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	<title>Valtriversa Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
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	<title>Valtriversa Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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		<title>La casa di riposo Santanera a un passo dalla chiusura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 05:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La politica mostri volontà e si impegni per trovare una soluzione alla grave crisi della casa di riposo Santanera. È una battaglia che ci deve vedere uniti perché va a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La politica mostri volontà e si impegni per trovare una soluzione alla grave crisi della casa di riposo Santanera. È una battaglia che ci deve vedere uniti perché va a favore dei servizi assistenziali del territorio. Questo hanno chiesto <strong>Fabio Isnardi</strong>, consigliere regionale del PD eletto nello scorso maggio; <strong>Luca Quagliotti</strong>, <strong>Alessandro Delfino</strong> e <strong>Armando Dagna</strong>, segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, durante l&#8217;incontro pubblico, convocato dal Comune, il 9 ottobre scorso. La sala Bordone era piena, come si è visto di rado nella storia del paese: lavoratrici della struttura, parenti degli ospiti e cittadini.  Segno evidente che le notizie di prossima chiusura della casa di riposo hanno suscitato forti preoccupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Quagliotti ha ricordato che il Piemonte è carente di posti letto per l’assistenza agli anziani. Perché chiudere? Considerato che l’ente è una ex Istituzione di pubblica assistenza dove il Comune nomina il consiglio di amministrazione. Poi ha citato la positiva soluzione della crisi della casa di riposo di Rocchetta Tanaro con il sostegno del sindacato e la possibilità di coinvolgere Finpiemonte come garante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bruno Colombo</strong>, sindaco di Roatto e presidente della Valtriversa, Unione che raccoglie i Comuni di Roatto, Maretto, Cantarana, Monale, San Paolo Solbrito, Castellero e Cortandone, ha chiesto di &#8220;essere coinvolto&#8221; perché siamo davanti a un problema di territorio di cui nessuno lo aveva informato. Presente in sala, anche il sindaco di Cantarana, <strong>Roberta Franco</strong>, e il sindaco di Monale, <strong>Sergio Magnetti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a queste prese di posizione; alle lavoratrici che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento per il prossimo 31 ottobre e con coraggio che merita rispetto hanno detto chiaramente di essere state lasciate sole a tenere aperta la struttura; ai parenti che avrebbero saputo della chiusura dai giornali e che non sanno come ricollocare i loro anziani, il sindaco <strong>Anna Macchia</strong> ha promesso che convocherà tutti gli esponenti istituzionali. Incontro poi fissato per il 17 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo per trovare una soluzione è poco. Pochissimo. Lo hanno ricordato Isnardi e Quagliotti. Serve almeno un anno secondo Dagna. Il commissario del Santanera, <strong>Pietro Endrizzi</strong>, e il presidente della Pro Infantia, <strong>Stefano Amedeo Guslandi</strong>, ente del terzo settore che ha assunto il personale prima alle dipendenze della Kcs, consorzio di cooperative, hanno chiaramente detto che, senza 400 mila euro di nuova liquidità, avrebbero chiuso il Santanera. A cosa servirebbero questi soldi? A tacitare proprio Kcs che avrebbe un credito che, dai giornali, sarebbe di 900 mila euro. Chi li dovrebbe mettere? Sono falliti i tentativi di consegnare la casa di riposo per 30 anni a un gestore privato che si assumesse l&#8217;onere di tutto il debito. Gli imprenditori privati del paese non si sarebbero fatti avanti. Il Comune dice che non può mettere soldi. E allora? Per il commissario e per il presidente di Pro Infantia potrebbe metterli la popolazione con una sottoscrizione. Isnardi ha replicato che diventa difficile chiedere soldi a qualcuno se non gli dimostri di avere un progetto di rilancio credibile della casa di riposo. Personalmente, condivido. Se venisse attuata, sarebbe un obiettivo impossibile da realizzare in pochi giorni. Comunque di un livello molto difficile da raggiungere anche con un progetto. Improponibile senza una chiara idea di futuro. Siamo una zona di piccoli paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">E la Regione? Per <strong>Sergio Ebarnabo</strong>, consigliere regionale di maggioranza, non bisogna creare false aspettative. La Regione darà un aiuto a trasferire in altre strutture gli anziani. Atto, gli ha risposto Quagliotti, che sarebbe comunque un obbligo.</p>
<h4><strong>LA SERATA DEL 9 OTTOBRE E&#8217; SERVITA?</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">La serata del 9 ottobre è servita? Se porterà finalmente a una gestione politica della crisi con l&#8217;obiettivo di salvare il Santanera e il suo ruolo di servizio pubblico sarà stata un bene. Nonostante sia stata una scelta fatta in grave ritardo. È servita a informare la popolazione e a chiarire le tante legittime domande sulla vicenda? Poco. Per oltre due anni è mancata una comunicazione alla cittadinanza su come si stesse evolvendo la situazione. Durante la serata sono stati forniti pochi dati senza un adeguato approfondimento. Sono state dette cose già anticipate dai giornali. Allora perché è stata fatta? È una mia opinione: credo sia stata fatta solo per mettere il paese davanti al fatto compiuto che la casa di riposo chiudeva. Poi, lo sviluppo della serata ha costretto il Comune a proporre di rimandare il tema al tavolo della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno dopo la riunione, dai giornali apprendiamo che Pro Infantia resterebbe fino a fine novembre. Un mese in più ma sempre poco per trovare una soluzione positiva. Perché questa fretta di andarsene? Da quanto emerso nella riunione, Pro Infantia non ha mai detto di avere crediti insoddisfatti. Quindi avrebbe sempre percepito il compenso richiesto. Dall&#8217;assemblea è emerso che la gestione ordinaria oggi sarebbe in equilibrio. Quanto costa oggi Pro Infantia al mese? A quanto ammontano gli incassi mensili delle rette? Ci sono crediti verso l&#8217;Asl per gli ospiti in convenzione?</p>
<h4><strong>LE PROPOSTE DI &#8220;VILLAFRANCA DOMANI&#8221;</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">A cosa è servito il commissariamento? Credo avesse un solo obiettivo: verificare se c’era un privato disponibile a prendersi la struttura e il suo debito e, in caso negativo, portarla alla chiusura. Sono state esplorate strade diverse? Non credo. Già anni fa <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong> evidenziava i pericoli di una crisi e aveva fatto proposte alternative. Eliminare l&#8217;inutile e costosa intermediazione di manodopera fatta dalle cooperative e assumere direttamente il personale. Ricercare collaborazioni con altre case di riposo per arrivare a un consorziamento. Dare risposta ad altri bisogni. Quali? Ospitare disabili. Creare mini alloggi per chi ancora autosufficiente voleva rimanere indipendente ma usufruire dei servizi della struttura. Fornire assistenza domiciliare agli anziani che vogliono rimanere a casa. Aprire i propri servizi alla cittadinanza (ad esempio, infermeria, palestra, pasti, spazi per i medici di famiglia e medici specialistici). Sarebbe servito per diversificare le entrate. Poi, bisognava coinvolgere nella gestione almeno i Comuni della Valtriversa.</p>
<h4><strong>COME SI E&#8217; FORMATO IL DEBITO DEL SANTANERA?</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Durante la riunione e sui giornali, è stato ripetuto più volte che il macigno sulle spalle del Santanera sarebbe il debito di circa 1,6 milioni di euro, scoperto dal commissariamento. Da cosa deriva questo debito? È un fatto noto che circa 700 mila euro siano il residuo di un mutuo fatto ad inizio degli anni duemila per finanziare l&#8217;ultima ristrutturazione e poi aumentato per acquistare i fabbricati adiacenti alla sede in via Roma dagli eredi della signora Venturello. Oltre ai terreni compresi nell’eredità. Operazione costata poco più dI 450 mila euro. I fabbricati dovevano servire per un ampliamento della struttura e quindi aumentare le entrate. Peccato che dall&#8217;acquisto siano passati 17 anni. Un progetto completo per la ristrutturazione è stato fatto solo nel 2019: con troppo ritardo e preventivando un investimento tutto da finanziare di tre milioni di euro. Troppo alto per un ente che già allora era fragile. Perché i consigli di amministrazione di quegli anni, sempre nominati dal Comune, non si sono mossi prima e non sono stati sollecitati a farlo? Il resto del debito sarebbe quanto rivendicato da Kcs, consorzio di cooperative subentrato a Socialcoop negli ultimi mesi del 2020, per la gestione dei servizi e del personale. Quanto costava Kcs al mese? Nel 2021 era stata dichiarato il dato di 63 mila euro mensili.  È rimasto quello?  Come è maturato il suo credito? Secondo quanto affermato dallo stesso commissario durante la riunione, Kcs voleva un canone commisurato alla piena occupazione dei posti in struttura anche se in realtà gli ospiti erano molti meno. Pertanto, se ho compreso correttamente, lui stesso avrebbe deciso di pagare a Kcs solo acconti. Non mi è chiaro. Significa che ha tentato di rinegoziare il contratto in essere? Con quali risposte? Perché l’ente ha accettato a suo tempo condizioni che sembrerebbero così onerose? Forse, perché si è trovato solo in piena emergenza per la pandemia. Era proprio il 2020. In quella situazione di crisi, è facile pensare che, da solo, non avesse la forza politica di contrattare. Questo potrebbe anche spiegare perché l’ente pagò per intero le spettanze di Socialcoop che se ne andava. Magari facendo uno sforzo che drenava le sue residue risorse finanziarie in un momento con ospiti ridotti e conseguenti entrate ridotte. Saldare Socialcoop avrebbe richiesto un piano di pagamenti maggiormente dilazionato nel tempo. Ma dopo? Un debito di 900 mila euro non si forma in pochi mesi. Ribadiamolo perché sui giornali e sui social sono anche uscite notizie e considerazioni fuorvianti: la gestione Kcs è iniziata alla fine del 2020. Non prima. Quindi il debito verso questo soggetto può solo essere maturato da allora in avanti. L’ultimo consiglio di amministrazione prima del commissariamento ha assunto iniziative per ridurre le pretese di Kcs? Perché non si sono scelte strade e formule diverse?</p>
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		<title>Unioni di Comuni: una storia dimenticata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 18:38:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Unioni di Comuni che fine hanno fatto? Nelle recenti elezioni comunali, l&#8217;argomento è stato trascurato. Ci torno perché credo sia importante. Credo sia necessario chiedersi se i piccoli paesi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le Unioni di Comuni che fine hanno fatto?</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle recenti elezioni comunali, l&#8217;argomento è stato trascurato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci torno perché credo sia importante. Credo sia necessario chiedersi se i piccoli paesi vogliono condannarsi al declino o vogliono cercare soluzioni dal basso. Alla nostra portata.  Sviluppo non si fa con qualche opera pubblica, magari di dubbia utilità o senza chiedersi il rapporto tra costi e benefici. Tanto magari sono fondi europei. Sviluppo si fa se la Comunità partecipa e decide la costruzione del suo progetto di futuro, accettando gli inevitabili cambiamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Unioni sono nate oltre vent&#8217;anni fa. Non sono mai entrate nella percezione della gente. Molti cittadini non conoscono nemmeno la loro esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune sono nate e morte, come il Pianalto astigiano. Oppure la Colli Del Monferrato, che nelle parole di governava allora doveva essere il meglio del meglio e si è poi dimostrata priva di ogni consistenza. Altre hanno subito secessioni, come la Valtriversa che prima ha visto andarsene Ferrere e poi Villafranca e Baldichieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché sono nate? Lo scopo del legislatore era favorire l&#8217;accorpamento spontaneo e graduale dei piccoli Comuni. L&#8217;Unione è un ente di secondo livello, dove gli amministratori non sono eletti direttamente dai cittadini ma provengono da quelli già eletti nei singoli Comuni, che mantengono la loro autonomia. Nell&#8217;Unione vanno solo alcune funzioni dei Comuni. Quindi dovrebbero essere una palestra per organizzare un unico nuovo modello di gestione sovracomunale che superi quelli che ogni paese si era dato nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando entrare in Unione significava portare a casa sostanziosi contributi regionali e statali, tanti Comuni volevano associarsi. Quando i finanziamenti sono finiti o comunque si sono fortemente ridotti, la musica è cambiata.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Perché?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Bisognava scegliere di mettersi insieme sul serio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho fatto parte prima del consiglio della Valtriversa e poi dell&#8217;Unione Colli del Monferrato, nata dalla secessione di Villafranca e Baldichieri, sempre come rappresentante dell&#8217;opposizione. In quindici anni, ho visto manifestarsi tutte le difficoltà. Il prevalere dei campanilismi. Mettersi insieme, da molti amministratori, era visto come una perdita di risorse e di potere a favore di altri paesi. Non si ragionava come amministratori di zona ma come &#8220;difensori&#8221; del proprio Comune. La modesta voglia di collaborare era la logica conseguenza. Tra gli stessi sindaci. Non in tutti ma nella maggior parte. I semplici membri del consiglio contavano poco o nulla. Poi, se all&#8217;Unione non ci credevano gli amministratori, era difficile pensare che ci credessero i dipendenti. Poca voglia di cercare strategie comuni sui problemi. Poca attenzione a rendere omogenee le regole. Nessun tentativo di creare nuovi servizi per i cittadini. Nessuna attenzione a coinvolgere e informare i cittadini su quanto si poteva fare o si stava facendo. L&#8217;Unione rimaneva solo il veicolo per avere qualche finanziamento o un fatto amministrativo. Cioè quello che prima veniva fatto dal singolo Comune veniva fatto sotto il nome dell&#8217;Unione ma il risultato non cambiava. Unico tentativo di fare un vero servizio unito: i vigili della Valtriversa, voluto più che altro dalla caparbietà del loro primo responsabile, <strong>Pasquale Campanile</strong>, più che dalla convinzione delle amministrazioni dell&#8217;epoca. Tentativo poi abortito perché i vigili erano considerati solo un costo ma facevano gola le multe che gli autovelox potevano fornire. L&#8217;idea di migliorare la sicurezza con un controllo del territorio fatto da personale locale, preparato e conosciuto dalla popolazione e capace di parlare con i cittadini, non ha mai fatto breccia nella maggioranza degli amministratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho elementi per dire se dal 2019 sia cambiato qualcosa ma non credo. Da cittadino non ho percepito nulla. La Valtriversa dice di aver specializzato ogni municipio a svolgere per tutti i paesi determinate funzioni. Bene. Ma questo era un risultato che si doveva raggiungere anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre stato contrario alla rottura della Valtriversa perché ho sempre sostenuto che i piccoli Comuni, da soli, non hanno alcun futuro. Non hanno alcun peso politico. Hanno pochi mezzi. Mancano di figure professionali importanti nel loro organico. Era contrario alla rottura anche l&#8217;amico <strong>Angelo Benotto</strong>, persona che si è spesa molto nel volontariato e che tanti di voi hanno conosciuto. Era stato l&#8217;inventore del termine e del concetto di Valtriversa perché aveva capito prima di tutti che dovevamo essere popolazione di un territorio più ampio, accomunato dalla storia e da una omogeneità geografica. Lui, a suo modo, aveva messo insieme i paesi in qualcosa che è durato anni: le sagre durante la festa del &#8220;settembre villafranchese&#8221; e il periodico &#8220;Triversa&#8221;, l&#8217;unico vero giornale di informazione che il territorio abbia mai avuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Villafranca è un piccolo Comune, che da anni perde abitanti. Quanto conta un piccolo Comune davanti all&#8217;Asl, al Cogesa, al Consorzio Rifiuti? Per fare qualche esempio. Quale innovazione reale riesce a produrre un piccolo Comune? Nel 1990, con altri piccoli Comuni, senza che esistessero le Unioni, ci eravamo inventati da zero la raccolta differenziata dei rifiuti. I mezzi erano pochi ma c&#8217;era molta voglia di vera politica. E i risultati sono arrivati.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Cosa bisognerebbe fare?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo, l<strong>e strutture dei singoli Comuni dovrebbero realmente fondersi per intero</strong> e lavorare in un sistema totalmente integrato. Senza quelle inutili spartizioni: qualche ora lavoro per il Comune e qualche altra per l&#8217;Unione. Burocrazie senza senso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli amministratori dovrebbero guardare ai bisogni della zona</strong> perché i problemi non si fermano ai confini del piccolo paese. Come potrebbero farlo? Prima dovrebbero conoscere gli altri paesi. Come sono organizzati i Comuni, quali risorse hanno, le problematiche aperte, quali realtà sociali e di volontariato sono attive. Poi bisognerebbe chiedersi quali sono i bisogni della cittadinanza. Raccogliere proposte con incontri pubblici diffusi con possibilità di dibattito. Magari anche un sondaggio organizzato capillare aiuterebbe molte persone a esprimersi. Democrazia dal basso: quello che ci siamo dimenticati da troppo tempo.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Qualche proposta sui temi?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Avremmo bisogno di <strong>incentivare le pratiche per non produrre rifiut</strong>i.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Servirebbero più servizi per gli anziani</strong>. Una vera <strong>assistenza domiciliare</strong>. Accompagnamenti alle visite mediche che non siano solo trasporti ma anche capacità di seguire e gestire i bisogni dell&#8217;anziano solo. <strong>Corsi di formazione per badanti</strong>, settore &#8220;grigio&#8221; dove c&#8217;è troppa improvvisazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Casa di riposo e asilo non servono solo al paese che li ospita</strong>: servono anche i Comuni vicini. Se vogliamo che restino servizi sociali reali e non vengano dati al privato che vuole solo guadagnare, e magari per ottenere un guadagno non esita a ridurre la qualità dei servizi, devono essere sostenuti e gestiti con il sostegno di tutti i Comuni della zona.</p>
<p style="text-align: justify;">I<strong>ncentivare il volontariato dei singoli paesi a lavorare su progetti comuni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>ricerca di posizioni condivise all&#8217;interno degli enti di rilievo provinciale</strong>. Penso in particolare a Asl, Cogesa, Consorzio Rifiuti, Gaia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>politica urbanistica unica</strong> per evitare che da qualche parte sorgano capannoni dove c&#8217;erano prati e da altre parti ci siano capannoni vuoti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Facilitazioni e incentivi per favorire l&#8217;uso reciproco delle strutture pubbliche</strong> esistenti perché spesso bastano pochi minuti per raggiungere il paese vicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Regole e tariffe omogenee</strong> perché i cittadini di una zona siano trattati alla stessa maniera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;obiettivo dovrebbe essere gli stessi servizi con la medesima qualità per tutti i paesi che compongono l&#8217;Unione</strong>. Questo va fatto percepire ai cittadini con un&#8217;informazione costante e oggettiva. Accettando anche il confronto con le diverse opinioni. Non con comunicati stampa che. al massimo, sono semplice propaganda interessata. A tale scopo, un sito internet ricco di contenuti e dove ci sia spazio anche per gli interventi dei cittadini sarebbe un primo passo interessante.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Ci vorrà del tempo? </strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Si. Abbiamo perso molti anni e ora servirebbe recuperare. Le spaccature sono stati gravi errori.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Ci saranno risparmi economici? </strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Credo sia possibile, quando le strutture comunali si saranno effettivamente integrate.  Ma oltre ai possibili risparmi dovremmo considerare quanta quantità e qualità in più avranno i servizi per i cittadini.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>E Villafranca?  Tornerà in qualche Unione? </strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Non si sa. Nessuno ne parla.</p>
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		<title>Bruno Colombo: undici anni alla guida della Valtriversa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 15:57:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bruno Colombo è il sindaco di Roatto. Il suo terzo mandato scadrà nel 2026.  Dal giugno 2013 è presidente dell&#8217;Unione Valtriversa. Anche per questo incarico, il suo mandato scadrà nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>Bruno Colombo</strong> è il sindaco di Roatto. Il suo terzo mandato scadrà nel 2026.  Dal giugno 2013 è presidente dell&#8217;Unione Valtriversa. Anche per questo incarico, il suo mandato scadrà nel 2026. L&#8217;Unione Valtriversa è nata oltre 20 anni fa. L&#8217;ente comprende i Comuni di Roatto, Maretto, Castellero, Monale, Cortandone, Cantarana e San Paolo Solbrito. In origine, c&#8217;erano anche Ferrere, uscito nel 2012; Villafranca e Baldichieri, usciti alla fine del 2013.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho rivolto a Colombo alcune domande circa la sua esperienza nella Valtriversa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei presidente da quasi undici anni. Avevi ereditato una situazione che aveva evidenziato fin dai primi tempi difficoltà. Quale è stato il tuo principale obiettivo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se fare il sindaco mi è piaciuto perché ho avuto la fortuna di avere con me persone positive che partecipavano alle decisioni e alle attività, nell&#8217;Unione l&#8217;impegno è stato più complesso. Ci sono stati momenti anche molto difficili. Ho cercato di tenere insieme personalità e sensibilità molto diverse. Fino ad ora, credo di esserci riuscito. Ho imparato molto e ritengo che il bilancio sia buono.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il miglior risultato ottenuto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Unione ha una struttura. Ogni Comune si è specializzato nella gestione di particolari compiti che svolge anche per tutti gli altri. A Roatto gestiamo i tributi. Maretto si occupa del personale. Cantarana si occupa della finanza. Monale della scuola e dei servizi sociali. Cortandone degli acquisti. Castellero della segreteria e del catasto. San Paolo Solbrito si occupa della commissione per il paesaggio e della sicurezza sul lavoro. In questo modo, il personale dei Comuni, che ho potuto conoscere e apprezzare, ha potuto migliorare la sua preparazione e la sua professionalità. Così non abbiamo bisogno di ricorrere a consulenze esterne che altrimenti sarebbero state inevitabili. Nei piccoli paesi, magari con un solo impiegato costretto a fare tutto con conoscenze approssimative, rischi di restare indietro e non seguire i problemi come si dovrebbe. La struttura che ci siamo dati rende più semplici anche le decisioni dei sindaci perché i provvedimenti arrivano sul nostro tavolo istruiti. Ci sono vantaggi anche per la popolazione. Risposte più rapide e le persone sanno dove rivolgersi per le loro necessità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E l&#8217;ufficio tecnico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo qualche tentativo iniziale, abbiamo preferito che ogni Comune gestisca il suo, anche se c’è collaborazione tra i diversi tecnici. In questo settore sarebbe stato necessario individuare uno o due responsabili dando loro un aiuto con tecnici più esecutivi per fare eseguire i progetti. Purtroppo i Comuni piccoli non hanno una disponibilità economica per avere una struttura organizzata con un numero di ore sufficiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altri risultati raggiunti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insieme, gestiamo la partecipazione ai bandi per avere dei contributi. Poi scegliamo se concorrere insieme o ognuno per conto proprio. Ad esempio, abbiamo partecipato al bando per l&#8217;efficientamento energetico degli edifici pubblici. Certo, se avessimo un unico ufficio tecnico potremmo far meglio. Per partecipare ai bandi e avere i contributi, è necessario fare gli investimenti e anticipare i costi. Solo dopo, con la rendicontazione richiesta, avvengono le erogazioni. Sono atti complessi. Una struttura tecnica adeguata renderebbe tutto più facile e veloce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il rammarico più grande?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avrei voluto un vero corpo dei vigili capace di coprire tutto il territorio, coinvolgendo magari altri paesi fino a Villanova. Alcune amministrazioni hanno ritenuto i vigili solo un peso economico. Gli autovelox sono stati l&#8217;inizio della crisi. Avrei voluto che tutti i Comuni partecipassero alla spesa e che l&#8217;incasso finisse per intero all&#8217;Unione. Un progetto che coinvolgesse tutti allo stesso modo per dare a tutti lo stesso grado di sicurezza e attenzione. Non è stato così. Sono state cercate regole per gestire il lavoro dei vigili impossibili da applicare. È vero nel nostro territorio c&#8217;è una buona presenza dei carabinieri. È vero che ci sono le telecamere. Ma un corpo dei vigili in numero adeguato avrebbe garantito un presidio ancora migliore e maggiore efficienza.  Ancora meglio sarebbe un corpo dei vigili a livello più alto. Magari provinciale o regionale, con gli autovelox tolti alla gestione dei sindaci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi la Valtriversa ha ancora i vigili?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si. Abbiamo due persone che sono alle dipendenze di Torino ma ci danno 5 &#8211; 6 ore alla settimana e una presenza aggiuntiva in caso di necessità particolari. Soluzione che tampona il problema ma è ben diversa da un corpo dedicato al territorio come avrei voluto. Anche per la protezione civile ormai servirebbe un corpo a livelli più alti. Con le regole che arriveranno dalla Regione, non si può fare questa attività, garantendo capacità di intervento, con un volontariato sempre più esiguo di numero. Serve personale che venga pagato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Obiettivi futuri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono impegnato direttamente nel progetto &#8220;Monferrato Heritage Unesco&#8221;. Servirà per ottenere fondi europei da usare per uno sviluppo territoriale che segua un filo conduttore ben identificato. Asti è il Comune capofila su un bacino di 52 paesi. Abbiamo creato un sottogruppo che ha come capofila Villanova al quale aderiscono 27 Comuni territorialmente confinanti. Abbiamo scelto di puntare sullo sviluppo del turismo: scelta necessaria per riconvertirci da una impostazione industriale ormai decaduta. L&#8217;intero progetto dovrebbe avere a disposizione 4,3 milioni di euro con l&#8217;aggiunta del cofinanziamento dei Comuni per il dieci per cento. Ogni paese aderente potrebbe avere fondi per un investimento di riqualificazione e abbellimento. In più, una quota dei fondi dovrebbe essere destinata a un investimento comune in mobilità sostenibile: un servizio di biciclette da mettere a disposizione per chi vorrà vivere il territorio in modo ecologico. Tutto dovrebbe arrivare a compimento entro il 2028.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nella direzione di riconvertire il nostro territorio al turismo, proprio in questi giorni abbiamo firmato la convenzione con la cooperativa Piam per mappare e accatastare un percorso di circa 90 km nelle nostre colline, capace di unire bellezze naturalistiche e architettoniche. L&#8217;iniziativa coinvolge 18 Comuni (Castellero, Albugnano, Capriglio, Cerreto d’Asti, Chiusano, Cinaglio, Cocconato, Cortandone, Cortanze, Maretto, Monale, Montafia, Passerano Marmorito, Pino d’Asti, Roatto, Settime, Soglio, Viale) e cerca l&#8217;incremento di un turismo di qualità che desidera il contatto con la natura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo già in corso di realizzazione che coinvolge più Comuni per valorizzare e scoprire l’identità paleontologica sul proprio territorio è il Progetto artistico <span style="color: #0000ff; background-color: #ffcc00;"><strong><a style="color: #0000ff; background-color: #ffcc00;" href="https://www.astipaleontologico.it/murales-e-sculture-a-cielo-aperto-prende-forma-lidea-del-distretto-paleontologico/">“Street Art sulle colline del mare” con il coordinamento e supporto del Distretto Paleontologico dell’Astigiano e Monferrato.</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente l’obiettivo più ambito su cui 28 comuni stanno promuovendo azioni di sostegno sarebbe l’apertura del casello autostradale a Villafranca. Sarebbe il futuro di questo territorio. (<em>nda: da notizie di stampa, i Comuni interessati sarebbero </em><em>Villafranca, Albugnano, Baldichieri, Cantarana, Castellero, Castelnuovo Don Bosco, Capriglio, Cellarengo, Cerreto, Cinaglio, Cisterna, Cocconato, Cortandone, Cortazzone, Dusino San Michele, Ferrere, Maretto, Monale, Montafia, Passerano Marmorito, Piea, Piovà Massaia, Pino d&#8217;Asti, Roatto, San Damiano, Tigliole, Valfenera, Viale).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché la Valtriversa non comunica quanto sta facendo? Il semplice cittadino sul vostro sito internet trova poche informazioni sull&#8217;ente. Sembra che si sia attenti solo a rispettare la forma piuttosto che dare alle persone possibilità di comprendere. Non c&#8217;è attenzione nemmeno dalla stampa locale. Credo che dopo oltre vent&#8217;anni la maggior parte della popolazione non sappia nulla della Valtriversa e non ne comprenda l&#8217;utilità. Non serve un addetto stampa che faccia comunicati di propaganda. Serve entrare nel merito delle scelte per dare il giusto rilievo all&#8217;impegno di chi lavora, sollecitare interesse, dibattito e proposte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, è vero. Al riguardo siamo sempre stati carenti. Non ci siamo mai preoccupati di questo tema e abbiamo sbagliato. Riconosco che la richiesta di sapere cosa facciamo mi arriva anche da altre parti. Credo servano persone preparate sul funzionamento dei nostri Comuni e capaci di spiegare in modo comprensibile a tutti cosa facciamo. Poi, ritengo che questo lavoro richiederebbe anche qualche risorsa economica.</p>
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		<title>La polizia municipale non esiste più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 14:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SI TORNA A VENT’ANNI FA L’1 luglio ha chiuso in via definitiva l’ufficio dei vigili della Valtriversa ed è cessato il relativo accordo per avere la polizia municipale sul territorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>SI TORNA A VENT’ANNI FA</strong></h2>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">L’1 luglio ha chiuso in via definitiva l’ufficio dei vigili della Valtriversa ed è cessato il relativo accordo per avere la polizia municipale sul territorio di Villafranca e Baldichieri. Non ci sarà più un corpo unito di vigili per tutto il territorio.  Buttato via il lavoro iniziato vent’anni fa da Pasquale Campanile, primo comandante dei vigili della Valtriversa. Da qualche giorno, i due vigili rimasti, il comandante Eusebio Gamba e Fulvio Gagliasso si sono trasferiti a Cantarana. Gamba se ne andrà ad altro incarico. Gagliasso è vicino alla pensione. Vigili azzerati. La Valtriversa dovrebbe tornare ad un paio di unità con nuove assunzioni. Sarà il vigile di paese. Cosa ben diversa dal corpo sovracomunale.</div>
<div style="text-align: justify;">La comunicazione della chiusura del servizio è stata data dal sindaco Anna Macchia durante il consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” dello scorso 8 giugno. Per Macchia e per Forno, sindaco di Baldichieri, sarebbe stata la Valtriversa a recedere dall’accordo. Nessuna spiegazione è stata data sui motivi che avrebbero portato alla rottura. Solo generiche giustificazioni dove i due sindaci si sono auto assolti da ogni responsabilità, dichiarando di aver sempre messo impegno per lavorare con la Valtriversa. Sono stati ammessi, in modo molto generico, contatti con San Damiano e Villanova. Immaginiamo per qualche forma di acquisto di vigili a ore. Contratti che non hanno prodotto esiti, almeno fino ad ora, visto che nulla è stato spiegato al riguardo. Nessun consigliere ha fatto domande. Nessun proposito chiaro per il futuro. Forno ha dichiarato che le due amministrazioni vorrebbero una loro “microstruttura” senza essere legati ad altri enti. Tradotto, vorrebbe dire che i due Comuni potrebbero essere intenzionati ad assumere un vigile quando ci saranno pensionamenti tra il personale ora in servizio. Cosa farà? Il messo comunale? Si torna indietro di vent’anni. Tempi e modalità? Come sempre, nulla. Solo un generico “stiamo lavorando”.</div>
<div style="text-align: justify;">I fatti evidenziano in modo chiaro la modestia politica dell’amministrazione di Villafranca nel problema vigili e su come porsi nei confronti della  Valtriversa. Avere o non avere i vigili? Nonostante avesse dichiarato di volerli, il nuovo sindaco non è riuscito a fare alcun concreto passo in avanti.  E’ trascorso più di un anno dalle elezioni. Avrebbe dovuto conoscere il tema visto che aveva fatto anche l’assessore nella giunta Cavalla. Ricucire l’unità politica con la Valtriversa?</div>
<div style="text-align: justify;">Direi che siamo lontani anni luce. Non ci stupiamo. Non c’era mai stato un impegno in tal senso. Solo vaghezza. Non c’è stata alcuna capacità di riconoscere i gravi errori del passato e di cercare un nuovo punto d’incontro per ricominciare. Un articolo comparso sulla Stampa del 26 giugno riporta dichiarazioni di Bruno Colombo, sindaco di Roatto e  presidente della Valtriversa secondo le quali Villafranca avrebbe chiesto l’affitto della sede di regione Pieve, prima data in comodato. Considerato che il patto, quando il servizio era nato, prevedeva che Villafranca mettesse il fabbricato e la Valtriversa ristrutturazione, arredamento e gestione, direi che la mossa dell’amministrazione Macchia sia stata un  espediente per cercare la rottura e dare la colpa alla controparte. Dopo aver perso tanto tempo senza produrre nulla. Lo abbiamo detto fin dal principio che le assunzioni di nuovi vigili, per ricostituire un corpo unito, dovevano essere fatte dalla Valtriversa. Bisognava superare le diffidenze di qualche Comune, cosa possibile solo chiarendo che si voleva tornare insieme con un progetto preciso che mettesse davanti a tutto la sicurezza dei cittadini e del territorio.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><em>Noi abbiamo fatto la nostra proposta con la petizione</em></strong> che ha raccolto 350 sottoscrizioni, via internet e in forma diretta. Nonostante le notevoli difficoltà legate alla pandemia. Un doveroso grazie a tutti coloro che hanno condiviso i contenuti del documento. Chi volesse, può ancora farlo via internet su change.org.</div>
<div style="text-align: justify;">Per anni, nel consiglio comunale e nel consiglio della Valtriversa, prima, e della Colli del Monferrato, dopo la secessione, abbiamo sostenuto che i vigili erano un presidio di legalità. Un valore aggiunto che non doveva essere perso. Non un semplice problema di costi da azzerare: riducendo il personale, vendendo il suo lavoro ad altri paesi, magari lontani dalla nostra zona,  o da coprire con le multe.</div>
<div style="text-align: justify;">Le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri se ne sono andate dalla Valtriversa dicendo che, insieme, avrebbero fatto grandi cose. In sei anni, non hanno prodotto risultati concreti in termini di servizi per la popolazione. Non hanno dimostrato alcuna  voglia di adottare politiche uniche sui problemi di zona. Nessun impegno per fondere le due strutture dei Comuni. Ci si è limitati a cambiare il cappello che gli uffici avevano, chiamando qualcosa “unione” invece che “Comune”. Perché? Nessuna volontà di unirsi. Solo far finta di cambiare per portarsi a casa qualche contributo regionale. Ma tutto doveva rimanere come prima. Ognuno nel proprio piccolo municipio. Attaccati all’idea che da soli è bello perché si può rimanere nel proprio isolamento, tirando a campare. Senza idee. Questa vicenda è una sconfitta per tutti i paesi coinvolti. In particolare, per Villafranca.  Nessuna delle due Unioni ne esce bene. Ovviamente, è la nostra opinione. Magari qualcuno preferiscce non avere i vigili. Si sa, non avere controlli può far comodo. Ma ogni scelta ha dei responsabili. Chi sono? Per Villafranca, chi ha governato il Comune in questi anni e in chi lo sta governando. Non è capitata per caso.</div>
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		<title>Cosa possiamo fare per aiutare il nostro territorio a ripartire su basi nuove?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 14:46:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LE SCELTE CHE DIPENDONO DA NOI Stiamo vivendo un momento molto particolare. Un morbo venuto da lontano che non si vede. Tocca anche a noi quello che fino a poco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>LE SCELTE CHE DIPENDONO DA NOI</strong></h3>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Stiamo vivendo un momento molto particolare. Un morbo venuto da lontano che non si vede. Tocca anche a noi quello che fino a poco tempo fa pensavamo potesse capitare solo in zone lontane e arretrate, delle quali, in fondo, non ci importava più di tanto. E’ toccato anche ai nostri paesi. Paura di ammalarsi. Paura per i propri cari. Tutte emozioni giuste. Poi, però, passa più facilmente nelle persone il messaggio che bisogna “riaprire subito” perché interessi economici e comodità fanno più breccia degli inviti alla prudenza. E magari ci sono quelli, per fortuna una minoranza, che fanno la gita fuori porta e se ne vantano su facebook, nella convinzione di essere più furbi.</div>
<div style="text-align: justify;">Stiamo vivendo una crisi che il mondo globale ha portato anche da noi. La supereremo? Si. Ne sono convinto. Qualche segnale positivo sta arrivando. Maggio ci porterà qualche riapertura ma è ancora presto per dire che tutto è finito.  Le attenzioni che in questi giorni stiamo mettendo per evitare il contagio dovranno accompagnarci ancora per del tempo.</div>
<div style="text-align: justify;">Cosa ci insegna questo periodo? Il mondo globale è debole. Conosce solo le logiche del consumo e del massimo profitto. A quale prezzo? Per quelli che vogliono solo guadagnare, il danno sociale e ambientale non importa. Le garanzie e le tutele sono considerate oneri da eliminare per essere competitivi. Le conseguenze? Le abbiamo viste. Impreparazione nell’affrontare l’epidemia, a tutti i livelli. Mancanza di posti in terapia intensiva. Mancanza di strumenti di protezione. Sottovalutazione del problema. Mancanza di medici. Luoghi di lavoro inadeguati.  La fatica nel trovare risorse per consentire a tutti di fare la spesa. Prezzi folli per mascherine, guanti o disinfettante. La pretesa, sostenuta da diversi e accettata passivamente da molti, che bisogna curare solo chi avrebbe più possibilità di farcela perché gli anziani sono sacrificabili. Salvo poi accorgersi e scandalizzarsi dei tanti, troppi, morti nelle case di riposo. Forse perché  gestite da quel finto sociale  “privato” che, approfittando del disimpegno degli enti locali, si è impadronito del settore e cerca solo di guadagnare più che può con il minimo impegno.</div>
<div style="text-align: justify;">Se chi ha governato, destra e sinistra, si fosse ricordato che la salute è un diritto previsto dalla Costituzione? Credo che oggi staremmo meglio. Invece, abbiamo tagliato risorse alla sanità pubblica per 37 miliardi di euro (fonte “il Fatto Quotidiano” del 5 marzo 2020). Lo stesso presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ammesso che “la criticità più grande è l’assoluta mancanza di una medicina territoriale”.</div>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>E IL NOSTRO TERRITORIO?</strong></h3>
<div style="text-align: justify;">Non voglio dilungarmi in discorsi generali. Mi limito a ricordare che anche qui da noi, a Villafranca, avremmo dovuto imparare da vicende passate. La “casa della salute”: abbandonata per dieci anni e dimenticata dai Comuni della zona. Venne finita e aperta solo dopo una petizione popolare che raggiunse le mille firme e un confronto pubblico con l’allora direttore generale dell’Asl, lda Grossi, alla quale va ancora oggi il nostro ringraziamento per aver accettato il dialogo con la popolazione. Credo l’unico esempio in tutta la provincia. Ora la casa della salute funziona ma fa molto meno di quello che era stato previsto nel progetto originale del 2006. Perché? L’allora giunta regionale leghista decise di tagliare la sanità sul territorio. Venne anche a dircelo a Villafranca davanti ad un pubblico che applaudiva. Era il 29 aprile 2011, invitando tutti a servirsi della sanità privata. E l’allora sindaco condivise che in sanità bisognava pur tagliare da qualche parte.  Tagli che erano iniziati già anni prima. Vi ricordate quando Villafranca aveva la Guardia Medica? Venne chiusa l’1 settembre 2003 nella totale indifferenza del Comune. A metà degli anni ’90 rischiammo di perdere il “distretto sanitario” che allora stava negli scomodissimi e inadeguati locali di regione Pieve. Perché non avvenne? Grazie all’amministrazione comunale guidata da Giovanni Saracco, scomparso pochi giorni fa, che volle, sola, l’acquisto dei locali di via Luotto. Scelta che consentì al paese di tenere i servizi sanitari,  di dare una sede nuova e migliore alla Croce Rossa e poi di avere il 118. Quegli stessi spazi che vennero aspramente criticati dai successivi governi comunali. Anche l’attuale sede della Croce Rossa, accanto alla “casa della salute”, arriva da una proposta fatta alla Regione da “Villafranca Domani” nel 2008 in una pubblica assemblea. Venne raccolta e furono trovati i soldi per realizzarla, ampliando il progetto originale. Perché ho fatto questi esempi? Per dimostrare che quando il Comune ha saputo guardare avanti con scelte coraggiose, ha saputo immaginare quello che mancava, o quando la popolazione ha saputo mobilitarsi (casa della della salute), i risultati sono arrivati. Una comunità locale può costruire il proprio futuro. Senza aspettare solo regali dall’alto sempre più rari per territori deboli come i nostri. Perché fatti di piccoli paesi. La pandemia ci ha ricordato che abbiamo tutti bisogno di una rete di protezione socio sanitaria basata sulla cultura della prevenzione.  Ma tutto questo non si improvvisa. Ci vuole tempo e voglia di fare scelte precise, con l’obiettivo di far crescere il senso e l’importanza dell’agire collettivo. Cosa si può fare nei nostri paesi?</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<div><strong>serve un censimento dei bisogni sociali.</strong> Bisogna conoscere per decidere. Sempre.  Un compito che dovrebbe assumersi il Comune. Di quali servizi la popolazione ritiene di aver bisogno? Quali necessità ha il sistema scolastico locale? Con quale realtà si confrontano gli insegnanti? Le lezioni a distanza funzionano? In casa, quanti hanno un pc e una connessione adeguata? Le organizzazioni di volontariato e i patronati come percepiscono i cambiamenti sociali in atto? Quali richieste di prestazioni sociali arrivano agli sportelli del consorzio Cogesa? Cosa si aspettano gli imprenditore locali? Cosa pensano gli stranieri? Riescono ad integrarsi? Come stanno i tanti anziani che vivono soli? Che difficoltà incontrano le famiglie? Quali sono le aspettative dei giovani? Tante domande che, se proposte in modo organizzato e capillare, potrebbero consentire di raccogliere dati e informazioni utili per indirizzare l’attività nel nostro paese. Un censimento che potrebbe diventare anche di zona. Basterebbe che più Comuni lo volessero. Se l’avesse fatto, il Comune avrebbe potuto lavorare per tempo su un sistema di protezione utile a raggiungere le situazioni più deboli ed a monitorarle in modo costante. Un modo per essere uniti e fare comunità in senso vero. In pratica, creare una banca dati e tenerla aggiornata per scegliere dove investire. Dati che andrebbero diffusi e spiegati per favorire un dibattito sulle decisioni da prendere. Ovviamente, per fare tutto questo bisogna crederci e volerlo. Le persone sono cambiate negli anni. Penso che nessun amministratore oggi possa dire di conoscere veramente il paese;</div>
</li>
<li>
<div><strong>la casa di riposo Santanera.</strong> Potrebbe fornire assistenza domiciliare con personale formato alle famiglie. Ormai, la casa di riposo solo come residenza in struttura non basta più. Serve il sostegno a rimanere a casa. Tante persone lo preferiscono e può costare meno. Qualcuno ha mai cercato di sperimentare un sistema che se occupasse? No. Neanche il Comune che pure avrebbe potuto pensarci, visto che ne nomina il consiglio di amministrazione. <em><strong>L’ente ha un progetto di ampliamento da 40 a 80 posti. </strong></em>Un investimento ancora più rilevante della “casa della salute”. Nascerebbero nuovi posti di lavoro, assai preziosi nella nostra zona. Un investimento che potrebbe portare nuovi servizi a favore dei tanti non autosufficienti e dei disabili. Le persone che sovente non riescono o non possono rimanere a casa. L’ampliamento richiede risorse importanti, circa 3 milioni di euro, che l’Istituto non ha. Villafranca e i Comuni della zona hanno voglia di aiutare il Santanera e investire risorse e competenze in un ente che è il tassello fondamentale di quella rete di protezione sociale che si rivolge all’anziano?  Davanti a questo tema, sul tavolo da tempo, la politica locale fa finta di niente. Anche la nuova amministrazione comunale, ormai in carica da quasi un anno. Il Comune si è mai chiesto di cosa avrebbe bisogno la casa di riposo per fare meglio il proprio lavoro? Si è mai chiesto quali vantaggi ci sarebbero con la gestione diretta del personale da parte dell’ente, eliminando l’inutile intermediazione di manodopera delle cooperative, che si traduce solo in costi aggiuntivi? Si è mai chiesto quanto e cosa potrebbe dare al Santanera per sostenerlo nella prevenzione contro il coronavirus? Non credo proprio. E meno male che fino ad ora non ci sono stati contagi. Grazie alla dedizione di chi vi lavora ogni giorno, con una coscienza che va al di la del semplice dovere di chi porta a casa un modesto stipendio;</div>
</li>
<li>
<div><strong>la polizia municipale.</strong> Perderla sarebbe una grave miopia. Ormai, è ridotta ai minimi termini e le due Unioni, la Valtriversa e la Colli del Monferrato, non hanno fatto alcun passo in avanti per ripristinare un servizio di livello adeguato. Quanti controlli sono stati fatti in questi giorni sulle persone che non rispettano le disposizioni di stare a casa? Credo sia evidente a tutti che ne siano stati fatti pochi. I vigili sono presidio del territorio. Possono essere l’occhio attento verso i cambiamenti e le criticità.  Quelle attenzioni che sono fondamentali per prevenire i problemi. Sono anche le forze che agiscono quando serve. Tutti lavori dove servono esperienza e conoscenza;</div>
</li>
<li>
<div><strong>la protezione civile.</strong> Quanti investimenti sono stati fatti in questi anni per rafforzare,  ampliare e formare il gruppo locale dei volontari? Nessuno. Vigili e protezione civile, in qualsiasi emergenza, potrebbero essere, con la competenza della Croce Rossa, un sistema integrato che darebbe al Comune, o meglio ad una vera Unione, maggiori capacità di azione e la possibilità di coordinare in modo efficace il contributo del volontariato. In un’emergenza, tutti i componenti di un sistema devono sapere cosa fare e devono essere preparati a farlo. Anche a livello locale, bisogna immaginare scenari e allenarsi ad affrontarli;</div>
</li>
<li>
<div><strong>ripensare gli spazi pubblici.</strong> Come abbiamo già detto, oggi la “casa della salute” fa meno di quanto era stato pensato nel progetto originario. La pandemia ha dimostrato l’utilità della medicina territoriale. Sempre troppo spesso si deve andare in ospedale per visite o esami. O semplicemente per avere ausili. Come potenziare le funzioni di questa struttura? Si possono dare più mezzi all’importante ruolo dei medici di medicina generale?  Perché non incrementare i programmi di prevenzione? E le prestazioni specialistiche dedicate agli anziani, anche con una collaborazione organizzata con la casa di riposo? Il Santanera dovrebbe avere un reparto idoneo ad essere di isolamento e spazi in sicurezza per la lunga degenza che sarebbero utili anche per chi anziano non è.  Cosa farà in concreto il “centro famiglie” del Cogesa, spostato in via Luotto? Saprà svolgere un’attività di consultorio e di formazione a favore mamme? Tutti argomenti che meriterebbero un esame approfondito da parte di una politica locale che dovrebbe aprirsi al dialogo con i cittadini. C’è questa sensibilità a Villafranca e nei Comuni della zona? C’è la voglia di arrivare a interventi condivisi da fare direttamente e a richieste da sostenere, uniti, in Asl? La pandemia ci ha insegnato che le strutture pubbliche non devono essere semplici spazi contenitori ma strumenti versatili, progettati e attrezzati per la flessibilità.</div>
</li>
<li>
<div><strong>la rete internet.</strong> Nel ripensare gli spazi pubblici, potersi connettere alla rete diventa uno strumento indispensabile che dovrebbe essere facilmente accessibile a tutti. Perché sul nostro territorio la connessione è di mediocre livello? Perché bisogna perdere tempo per fare prenotazioni sanitarie allo sportello e ritirare referti quando si dovrebbe far tutto da casa e gli esiti dovrebbero sempre arrivare sempre al medico curante? Perché non sperimentare la telemedicina, magari proprio in casa di riposo? Quante e quali possibilità di miglioramento ci sono negli uffici comunali?</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA CONSAPEVOLEZZA CRESCE SE LE INFORMAZIONI SONO PUBBLICHE</strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
<div><strong>informare in modo diffuso e comprensibile.</strong> Mettendo a disposizione dati e progetti. Chi governa ha a disposizione le informazioni. Non sono un suo patrimonio. Sono di tutti e quindi vanno rese pubbliche nel più ampio modo possibile, con l’ovvia eccezione dei dati personali sensibili. Non basta l’albo pretorio sul sito internet comunale, dove le delibere vengono pubblicate spesso in ritardo e sono scritte in modo prolisso e burocratico. Servono dossier a tema scritti per far capire a tutti. Organizzati in percorsi guidati. Perché non trasmettere via internet le sedute dei consigli comunali e dell’Unione? Ma bisogna raggiungere anche chi non usa internet. Sono ancora tante le persone che vanno aiutate a superare questo divario, ormai diventato un ostacolo grave.</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;"><strong>Il bilancio sociale.</strong> Condividere nel merito come vengono impegnati i soldi di cui il Comune dispone, accettando un confronto sui risultati, anche se quelli negativi. Favorire momenti di formazione aperti a tutti per chi vuole capire in modo più approfondito come funzionano il Comune e gli enti sovra comunali con le relative responsabilità.  Aprire alla partecipazione  dal basso con tutti i cittadini. I governi comunali di questi anni hanno sempre visto con notevole fastidio il confronto. Anche l’attuale.</div>
</li>
</ul>
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		<title>Un aggiornamento sul problema della polizia municipale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 14:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E LA CHIAMAVANO SICUREZZA Il 7 gennaio scorso la discussione tra i Comuni dell’Unione Valtriversa, Villafranca e Baldichieri, circa il futuro di un servizio di polizia locale unito è stata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>E LA CHIAMAVANO SICUREZZA</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il 7 gennaio scorso la discussione tra i Comuni dell’Unione Valtriversa, Villafranca e Baldichieri, circa il futuro di un servizio di polizia locale unito è stata portata in pubblico. La prima volta nella storia. Merito del presidente della Valtriversa, Bruno Colombo, che ha avuto il coraggio di portare il tema in un consiglio aperto agli interventi dei cittadini. Nonostante la contrarietà di qualche suo collega sindaco. Credo che un po’ di merito vada anche alla petizione che noi abbiamo iniziato a diffondere a fine novembre. Raccolta firme che chiede ai Comuni di lavorare insieme, mettendo la sicurezza della popolazione come priorità e considerando la polizia municipale come fondamentale presidio di legalità.  Perché? Cosa è successo fino ad oggi? Proviamo a riepilogare. Una sintesi per la futura memoria.</p>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa è successo?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Dall’1.1.2020 è cessato l’accordo in base al quale Villafranca e Baldichieri acquistavano ore di servizio di polizia municipale dall’Unione Valtriversa. Da almeno un paio d’anni si parla di questa scadenza ma le parti non hanno mai raggiunto una nuova intesa. Le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri hanno sempre cercato di minimizzare il problema ma, evidentemente, un impegno serio per arrivare ad un nuovo accordo non c’è stato. All’ultimo momento, a metà dicembre 2019, Villafranca e Baldichieri hanno chiesto alla Valtriversa di proseguire nel rapporto ancora con contratto ad ore: 24 ore settimanali di servizio per Villafranca e 7 per Baldichieri.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa ha risposto la Valtriversa?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Il 7 gennaio, la Valtriversa si è mostrata divisa. Dai rappresentanti di Cantarana, di Castellero e da un consigliere di Cortandone è emersa la visione più positiva, orientata al mantenimento di un servizio unito. Evidente la diffidenza di altri Comuni nei confronti dei due paesi richiedenti, in particolare da parte di San Paolo Solbrito. Sono i danni della secessione dall’Unione voluta proprio da Villafranca e Baldichieri nel 2013.  <strong>Risultato?</strong> La faticosa scelta di mantenere un servizio di polizia con due vigili e il consenso ad aderire in via provvisoria alle richieste di Villafranca e Baldichieri. Tale ultima decisione è stata formalizzata con una delibera della giunta dell’Unione, il successivo 13 gennaio. <strong>Per quanto?</strong> Fino a quando il comandante Eusebio Gamba se ne andrà a San Damiano, Comune presso il quale ha chiesto il trasferimento ancora nello scorso novembre. Trasferimento che potrebbe concretizzarsi nel corrente mese di marzo. In attesa di capire se Villafranca e Baldichieri potranno assumere vigili.<strong> Ma che servizio possono dare realmente i vigili in queste settimane di proroga?</strong> Credo lo stretto indispensabile, visto che sono di fatto meno un vigile e mezzo perché più della metà dell’orario del comandante Eusebio Gamba, ancora oggi, è  ceduto dalla Valtriversa al Comune di Villanova.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Perché Villafranca e Baldichieri dovrebbero assumere vigili?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">I vigili della Valtriversa, in origine, erano cinque. Poi, furono ridotti a quattro per un pensionamento. Ora sono rimasti due, a causa di due richieste, accolte, di trasferimento ad Asti e nel torinese. Gamba vuole andarsene a San Damiano. Non credo voglia rimanere a fare il comandante di se stesso. L’ultimo vigile andrà in pensione ad inizio 2021. Di fatto l’azzeramento della polizia municipale: scelta concepita alla fine del 2012 quando la Valtriversa di allora, comprese le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri, anche se ora fanno finta di dimenticarsene, decisero, compatte, di vendere il servizio dei vigili ad altri Comuni non membri dell’Unione. Solo perché i vigili erano considerati un costo. Ora la Valtriversa dovrebbe assumere per reintegrare l’organico ma i Comuni attuali hanno visioni divergenti. Per alcuni, i vigili non servirebbero, visto che ci sono già i carabinieri. Quindi, sarebbero sempre solo un costo. Avendo assistito al dibattito, ritengo che non ci sia alcuna fiducia in Villafranca e Baldichieri. Probabilmente, temono che non mantengano gli impegni e che  i vigili, se assunti dall’Unione Valtriversa, rimangano a totale carico della stessa. Durante il dibattito, aprendo ad un mio precedente suggerimento, Gianluca Forno, sindaco di Baldichieri, ha dichiarato di accettare l’idea di un contratto “lungo” con la Valtriversa. Io avevo parlato di almeno vent’anni. La disponibilità, però, non è stata raccolta dalla Valtriversa, che vorrebbe assunzioni fatte dai due Comuni secessionisti. Peccato che Villafranca e Baldichieri “non sanno” se potranno farlo. I Comuni possono assumere in base alla spesa storica del personale. Non avendo più i vigili in organico, non hanno più avuto questa spesa. Hanno dichiarato di aver affidato ad una società privata, che si occupa di consulenza per enti pubblici, il compito di valutare se i loro bilanci hanno il necessario margine. Incarico, che Villafranca ha formalizzato all’inizio dello scorso ottobre, dai contorni piuttosto vaghi e senza una precisa scadenza. <strong>Risultati?</strong> Per ora, nessuno ne parla. Il segretario dell’Unione Valtriversa ha dichiarato, sempre il 7 gennaio al termine del consiglio, che una recente norma di legge potrebbe rimuovere il blocco delle assunzioni. Ma siamo ancora nella totale incertezza.</div>
<div style="text-align: justify;"><b> </b></div>
<div style="text-align: justify;"><b>Che sviluppi ci sono stati dal 7 gennaio ad oggi?</b></div>
<div style="text-align: justify;">Durante l’ultimo consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato”, il 30 gennaio, il sindaco di Villafranca, Anna Macchia, ha lasciato intendere che potrebbe esserci la possibilità di un accordo per avere la polizia municipale da San Damiano. Comunque, una dichiarazione generica. Senza nessuna chiarezza sui termini dell’eventuale scelta. La gestione dell’autovelox verrà data alla Provincia di Asti e gli adempimenti amministrativi saranno curati dalla Maggioli, una ditta che fornisce servizi agli enti locali. I costi dovrebbero diminuire, dicono Forno e Macchia.<strong> E perché questa scelta non è stata fatta prima, liberando i vigili da un problema che li ha condizionati per anni? </strong></div>
<div style="text-align: justify;"><b> </b></div>
<div style="text-align: justify;"><b>Come è stato affrontato il problema delle multe non incassate?</b></div>
<div style="text-align: justify;">A cosa mi riferisco? A 1,5 milioni di euro di multe autovelox non riscosse. Sono crediti di competenza di Villafranca (326 mila euro) e Baldichieri (1,287 milioni). Sono crediti relativi al periodo che va dal secondo semestre 2015 al 2018. Un valore importante che non sarebbe prescritto, stando a quanto ha dichiarato Bruno Colombo. Per fortuna. Ma gli amministratori della Valtriversa, di Villafranca e di Baldichieri, in tutti questi anni, <strong>se ne sono mai preoccupati?</strong> Sembra proprio di no. Il tema non è mai stato affrontato nei consigli dell’Unione “Colli del Monferrato”. <b>Solo ora lo scoprono?</b> Quando preparavano i bilanci, sono mai entrati nel merito delle cifre? Conoscevano i bilanci che hanno approvato? Verrebbe ancora da rispondere con un no. Caspita che efficienza. A gennaio i due Comuni hanno affidato con delibere fotocopia ad una società di riscossione privata il recupero delle somme, stimando di incassarne il 30 per cento. La percentuale di compenso per la società sarà dell’8,9. Stimare di perdere il 70 per cento non è poco, al quale bisogna aggiungere le spese. L’incasso potrebbe sempre essere una cifra di un certo significato ma ci sarebbe comunque una perdita importante per le casse comunali, probabilmente aggravata anche dagli anni passati senza agire.  Poi, <b>come verranno gestita la quota di multe che dovrebbe andare alla Provincia in quanto ente proprietario della strada?</b> In passato, lo avevamo chiesto più volte senza avere risposte concrete. E anche oggi questo problema non sembra risolto.<strong> Abbiamo un debito verso la Provincia per quanto maturato in questi anni? </strong> Forse, la risposta a queste domande sta in una possibile considerazione. Da come si sono svolti i fatti, sembra proprio che Villafranca e Baldichieri volevano tenersi i risultati dell’autovelox, senza dividerli con la Valtriversa. <b>Perché?</b> Probabilmente, si erano illusi di avere per le mani un affare molto conveniente che avrebbe reso soldi facili, in prevalenza da automobilisti di passaggio. Cioè senza grandi rischi di una ricaduta negativa di consenso. Ora, forse, si sono accorti che, tenendo conto delle spese di funzionamento, del lavoro necessario e del possibile contenzioso, l’autovelox così conveniente non è.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><b>Quindi?</b></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
<div><strong>i Comuni vogliono la sicurezza del territorio?</strong> Dovrebbero dimostrarlo con la voglia di lavorare insieme e con l’impegno a rafforzare gli uomini formati per tale lavoro. Tutti, Valtriversa attuale, Villafranca e Baldichieri, dovrebbero avere il coraggio di ammettere che la vecchia convenzione sulla polizia municipale era sbagliata ed è stata gestita male da tutte le parti in causa. La sicurezza non si può gestire con l’orologio. Si va e si opera dove è necessario, con l’indispensabile flessibilità. Almeno per questo servizio, i Comuni della zona dovrebbero avere il coraggio di ritrovare l’unità, anche per investire nel miglioramento dello stesso e nelle persone. Superare il passato senza guardarsi indietro. Villafranca dovrebbe ammettere che la secessione è stata un grave errore. <b>Ci sono segnali in tal senso?</b> Per ora, nulla;</div>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<div><b>prendere i vigili da San Damiano o altri Comuni?</b> Scelta possibile. Meglio di niente, dirà qualcuno. Vero ma rischiamo di avere sempre meno qualità. con tutti i limiti di un contratto ad ore. <b>Cosa chiederemo a chi potrebbe fornirci il servizio?</b> San Damiano è una realtà complessa e sicuramente impegnativa. Dubito che potrà fornire una notevole attenzione ad un territorio che per quel Comune è comunque distante. Rischiamo di subire le scelte di una realtà più forte di noi. Potremmo avere un contratto fotocopia di quello con cui la Valtriversa vendeva le ore dei vigili. Rispetto della forma e nessuna preoccupazione circa la sostanza del servizio. Presenze modeste. Tempo perso nei trasferimenti. <b>Dove andranno i villafranchesi che dovranno parlare con i vigili? Fino a San Damiano?</b></div>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<div>Se torneremo al vigile di paese, anni di esperienza e di conoscenza del territorio andranno definitivamente persi. Torneremo indietro al messo che fa le notifiche e tiene il gonfalone in qualche cerimonia. Nulla di più. Altro che presidio. <b>Che fine faranno i locali della sede di Villafranca dei vigili? I veicoli acquistati nel tempo? Le attrezzature?</b></div>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<div>C<strong>osa farà un nuovo vigile, magari assunto da Villafranca?</strong> Sarà da solo? <strong>Che tipo di professionalità gli si richiederà?</strong> Dubito che una persona sola, inesperta, si voglia assumere particolari responsabilità. Chi glielo farà fare? Lo stesso problema, con buona probabilità, ci sarà in Valtriversa se manterrà due vigili neo assunti. <b>Quale sarà il modello di sicurezza che i Comuni vorranno applicare?</b> Se mai ne hanno in testa qualcuno.</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">Lavorare per la sicurezza vuol dire avere persone che si dedicano al nostro territorio. Che conoscono gli ambienti. Conoscono la gente. Sono presenti. Hanno la capacità di comprendere cosa cambia nel tessuto sociale e sanno mantenere alta l’attenzione per fare prevenzione. Non servono “sceriffi”. Servono persone attente. Il recente problema dell’ultima festa di leva è un esempio di una situazione dove ci sarebbe stato bisogno dei vigili. Il vigile di paese, da solo, non può far nulla. Servono persone e mezzi che lavorino insieme per un controllo costante, in collaborazione con le altre forze dell’ordine. Senza i vigili o con vigili ad ore solo per fare un po’ di apparenza formale, i nostri piccoli Comuni, già deboli per le limitate strutture, saranno ancora più inermi ed esposti all’infiltrazione ogni forma di criminalità.</div>
</li>
</ul>
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		<title>Firma la petizione per la sicurezza del territorio</title>
		<link>https://paolovolpe.it/firma-la-petizione-per-la-sicurezza-del-territorio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 14:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LAVORARE UNITI Cliccando qui sotto, potete accedere alla petizione che abbiamo lanciato a sostegno di scelte per la sicurezza del nostro territorio: http://chng.it/JmFWrqqt Vi chiedo di sottoscriverla. Ringrazio quanti lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<h3 style="text-align: justify;"><strong>LAVORARE UNITI</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Cliccando qui sotto, potete accedere alla petizione che abbiamo lanciato a sostegno di scelte per la sicurezza del nostro territorio:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://chng.it/JmFWrqqt"><strong>http://chng.it/JmFWrqqt</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi chiedo di sottoscriverla. Ringrazio quanti lo hanno già fatto e, fin d’ora, quanti vorranno farlo.</p>
</div>
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		<title>Dove va l’Unione Colli del Monferrato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 15:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NON HANNO IDEE Nonostante gli sforzi e la buona volontà che ci sforziamo di mettere, continuiamo a non capire il pensiero dell’attuale amministrazione comunale sull’Unione con Baldichieri e sui rapporti con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>NON HANNO IDEE</strong></h3>
<div style="text-align: justify;">Nonostante gli sforzi e la buona volontà che ci sforziamo di mettere, continuiamo a non capire il pensiero dell’attuale amministrazione comunale sull’Unione con Baldichieri e sui rapporti con la Valtriversa. Nel consiglio dell’Unione e nel consiglio comunale il dibattito è completamente scomparso. Nemmeno la scontata nomina del sindaco Anna Macchia a presidente dell’Unione, lo scorso 29 ottobre, ha consentito di fare un po’ di chiarezza sugli obiettivi. Solo un generico reciproco complimentarsi tra il sindaco di Baldichieri, Gianluca Forno, presidente uscente, e la Macchia. Nel consiglio successivo, quello del 3 dicembre, il sindaco Macchia se ne è andata, giustificata con motivi personali da Forno. Considerato che le sedute da dopo le elezioni di maggio sono sempre molto brevi, per non dire brevissime, la cosa lascia molto perplessi.</div>
<div style="text-align: justify;">L’amministrazione Macchia cosa vuol fare dell’Unione con Baldichieri? Quali obiettivi di cambiamento vuole raggiungere? In quanto tempo? Ammesso che abbia degli obiettivi di cambiamento. Altrimenti, dovremmo ritenere che sia semplicemente in passiva continuità rispetto alle politiche dell’amministrazione Cavalla. Non dimentichiamo che la Macchia è stata assessore nell’Unione dopo la morte di Guazzo e ne ha quindi condiviso l’impostazione. A cosa serve un’Unione che non ha unito e creato praticamente nulla? Come poteva essere diverso, visto che le due amministrazioni non hanno mai creduto nella Colli del Monferrato e hanno limitato l’attività dell’Unione ad aspetti burocratico amministrativi.  Rispondere a queste domande con il semplice proposito che l’Unione serve a migliorare i servizi è del tutto inutile. Sono i soliti finti impegni che dicono nulla. Troppo generici e non verificabili.</div>
<div style="text-align: justify;">E tornare in una Valtriversa unita? Noi per anni Ci siamo battuti contro una spaccatura assurda, voluta dalle amministrazioni di Villafranca e Baldichieri, che sta facendo danni proprio a Villafranca.</div>
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		<title>La nostra proposta sul futuro dei vigili</title>
		<link>https://paolovolpe.it/la-nostra-proposta-sul-futuro-dei-vigili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 15:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SULLA SICUREZZA SERVE UNITA’ Abbiamo consegnato una nostra proposta sul futuro dei vigili al Comune di Villafranca, all’Unione Valtriversa e all’Unione Colli del Monferrato. Per ora quanto ci risulta, nessuna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>SULLA SICUREZZA SERVE UNITA’</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo consegnato una nostra proposta sul futuro dei vigili al Comune di Villafranca, all’Unione Valtriversa e all’Unione Colli del Monferrato. Per ora quanto ci risulta, nessuna decisione sarebbe stata presa su come riorganizzare il servizio. Nei consigli che ci sono stati fino ad ora, Villafranca e Colli, abbiamo sentito sul tema solo parole generiche. Che i vigili siano sempre stati considerati solo un costo da chi ha governato in questi anni, è fatto noto. Che oggi ci sia il problema di come gestire i rapporti economici tra Villafranca, Baldichieri e la Valtriversa, a causa della pessima convenzione nata dopo la scissione dei due Comuni dall’Unione. è cosa meno conosciuta. Hanno sempre preferito parlare poco di un  sistema inutilmente complesso, gestito con troppi ritardi e superficialità, voluto dai due paesi per portare a casa i soldi delle multe autovelox. Forse, una delle vere cause della spaccatura. L’ultima novità c’è stata nel consiglio comunale del 31 luglio. L’amministrazione villafranchese ha dovuto mettere a bilancio altri 36 mila euro per possibili ulteriori spese richieste dalla Valtriversa per la notifica proprio delle multe. E se Villafranca ha dovuto mettere tutti questi soldi in più, chissà se e quanti ne ha dovuti stanziare Baldichieri. Soldi che dovranno essere dati? Non si sa perché le cifre sarebbero oggetto di valutazioni più approfondite. Poi c’è il buio totale sulle multe mai incassate negli anni. Alla fine del 2018, il nostro Comune ne aveva in bilancio per 214 mila euro. Qualcuno sta provvedendo al loro recupero? Viene da chiedersi se gli amministratori degli enti coinvolti si siano mai parlati. Se i dati necessari siano stati puntualmente accertati nel tempo. Se siano state prese le opportune iniziative per tutelare i diritti di tutti e portare a casa i crediti. Ne abbiamo sempre dubitato. O, al massimo, c’è stato un dialogo tra sordi. Con queste premesse, ci sembra difficile che si arrivi ad un unico corpo dei vigili con Villanova, paese che si sta già muovendo da solo per assumere due nuove persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con la nostra proposta, abbiamo voluto sottolineare quello che secondo noi dovrebbe essere l’obiettivo: che i Comuni si occupino della qualità del servizio se vogliono fare veramente sicurezza.</strong> Ridurre tutto ad una bega da condominio, litigando per gli effetti di quella convenzione mal gestita, sarebbe un altro grave errore che renderebbe ancora più profonda la spaccatura con la Valtriversa.  Ci auguriamo che tutte le parti in causa sappiano superare gli sbagli del passato, pensando ai vantaggi per i cittadini e all’unità della zona. Evitando la comoda scorciatoia di dare la colpa di tutto ai dipendenti che hanno lavorato. Villafranca saprà fare la sua parte?</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il testo del nostro documento:</p>
<p style="text-align: justify;">Da tempo siamo preoccupati per l’inadeguata attenzione data alla presenza dei vigili sul territorio del nostro Comune. A nostro modo di vedere, è una presenza insufficiente su tutti i Comuni dell’Unione Valtriversa e dell’Unione Colli del Monferrato. La situazione che si è determinata tra gennaio e marzo, con la presenza di solo due addetti su quattro, e la condivisione del comando con il Comune di Villanova, rende il servizio di polizia municipale precario. Problema aggravato dalle ore di lavoro dei vigili vendute ai Comuni di Tigliole, Cisterna e Antignano. Percepiamo un senso generalizzato di insicurezza tra i cittadini. Sicuramente amplificato dalla difficoltà nazionali ma al quale i Comuni devono dare la loro risposta. Crediamo che vigili siano una presenza istituzionale irrinunciabile. Sono primi occhi dei Comuni sui territorio. Un presidio di legalità di cui ogni paese ha bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Comprendiamo che esista una carenza di risorse nei Comuni e che questo induca gli amministratori a fare scelte al risparmio. A nostro modo di vedere, alla mancanza di soldi i Comuni devono rispondere con soluzioni innovative basate sulla collaborazione reciproca e sulla condivisione di personale e strutture. Riteniamo un grave errore tornare indietro nel tempo a scelte dove ogni Comune si gestisca da solo o, peggio, ignori il problema. Sarebbe rinunciare al bagaglio di esperienza e professionalità che l’Unione Valtriversa ha costruito in questi anni con la nascita del Corpo di polizia municipale. Crediamo sia un errore pensare a convenzionamenti con realtà importanti e lontane come, ad esempio, Asti. Significherebbe accettare di essere periferia, subordinati a logiche e priorità non nostre. Pertanto, crediamo si debba ripartire proprio dal corpo di polizia municipale della Valtriversa, ricostituendo l’originario organico di quattro persone: scelta che permetterebbe di superare anche eventuali problemi dati dai limiti di spesa sulle assunzioni dei singoli Comuni. In particolare, di quelli oggi convenzionati, cioè l’Unione Colli del Monferrato con Villafranca e Baldichieri.</p>
<p style="text-align: justify;">All’Unione Valtriversa riteniamo serva una garanzia di stabilità, anche per affrontare l’onere economico. La durata del nuovo accordo che unirebbe i due enti dovrebbe almeno essere non inferiore a 15 anni. Solo su queste basi crediamo sia possibile un servizio integrato con il Comune di Villanova che, per quanto ci risulta, sta già procedendo a due nuove assunzioni per ripristinare il proprio organico. Se venisse raggiunto tale accordo, diventerebbe possibile l’ingresso nel servizio del Comune di Dusino San Michele. Con vantaggi per tutti dovuti alla continuità territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come distribuire i costi tra i Comuni aderenti? La convenzione scaduta ha mostrato di essere inutilmente troppo complessa. Un documento dai contenuti rigidi, senza attenzione alla qualità del servizio. Crediamo che costi debbano essere ammortizzati con il ricavato effettivo derivato dalla gestione di tutte le sanzioni, compreso l’autovelox, e solo il disavanzo residuo debba essere ripartito in proporzione diretta agli abitanti dei singoli Comuni. Ci dovrà essere un unico centro di spesa e di incasso. Con un solo comando, responsabile dell’organizzazione complessiva del Corpo e delle relative attività, con due uffici di zona a Villanova e Villafranca. Questa scelta darebbe trasparenza a costi e ricavi. Tutti i Comuni avrebbero interesse ad organizzare iniziative utili per incassare i crediti relativi alle sanzioni non pagate. Sarebbe più semplice informare, in modo comprensibile, la popolazione sulla struttura del lavoro svolto dai vigili e sui risultati ottenuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ci aspetteremo dal nuovo servizio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>• La costante presenza di una pattuglia sul territorio, in diverse fasce orarie almeno per 12 ore giornaliere;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>• un lavoro di prevenzione del fenomeno furti e truffe, in difesa delle persone che più facilmente diventano vittime, come gli anziani: aspetto particolarmente sentito dalla popolazione. Tale prevenzione potrà essere effettuata anche attraverso la creazione di “gruppi di controllo di vicinato”;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>• istituzione della figura del “vigile di prossimità”. I vigili devono parlare con la gente ed a conoscere ambienti e situazioni: aspetti necessari sempre per una efficace prevenzione generale in un territorio che comunque ha visto e continua a vedere un ricambio di popolazione significativo, anche rappresentato da migranti;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>• vigili che riescano a fare formazione in tutte le scuole dei Comuni compresi nel servizio.;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>• partecipazione a riunioni pubbliche per informare la popolazione e rispondere alle domande della cittadinanza;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>• un’efficace capacità di collaborazione e di integrazione con le altre forze di pubblica sicurezza e con i gruppi di protezione civile;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>• accesso diretto dagli uffici del Corpo a tutta la rete di videosorveglianza esistente nei Comuni aderenti al servizio.</strong></p>
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		<title>Stasera, convocati i consigli del Comune e dell’Unione “Colli del Monferrato”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 15:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CI SARA’ DIBATTITO? Stasera, consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” alle 20 e consiglio comunale alle 21. In entrambi i casi, all’ordine del giorno variazioni di bilancio. Quelle comunali sono di [&#8230;]</p>
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<h3 style="text-align: justify;"><strong>CI SARA’ DIBATTITO?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Stasera, consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” alle 20 e consiglio comunale alle 21. In entrambi i casi, all’ordine del giorno variazioni di bilancio. Quelle comunali sono di particolare rilievo. Tra le maggiori spese previste ci sono altri  lavori per il  passaggio pedonale il corso di realizzazione e l’ampliamento del campo sportivo, l’acquisto di giochi per i bambini, l’arredo urbano per via Roma, un nuovo mezzo spargisale Inoltre, viene proposto un considerevole incremento dello stanziamento per le spese da corrispondere alla Valtriversa a seguito dell’invio postale delle multe. Ben 36 mila euro. A mio avviso, quest’ultima voce è un’ulteriore prova che la convenzione che fino ad oggi ha regolato i rapporti con la Valtriversa per la polizia municipale sia un atto inadeguato, inutilmente complesso e burocratico. Voluto solo per accaparrarsi le multe autovelox e non per costruire l’efficienza e la qualità del servizio Tutti gli enti coinvolti si sono dimostrati incapaci di gestirla. Quali saranno le sorti future del servizio dei vigili? Nulla ancora si sa ma, considerato da dove si parte, mancanza di personale, poca voglia negli anni scorsi di dar forza alle Unioni e pendenze economiche, la politica locale dovrà saper guardare lontano se vorrà riavere il corpo di polizia municipale. Se non lo vorrà più dovrà avere il coraggio di dichiararlo. Ma allora smettiamola di promettere “sicurezza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel consiglio dell’Unione, vedremo se ci sarà dibattito sul futuro dell’ente, come proposto da Gianluca Forno, confermato presidente nella scorsa seduta dell’8 luglio, dove abbiamo ascoltato solo il suo generico intervento. Forse, sentiremo qualche buon proposito per i prossimi cinque anni. Almeno, me lo auguro. Mi piacerebbe sentire qualche serio impegno per dare concretezza ad un’Unione rimasta senza un reale contenuto e non le solite frasi di circostanza. Continuo a pensare che la rottura della Valtriversa, voluta da Villafranca e Baldichieri, sia stata un grave errore. Mi chiedo se e quando la nuova amministrazione villafranchese si porrà il problema di ricomporre la frattura per puntare ad una nuova Valtriversa capace di contare.</p>
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