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sabato, 25 Maggio 2024

Giacomo Maffé: no alle campagna elettorali fatte da immagini e paroloni

DOMANDE CHE VOGLIONO RISPOSTE

Pubblico volentieri una lettera dell’amico Giacomo Maffé indirizzata al Partito Democratico astigiano. Condivido le domande poste ed i suggerimenti dati. Sono temi che riguardano il nostro territorio. Dopo un congresso PD che a livello locale è stato vuoto di contenuti e tutto dedicato alla conquista del partito (vi siete mai chiesti a chi fa comodo tutto questo?), è necessario dare spazio alla politica seria.

Terrei a ribadire che nell’anno iniziato vi saranno importanti appuntamenti elettorali per cui è necessario incalzare il Governo su Lavoro, Precariato, Insicurezza ecc. ecc.

Ma, ad Asti e Provincia, ad esempio, quali sono le posizioni e prospettive del Partito considerando i problemi locali, regionali, nazionali?

Nelle varie fasi del congresso, personalmente, non ho sentito dire un bel nulla di concreto se non che “bisogna vincere ad ogni costo e poi avanti col nuovo”.

Per esempio, siccome la Provincia di Asti in pratica non esiste più, che fine faranno i più di 100 piccoli Comuni che già gravitano su una città di Asti in coma? Che cosa propone, prospetta, auspica il PD astigiano in relazione al territorio? Sono meglio le “fusioni” o le inutili convenzioni che in pratica ritardano soltanto l’agonia dei nostri paesi?

In merito se ne è sentito parlare soltanto in occasione di un paio di convegni organizzati dal Circolo Valtriversa.

Siccome l’economia attuale è stata paragonata a quella di un dopoguerra – ma di una guerra persa – come si pone il partito locale in merito? Naturalmente questo è solo uno dei problemi; e i trasporti?

Qualcuno aveva proposto di trasformare le ferrovie locali dismesse in piste ciclabili; e il “ciclo integrato dell’acqua” – AT05- come va? Mi pare di aver sentito che anche lui è piuttosto malaticcio.

Il partito locale prende in considerazione anche questi problemi? Preferisce “nicchiare” per non scontentare nessuno oppure ha qualcosa da dire? E chi più ne ha più ne metta.

Aspettiamo il solito “vincente” che risolverà tutto o proviamo ad essere,come partito, protagonisti del nostro destino almeno sul territorio?

Mi piacerebbe saperlo in tempi brevi perché non vorrei ritrovarmi, come semplice iscritto attivo, in una campagna elettorale fatta unicamente di immagine, piena di sorrisi e paroloni; insomma prima di vincere credo sia opportuno convincere. Solo così, forse, gli accordi più o meno politici potrebbero avere un senso cosa che, a tutt’ora, paiono proprio non avere.

Dusino San Michele, 10/01/2014 Giacomo Maffè

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