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 00:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 30 aprile, il consiglio comunale si è riunito per discutere il bilancio di previsione per il triennio 2022 &#8211; 2024. Discutere? A Villafranca ormai non si discute più. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Sabato 30 aprile, il consiglio comunale si è riunito per discutere il bilancio di previsione per il triennio 2022 &#8211; 2024. Discutere? A Villafranca ormai non si discute più. Il consiglio comunale è una semplice e svogliata formalità di una maggioranza che è appiattita sulle volontà del sindaco. L&#8217;opposizione non c&#8217;è più. Poco tempo per quello che dovrebbe essere l&#8217;atto fondamentale di indirizzo delle politiche comunali. Poco tempo, quasi tutto dedicato alle opere pubbliche che l&#8217;amministrazione spera o presume di poter fare. E gli enti che si occupano di sociale?  Solo un brevissimo e superficiale accenno nelle comunicazioni. Cosa è stato detto? Circa la casa di riposo, c&#8217;è il commissario che starebbe lavorando e avrebbe parlato con Asl e Cogesa. Notizia che dice praticamente nulla. Direi che è solo normale parlare con Asl e Cogesa. Nessuno si è chiesto con quale esito. Nessuno ha domandato, dopo un mese di commissariamento, come stia evolvendo la situazione. Nonostante il commissariamento sia stato voluto dal Comune, rimasto inerte di fronte alle difficoltà dell&#8217;ente. Quali valutazioni ha maturato il commissario? Che decisioni ha preso? E&#8217; stata definita una strategia? Quanti ospiti ci sono? Ne sono arrivati di nuovi? Che livello di qualità ha il servizio offerto? Quali sono  i rapporti con la cooperativa Kcs che fornisce il personale? C&#8217;è stato un rientro almeno parziale dal debito nei confronti di Kcs? A quanto ammonta il debito attuale dell&#8217;ente? C&#8217;è stato un confronto con il sindacato? Ci saranno iniziative per ridare un&#8217;immagine di affidabilità all&#8217;ente, dopo la distruzione della sua credibilità ad opera dei comunicati stampa comunali nello scorso inverno e le dimissioni di tre membri del consiglio di amministrazione?</div>
<div style="text-align: justify;">E il S. Elena? Qualche parola per dire che il sindaco ha incontrato il consiglio di amministrazione dell&#8217;ente. La situazione economica non sarebbe &#8220;così critica&#8221;. Nessun dato è stato fornito. Meglio non spiegare nulla. Abbiamo solo appreso che Il Comune avrebbe &#8220;girato&#8221; al S. Elena 83 mila euro. Detto in questo modo si potrebbe anche intendere che tutto va bene e che il Comune si sarebbe impegnato moltissimo. Non è così. Il Comune paga al S. Elena un contributo annuo in base ad una convenzione  vigente, con varie modifiche, dagli anni novanta. Circa 25 mila euro. L&#8217;accordo scadrà a giugno 2025. E il resto? Non risultano altri contributi comunali.  Probabilmente, i soldi derivano da contributi statali e regionali, compresi i ristori per il covid, che il Comune riceve e che deve obbligatoriamente dare al S. Elena. Soldi che avrebbero solo coperto le perdite per le rette non incassate a seguito delle chiusure imposte dalle misure contro la pandemia.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
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		<title>Cantarana: accolti sei profughi ucraini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 14:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I fatti negli altri Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 23 marzo scorso, Cantarana ospita sei profughi ucraini. Sono due donne, due ragazze e due ragazzi. Iniziativa resa possibile dalla solidarietà del volontariato locale che ha allestito e organizzato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Dal 23 marzo scorso, Cantarana ospita sei profughi ucraini. Sono due donne, due ragazze e due ragazzi. Iniziativa resa possibile dalla solidarietà del volontariato locale che ha allestito e organizzato l&#8217;alloggio. Sono ospitati nell&#8217;alloggio che era di don Rolfo. I profughi, come ci ha spiegato il sindaco Roberta Franco, sono arrivati in Italia per tramite la Caritas. Un messaggio positivo da un paese che, nonostante le dimensioni contenute, ha sempre mostrato molta attenzione all&#8217;impegno sociale.</div>
<div style="text-align: justify;">Sempre per tramite della Caritas, otto mesi fa è arrivata a Villafranca una famiglia afghana.</div>
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		<title>Santanera: tre candidati per il ruolo di commissario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 10:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tre i candidati a diventare commissario della casa di riposo Santanera. Lo ha reso noto il Comune lo scorso 7 marzo. Ancora nessuna notizia ufficiale sui nomi e sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono tre i candidati a diventare commissario della casa di riposo Santanera. Lo ha reso noto il Comune lo scorso 7 marzo. Ancora nessuna notizia ufficiale sui nomi e sui curriculum. Si sa che la trasparenza non è il punto forte dell&#8217;attuale amministrazione comunale. Dai tre,  il Comune dovrà indicare chi avrà il compito di gestire l&#8217;ente in questo difficile momento della sua storia. La Regione dovrà valutare se confermare la scelta.<br />
Quali sono i problemi che il commissario dovrà affrontare? Un breve riassunto. Perché è stato mantenuto un accordo troppo oneroso nei confronti della cooperativa che fornisce il personale? Prevede il pagamento di un corrispettivo a prescindere dal numero effettivo degli ospiti. Un accordo che costa più delle rette che vengono percepite. Bisogna incentivare l&#8217;entrata di nuovi ospiti. Cosa tutt&#8217;altro che semplice con gli allarmi sul dissesto lanciati dal Comune e con una struttura che avrebbe bisogno di importanti lavori di manutenzione.<br />
Cosa mi aspetto dal commissario? Mi piacerebbe che rinforzi le basi di un Santanera pubblico, che sappia guardare ai prossimi vent&#8217;anni e sviluppare la sua posizione di servizio sociale per gli anziani della zona, a sostegno dei più deboli, in particolare di quelli che vivono soli. La gestione commissariale dovrà essere solo un passaggio transitorio. Dovrà traghettare l&#8217;ente verso un nuovo consiglio. O almeno dovrebbe. Perché rimane il sospetto che il Comune, che ha voluto nei fatti arrivare al commissariamento, rifiutando le ultime candidature a consigliere, oltre a non aver dato alcun sostegno all&#8217;ente, voglia usare l&#8217;occasione per favorire la cessione ai privati. Soluzione che sarebbe facilmente presentata come &#8220;l&#8217;unica possibile&#8221; perché &#8220;non ci sono soldi&#8221;. La comoda scusa della politica attuale per non impegnarsi. Mi auguro che il commissario abbia capacità di ascoltare tutti e sappia dare un&#8217;informazione trasparente e completa ai cittadini sulle scelte che verranno fatte.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Una crisi annunciata</strong></em><br />
<em>Il Santanera vive una crisi che affonda le sue radici nei troppi anni persi senza comprendere che il modello di casa di riposo basato solo sulla residenza era ormai insufficiente. La sua fragilità non ha retto ai bisogni che sono cambiati, anche per colpa del covid. Molti i possibili esempi. Tanti anziani vogliono rimanere a casa propria e hanno bisogno di servizi domiciliari. La casa di riposo dovrebbe diventare il centro per offrire servizi specialistici agli anziani del territorio. Ambulatori aperti. Fisioterapia. Palestra. Animazione. Attività culturali. Centro diurno. Aiuto per pratiche amministrative. Trasporto e accompagnamento a visite mediche. Si paga ora il grande errore della mancata ristrutturazione dei fabbricati adiacenti alla sede, la proprietà ex Venturello, rimasti da quindici anni in completo abbandono. Acquistati incrementando il mutuo fatto per la ristrutturazione conclusa nel 2005, potevano servire per un ampliamento utile a dare risposta ad anni dove i posti letto erano tutti occupati. Allora c&#8217;era la lista di attesa. Grazie ad un ente che aveva una buona immagine ed era ritenuto affidabile e di qualità. Potevano servire per il reparto di isolamento che sarebbe stato indispensabile con l&#8217;emergenza covid. Per creare mini alloggi per chi vuole mantenere la propria indipendenza e usare i servizi del Santanera. Per ricavare ambulatori medici, magari da affittare ai professionisti. Risultato dei mancati investimenti? Un ampliamento progettato con molto ritardo e senza un adeguato approfondimento. Solo costi e nessun vantaggio.</em><br />
<em>Gli ultimi consigli di amministrazione non hanno avuto la lungimiranza che era stata di Carlo Torchio, lo storico presidente dell&#8217;ente. Negli anni ottanta aveva tolto i &#8220;cameroni&#8221; dove vivevano fino a dodici ospiti: situazione ormai diventata assurda e fuori dal tempo. Negli anni novanta aveva superato l&#8217;uscita di scena delle suore, personale troppo anziano ormai inadeguato alla normativa e alle nuove esigenze, istituendo il servizio infermieristico, l&#8217;assistenza notturna e facendo prendere alle operatrici la necessaria qualifica. Aveva fortemente voluto l&#8217;ultima importante ristrutturazione della sede, con la creazione dei posti per non autosufficienti.</em><br />
<em>Come finanziare i cambiamenti? Più servizi sono più fonti di entrata. Ma il passaggio fondamentale sarebbe la gestione diretta del personale, eliminando la presenza delle cooperative che non portano alcun valore aggiunto, non creano nel personale quella fidelizzazione che è necessaria per lavorare bene e si prendono tutti i margini economici. Presenza che ha anche impedito quella manutenzione straordinaria di cui oggi è evidente la mancanza. Se poi aggiungiamo consigli di amministrazioni troppo remissivi nei confronti della cooperativa, le difficoltà aumentano ancora. Perché l&#8217;asilo S. Elena ha personale proprio e la casa di riposo non può averlo? Servirebbero anche opere per il risparmio energetico, magari usando i vantaggi fiscali oggi possibili. Interventi che sembrerebbero essere stati del tutto trascurati dall&#8217;ultimo consiglio di amministrazione. Perché?</em><br />
<em>Da sempre, sostengo che il Santanera sia un patrimonio pubblico. I cittadini devono sapere tutto, con chiarezza e in modo oggettivo. Oggi i mezzi ci sono: L&#8217;ente ha un sito internet. I verbali dei consigli e i bilanci devono essere pubblicati.</em></p>
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		<title>Opera pia S. Elena: alcune domande sulla situazione economica dell&#8217;asilo</title>
		<link>https://paolovolpe.it/opera-pia-s-elena-alcune-domande-sulla-situazione-economica-dellasilo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 06:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;asilo dell&#8217;Opera Pia S. Elena come ha vissuto le chiusure dovute al covid? Quali conseguenze ci sono state per il suo bilancio? Negli ultimi anni, i bambini sono diminuiti? Calo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/opera-pia-s-elena-alcune-domande-sulla-situazione-economica-dellasilo/">Opera pia S. Elena: alcune domande sulla situazione economica dell&#8217;asilo</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">L&#8217;asilo dell&#8217;Opera Pia S. Elena come ha vissuto le chiusure dovute al covid? Quali conseguenze ci sono state per il suo bilancio? Negli ultimi anni, i bambini sono diminuiti? Calo delle nascite? Spostamenti verso l&#8217;asilo pubblico di Baldichieri? Non ho dati precisi, che non sono mai stati resi noti, e questo credo sia un errore che non tutela l&#8217;ente, ma temo che i problemi citati abbiano lasciato il segno. Sarebbe utile capire. Che il Santanera sia in crisi, è ormai un fatto evidente. E il S. Elena? Il rischio di avere entrambi gli enti in difficoltà per la loro debolezza penso sia reale.</div>
<div style="text-align: justify;">Vorrei capire se l&#8217;amministrazione comunale ha un suo pensiero. Se si è preoccupata di approfondire, visto che verso la casa di riposo non si è mai curata di capire alcunché. Sarebbe importante sapere se lo storico contributo che il Comune versa all&#8217;asilo (concepito negli anni novanta) di circa 25 mila euro all&#8217;anno sia in discussione oppure no. Non dovrebbe, visto che la convenzione che lega Comune e Asilo scade a giugno 2025. Ci saranno cambiamenti in futuro? La mensa scolastica continuerà ad essere gestita dal S. Elena oppure si sceglierà di aprire ai privati, mettendo tutto a gara? Se così fosse, i genitori saranno contenti che i loro figli mangino pasti preparati ore prima e magari a diversi chilometri di distanza? Non credo che il Comune arrivi a dare più soldi all&#8217;asilo, visto che non ne ha mai dati alla casa di riposo, nemmeno ora con il Santanera in gravi difficoltà. Mi chiedo se il nostro Comune crede agli investimenti nel sociale o li considera solo un costo inutile. E&#8217; l&#8217;Unione Colli del Monferrato, che dovrebbe unire Villafranca e Baldichieri? Tutto silenzio. La funzione sociale è nello statuto ma nessuna politica condivisa è stata mai attuata.</div>
<div style="text-align: justify;">Abbiamo due enti che hanno fatto un pezzo importante della storia del nostro paese. Entrambi frutto di lasciti a favore della comunità. Farli lavorare insieme? Gli spazi potrebbero esserci. Integrazione del personale. Penso a segreteria, manutenzioni, pulizie, cucina. Forniture acquistate in collaborazione, magari di prodotti a chilometri zero.  Risparmio energetico con progetti comuni. Attività che coinvolgano i bambini e gli anziani.</div>
<div style="text-align: justify;">E puntare ai fondi europei per recuperare i fabbricati ex Venturello, di proprietà della casa di riposo e abbandonati da 15 anni, e i locali un tempo occupati dalle suore? Ci potevano essere importanti ricadute economiche e occupazionali. Qualcuno, nel nostro Comune, ci ha pensato per provare a lavorarci? Tentare, con tutte le probabili difficoltà, è il presupposto per raggiungere un obiettivo.</div>
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		<title>Portare i giovani nei luoghi della Memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 11:25:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I fatti negli altri Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un plauso alla bella iniziativa del Comune di Buttigliera. Come riportato dal sito 100TORRI, l&#8217;amministrazione ha deciso di contribuire alle spese per far partecipare cinque ragazzi delle scuole superiori all&#8217;edizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Un plauso alla bella iniziativa del <strong>Comune di Buttigliera</strong>. Come riportato dal sito 100TORRI, l&#8217;amministrazione ha deciso di contribuire alle spese per far partecipare cinque ragazzi delle scuole superiori all&#8217;edizione 2022 del &#8220;Treno della Memoria&#8221;. Un progetto formativo che consente ai giovani di visitare i campi di concentramento che videro lo sterminio di massa operato dal nazismo di ebrei ed oppositori. Dal 2004, l&#8217;associazione <span style="color: #ff0000;"><em><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://www.trenodellamemoria.it/">&#8220;Il Treno della Memoria&#8221;</a></strong></em></span> ha portato oltre 37 mila ragazzi e ragazze a vivere questa importante esperienza. Non una semplice gita scolastica ma un percorso educativo, con attività preparatorie al viaggio e successive nelle quali i partecipanti possono trasmettere ad altri le loro impressioni.</div>
<div data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true"><strong>Christian Giordano</strong>, sindaco di <strong>Villanova d&#8217;Asti</strong>, mi ricorda che il suo Comune era stato il primo in provincia di Asti ad aderire &#8220;Treno della Memoria&#8221;, già nel 2018.</div>
<div style="text-align: justify;">Sono begli esempi che andrebbero seguiti e sviluppati anche nel nostro territorio con le attività promosse dall&#8217;<a href="http://www.israt.it/"><em><span style="color: #ff0000;"><strong>Istituto Storico per la Resistenza di Asti</strong></span></em></a>, ente al quale il Comune di Villafranca aderisce ma che le amministrazioni di questi anni ha sempre dimenticato. Siamo stati noi di &#8220;<strong>Villafranca Domani&#8221;</strong> a fare diverse iniziative con l&#8217;Israt negli anni. Eventi che qualcuno dal governo comunale etichettava come politica di sinistra e quindi da evitare. In realtà volevano essere e sarebbero ancora oggi momenti per dare ai giovani e ai meno giovani la conoscenza della storia e delle tragedie che l&#8217;uomo ha vissuto. Cioè gli strumenti culturali che consentono di non ripetere gli errori del passato. In questi giorni stiamo rivivendo gli orrori di una guerra in Europa ma ci siamo dimenticati di quando avevamo il conflitto alle porte di casa, nella ex Jugoslavia.Conflitto al quale abbiamo partecipato come Nato. Ci siamo dimenticati delle inevitabili atrocità che ogni guerra comporta. Di tutte quelle guerre che avvengono in paesi più lontani ma che noi occidentali alimentiamo per i nostri interessi economici e per vendere armi. Conflitti che non risolvono nulla e costano enormi sacrifici, in vite umane, denaro e distruzioni. Ci siamo dimenticati la necessità della politica vera. Quella faticosa. Capace di guardare lontano. Fatta da uomini che non cercano l&#8217;apparenza del momento ma la costruzione nel rispetto degli altri e di ogni diversità. Di quella politica che serve per non farsi la guerra.</div>
<div style="text-align: justify;">Qualcuno dirà: la solita retorica. No. L&#8217;invito a pensare che tutti possiamo fare qualcosa per cambiare in meglio. Che il vero cambiamento parte dal basso. Con tanti piccoli gesti di impegno e di civiltà alla portata di ognuno. Nelle comunità locali dove viviamo. Dove possiamo applicare nei fatti solidarietà sociale e migliore qualità della vita per tutti.</div>
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		<title>Santanera: il commissario non risponderà più al Comune</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Feb 2022 20:24:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nello scorso articolo, pubblicato il 24 febbraio, scrivevo che i possibili candidati a commissario della casa di riposo Santanera si sarebbero impegnati ad adeguarsi a tutte le direttive e agli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Nello scorso articolo, pubblicato il 24 febbraio, scrivevo che i possibili candidati a commissario della casa di riposo Santanera si sarebbero impegnati ad adeguarsi a tutte le direttive e agli indirizzi del Comune. Giudicavo tale prescrizione, prevista nello schema di domanda, come una forte contraddizione. Se c&#8217;erano volontà del Comune su come risolvere la crisi, perché non dichiararle subito? Facendo doverosa chiarezza. Ma, visto che il Comune non ha mai espresso un&#8217;idea che sia una, perché mettere questo obbligo al buio? Obbligo che, a mio modo di vedere, poteva anche dare spazio a forti dubbi di legittimità. Chissà come, chissà perché, nella stessa giornata del 24 febbraio, l&#8217;obbligo è scomparso dal bando. Sostituito da un più logico impegno a lavorare nell&#8217;interesse della casa di riposo. Ovviamente, neanche una riga di spiegazione. Per chi avesse qualche dubbio, o magari pensasse che sia stato io a prendere lucciole per lanterne, basta consultare l&#8217;albo pretorio, sul sito del Comune. In data 18 febbraio, c&#8217;è ancora pubblicata la precedente versione.</div>
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		<title>Santanera: il consiglio comunale respinge le candidature per il cda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel consiglio del 17 febbraio 2022, l&#8217;amministrazione comunale ha detto no alle cinque candidature per i tre posti di consigliere della casa di riposo Santanera. Chi erano i nominativi? Elisa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Nel consiglio del 17 febbraio 2022, l&#8217;amministrazione comunale ha detto no alle cinque candidature per i tre posti di consigliere della casa di riposo Santanera. Chi erano i nominativi? Elisa Cocchi (residente ad Asti), Elisabetta Lombardi (Asti), Emanuela Valpreda (Crescentino), Milva Brandone (Villafranca), Maria Rosa Costanza (Villafranca). Persone che, secondo il sindaco, &#8220;non possiedono l’esperienza e le competenze per far fronte alla delicata situazione della Fondazione&#8221; (cito le testuali parole presenti sul comunicato diffuso dal Comune). Tranne una ma non è stato specificato chi. Al massimo, possono fare un po&#8217; di animazione per gli anziani. Non l&#8217;ho detto io. L&#8217;ha detto l&#8217;amministrazione comunale. Totale adesione da parte dell&#8217;unico consigliere di opposizione rimasto, Natale Ferrari, ormai da tempo completamente allineato alla maggioranza.</div>
<div style="text-align: justify;">Quali sono le competenze e le esperienze che sarebbero necessarie? Non  erano spiegate nel bando per le candidature. Nessuno lo ha spiegato in consiglio. Come nessuno lo ha spiegato nel marzo 2021, quando era stato nominato il precedente cda poi miseramente fallito con le dimissioni di presidente e due consiglieri.</div>
<div style="text-align: justify;">Cosa intende fare il Comune per la casa di riposo? L&#8217;amministrazione continua a non prendere alcun impegno. Come se il problema fosse solo un fastidioso affare burocratico e null&#8217;altro. Mi sembra contraddittorio, per non dire di peggio, l&#8217;operato di un Comune che prima lancia allarmi di crisi e poi dice che tutto va avanti. I candidati avevano poca esperienza? Perché non fare prima un dibattito aperto su come rilanciare l&#8217;operato del Santanera nei prossimi vent&#8217;anni?  Prima si condividono gli obiettivi poi si scelgono le persone che ci lavoreranno. Perché non affiancare le persone che si erano comunque candidate e sostenerle? La struttura comunale ha competenze al suo interno. Un Comune che proponesse un sostegno concreto e si sedesse a fianco del consiglio di amministrazione per affrontare le scelte che saranno necessarie darebbe più credibilità e più forza al Santanera stesso. Magari faciliterebbe anche un aiuto e  il coinvolgimento della cittadinanza più sensibile ai temi del sociale. Ovviamente, lo ripeto, bisogna sempre capire gli obiettivi. E avere un&#8217;amministrazione comunale che sappia assumersi responsabilità. Vogliamo un Santanera, struttura pubblica indipendente che fa sociale locale? Vogliamo cederlo a qualche soggetto privato che curerà solo i propri interessi economici, cooperativa o società per azioni è del tutto identico, e dimenticarci qualsiasi iniziativa a sostegno degli anziani? Vogliamo chiuderlo?</div>
<div style="text-align: justify;">Con una rapidità insolita, il giorno dopo il consiglio comunale, sul sito del Comune è già comparso il bando per candidarsi a commissario dell&#8217;ente. Pochissimi giorni per presentare le domande. Il termine scadrà il 3 marzo. Nessuna chiarezza sulle esperienze dei candidati. Come sempre, solo un generico riferimento a &#8220;adeguati requisiti di professionalità e esperienza&#8221;. Basterà essere laureati? Poi, un&#8217;altra contraddizione piuttosto strana. Come ho già detto, fino ad ora un Comune che non dice cosa vuole fare della casa di riposo. Poi, sullo schema di candidatura, chi si proporrà nel ruolo di commissario dovrà sottoscrivere che si adeguerà &#8220;agli indirizzi e alle direttive istituzionali emanate o emanande dal Comune di Villafranca d&#8217;Asti&#8221;. In sostanza, si impegna ad aderire al buio a qualsiasi volontà del Comune. E allora, se ci sono queste volontà comunali, perché non dichiararle subito? E se non ci sono? Perché mettere questo vincolo?</div>
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		<title>Casa di riposo Santanera: oggi le nomine dei nuovi membri del cda in consiglio comunale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 06:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, 17 febbraio, alle 19, il consiglio comunale si riunirà per scegliere i tre nuovi membri del consiglio di amministrazione della Casa di riposo Santanera che andranno a sostituire Silvana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Oggi, 17 febbraio, alle 19, il consiglio comunale si riunirà per scegliere i tre nuovi membri del consiglio di amministrazione della Casa di riposo Santanera che andranno a sostituire Silvana Bertolotti, Eugenio Demaria e Elena Maggio, dimissionari dopo il precedente consiglio comunale del 17 dicembre scorso dedicato alla crisi dell&#8217;ente. Nel cda, erano rimasti in carica Alfredo Castaldo e Antonio Guido Malabaila. I candidati sono cinque. Il Comune non ha reso noto i nomi ma solo i luoghi di residenza: Villafranca, Crescentino e Asti.</div>
<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Il Santanera ha bisogno di stabilità e garanzie che favoriscano ingressi di nuovi ospiti stabili. Nello stesso tempo, servono scelte che rafforzino il suo ruolo storico di casa di riposo pubblica indipendente. Più servizi, anche a domicilio e aperti agli anziani che ancora abitano a casa loro. Gestione diretta del personale per recuperare i margini economici che vanno da troppo tempo a favore delle cooperative. Recupero dei vicini fabbricati ex Venturello: investimento per il quale esiste un progetto dal 2019 ma per il quale l&#8217;istituto non ha le risorse.</div>
<div style="text-align: justify;">Il Comune prenderà impegni per sostenere la casa di riposo e il nuovo consiglio di amministrazione?</div>
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		<title>Santanera: il Comune cerca candidati per il cda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2022 09:53:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati una cinquantina di giorni dal consiglio comunale del 17 dicembre 2021. Consiglio dedicato alla situazione di crisi della casa di riposo. Riunione gestita molto male. Una delle peggiori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Sono passati una cinquantina di giorni dal consiglio comunale del 17 dicembre 2021. Consiglio dedicato alla situazione di crisi della casa di riposo. Riunione gestita molto male. Una delle peggiori pagine della storia politica villafranchese. Che senso ha un incontro senza alcuna possibilità di dibattito e confronto? Un consiglio che non ha chiarito nulla. Un evidente tentativo di strumentalizzare la vicenda. L&#8217;amministrazione comunale voleva scaricare le sue responsabilità, dimostrando ancora una volta che della casa di riposo servizio pubblico da far crescere in qualità non le importa nulla. Poi, ha usato l&#8217;occasione per un patetico attacco personale al sottoscritto. Che senso avevano gli allarmi lanciati dal Comune sui giornali prima della seduta? Senza fare proposte, hanno generato solo incertezza. E questo, probabilmente, avrà scoraggiato gli anziani che magari avevano l&#8217;intenzione di entrare in struttura. Nemmeno dopo, nei cinquanta giorni trascorsi, nessun confronto di idee per verificare possibili soluzioni. Ora, dal solito comunicato stampa comunale ripreso dai giornali, apprendiamo che fino al 9 febbraio sarà possibile presentare le candidature al nuovo consiglio di amministrazione. Già perché presidente e due consiglieri si sono dimessi. Perché Il Comune ha aspettato così tanto tempo per pubblicare il bando per le candidature? Viste le forti difficoltà del Santanera, idoveva essere preceduto da un dibattito, serio e aperto a tutti. Doveva essere chiara una precisa assunzione di responsabilità da parte del Comune per il rilancio del Santanera. Un tempo adeguato per condividere gli obiettivi e cercare le persone disposte a lavorarci.  Rimango convinto che la casa di riposo si possa salvare. Come <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong> abbiamo fatto proposte già anni fa, ribadite più volte. Servono scelte precise e un cambio di rotta. Un Santanera autonomo, capace di fare qualità e nuovi servizi. Senza le cooperative che causano solo costi.  La crisi attuale è la logica consenguenza dei troppi anni persi.</div>
<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Perché il Comune, al contrario, non ha cercato un confronto costruttivo e ha dato pochi giorni di tempo per le candidature? Forse, il poco tempo serve per ridurre la ricostituzione del consiglio a un passaggio solo formale. Nella ovvia convinzione che nessuno si presenterà. Se non ci saranno candidati, arriverà il commissario. E&#8217; la soluzione preferita dal municipio?  Così potrebbe togliersi di dosso il problema, dicendo di non avere colpe. Magari facendo passare senza traumi che la gestione del Santanera venga data ai privati per i prossimi trent&#8217;anni. Come voleva già fare la presidente uscente. Chissà? Magari questo era già il compito che le era stato affidato dall&#8217;amministrazione comunale alla nomina, nello scorso marzo. Sono pessimista?  Con una politica locale che non mostra alcuna volontà di rilanciare la casa di riposo, diventa difficile pensare che qualcuno si candidi. Forse, al massimo, potrebbero arrivare candidature mandate apposta a firmare la cessione ai privati.</div>
<div style="text-align: justify;">Viene anche da chiedersi se ci sia stato almeno un confronto tra Comune, i consiglieri che non si sono dimessi e i sindacati delle lavoratrici. Sembra proprio di no. Perché il Comune non lo ha chiesto?</div>
<div style="text-align: justify;">Quanti sono oggi gli anziani ospiti? Cosa si intende fare dei fabbricati ex Venturello, completamente abbandonati da anni? Ci sono lasciti o eredità a favore del Santanera ancora da incassare?</div>
<div style="text-align: justify;">Come farà l&#8217;ente a pagare le fatture di Kcs, la cooperativa che fornisce il personale, se le rette, a causa dei probabili pochi ospiti, non coprono nemmeno questo costo? Perché mantenere accordi così onerosi? Arriveremo a vedere Kcs che &#8220;salverà&#8221; tutto prendendo la casa di riposo in gestione totale? Scelta che probabilmente piacerebbe molto al Comune. Arriverà un commissario liquidatore che chiuderà il Santanera? Servono risposte.</div>
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