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mercoledì, 22 Maggio 2024

preoccupati per la “casa della salute”

CASA E PISCINA

La foto che vedete è quella del cantiere della “casa della salute”. Come “Villafranca Domani”, ho espresso più volte la preoccupazione sul futuro dell’opera. Perché? Il cantiere è fermo da tempo. Solo un problema di condizioni atmosferiche avverse nelle ultime settimane? In parte può essere vero, ma il forte dubbio che ci sia altro rimane. La Regione diventata leghista parla già di tagli alla sanità. La presidente della Provincia, l’onorevole Armosino, autorevole esponente di quel Pdl che oggi si spartisce con la Lega il potere, aveva già espresso notevoli critiche alla scelta di costruire le case della salute. La Valtriversa non si fa sentire, preferendo rimanere in un silenzio che potrà avere negative conseguenze. Cosa succederà? Non lo sappiamo. Per intanto, vediamo che Villafranca ha avuto la sua “piscina”. Come potete constatare, lo scavo accanto alla costruzione è pieno d’acqua. Da quanto abbiamo saputo, scavando hanno trovato una falda superficiale. Per forza, se vogliono continuare, dovranno creare un qualche sistema di drenaggio. Non sono un tecnico, ma mi sorge un altro dubbio: credo che costruire su terreni pieni d’acqua non farà molto bene, in futuro, alla qualità dei fabbricati. Forse, bisognava fare più attenzione all’individuazione del posto. L’amministrazione comunale precedente, quella con sindaco Padovani e vice sindaco Cavalla, porta la responsabilità di aver voluto a tutti i costi il terreno attuale. L’allora gruppo di opposizione, “Villafranca guarda oltre”, aveva proposto di considerare la ristrutturazione radicale dei fabbricati della ex proprietà Venturello, in via Roma, vicino alla casa di riposo. Cosa che avrebbe richiesto senz’altro una progettazione più impegnativa ma avrebbe aiutato in modo forte il rilancio proprio della casa di riposo, contribuendo a mantenere vivo il centro del paese. Quell’idea fu bocciata senza appello dalla maggioranza in consiglio comunale, che aveva definito impossibile ogni trattativa, e l’opposizione fu tenuta sempre fuori dal confronto con l’Asl. Se vi ricordate, per parlare con trasparenza, vera, di casa della salute, fu necessario un incontro pubblico organizzato proprio da noi dell’opposizione, con la presenza del direttore dell’Asl, Robino, nell’estate del 2008.  Robino si mostrò attento e collaborativo, dando un’immagine ben diversa da quella di intrattabile che  gli aveva dipinto addosso l’allora governo comunale. Fu in quell’occasione che noi lanciammo l’idea di  fare la sede della Croce Rossa vicino alla casa della salute, ritendo sbagliata la scelta di mandare i volontari nel capannone vicino al Mercatone. Spostamento che era già dato per scontato, con l’appoggio del Comune. Robino ritenne valida la nostra  proposta e lavorò concretamente per attuarla. In quell’incontro, avanzammo anche il suggerimento di usare  i terreni comunali delle Verne: situazione in completo abbandono da anni, che avrebbe avuto anche il vantaggio di far risparmiare dei bei soldi al Comune, evitando i conflitti di interesse che poi sono sorti sullo spazio di regione Pieve. La decisione, però, era già stata presa.

il cantiere fermo della "casa della salute" in regione Pieve. In primo piano, la "piscina".
il cantiere fermo della "casa della salute" in regione Pieve. In primo piano, la "piscina". La foto è stata scattata il 4.5.2010

2 Commenti

  1. Il primo atto della giunta regionale in materia di sanità (30 aprile) è stato il blocco completo delle assunzioni anche in sostituzione di posti divenuti vacanti. Un mese dopo il governo annuncia taglia alla sanità. In tutto questo mi pare che come partito, almeno a livello locale, abbiamo brillato per il nostro silenzio. Non sarebbe forse il caso di iniziare a seguire con costanza i problemi legati alla sanità astigiana?

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