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	<title>Partito democratico Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
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		<title>Chi governerà la Provincia di Asti? Domenica 13 novembre si torna a votare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 10:14:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/chi-governera-la-provincia-di-asti-domenica-13-novembre-si-torna-a-votare/">Chi governerà la Provincia di Asti? Domenica 13 novembre si torna a votare</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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<style>.vc_column_text>.td-element-style{z-index:-1}</style><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>MA NON VOTANO I CITTADINI</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Domenica prossima ci saranno le elezioni provinciali. Voi direte: ma le Province non sono state abolite? No. Sono state abolite le elezioni provinciali dove i cittadini andavano a votare. Le hanno sostituite con le elezioni fatte dai soli consiglieri comunali.  Già nel 2014 si è votato così. <em><strong>Quella volta furono elezioni finte</strong></em> perché c’era una sola lista frutto dell’inciucio  tra il PD e Forza Italia.  Venne nominato presidente Fabrizio Brignolo, sindaco di Asti, costretto poi a dimettersi in quanto incarico non compatibile con il suo desiderio di fare anche il banchiere.  Per poco più di un anno e mezzo, la Provincia di Asti è stata retta dal vice presidente Marco Gabusi, sindaco di Canelli in quota al centro destra. Quest’anno PD e Forza Italia hanno cercato di ripetere il grande abbraccio ma non ci sono riusciti. Probabilmente, non sono andati d’accordo su come spartirsi i posti. Pertanto ognuno dei due partiti va al voto con la sua lista di riferimento. Il centro destra ripresenta Gabusi. Il PD sostiene Barbara Baino, sindaco di Mongardino. Liste nate nel chiuso delle segrete stanze, con trattative limitate agli esponenti che tirano le fila della politica ufficiale astigiana,  senza il coinvolgimento del territorio formato dai tanti piccoli paesi e dei semplici consiglieri comunali. Consiglieri che non sono nemmeno mai stati informati in questi due anni di quanto la Provincia faceva o dei suoi problemi, salvo apprendere qualche sporadica notizia dai giornali.  In risposta a questo metodo, sbagliato e dannoso, quest’anno è nata una terza lista, “Provincia Civica”, che presenta cinque candidati consiglio provinciale. Per la nostra zona, c’è <strong>Giorgio Brosio</strong>, ex sindaco di Cortandone e attuale consigliere dello stesso Comune. La lista è nata partendo dal basso, aperta a tutti, con una conferenza stampa di presentazione e un incontro pubblico che si è svolto ad Asti. Considerato il pochissimo tempo a disposizione per preparare le liste  (appena un paio di settimane) e la totale mancanza di appoggi organizzati (dietro non c’è alcun partito), “Provincia Civica” non ha il candidato presidente. L’obiettivo è semplice:  portare uno o più consiglieri nell’ente Provincia.  Attraverso il lavoro di chi verrà eletto,  informare i Comuni, in particolare i piccoli, di quanto accade. Raccogliere opinioni e bisogni degli stessi per rappresentarli nel consiglio provinciale che governa settori importanti per tutti.  Strade, scuole, ambiente, rifiuti, pianificazione del territorio, politiche del lavoro, sociale.<strong> “Villafranca Domani”</strong> sostiene “Provincia Civica”. Personalmente, mi auguro  sappia crescere, dopo l’appuntamento con le elezioni, e diventare il primo nucleo di una rete provinciale di amministratori che vogliono cercare insieme soluzioni che servono alla nostra gente. Soluzioni che sappiano far collaborare insieme i Comuni nelle Unioni perché, non nascondiamocelo, non aspettiamoci regali dall’alto. Non arriveranno. Da tempo, i governi centrali tolgono risorse e autonomia agli enti locali. Anche l’attuale. Se vogliamo che la provincia viva, dobbiamo chiederlo a gran voce. Mobilitare gli astigiani. Costruire insieme un progetto che abbia un respiro ampio e concreto. Mettere davanti le necessità delle persone. Smettere di far dipendere il nostro destino da quella classe politica che ha solo pensato ad occupare poltrone ed responsabile della decadenza dell’astigiano. Una rete di amministratori aperta al contributo di chiunque voglia dare una mano vera. Altrimenti, ben che vada, saremo solo periferia di Alessandria o di qualcun altro.</p>
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Da sinistra: Giorgio Brosio, Clemente Elis Aceto, Anna Bosia, Carlo Vitali, Andrea Giroldo</strong></p>
</div></div></div></div></div><div class="vc_column_inner tdi_13  wpb_column vc_column_container tdc-inner-column td-pb-span6">
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<p style="text-align: justify;">Ho letto il programma della lista della Baino. I contenuti sono piuttosto generici. Nel complesso, condivisibili. La Baino si è ben presentata nell’incontro con gli amministratori a Dusino San Michele al quale ho partecipato. Si propone, legittimamente, di governare. Se il voto degli amministratori comunali le darà questo incarico, mi auguro che sappia non farsi usare da quella politica astigiana che alla provincia ha fatto solo danni. Mi auguro che sappia dar conto alla gente del suo operato. Fa solo strano che nella sua lista ci sia chi sostiene il “si” al referendum del prossimo 4 dicembre. Chi sostiene che debba passare la presunta riforma costituzionale e quindi che si debbano abolire le province. Ma si candida a formare il governo di quella astigiana. Fatico a capire.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Considerazioni sulla politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2014 13:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
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<p style="text-align: justify;">In politica conta raggiungere il risultato o avere idee ed essere coerenti con i principi? Conta l’etica o conta il cinismo? Conta il rispetto per le istituzioni o il vantaggio personale? Conta il vissuto delle persone e quello che hanno fatto o “l’immagine” che il politico sa dare di sé? Ritengo la politica sana il governo dei fatti della democrazia. Quella cosa che evita che le persone si facciano la guerra perché cerca di dare a tutti la migliore possibilità di esprimersi, garantendo un equilibrio tra i diversi interessi e ai più deboli i mezzi per non essere svantaggiati nella vita. La politica deve essere dibattito delle idee nel quale il corpo sociale, tutti noi, ha il diritto dovere di partecipare alla gestione della cosa pubblica, dalla piccola associazione di paese, al piccolo Comune, allo Stato mandando al governo dei vari livelli istituzionali persone che lo rappresentano e sono al servizio dell’interesse pubblico. La politica deve selezionare la classe dirigente, impedendo che la stessa abbia conflitti di interesse, grandi e piccoli. Tutti noi dobbiamo chiedere conto a chi fa politica del suo operato. Il politico, a qualsiasi livello, che fa i suoi interessi personali, del suo clan o della sua corrente,  che tiene comportamenti che gettano discredito sulle istituzioni o comunque non trasparenti oppure non fa al meglio il suo lavoro deve essere messo da parte. Anche se il suo comportamento è censurabile moralmente ma non costituisce reato. Deve pagare senza sconti se compie reati o si rende complice.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vicende di questi giorni sulla mafia romana hanno riportato l’attenzione su fatti che sono un grave danno per la pubblica amministrazione. Situazioni nelle quali, a spartirsi la torta, ci stanno quelli che si qualificavano di destra e quelli che spacciavano per sinistra.  La selezione di una classe dirigente capace non esiste più. In nessun partito. Prevale l’idea che basti l’uomo “forte” a mettere a posto tutto e il partito viene creato ad immagine e somiglianza di chi va per la maggiore al momento. Semplicemente l’onesto, quello che non si adegua all’andazzo perché crede in quello che fa, non riesce a far carriera in politica. Fanno carriera quelli che saltano sul carro del vincitore,  i cinici, gli spregiudicati, gli arrivisti ed i disonesti.</p>
<p style="text-align: justify;">La tangentopoli romana non deve far pensare che tutto il marcio sta nella capitale. Il marcio è diffuso a tanti livelli. Ve lo ricordate lo scandalo dei rimborsi ai consiglieri regionali piemontesi. Con gli eletti che si stupivano dicendo che non era reato farsi pagare gli acquisti privati e le cene con i soldi pubblici. Se sarà reato o meno lo stabilirà la magistratura ma trovo che sia indegno di un paese civile quanto accaduto. Ricordate il vergognoso congresso del Pd astigiano dello scorso anno dove sono stati usati sistemi che nulla hanno a che vedere con la trasparenza e il rispetto della politica? Ricordate lo scandalo Atc di Asti? Per anni, nel completo disinteresse della politica locale che governava l’ente, sono stati rubati milioni di euro da un singolo che se ne fotteva delle case per i più deboli. I politici che hanno governato oggi dicono che non avevano la possibilità di controllare. Se così era, perché non si sono posti il problema prima? Perché non hanno cambiato le regole, pretendendo di vederci chiaro? Ricordate l’accumulo di cariche oggi molto in voga tra chi gestisce il potere ad Asti? Quando si sta “dalla parte giusta”, tutto è permesso. Anche tentare di licenziare i revisori dei conti che non si allineano a chi comanda.</p>
<p><em>I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti. […]</em></p>
<p><em>Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. (…)</em></p>
<p><em>(…) La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. [&#8230;]</em></p>
<p><em>(…) Voglio dirle però con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire.</em></p>
<p><em>Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude”.</em></p>
<p>Queste parole sono del 28 luglio 1981 ma sono attualissime. Sono le dichiarazioni di Enrico Berlinguer ad Eugenio Scalfari: la celebre intervista sulla questione morale. Vi invito a spendere qualche minuto ed a rileggere il testo integrale  di quel documento:</p>
<p><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/39.pdf">Enrico Berlinguer: la questione morale</a></p>
<p>Come eliminare il marcio? Le persone normali facciano politica. Non voltatevi dall’altra parte.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>L’opinione di Giacomo Maffé</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2014 12:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Ricevo dall’amico <strong>Giacomo Maffé</strong> alcune semplici considerazioni sulla matematica applicata alla politica nazionale. Ovviamente, si riferiscono ai risultati raggiunti dal Partito Democratico alle elezioni europee che vengono usati per giustificare le scelte del governo. Ritengo utile proporvele.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Parecchi insigni matematici hanno scritto bei libri divulgativi nei quali invitano esplicitamente a considerare (con ragione) la matematica come fondamento di ragionamenti quotidiani.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per esempio, ora che si fa un continuo parlare di strepitosi risultati elettorali del 40.8% a differenza di precedenti 25%, se si prova a fare un breve calcolo, si nota che il 40.8% del 52% di un tot, è praticamente uguale al 28.67% del 74% dello stesso tot.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Allora parecchi ragionamenti possono essere messi in discussione e cioè: quali numeri percentuali sarebbe meglio aumentare? E quali non lasciare diminuire considerato invariato il tot?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il tot sono gli elettori.</em></p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Perché lasciamo il Pd</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2014 13:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Ad un anno esatto dal primo atto del congresso provinciale del Partito Democratico che si tenne a Villafranca: pagina che ricordiamo come una delle peggiori nella storia recente della politica astigiana, il sottoscritto, Alfredo Castaldo, Giulietta Martin e Giacomo Maffé non rinnoveranno la tessera del Partito Democratico e lasceranno ogni incarico ricoperto nel circolo Pd “Valtriversa”, nell’assemblea provinciale e nell’assemblea regionale. Le ragioni della nostra scelta sono contenute nel comunicato che troverete di seguito. Ringraziamo gli amici del circolo per la collaborazione di questi anni. Senza di loro non avremmo portato a compimento le tante iniziative fatte. Ovviamente, ognuno di loro deciderà in piena libertà se mantenere la tessera o meno.  Noi continueremo a far politica sul territorio, nelle forme che consentiranno il libero confronto delle opinioni e la loro libera crescita. Come nostra consuetudine da sempre, lavoreremo insieme a tutti coloro che riterranno di condividere idee ed obiettivi.</p>
<ul>
<li><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/perché-lasciamo-il-Pd.pdf">Perché lasciamo il Pd</a></li>
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</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Perché noi non voteremo il 12 ottobre…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 12:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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<h2 style="text-align: justify;"><strong>NO ALLE FINTE ELEZIONI</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Domenica 12 ottobre, tutti i Consiglieri Comunali dei 118 Comuni astigiani potranno votare il nuovo Presidente della Provincia d’Asti e il nuovo Consiglio Provinciale secondo le nuove norme che hanno trasformato le Province in enti di secondo grado. Noi non parteciperemo al voto. Perché?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>1. Domenica sarà ratificata una lista di persone che non si sa bene cosa andrà a fare. Ancora oggi non sappiamo se questa lista delle “larghe intese” ha un programma condiviso. Non può essere definito un “programma” la generica e tardiva lettera di intenti resa nota dal futuro presidente appena ieri. La politica locale ha un progetto complessivo per il futuro di tutto il territorio, non solo della città di Asti?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>2. Non condividiamo il metodo che ha portato all’individuazione della figura del presidente e dei consiglieri. Quasi 1300 amministratori sono chiamati a ratificare decisioni assunte da pochi che concentreranno ulteriore potere nelle mani di qualcuno. Perché non è stato voluto alcun dibattito trasparente e aperto a tutte le opinioni nei mesi scorsi? Perché una inutile votazione che non da alcun diritto di rappresentanza a chi la pensa diversamente? Dov’è la democrazia?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>3. Poteva essere l’occasione per pensare sul serio ad una riorganizzazione degli Enti Locali della nostra Provincia. Cioè alla vera emergenza istituzionale del territorio astigiano, formato da Comuni tutti troppo piccoli e troppo deboli. Molti nostri amministratori non sembrano consapevoli di questo problema;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>4. Non condividiamo la logica politica che ha portato il Governo a rendere le Province Enti di secondo grado, togliendo ai cittadini la possibilità di scegliere chi le deve governare. Questa non è l’abolizione delle province, tanto usata a livello mediatico, ma solo l’abolizione di un’elezione;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>5. Non comprendiamo se la Provincia potrà fare qualcosa per la gravissima situazione economica in cui si trova l’ente;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>6. Infine, pensiamo sia stato sbagliato chiedere al Sindaco di Asti di occupare anche la posizione di Presidente della Provincia. È la prima volta che un primo cittadino del capoluogo ricopre il ruolo di Presidente della Provincia. È possibile che tra gli altri 117 non ve ne fosse uno in grado di assumersi questa responsabilità? E’ una decisione che renderà inevitabilmente più deboli i territori rispetto al capoluogo, dando potere e peso nelle scelte ad un solo soggetto e a noi non piace l’uomo solo al comando.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ringraziamo Paolo Lanfranco, sindaco di Valfenera e “rappresentante” della nostra zona nella futura amministrazione provinciale per aver voluto incontrare, sia pur all’ultimo momento, i semplici consiglieri comunali.  La nostra non è una presa di posizione contro di lui e vogliamo credere alla sua buona fede.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Noi continueremo a lavorare per il nostro paese, per la Valtriversa e per la nostra provincia. Vogliamo affermare con atti concreti che si deve partire dai bisogni degli astigiani  tutti per arrivare a scegliere gli uomini e le donne da mandare nelle istituzioni. È un errore cedere a quella politica che vuole solo soddisfare le ambizioni personali di pochi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ricordiamo che “Democrazia è partecipazione”, come cantava Gaber.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> <strong>Paolo Volpe</strong>,<strong> Alfredo Castaldo, Lorenzo Salvadore, Umberto Russo</strong> (consiglieri comunali di “Villafranca Domani”), <strong>Giorgio Brosio</strong> (consigliere comunale di Cortandone)</em></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Come l’astigiano sta dimenticando il proprio futuro</title>
		<link>https://paolovolpe.it/come-lastigiano-sta-dimenticando-il-proprio-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 13:51:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
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		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Sul destino della Provincia di Asti non c’è stato alcun dibattito. Il prossimo 12 ottobre, gli amministratori comunali saranno chiamati a ratificare a “scatola chiusa” una nuova amministrazione provinciale senza sapere quale visione di futuro questa avrà. Lo stesso sindaco Cavalla ha confermato questa pessima situazione. Nel consiglio comunale del 26 settembre, ha dichiarato che quando avrà il programma del listone delle larghe intese, lo comunicherà. Cioè, ha ammesso indirettamente che non c’è un programma. Piuttosto tardivo l’invito che abbiamo appena ricevuto ad un incontro per martedì prossimo con il sindaco di Valfenera che i primi cittadini avrebbero designato, chissà in base a quale criterio, a rappresentante della zona. “Dialogare” a giochi fatti è, nella migliore delle ipotesi, un modo per apprendere gli scontati “buoni propositi” di qualcuno e qualche possibile impegno. Nulla di più. Ma ha tanto il sapore di una prevaricazione di chi pensa di avere diritto al potere. Una vera democrazia partirebbe dalle idee per scegliere gli uomini. Nell’Italia di oggi e nell’astigiano succede il contrario, ammettendo anche cumuli di cariche e conflitti di interesse che nulla hanno a che spartire con la democrazia e l’equilibrio dei poteri. E quello che fa male è che sia stato proprio il presunto centro sinistra a volere tutto questo.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutta questa brutta pagina della nostra storia istituzionale, è passata nel generale silenzio un’importante affermazione fatta dal vice presidente della Regione, Aldo Reschigna, durante un incontro con i sindaci lo scorso 28 agosto. Apprendiamo l’informazione da fonti sindacali. Reschigna avrebbe detto che i pochi fondi regionali andranno alle Unioni di Comuni e non agli enti che si sono limitati a fare convenzioni. Unioni che dovranno avere, se vorranno il sostegno della Regione, dimensioni più ampie e contenuti più forti. Proposito che condivido e che Reschigna, con coerenza, aveva già manifestato quando era consigliere regionale di opposizione. Villafranca ha rotto la Valtriversa quindi rischia di avere poco o nulla dalla futura programmazione regionale. È sempre antipatico ricordare che “noi l’avevamo detto” ma in quest’epoca di smemorati credo non guasti precisare che il nostro gruppo, <strong>“Villafranca Domani”</strong>, ha sempre sostenuto la necessità di una Valtriversa capace di diventare un unico Comune. Obiettivo mancato perché l’Unione è stata intesa dai sindaci che l’hanno governata per 12 anni come un comodo modo per avere qualche finanziamento in più, senza alcun progetto coraggioso per unire veramente strutture, personale, servizi e capacità di decidere insieme costruendo politiche di zona. L’unica strada per dare più forza al nostro territorio e per risparmiare soldi di cui i Comuni hanno un gran bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre Reschigna, ha ricordato che la Regione intende delegare alle province nuove funzioni. Nell’astigiano, i Comuni hanno sovente indebolito le Unioni o le hanno distrutte, come il caso vicino a noi del Pianalto. Tutto con la giustificazione che piccolo è bello, quindi viva il campanile. Magari strumentalizzando ogni difficoltà per arrivare alla rottura, mentre la politica seria dovrebbe fare le sintesi possibili per crescere in qualità. Quando ci sono difficoltà, la scelta più semplice è chiudersi nel proprio pezzettino di mondo, lasciando fuori tutto il resto. Peccato che i problemi se ne fregano degli inutili confini dei nostri Comuni. Quale reale potere di controllo avrà il territorio astigiano, frammentato e quindi debolissimo, sulla Provincia? Nessuno.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Oggi il voto per il nuovo segretario regionale del Partito Democratico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Oggi si vota per scegliere il nuovo segretario regionale del Partito Democratico piemontese. Come nelle precedenti occasioni, a Villafranca funzionerà il seggio al quale lavoreranno gli amici del circolo “Valtriversa – Domenico Tamietti”. Dalle 8 alle 20 si potrà votare in sala Virano, vicino al municipio. Al voto saranno ammessi tutti quelli che si riconoscono nel partito, a partire dai 16 anni di età. Il contributo economico dei 2 euro, di cui nulla è mai andato a vantaggio al circolo locale, sarà facoltativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi votare?</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto sta avvenendo a livello nazionale non mi piace e non aiuta a rispondere a questa domanda. Per l’ennesima volta la dirigenza Pd ha resuscitato Berlusconi e di questo ne pagheremo le spese. Avremo dovuto andare alle elezioni politiche nel novembre 2011. Non aspettare. Le “larghe intese” hanno fatto male all’Italia, facendo pagare le spese della crisi solo alla classe media, che scivola verso il basso, ed ai più deboli. Giovani e anziani in particolare. Le “larghe intese” hanno colpito dove era più facile: lavoratori dipendenti, pensionati, piccoli risparmiatori. Nessuna scelta per dare veri contenuti a quella magica parola che tutti evocano, lo “sviluppo”, senza mai dire come farlo. Da tempo, penso che lo “sviluppo” che abbiamo conosciuto negli anni scorsi non abbia più futuro. Servono strade nuove. Più rispettose delle persone, della loro qualità della vita, dell’ambiente e di quella Costituzione repubblicana rimasta per molti aspetti mai applicata. Servono garanzie sociali che evitino tensioni e più investimenti nella cultura, perché un sistema non si può cambiare senza valori. Serve etica e rispetto della cosa pubblica perché i politici non devono rubare e fare i parassiti ma ad evadere le tasse si ruba e si vive da parassiti. Non ho mai creduto alle rivoluzioni che arrivano dall’alto, per merito di qualche “grande leader”, l’uomo “forte”, capace di risolvere tutti i problemi e di togliere ogni responsabilità alle persone normali. Questi personaggi, che vivono sull’immagine e intanto si fanno i loro interessi personali, causano solo danni. Non mi piace la politica che privilegia l’immagine e considera quasi inutili i contenuti. Credo nella politica che parte dal basso. Che affronta i problemi del proprio pezzo di territorio e lo gestisce con competenza e passione. Credo nel coinvolgimento di tutti quelli che hanno qualcosa di concreto da dire. Nel rispetto di quelli che si impegnano e lavorano. Tutti devono essere valutati per le loro idee e per quello che fanno realmente con coerenza, non per la loro presunta “simpatia” o perché rappresentano la somma dei vizi che senz’altro piacciono a quelle persone che non vogliono una politica seria, così 0gnuno si fa i propri comodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, se venite a votare, votate chi volete. Ritengo che il Pd sia ancora l’unico partito con un patrimonio ideale al suo interno e con delle potenzialità che non devono essere sprecate. Ma ho sempre ritenuto sbagliato che una parte importante della sua classe dirigente abbia relegato  il Pd in una sorta di congresso permanente dalla sua fondazione, dove quello che conta è far prelevalere una fazione sull’altra, quasi si fosse in partiti diversi, senza alcun riguardo per quel patrimonio ideale e senza rispetto per le persone. Quanto è successo nell’astigiano durante il congresso provinciale è stato un pessimo esempio di questa situazione. Il rischio è che quanto è capitato passi nella completa impunità, facendo credere alla gente che tanto “siamo tutti uguali e quindi non ci sono colpevoli”. Non è vero. In politica non si è mai “tutti uguali”. Ci sono modi diversi di interpretarla, contenuti diversi, storie diverse. Ci sono gli onesti ed i disonesti. Bisogna sforzarsi di distinguere le differenze. Per far prelevalere la parte sana della politica ci vuole l’impegno di tutte le persone che sentono la politica seria come un loro dovere. Il nostro circolo, nel suo piccolo, ha sempre creduto nella legalità e nella trasparenza. Per questo abbiamo fatto il <strong>“documento dei cento”</strong> che ritengo sia l’unico vero atto con un contenuto politico concreto di tutto il congresso provinciale. Quel documento è il nostro programma. Due persone che hanno sempre lavorato con passione nel  nostro circolo, per quegli ideali di cui ho parlato, sono candidate nelle liste provinciali per l’assemblea regionale del Pd. Alfredo Castaldo ha scelto la lista che sostiene Davide Gariglio. Giorgio Brosio, la lista di Daniele Viotti. Credo che sostenere loro sia la cosa giusta.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Concluso il congresso del Pd astigiano. Giorgio Ferrero è il nuovo segretario. Le considerazioni di Giacomo Maffé</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 14:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p style="text-align: justify;">L’amico <strong>Giacomo Maffé</strong> mi ha mandato un suo commento sull’epilogo del congresso del Pd astigiano che ha preso atto della nomina di Giorgio Ferrero a segretario e quella di Francesca Ferraris a presidente del partito. Ovviamente, condivido le sue considerazioni.  Lo scorso 20 febbraio, si è svolta la prima assemblea provinciale del Pd. Nel mio intervento, ho presentato i contenuti del <a href="http://www.paolovolpe.it/2013/12/04/le-nostre-proposte-per-il-pd-che-vogliamo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>“documento dei 100″</strong></a>. Scusate la presunzione, ma il resto del dibattito è stata poca cosa. Tutta una serie di tentativi, non riusciti, per evitare che i membri della commissione che ha gestito le fasi congressuali abbiano il diritto di voto in assemblea, come sarebbe previsto dalla norme nazionali. Poi, l’assemblea, su richiesta sia di Ferrero, sia della Ferraris, ha respinto la richiesta della “mozione Civati” di inserire Gianni Amendola nei membri della commissione dei garanti. Personalmente, avrei ritenuto utile aderire alla richiesta dei civatiani, sia per l’esperienza di Amendola che ha già ricoperto questo ruolo, sia per favorire quell’unità del partito, genericamente invocata proprio dal nuovo segretario. Considerato che al voto è stata portata una proposta di commissione a scatola chiusa ma che comunque conteneva il nome di Francesco Porcellana, già presidente del partito, ho ritenuto di astenermi proprio perché comunque favorevole alla presenza dello stesso. Ho sempre apprezzato l’integrità morale di Porcellana e la sua autorevolezza politica. Ricordo che la commissione, se verrà rispettato il contenuto dell’accordo tra Ferraris e Ferrero, dovrebbe lavorare per far luce ufficiale su quanto accaduto durante le votazioni per il congresso. Perché tanto accanimento sui nomi? Lascio a voi la risposta. Si vuole veramente fare chiarezza? Lo so che qualcuno dirà “le solite beghe interne…”. Non condivido. Chi si propone per far politica non deve essere giudicato per le belle parole, per la sua faccia simpatica magari “nuova” o perché riesce ad andare sui giornali in mille occasioni. Deve essere valutato per la sua coerenza e per i contenuti del suo lavoro.</p>
<p><em>Per quanto si cerchi a tutti i livelli, di dimostrare che in Asti il PD sta raggiungendo una forma di pacificazione, un semplice iscritto come me proveniente dalla campagna, mai come ora si sente completamente preso in giro (dico “giro” giusto per citare un eufemismo). Dopo la figura meschina (sempre per usare un eufemismo) delle ultime primarie, continua a circolare la voce di un “dossier” relativo alle primarie e parlamentarie del 2012 e che riguarda i risultati della sezione Asti- est. Questo “dossier” non è a conoscenza dei semplici iscritti dei circoli dell’astigiano e pare debba rimanere riservato nelle apposite Sedi tant’è che chi vuole saperne qualcosa può benissimo rileggersi il tutto sul giornale “Il fatto quotidiano” di sabato 21 dicembre 2013 pagina 7 dove vengono fatti nomi. Cognomi ecc.ecc. al quale giornale qualcuno si è premurato di spedirlo (il dossier) giusto come segnale di pacificazione.</em></p>
<p><em>Dopo di ciò è stato stipulato un accordo fra le parti contendenti e, dopo l’accordo, sconosciuto dai circoli, in alcuni di questi si è tornati a votare per un unico candidato segretario provinciale (forse il termine “prendere in giro” è troppo soft). A quest’ultima votazione ha partecipato forse un quinto degli iscritti compresi quelli recentemente “folgorati sulla via di Damasco”.</em></p>
<p><em>Ora, a prescindere dal fatto che qualsiasi iscritto può benissimo pensare con il suo cervellino che il succitato accordo sia stato sottoscritto con una “pistola puntata” (il dossier), perché a suo tempo non è stata chiesta e non si è subito fatta chiarezza sulla faccenda di Asti-Est? (mica dell’Europa!).</em></p>
<p><em>A mio parere il soggetto o soggetti protagonisti potrebbero avere colpe, magari anche gravi, ma coloro che raccolgono e tengono nel tempo un “dossier” e lo usano solo quando lo ritengono opportuno, non acquistano nessuna fiducia presso il pubblico e men che meno presso gli iscritti che, per quanto non sembri, sono il fondamento del Partito.</em></p>
<p><em>Oltre tutto bisogna ricordare, come diceva Voltaire, che due torti messi assieme non hanno mai fatto una ragione.</em></p>
<p><em>Ora, se ho ben capito, le parti contendenti si impegnano a “lavorare” (finalmente) per la Politica. Sono giovani e, pare, rappresentino il “nuovo che avanza” anche se ad oggi non ho ancora ben capito se “avanza” perché va avanti o se “avanza” perché ce n’è troppo.</em></p>
<p><em>Credo ci sia parecchio da lavorare, se non proprio duramente almeno in modo non ridicolo e sempre in salita, molto ripida sulla quale è assai facile scivolare rovinosamente.</em></p>
<p><strong style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;"><em>Dusino San Michele, 21/01/2014 Giacomo Maffè</em></strong></p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Giacomo Maffé: no alle campagna elettorali fatte da immagini e paroloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2014 14:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Pubblico volentieri una lettera dell’amico Giacomo Maffé indirizzata al Partito Democratico astigiano. Condivido le domande poste ed i suggerimenti dati. Sono temi che riguardano il nostro territorio. Dopo un congresso PD che a livello locale è stato vuoto di contenuti e tutto dedicato alla conquista del partito (vi siete mai chiesti a chi fa comodo tutto questo?), è necessario dare spazio alla politica seria.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Terrei a ribadire che nell’anno iniziato vi saranno importanti appuntamenti elettorali per cui è necessario incalzare il Governo su Lavoro, Precariato, Insicurezza ecc. ecc.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma, ad Asti e Provincia, ad esempio, quali sono le posizioni e prospettive del Partito considerando i problemi locali, regionali, nazionali?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nelle varie fasi del congresso, personalmente, non ho sentito dire un bel nulla di concreto se non che “bisogna vincere ad ogni costo e poi avanti col nuovo”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per esempio, siccome la Provincia di Asti in pratica non esiste più, che fine faranno i più di 100 piccoli Comuni che già gravitano su una città di Asti in coma? Che cosa propone, prospetta, auspica il PD astigiano in relazione al territorio? Sono meglio le “fusioni” o le inutili convenzioni che in pratica ritardano soltanto l’agonia dei nostri paesi?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In merito se ne è sentito parlare soltanto in occasione di un paio di convegni organizzati dal Circolo Valtriversa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siccome l’economia attuale è stata paragonata a quella di un dopoguerra – ma di una guerra persa – come si pone il partito locale in merito? Naturalmente questo è solo uno dei problemi; e i trasporti?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Qualcuno aveva proposto di trasformare le ferrovie locali dismesse in piste ciclabili; e il “ciclo integrato dell’acqua” – AT05- come va? Mi pare di aver sentito che anche lui è piuttosto malaticcio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il partito locale prende in considerazione anche questi problemi? Preferisce “nicchiare” per non scontentare nessuno oppure ha qualcosa da dire? E chi più ne ha più ne metta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Aspettiamo il solito “vincente” che risolverà tutto o proviamo ad essere,come partito, protagonisti del nostro destino almeno sul territorio?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi piacerebbe saperlo in tempi brevi perché non vorrei ritrovarmi, come semplice iscritto attivo, in una campagna elettorale fatta unicamente di immagine, piena di sorrisi e paroloni; insomma prima di vincere credo sia opportuno convincere. Solo così, forse, gli accordi più o meno politici potrebbero avere un senso cosa che, a tutt’ora, paiono proprio non avere.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dusino San Michele, 10/01/2014 Giacomo Maffè</strong></p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Ripetuto il congresso del circolo Pd della Valtriversa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2013 14:07:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p style="text-align: justify;">L’11 dicembre scorso, scrivevo su questo spazio che il congresso Pd provinciale non era chiuso perché 4 congressi di circolo erano stati annullati dal partito nazionale per l’alto numero di persone che si erano venute ad iscrivere all’ultimo momento. Tra i congressi annullati anche quello della Valtriversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato<strong> 28 dicembre 2013</strong>, su disposizione del partito regionale, senza nessuna revisione della base elettorale, sono stati ripetuti tre congressi annullati. Nulla di fatto a Rocchetta Tanaro dove le pochissime persone presenti si sarebbero rifiutate di votare. Si è votato anche in Valtriversa, dalle 10 alle 12, con seggio aperto a Villafranca nella sala Virano “il Forno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi i nostri risultati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>24 votanti. Alla segreteria del circolo è stato riconfermato il sottoscritto con 22 voti. Due le schede bianche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per la segreteria provinciale, l’unico candidato rimasto, Giorgio Ferrero, ha preso 5 voti. 19 le schede bianche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TANTE DOMANDE CHE VOGLIONO RISPOSTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perché un solo candidato alla segreteria provinciale? Francesca Ferraris si è ritirata dalla corsa dopo un accordo con Ferrero: accordo fatto all’insaputa dei circoli. O meglio, i circoli lo hanno appreso dai giornali. Il 21 dicembre 2013, il “Fatto Quotidiano” pubblicava un articolo sul Pd astigiano con la notizia. È interessante che il giornale fosse a conoscenza di accordi prima dei tesserati che ancora credono nel partito. È interessante che l’accordo sia stato fatto “alla luce dei risultati dell’8 dicembre”. Le virgolette non le ho messe io, le ha messe il giornale. Il che fa presumere che Il Fatto possegga anche il testo di questo accordo. Probabilmente, qualcuno firmava contratti con una mano e con l’altra passava notizie e documenti alla stampa. Altrimenti, non si spiegherebbe neanche l’ampio riferimento al dossier che una fazione del partito avrebbe raccolto sul deputato Massimo Fiorio. Accuse sulle quali i semplici tesserati, come sempre, non sanno nulla e non hanno sentito alcun chiarimento ufficiale del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe questo il modo “per liberare il partito dalla cappa di malcostume che ha ridotto il dibattito politico a violenza e minaccia verbale”? La citazione non è mia ma è del giornale.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ad Asti erano state commesse irregolarità nelle “primarie” per i parlamentari dello scorso anno, perché chi si è ritenuto danneggiato non ha fatto ricorsi alla luce del sole?</p>
<p style="text-align: justify;">Si sono fatti accordi per sostenere quale linea politica? Per fare cosa? Qui nemmeno il giornale ne parla. Segno evidente che la politica fatta di contenuti seri non interessa e le intese che sarebbero state raggiunte servirebbero solo alla spartizione dei posti. Il partito astigiano conta poco. Come mai tanto accanimento? Ci sono altre poltrone che dovranno essere spartite nei prossimi mesi o altri interessi?</p>
<p style="text-align: justify;">Perché compromettere la credibilità del partito provinciale con persone che fanno dossier contro chi milita sotto la stessa bandiera?</p>
<p style="text-align: justify;">Perché non si è voluta una seria revisione della base elettorale nata con le regole sbagliate volute dal partito nazionale? Vi ricordo che ci si poteva tesserare ancora un minuto prima di votare. Perché non si è fatta chiarezza sulle responsabilità, nonostante il rigoroso lavoro della commissione provinciale presieduta da <strong>Alfredo Castaldo</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha tenuto comportamenti sbagliati deve pagare: chiunque esso sia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FERRERO E FERRARIS SI SONO RICORDATI TARDI DEI CIRCOLI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Queste domande le ho poste sia a Ferrero, sia alla Ferraris, che sono venuti alla riunione di sabato. La presenza va a loro merito ma si è trattato di un gesto tardivo, giustificato con il tentativo di spiegare i motivi dell’accordo. Devo dire che le risposte sono state deboli e modeste. Nessuna indicazione su cosa si farà. Solo un generico impegno ad una gestione “condivisa” del partito provinciale per superare la frattura. Entrambi hanno perso l’occasione per dimostrare che volevano il vero superamento della pessima situazione nata dal congresso. Hanno commesso un grave errore. Ritengo siano stati fino in fondo strumenti nelle mani di altri. Un cambiamento reale può partire solo dal basso, con la condivisione dei militanti, cioè con il rispetto verso quelle persone che hanno sempre lavorato senza chiedere nulla in cambio. Militanti che  credevano nelle idee.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio precisare che non c’è stato, mai, alcun tentativo di fare polemica “anti Renzi”. Il nuovo segretario nazionale è stato eletto l’8 dicembre e mi auguro che sappia ottenere positivi risultati dal gravoso impegno che lo attende.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL “DOCUMENTO DEI CENTO”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da parte mia, porterò in assemblea provinciale il nostro <strong>“documento dei cento”</strong> e chiederò alla stessa di esprimersi sui suoi contenuti. Credo che il documento rappresenti bene quale tipo di partito vogliono ancora i tanti che si riconoscono negli ideali del centro sinistra. Guardando avanti, e non indietro, nelle prossime settimane, come circolo organizzeremo un nuovo incontro con Ferrero e Ferraris dove li chiameremo a dare le loro opinioni sui problemi dell’astigiano e daremo a chi lo vorrà, compresi i nuovi tesserati, la possibilità di fare domande. Le porte sono aperte a tutti coloro che vogliono realmente impegnarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora per evitare equivoci: in rappresentanza del nostro circolo, in assemblea provinciale andremo io e Walter Brignolo. L’accordo di cui abbiamo parlato ha confermato di fatto i risultati che erano emersi il 25 ottobre. Per quel che mi riguarda, ho ritenuto di accettare per avere la possibilità di sostenere le posizioni del “documento dei cento” all’interno del partito ma ho dichiarato pubblicamente che, non condividendo quanto è avvenuto, non sarò disponibile ad assumere alcun eventuale incarico all’interno della segreteria provinciale. Nell’urna per la segreteria provinciale la mia scheda è stata bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo nella politica dei valori, dove ci regola in primo luogo con la trasparenza, con l’etica del comportamento e con la coerenza tra gli impegni ed i fatti.</p>
<p><strong><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/il-fatto-quotidiano-21.12.2013-articolo.pdf">Il fatto quotidiano 21.12.2013 articolo di Andrea Giambartolomei</a></strong></p>
</div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/ripetuto-il-congresso-del-circolo-pd-della-valtriversa/">Ripetuto il congresso del circolo Pd della Valtriversa</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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