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venerdì, 12 Aprile 2024

Concluso il congresso del Pd astigiano. Giorgio Ferrero è il nuovo segretario. Le considerazioni di Giacomo Maffé

IL NUOVO CHE AVANZA…

L’amico Giacomo Maffé mi ha mandato un suo commento sull’epilogo del congresso del Pd astigiano che ha preso atto della nomina di Giorgio Ferrero a segretario e quella di Francesca Ferraris a presidente del partito. Ovviamente, condivido le sue considerazioni.  Lo scorso 20 febbraio, si è svolta la prima assemblea provinciale del Pd. Nel mio intervento, ho presentato i contenuti del “documento dei 100″. Scusate la presunzione, ma il resto del dibattito è stata poca cosa. Tutta una serie di tentativi, non riusciti, per evitare che i membri della commissione che ha gestito le fasi congressuali abbiano il diritto di voto in assemblea, come sarebbe previsto dalla norme nazionali. Poi, l’assemblea, su richiesta sia di Ferrero, sia della Ferraris, ha respinto la richiesta della “mozione Civati” di inserire Gianni Amendola nei membri della commissione dei garanti. Personalmente, avrei ritenuto utile aderire alla richiesta dei civatiani, sia per l’esperienza di Amendola che ha già ricoperto questo ruolo, sia per favorire quell’unità del partito, genericamente invocata proprio dal nuovo segretario. Considerato che al voto è stata portata una proposta di commissione a scatola chiusa ma che comunque conteneva il nome di Francesco Porcellana, già presidente del partito, ho ritenuto di astenermi proprio perché comunque favorevole alla presenza dello stesso. Ho sempre apprezzato l’integrità morale di Porcellana e la sua autorevolezza politica. Ricordo che la commissione, se verrà rispettato il contenuto dell’accordo tra Ferraris e Ferrero, dovrebbe lavorare per far luce ufficiale su quanto accaduto durante le votazioni per il congresso. Perché tanto accanimento sui nomi? Lascio a voi la risposta. Si vuole veramente fare chiarezza? Lo so che qualcuno dirà “le solite beghe interne…”. Non condivido. Chi si propone per far politica non deve essere giudicato per le belle parole, per la sua faccia simpatica magari “nuova” o perché riesce ad andare sui giornali in mille occasioni. Deve essere valutato per la sua coerenza e per i contenuti del suo lavoro.

Per quanto si cerchi a tutti i livelli, di dimostrare che in Asti il PD sta raggiungendo una forma di pacificazione, un semplice iscritto come me proveniente dalla campagna, mai come ora si sente completamente preso in giro (dico “giro” giusto per citare un eufemismo). Dopo la figura meschina (sempre per usare un eufemismo) delle ultime primarie, continua a circolare la voce di un “dossier” relativo alle primarie e parlamentarie del 2012 e che riguarda i risultati della sezione Asti- est. Questo “dossier” non è a conoscenza dei semplici iscritti dei circoli dell’astigiano e pare debba rimanere riservato nelle apposite Sedi tant’è che chi vuole saperne qualcosa può benissimo rileggersi il tutto sul giornale “Il fatto quotidiano” di sabato 21 dicembre 2013 pagina 7 dove vengono fatti nomi. Cognomi ecc.ecc. al quale giornale qualcuno si è premurato di spedirlo (il dossier) giusto come segnale di pacificazione.

Dopo di ciò è stato stipulato un accordo fra le parti contendenti e, dopo l’accordo, sconosciuto dai circoli, in alcuni di questi si è tornati a votare per un unico candidato segretario provinciale (forse il termine “prendere in giro” è troppo soft). A quest’ultima votazione ha partecipato forse un quinto degli iscritti compresi quelli recentemente “folgorati sulla via di Damasco”.

Ora, a prescindere dal fatto che qualsiasi iscritto può benissimo pensare con il suo cervellino che il succitato accordo sia stato sottoscritto con una “pistola puntata” (il dossier), perché a suo tempo non è stata chiesta e non si è subito fatta chiarezza sulla faccenda di Asti-Est? (mica dell’Europa!).

A mio parere il soggetto o soggetti protagonisti potrebbero avere colpe, magari anche gravi, ma coloro che raccolgono e tengono nel tempo un “dossier” e lo usano solo quando lo ritengono opportuno, non acquistano nessuna fiducia presso il pubblico e men che meno presso gli iscritti che, per quanto non sembri, sono il fondamento del Partito.

Oltre tutto bisogna ricordare, come diceva Voltaire, che due torti messi assieme non hanno mai fatto una ragione.

Ora, se ho ben capito, le parti contendenti si impegnano a “lavorare” (finalmente) per la Politica. Sono giovani e, pare, rappresentino il “nuovo che avanza” anche se ad oggi non ho ancora ben capito se “avanza” perché va avanti o se “avanza” perché ce n’è troppo.

Credo ci sia parecchio da lavorare, se non proprio duramente almeno in modo non ridicolo e sempre in salita, molto ripida sulla quale è assai facile scivolare rovinosamente.

Dusino San Michele, 21/01/2014 Giacomo Maffè

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