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	<title>Generico Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
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	<title>Generico Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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		<title>come affrontare il problema sicurezza? Le nostre proposte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 13:25:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TOCCA A TUTTI NOI Come affrontare il problema della sicurezza nei piccoli paesi? Aumentano i furti. Ci sono tante persone nuove. Aumentano le paure. Anche perché tante persone vivono sole. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>TOCCA A TUTTI NOI</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Come affrontare il problema della sicurezza nei piccoli paesi? Aumentano i furti. Ci sono tante persone nuove. Aumentano le paure. Anche perché tante persone vivono sole. Cosa fare? Risposta non semplice quando le istituzioni, a tutti i livelli, tagliano i servizi sul territorio. Vogliamo fare qualcosa di concreto e muoverci per recuperare il senso di comunità? Credo sia possibile provando ad applicare anche da noi il &#8220;controllo di vicinato&#8221;. Di cosa si tratta? Fare attenzione alla casa del vicino. Chiedere &#8220;cosa vuole?&#8221; o &#8220;chi cerca?&#8221; alla faccia nuova che entra nel nostro cortile o si ferma nella nostra strada. Fare attenzione ad auto mai viste o persone in atteggiamenti sospetti. Nella sostanza: non voltarsi dall&#8217;altra parte se si vede qualcosa di anomalo. Chi lo dovrebbe fare? Tutti lo possono fare ma il sistema funzionerebbe meglio se nascesse una rete di cittadini definita, creata dal Comune e coordinata con le forze dell&#8217;ordine. Cittadini che dovrebbero essere informati e formati per sapere come comportarsi. L&#8217;attività della rete dei cittadini potrebbe essere segnalata con appositi cartelli che dovrebbero avere un effetto di dissuasione e prevenzione. Chi vede qualcosa che non va o che non lo convince deve solo avvisare i vigili o i carabinieri o il referente di zona della rete. Come vedete, è un comportamento semplice che già i nostri padri e i nostri nonni avevano per abitudine. Noi l&#8217;abbiamo perso. Siamo sempre &#8220;connessi&#8221; con lo smarphone o tutti occupati a mettere inutili &#8220;aggiornamenti&#8221; su facebook ma non ci preoccupiamo di chi sta vicino a noi. Il “controllo di vicinato” è un&#8217;esperienza che viene già utilizzata con successo in diverse località. Si tratterebbe di mettersi in gioco.  Andare un po&#8217; oltre il semplice incontro con la popolazione già fatto in passato anche a Villafranca. Incontri che da soli rischiano di servire a poco perché vengono usate solo per generiche indicazioni destinate a perdersi nel nulla in pochissimo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SICUREZZA VUOL DIRE PREVENZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong> abbiamo sempre ritenuto che &#8220;sicurezza&#8221; sia un concetto che deve essere costruito su più fronti, con moltissimo lavoro nella prevenzione. È un problema che riguarda tutti, se abbiamo veramente a cuore le sorti del pezzo di mondo dove viviamo. Ritenere che “devono farlo carabinieri e vigili” è sbagliato. Le forze dell&#8217;ordine, da sole, non possono essere dappertutto. Hanno bisogno della collaborazione dei cittadini. Auspicare miracolosi interventi dello Stato è del tutto inutile. Sperare che qualcuno metta reti di sofisticate telecamere, che pur servirebbero, è altrettanto inutile perché non verrà fatto con la scusa che “mancano soldi”. Più volte abbiamo detto che i Comuni astigiani sono tutti piccoli e da soli contano nulla. Villafranca è un piccolo Comune. Solo mettendo insieme le forze, possiamo sperare di incidere in modo reale nei problemi e cambiare le cose. Anche nella sicurezza. Qualcuno dirà: i vigili sono già un esempio in tal senso, visto che lavorano in molti paesi. Sbagliato. Dividere su un numero rilevante di Comuni, oggi sono 17, il lavoro dei quattro vigili della Valtriversa è un assurdo che rende impossibile un efficace controllo per l&#8217;evidente sproporzione tra le forze a disposizione e la vastità del territorio da controllare. Lavoro reso ancora più difficile dalla complicata gestione del loro orario dovuta agli accordi tra i Comuni, come dimostrato dalla convenzione che lega Villafranca e Baldichieri all&#8217;Unione Valtriversa. Un assurdo che rischia di peggiorare ulteriormente con il probabile prossimo arrivo di San Paolo Solbrito come diciottesimo Comune. Forse, chi gestisce i nostri Comuni ha dimenticato che governare significa darsi delle priorità e scegliere. Quindi, se si ritiene la sicurezza veramente importante, e non un&#8217;occasione per fare un po&#8217; di propaganda a buon mercato sulle paure delle persone, bisogna rinunciare a qualcos&#8217;altro per dare alle forze dell&#8217;ordine locali mezzi migliori. Poi “sicurezza” non vuol dire solo evitare i furti. Ci sono molti altri aspetti, anche di notevole delicatezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;E&#8217; TANTO LAVORO DA FARE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il “controllo di vicinato” significherebbe cittadini che si auto organizzano a sostegno della legalità e delle istituzioni locali. Servirebbe altro? Si. Creare un coordinamento, gestito dal Comune, o meglio dall&#8217;Unione, tra tutte le forze dell&#8217;ordine presenti sul territorio per un proficuo e costante scambio reciproco di informazioni. Non si tratterebbe di scambiarsi solo le “notizie di reato” ma anche valutazioni su come funziona il sistema complessivo dei nostri paesi e su cosa avverte la gente. Per capire se in un posto gira droga bisogna anche valutare come si manifesta il disagio giovanile. Per capire se ci sono infiltrazioni mafiose, bisogna valutare come si muovono gli operatori economici. Un coordinamento che servirebbe anche ad impostare altre attività insieme. Comprese iniziative per rafforzare il senso della legalità come dovere di ognuno e la conoscenza delle istituzioni attraverso momenti di studio rivolti in particolare alle scuole, sia elementari, sia medie. In particolare, è necessaria la conoscenza delle istituzioni locali perché sono le prime con le quali il cittadino si confronta. Sicurezza è anche rispettare la proprietà pubblica. Avere servizi che funzionano pagati da tutti con le tasse. Evitare le speculazioni edilizie che rovinano il paesaggio. Aver cura delle persone con una rete di solidarietà tra il Comune, o meglio l&#8217;Unione, gli enti che si occupano di socio sanitario, la parrocchia e il volontariato per monitorare le situazioni più deboli ed a rischio. Ad esempio, visitare gli anziani che vivono soli. Dare un&#8217;occasione di lavoro sociale a chi è stato colpito dalla disoccupazione e non vuole carità.  Dare sostegno ai minori in difficoltà. Mostrare ai giovani i pericoli che derivano dalle dipendenze. Fare iniziative per dare a tutti la possibilità di conoscere proprio il variegato mondo degli stranieri e la loro cultura: unico sistema per mettere le basi di un&#8217;integrazione solida. Ma la cultura della legalità si rafforza anche con l&#8217;informazione vera sulla vita amministrativa dei nostri paesi. Con municipi veramente &#8220;trasparenti&#8221; dove sia facile per tutti i cittadini conoscere gli atti e i perché delle scelte. Dando strutture e mezzi alla protezione civile perché sicurezza è anche protezione dell&#8217;ambiente che ci circonda. Come vedete, c&#8217;è tanto lavoro da fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ULTIMA ORA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Apprendiamo che oggi, 3 novembre, alle ore 15, ci sarà un incontro pubblico con i carabinieri in sala Virano proprio sul tema della sicurezza. Vedremo quanto emergerà.</p>
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		<title>la Valtriversa ad un bivio: Villafranca e Baldichieri premono per lo scioglimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2012 15:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SERVE CORAGGIO Le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri hanno chiesto uno scioglimento &#8220;concordato&#8221; della Valtriversa. La richiesta è stata formulata in una lettera alla Comunità datata lo scorso 7 giugno. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">SERVE CORAGGIO</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri hanno chiesto uno scioglimento &#8220;concordato&#8221; della Valtriversa. La richiesta è stata formulata in una lettera alla Comunità datata lo scorso 7 giugno. In sostanza, la lettera dice sciogliamoci e azzeriamo tutto, poi valuteremo cosa fare e come eventualmente lavorare insieme. E&#8217; una forzatura non indifferente. Vogliono spaccare la Valtriversa? Villafranca ci aveva già provato a febbraio, senza trovare adesioni, proponendo un accordo separato solo con Cantarana, Roatto e Maretto. Sabato scorso, sindaco e vice sindaco hanno cercato anche il mio appoggio, proponendomi di condividere il recesso entro il 30 giugno e di sostituire la Comunità con una convenzione  tra gli attuali membri, tolto Ferrere che ha già deciso di andarsene. Convenzione che doveva avere come scopo obbligatorio la fusione. Da parte mia, ho risposto di non essere d&#8217;accordo. Parlare di fusione sarebbe del tutto inutile e, aggiungo, strumentale. Ritengo che, ad oggi, non esista nei paesi della Valtriversa una matura consapevolezza verso questa scelta. Metterla sul piatto, come vorrebbero Cavalla e Guazzo, significherebbe alzare la posta del gioco per costringere gli altri Comuni a dire no e giustificare così l&#8217;uscita dalla Comunità. Il classico sistema di &#8220;dare la colpa agli altri&#8221; in cui l&#8217;amministrazione villafranchese è maestra. Sarebbe il modo per buttare sui piccoli Comuni l&#8217;accusa di campanilismo, accusandoli di essere quelli che non vogliono collaborare. Che interesse avrebbe Villafranca a rompere la Valtriversa? Il paese nessuno. L&#8217;interesse sarebbe dell&#8217;amministrazione comunale. La crisi della Comunità è una dimostrazione del fallimento politico dell&#8217;amministrazione villafranchese, incapace di avere una visione di zona. Spaccare la Comunità significa nascondere il fallimento giustificandosi con  il mito, facile e suggestivo, che &#8220;piccolo è bello&#8221;; con la semplificazione un  po&#8217; bugiarda che la Comunità &#8220;costa&#8221; (anche comprare una casa costa ma poi ho il posto dove abitare) e con la comoda scorciatoia della mancanza di leggi chiare. E&#8217; sbagliato anche dire, come fa la nostra amministrazione comunale, che bisogna avere subito la Comunità perfetta: siamo d&#8217;accordo se uniamo tutto e subito, così siamo pronti per la fusione. E&#8217; ancora la facile scorciatoia per dare la colpa agli altri che non ci stanno. L&#8217;integrazione è, per sua natura, un processo che vuole sperimentazioni e eventuali correzioni in tappe successive. Pretendere di fare in poche settimane quello che non si è fatto in dodici anni (da quando sono nate le Comunità) non ha alcun senso pratico, quindi è solo una scusa. Chi ha governato Villafranca negli ultimi dodici anni? Loro. Cosa hanno fatto per investire nella Valtriversa? Poco. Cosa hanno fatto ancora in quest&#8217;ultimo anno, da quando lo Stato ha detto ai Comuni &#8220;lavorate insieme&#8221;? Praticamente nulla. Villafranca è il paese più grande ma se vuole contare nella provincia astigiana ha bisogno della Valtriversa. Senza, anche noi diventiamo un &#8220;piccolo&#8221; paese, condannato a perdere servizi, la cui parola peserà pochissimo ad Asti e niente a Torino. Bisogna creare una Valtriversa più forte e questo si può fare già adesso, con uffici unici per tutta la Comunità e mettendo insieme quanto oggi è diviso nei singoli municipi. In questo lavoro, Villafranca ci deve mettere soldi, strutture e personale. Deve fare uno sforzo anche maggiore rispetto a quello di altri paesi. Ovviamente, è giusto che Villafranca abbia garantito il proprio peso politico e la propria rappresentanza (la presenza nella giunta di governo della nuova Comunità e la presenza della propria opposizione nel consiglio). Villafranca ha il maggior numero di abitanti e questo deve pur valere qualcosa nelle decisioni. I paesi della Valtriversa hanno bisogno di Villafranca per dare migliori vantaggi ai loro cittadini. I passi successivi devono essere politiche e scelte condivise che interessino tutti i Comuni (pensiamo, ad esempio, a gestione e governo pubblico del territorio, servizi sociali, scuola, regolamenti, tributi, nuovo modello di sviluppo della zona, unici rappresentanti negli enti provinciali). Obiettivo: fare di più, magari riuscendo anche a risparmiare. Solo così staremo al passo con tempi che cambiano velocemente, per non ridursi ad accettare un destino da &#8220;zona depressa&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Villafranca Domani&#8221; vota contro il bilancio consuntivo 2011 del Comune</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2012 06:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CAMBIARE MODO DI GOVERNARE Il 28 maggio scorso, il consiglio comunale ha approvato il bilancio consuntivo 2011 con i soli voti della maggioranza. Noi di &#8220;Villafranca Domani&#8221; abbiamo votato contro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"><strong>CAMBIARE MODO DI GOVERNARE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Il 28 maggio scorso, il consiglio comunale ha approvato il bilancio consuntivo 2011 con i soli voti della maggioranza. Noi di &#8220;Villafranca Domani&#8221; abbiamo votato contro in quanto consideriamo l&#8217;attività dell&#8217;amministrazione inadeguata su diversi problemi che riteniamo importanti per il paese. In particolare, abbiamo evidenziato la necessità di costruire finalmente una Valtriversa forte, l&#8217;utilità di risposte nuove ai problemi nel sociale e le carenze nella gestione della macchina amministrativa dove ci sono vecchi crediti da incassare e vecchi debiti ancora da pagare.</p>
<p style="text-align: justify;">Cliccando qui sotto, troverete il testo completo dell&#8217;intervento fatto durante il consiglio comunale.</p>
<p><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/intervento-bilancio-2011.pdf">le opinioni di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sulla politica comunale &#8211; intervento durante il consiglio comunale del 28.5.2012</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/villafranca-domani-vota-contro-il-bilancio-consuntivo-2011-del-comune/">&#8220;Villafranca Domani&#8221; vota contro il bilancio consuntivo 2011 del Comune</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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		<title>Borgovecchio: il Comune risponde in modo molto generico  sull&#8217;idea del nuovo parcheggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 08:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NON DECIDONO Il problema dei parcheggi al Borgovecchio è antico. Lo sanno i tanti che ogni mattina vanno a prendere il treno. Gli spazi, negli anni, sono stati aumentati. Scrivevo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/borgovecchio-il-comune-risponde-in-modo-molto-generico-sullidea-del-nuovo-parcheggio/">Borgovecchio: il Comune risponde in modo molto generico  sull&#8217;idea del nuovo parcheggio</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>NON DECIDONO</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Il problema dei parcheggi al Borgovecchio è antico. Lo sanno i tanti che ogni mattina vanno a prendere il treno. Gli spazi, negli anni, sono stati aumentati. Scrivevo di questo argomento già nel dicembre 2007 per evidenziare il ritardo con cui si era deciso di affrontare la mancanza di posti sui quali lasciare l&#8217;auto. L&#8217;attuale crisi economica sembra aver convinto più persone a prendere il treno, con conseguente aumento delle difficoltà.  L&#8217;ampliamento del parcheggio a servizio della stazione ferroviaria è stato in parte realizzato, con soluzioni solo parziali che non risolvono fino in fondo la situazione, ma l&#8217;opera non è ancora finita e quando verrà completata non si sa.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è il problema parcheggi anche lungo la ex statale 10: gli spazi sono pochi, le soste disordinate tante, con evidenti rischi per la circolazione e per i pedoni. Il rifacimento del passaggio pedonale, recentemente approvato dal consiglio comunale, anche con il voto di &#8220;Villafranca Domani&#8221;, metterà ordine nei parcheggi disordinati ma rischia di creare difficoltà importanti alle attività commerciali.  Circa tre mesi fa, sempre come gruppo &#8220;Villafranca Domani&#8221;, venivamo a sapere che il Comune stava studiando un nuovo parcheggio in quel terreno a destra, arrivando da Asti, dopo l&#8217;incrocio con S. Grato. Il sindaco ci dichiarava che erano in corso contatti con Carlo Cavalla, che tutti conosciamo come commerciante e presidente dell&#8217;Opera Pia S. Elena, per l&#8217;acquisto dell&#8217;area che oggi è di sua proprietà. Considerate le premesse, ovviamente ci siamo detti favorevoli. Le settimane sono passate e dell&#8217;idea del nuovo parcheggio non si parlava più. Per cercare di capire che fine avesse fatto, il 6 aprile abbiamo presentato un&#8217;interrogazione. La risposta, complice un ritardo postale, ci è arrivata sabato scorso e ci lasciato a dir poco perplessi. L&#8217;amministrazione comunale, che da sempre fatica a scegliere, ci ribadisce l&#8217;intenzione di fare il parcheggio e che i contatti con il privato sarebbero in corso. Cioè, in sostanza dice nulla: nessuna chiarezza sullo stato dell&#8217;arte, nessuna certezza sugli impegni. Nessuna certezza sui problemi che impedirebbero l&#8217;accordo. Essendo consiglieri comunali, abbiamo il diritto di saperlo. Quando non avevamo ancora visto la prima risposta, abbiamo mandato un sollecito ribadendo la richiesta di chiarezza su tempi e risorse per affrontare il problema ma anche cosa l&#8217;amministrazione comunale avrebbe fatto in caso di mancato accordo con il privato. Due giorni fa ci è arrivata una replica: come la prima volta, non dice nulla e questo lascia pensare che il Comune non sappia cosa fare. A prova di tutto questo nella lettera di Cavalla c&#8217;è scritto che <em>&#8220;non è ancora stata affrontata o analizzata l&#8217;ipotesi di una conclusione negativa della trattativa&#8221;</em>. E&#8217; almeno da febbraio che se ne parla e lor signori non hanno ancora analizzato l&#8217;eventualità negativa? Non crediamo sia un bell&#8217;esempio di tempestività. Da parte nostra, continueremo a sollecitare. Siamo convinti che un punto di incontro con il privato proprietario sia possibile, in quanto lo riteniamo sensibile all&#8217;interesse pubblico dell&#8217;opera. Da quanto ci è stato accennato, il terreno potrebbe consentire la creazione di 40-50 posti auto: un numero sufficiente al bisogno. Crediamo serva una scelta capace di dare una soluzione completa per i bisogni di tutti i residenti al Borgovecchio, magari da realizzare in più lotti che abbiano una logica e partendo dalle necessità più urgenti, in modo da non creare danni al lavoro dei commercianti della zona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/borgovecchio-parcheggio-interrogazione-4.2012-prot.pdf">L&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; del 6.4.2012 sull&#8217;eventuale nuovo  parcheggio al Borgovecchio</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/borgovecchio-parcheggio-interrogazione-risp-cavalla-4.2012.pdf">la risposta del sindaco all&#8217;interrogazione del 6.4.2012</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/sollecito-interrogazione-6.4.2012-prot.pdf">il nostro sollecito del 30.4.2012</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/risposta-cavalla-sollecito-interr-6.4.2012.pdf">l&#8217;ulteriore replica di Cavalla</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/borgovecchio-il-comune-risponde-in-modo-molto-generico-sullidea-del-nuovo-parcheggio/">Borgovecchio: il Comune risponde in modo molto generico  sull&#8217;idea del nuovo parcheggio</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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		<title>A Villafranca esistono problemi sociali?</title>
		<link>https://paolovolpe.it/a-villafranca-esistono-problemi-sociali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 18:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SOLIDARIETA&#8217; “I ristoranti sono pieni” diceva il signor B., le cui fortune politiche si sono un po&#8217; scolorite. Tutto va bene dicono i governanti di Villafranca e il sindaco Cavalla, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #ff0000;"><strong>SOLIDARIETA&#8217;</strong></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">“I ristoranti sono pieni” diceva il signor B., le cui fortune politiche si sono un po&#8217; scolorite. Tutto va bene dicono i governanti di Villafranca e il sindaco Cavalla, per dimostrarlo, non ha perso occasione di leggere, compiaciuto, al consiglio comunale una retorica lettera che descriveva il paese come un piccolo paradiso terrestre. Fatto avvenuto lo scorso 21 novembre. Tutto diverso da quello che dicono quei brutti e cattivi dell&#8217;opposizione. Tutti stanno benissimo e l&#8217;ambiente è splendido. Ovviamente, merito delle autorità che governano. Poi, lo scrivono anche su &#8220;Nuova Villafranca&#8221;. Il paese, purtroppo, sta subendo da anni un progressivo declino, accentuato dagli effetti dell&#8217;attuale crisi economica. Cavalla e la sua maggioranza, dall&#8217;alto delle loro buone posizioni sociali, probabilmente non vedono crisi, cassa integrazione e problemi. Non vedono che una quarantina di famiglie vengono aiutate tutti i mesi con il pacco alimentare della locale Caritas: un gruppo di volontari che, senza alcun sostegno dal Comune, assistono in silenzio quanti hanno difficoltà. Non vedono le persone che fanno la coda per prendere i vestiti usati.  Ci sono anche le famiglie che fanno domanda per i contributi regionali sugli affitti. Chissà se questi aiuti ci saranno ancora, il prossimo anno? Col vento di tagli che tira in Regione&#8230; Ci sono le famiglie che chiedono i modestissimi assegni alimentari “una tantum” messi a disposizione, anno per anno, dal Comune stesso o quelle che fanno domanda per uno sconto sulla bolletta rifiuti e sulle rette dell&#8217;asilo. I nostri amministratori non vedono gli anziani che preferiscono subire pur di non chiedere, perché non si osano. Sindaco e vice sindaco preferiscono avallare i tentativi, bloccati dall&#8217;intervento dell&#8217;opposizione, di pasticciati e per nulla trasparenti appalti della casa di riposo ma non si preoccupano degli anziani che hanno difficoltà a pagare le rette. Cavalla, però, si preoccupa di sottolineare che la Comunità Valtriversa non spenderà soldi in più per il sociale e si limiterà ad assorbire quello che già fanno i Comuni. Ma il sindaco non si preoccupa di far funzionare il “tavolo del sociale”: esperimento che doveva far lavorare insieme tutte le organizzazioni locali che si interessano dei più deboli e che oggi può dirsi fallito per la completa mancanza di sensibilità e volontà dell&#8217;amministrazione comunale. <a href="http://www.paolovolpe.it/2011/07/17/la-risposta-del-sindaco-allinterrogazione-di-villafranca-domani-sui-piani-di-zona-del-cogesa/" target="_self" rel="noopener"><em><strong>Il sindaco continua a non saper nulla dei piani di zona del Cogesa</strong></em></a>, la programmazione degli interventi sociali nel nord astigiano, perché sarebbero ancora ai “tavoli tecnici”: già, ma informarsi e provare a far proposte? Magari, si correrebbe il rischio di indirizzare qualche iniziativa utile verso Villafranca e la Valtriversa. Troppo difficile? Peccato che Cavalla sia anche il presidente dell&#8217;assemblea dei sindaci del Cogesa, dove le cose si sono svolte a sua insaputa. Ora, il problema è stato risolto da Cota: i piani di zona sono stati sospesi fino a data da destinarsi: segno evidente di come anche alla Regione di Pdl e Lega non importi il sociale sul territorio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-piani-di-zona-cogesa-11.2011-prot.pdf">la nuova interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sui piani di zona</a></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/cogesa-piani-zona-risp-cavalla.pdf">la risposta del sindaco</a></p>
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		<title>Comuni: la sfida del cambiamento. Il dibattito da noi organizzato a Cantarana ha visto la presenza di amministratori e cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 16:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CONFRONTARSI Buona presenza di pubblico all&#8217;incontro, organizzato dal sottoscritto e da Alfredo Castaldo, sul futuro degli enti locali, sabato 3 dicembre 2011 a Cantarana. Una quarantina di persone: tenuto conto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>CONFRONTARSI</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Buona presenza di pubblico all&#8217;incontro, organizzato dal sottoscritto e da Alfredo Castaldo, sul futuro degli enti locali, sabato 3 dicembre 2011 a Cantarana. Una quarantina di persone: tenuto conto che la riunione era di sabato mattina e si trattava di una materia con riflessi da addetti ai lavori, possiamo essere senz&#8217;altro soddisfatti. Interesse e sostegno da parte di Roberta Franc0, il sindaco, che è stata d&#8217;accordo con l&#8217;idea fin dalla nostra proposta, un paio di mesi fa, e ci ha dato utili suggerimenti per la sua impostazione. Positiva collaborazione da parte del Comune di Cantarana, che ha ospitato l&#8217;iniziativa nella sala consigliare del municipio, e della locale pro loco, che ha preparato un ottimo rinfresco al termine dei lavori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PERCHE&#8217; UN DIBATTITO SULL&#8217;ORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI LOCALI?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perché abbiamo voluto l&#8217;incontro? La legge 148/2011, la &#8220;manovra estiva bis&#8221; del governo Berlusconi, ha introdotto significative novità in tema di organizzazione dei Comuni. I piccoli enti sono ora obbligati ad associarsi. Unirsi per fare insieme la gestione complessiva del territorio è una cosa che noi abbiamo sempre sostenuto da anni. Quante volte abbiamo proposto in Valtriversa di associare i servizi e gli uffici? Tante, trovando sempre modesta convinzione nelle maggioranze che governano i Comuni. Ormai, il campanilismo è fuori dal tempo. Rimanere confinati dentro i limitati confini del singolo Comune significa condannarsi ad una lenta agonia, a tutto danno della popolazione.  Peccato che la legge è stata fatta male, senza tener conto dell&#8217;esperienza delle Comunità collinari, con inutili complicazioni, con molte incertezze e con una vocazione centralista come mai in passato: evidente che la Lega al governo non ha saputo, o voluto, fare il mestiere per cui aveva avuto il voto dagli elettori. Cosa fare di fronte a questo scenario? La norma c&#8217;è e non la possono di certo cambiare i Comuni ma sono proprio i Comuni che possono darle un contenuto concreto, creando e sperimentando modelli di integrazione più stretti rispetto a quanto fatto in passato. La sfida per la classe politica locale è ragionare a livello di zona, non più di singolo paese, prendendosi, ovviamente, un maggior carico di responsabilità e guardando più avanti dell&#8217;utile immediato. Come affrontare il cambiamento? La nostra proposta, che abbiamo sostenuto sabato all&#8217;incontro, è di coinvolgere nel dialogo tutte le parti interessate alla gestione del territorio. Usciamo dal ristretto confronto limitato ai soli sindaci, come oggi sta avvenendo in Valtriversa, e apriamo a tutto il consiglio della Comunità, alla cittadinanza, all&#8217;associazionismo e al volontariato in genere, agli imprenditori. Tavoli di dibattito aperti, magari anche su aspetti specifici, per provare a creare una gestione più avanzata e moderna dei nostri paesi. Bisogna cogliere le idee delle persone che vogliono mettersi in gioco e provare a sperimentare. Quanto uscirà da questa riforma avrà effetti profondi su tutti. Questa è l&#8217;occasione per fare un salto in avanti, scrollando via quella forma mentale che troppe volte ha segnato le nostre istituzioni: il rispetto formale della norma, senza badare alla qualità del contenuto. Basta &#8220;fare le carte&#8221; e poi far finta di nulla perché alla fine nulla cambi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE OPINIONI CHE SONO EMERSE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, quanto hanno detto i due relatori da noi invitati.<br />
<strong>Fausto Fracchia</strong>, docente universitario ed ex presidente del comitato regionale di controllo di Asti sugli enti locali, dopo un breve esame delle possibilità che i Comuni hanno (convenzionarsi, costituire nuove unioni tra piu&#8217; enti, oppure fondersi) ha ricordato che le unioni non sono piu&#8217; un veicolo per avere piu&#8217; soldi come quando sono nate. Oggi diventano il modo per condividere le risorse che già ci sono, puntando realmente a razionalizzare. La scelta di quale forma utilizzare deve essere vista caso per caso, dopo una puntuale analisi dei costi e delle soluzioni e dopo un confronto con esempi di altri territori. La fusione è possibile già da anni ma non è mai gradita dagli amministratori: in Piemonte ha avuto solo due casi di reale applicazione, di cui uno nell&#8217;astigiano con Montiglio Monferrato. Un ruolo fondamentale spetterà al personale: dipendenti che avranno bisogno di formazione per diventare veri gestori di risorse pubbliche e per imparare ad occuparsi di zone più larghe rispetto ai loro Comuni. Altro compito importante spetterà ai segretari comunali: soggetti che dovranno saper valutare ma essere nello stesso tempo valutati. Fracchia ha poi invitato ad avere passione, sentimento senza il quale non si superano gli ostacoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giorgio Musso</strong>, sindaco di Castelnuovo don Bosco e segretario comunale di Canelli, ha invitato ad essere molto pratici nelle scelte. Ha definito &#8220;la morte del tisico&#8221; scegliere di fare le convenzioni, che una parte degli amministratori considera strada più semplice, magari per evitare problemi con cittadini e personale. Per Musso meglio costruire le unioni con Comuni realmente convinti di questa scelta. Elemento fondamentale: non ci saranno più bilanci comunali ma solo un bilancio unico dell&#8217;unione. Condivisa l&#8217;opinione di Fracchia sulla mancanza di personale adeguato alle nuove funzioni ma è comunque necessario iniziare questo percorso, anche se ci sono segretari che considerano tutta le scelte impossibili. Interessante la proposta sulla nuova struttura territoriale: non più un municipio in ogni paese, come oggi lo intendiamo, ma un ufficio di primo contatto con il pubblico che fa capo al municipio dell&#8217;unione posto in un solo paese. Non più singoli municipi che fanno tutto ma uffici e funzioni unite che lavorano per tutti i paesi. Il consiglio dell&#8217;unione deve diventare il luogo dove si prendono le decisioni politiche che riguardano l&#8217;intera zona.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel successivo dibattito con il pubblico sono arrivate osservazioni utili. Vincenzo Gerbi, ex sindaco di Cantarana, ha invitato a mettere da parte le ambizioni ed a riprogettare partendo da zero, lasciando spazio agli uomini che vogliono costruire il nuovo progetto. Gerbi ha poi comunicato che le autorità d&#8217;ambito per l&#8217;acqua resteranno in vita mentre, in un primo momento, sembrava dovessero scomparire. Valter Malino, sindaco di Dusino San Michele e presidente della Comunità Pianalto Astigiano, si è dichiarato favorevole alla scelta dell&#8217;unione, ricordando che i soldi avuti in più quando le unioni sono nate, 10 anni fa, potevano essere destinati fin da subito a interventi più importanti che ora avrebbero facilitato le scelte attuali. Malino si è anche chiesto come faremo a mantenere i servizi sociali, oggi organizzati in consorzi che potrebbero scomparire. Roberto Campia, sindaco di Castellero e presidente della Valtriversa, ha sostenuto che i soldi avuti in più come unione sono serviti per migliorare i servizi. Ha poi ammesso che in Valtriversa non sono ancora state trovate soluzioni sul nuovo modello organizzativo. Gianluca Forno, sindaco di Baldichieri, ha evidenziato la complessità di associare molte funzioni diverse ed ha difeso la qualità del lavoro fatto dal Cogesa, il consorzio per i servizi socio assistenziali. Su quest&#8217;ultimo tema è ancora intervenuto Fracchia proponendo che i consorzi che si occupano di sociale, come avviene in altre parti d&#8217;Italia, diventino aziende con le quali le unioni dovrebbero convenzionarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>revisione dei collegi elettorali provinciali: sparisce la Valtriversa, divisa in tre parti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 16:04:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>NO ALLA DIVISIONE In coda a questo pezzo, trovate la nuova composizione dei collegi elettorali per le elezioni provinciali. Una finta riforma taglia costi della politica, voluta da questo governo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #ff0000;">NO ALLA DIVISIONE</span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">In coda a questo pezzo, trovate la nuova composizione dei collegi elettorali per le elezioni provinciali. Una finta riforma taglia costi della politica, voluta da questo governo di destra in salsa leghista, riduce i consiglieri provinciali a 10. Pertanto, anche i collegi che compongono il territorio, nei quali vengono votati i candidati, verranno ridotti e ampliati nelle dimensioni territoriali passando da 24 a 10. Il collegamento con il territorio diventerà più difficile. Non è il taglio delle poltrone di qualche consigliere di una piccola provincia come la nostra a portare vantaggi economici al nostro Stato. La riduzione dei consiglieri serve alla propaganda di regime per dire, falsamente, che si sta facendo il taglio della &#8220;casta&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Cosa succederà al collegio della Valtriversa? Nel progetto preparato dalla Prefettura, sparisce. Diviso addirittura su tre collegi diversi. Villafranca finisce con Villanova. Cantarana, Ferrere e Baldichieri con San Damiano. Maretto, Roatto, Cortandone, Castellero e Monale con Castell&#8217;Alfero. Spezzata, la Valtriversa diventa &#8220;periferia&#8221; di altri. Una scelta che non ha alcuna ragione. Non commettiamo l&#8217;errore di pensare che non avere il collegio e vedersi divisi i Comuni su altre zone sia un problema burocratico che non merita attenzione. La Valtriversa perderà ogni possibilità di avere consigliere provinciale. Perderemo un rappresentante della nostra zona. Perderemo peso politico. Conteremo meno nelle scelte della politica provinciale e del nord astigiano. La perdita del collegio è un colpo al cuore della Valtriversa.  La dimostrazione che, nel panorama provinciale, siamo stati sacrificati ad altri interessi che non sono quelli dei nostri paesi. Il motivo? Credo che molto sia dovuto al declino subito da Villafranca in questi anni. Politicamente abbiamo poco peso perché l&#8217;amministrazione comunale ha scelto un ruolo di basso profilo. Inevitabile, quando si fatica a mettere insieme qualche idea, ci si innamora di cause poco trasparenti e si è completamente subalterni ai politici provinciali che ora governano.  Un segnale di riscossa oggi può solo arrivare dalla Comunità. Ho chiesto al suo presidente, Roberto Campia,  di prendere una netta posizione pubblica a favore del mantenimento dell&#8217;unità della nostra zona, respingendo l&#8217;ipotesi avanzata dalla Prefettura. Se accorpamento ci deve essere, conviene che tutto il nostro attuale collegio venga unito a quello, sempre attuale, di Villanova. Verrebbe salvata l&#8217;esperienza della Comunità, facendo nascere un collegamento con il Pianalto che avrebbe un senso anche economico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/proposta-collegi-provinciali.pdf">come diventerebbero i nuovi collegi provinciali</a></strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/lettera-alla-Valtriversa-collegi.pdf">la comunicazione che ho inviato alla Valtriversa il 5.11.2011</a><br />
</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Roberto Peretti propone un nuovo assetto per la Provincia</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/la-stampa-5.11.2011-peretti.pdf">&#8220;La Stampa&#8221; del 5.11.2011. La proposta di Peretti</a><br />
</span></p>
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		<title>rimossi abbandoni di rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 05:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AMBIENTE Il 14 ottobre documentavo su questo spazio abbandoni di rifiuti. Devo rilevare con soddisfazione che, un paio di giorni dopo, una parte degli stessi (mobili e televisori in particolare) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>AMBIENTE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Il 14 ottobre documentavo su questo spazio abbandoni di rifiuti. Devo rilevare con soddisfazione che, un paio di giorni dopo, una parte degli stessi (mobili e televisori in particolare) erano stati rimossi per   iniziativa dell&#8217;ufficio tecnico comunale.</p>
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		<title>idee e proposte nel dibattito sui referendum organizzato dal circolo Pd Valtriversa &#8220;Domenico Tamietti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 09:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ANDATE A VOTARE Buona partecipazione di pubblico alla riunione sui referendum organizzata dal circolo Pd Valtriversa &#8220;Tamietti&#8221;. Mercoledì 8 giugno, una quarantina di persone hanno ascoltato idee e motivazioni proposte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/idee-e-proposte-nel-dibattito-sui-referendum-organizzato-dal-circolo-pd-valtriversa-domenico-tamietti/">idee e proposte nel dibattito sui referendum organizzato dal circolo Pd Valtriversa &#8220;Domenico Tamietti&#8221;</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ANDATE A VOTARE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Buona partecipazione di pubblico alla riunione sui referendum organizzata dal circolo Pd Valtriversa &#8220;Tamietti&#8221;. Mercoledì 8 giugno, una quarantina di persone hanno ascoltato idee e motivazioni proposte da sostenitori del &#8220;si&#8221;: <strong>Vincenzo Gerbi</strong>, ex sindaco di Cantarana e presidente dell&#8217;Autorità d&#8217;ambito per l&#8217;acqua Astigiano Monferrato; <strong>Antonio Tamagnone</strong>, presidente dell&#8217;Acquedotto della Piana; <strong>Fausto Fogliati</strong>, vice segretario provinciale del Partito Democratico astigiano; <strong>Mauro Malaga</strong>, sindaco di Cerro Tanaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal dibattito sono emerse idee, informazioni e ragionamenti di notevole interesse. Gerbi ha ricordato che l&#8217;acqua deve essere considerata un servizio di interesse sociale, non un bene economico. La legge attuale obbliga a privatizzare, consegnando ai privati gestione e determinazione delle tariffe. Perché privatizzare anche il pubblico che funziona bene? Perché consentire libertà tariffaria al privato mentre le precedenti gestioni pubbliche erano vincolate a tariffe imposte, con la conseguente difficoltà di avere soldi per gli investimenti nella rete? Perché oggi si assegna al privato un guadagno d&#8217;ufficio assicurato del 7 per cento? Tamagnone ha spiegato che l&#8217;Acquedotto della Piana, società pubblica che unisce 18 Comuni del nord ovest astigiano, tra i quali Villafranca e Cantarana, reinveste tutti i suoi utili. Se arriverà il privato, vorrà i guadagni per sé. Utili che verranno incrementati con l&#8217;aumento delle tariffe che oggi sono sotto la media nazionale. Secondo Tamagnone, a livello italiano, dove ci sono i privati, le tariffe si aggirano tra 1,7 euro a metro cubo e 2,3 euro. All&#8217;estero si raggiungono anche i 7 euro di Berlino. Contro 1,39 euro della nostra zona. Al fondo di questo pezzo, il testo integrale del suo intervento, che vi invito a leggere. Fogliati ha rifatto la storia delle leggi che Berlusconi si è confezionato per difendere se stesso ed i suoi interessi: nella gente c&#8217;è &#8220;la convinzione che chi ha i soldi se la cava&#8221;. Anche sul tema giustizia, cliccando al termine di questo pezzo, troverete la sintesi del materiale che ha utilizzato per il suo intervento, che si è concluso ricordando come la nostra repubblica sia nata proprio con un referendum. Malaga ha sottolineato che quanti ricoprono cariche pubbliche hanno il dovere di fare un&#8217;informazione corretta ed ha ricordato i rischi legati al nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sollecitato da un intervento dal pubblico, Gerbi ha chiaramente detto che ci sono settori strategici nei quali il privato non deve investire perché se la parte pubblica ne perde il controllo, per il controllo del territorio. Ha poi fatto gli esempi di istruzione e sanità, dai quali il pubblico si sta ritirando, arrivando a chiedersi, in modo giustamente provocatorio, come verranno utilizzate le tasse se lo Stato non costruirà più ospedali. Rispondendo ad una mia domanda su cosa si può fare a livello locale, in un Comune, per risparmiare energia e acqua, Gerbi ha ricordato la necessità di norme urbanistiche, magari impopolari, che impongano il recupero dell&#8217;acqua piovana e la possibilità di fare fotovoltaico solo su terreni dismessi. Sempre dal pubblico, è arrivata la critica che i referendum sarebbero stati strumentalizzati a fine politici da entrambi le parti. In risposta, Fogliati ha evidenziato che il cittadino ha la possibilità di fare una scelta politica che condizionerà il legislatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Daniele Barcaro</strong>, attivo collaboratore del nostro circolo, è tornato sul tema del nucleare, ricordando un aspetto quasi sempre dimenticato dai dibattiti ufficiali: la presenza di una centrale ha un notevole costo sociale perché modifica radicalmente il modo di vivere della comunità risiede nei pressi dell&#8217;impianto. Per Gerbi, il territorio italiano, per la sua stessa conformazione, è tutto abitato e compromesso: quindi è impossibile costruire una centrale lontano dalla gente.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, a voi che leggete chiedo: volete una società dove  le cose si fanno solo se convengono e portano utili o una società dove ci sono diritti che si devono mantenere e non svendere a nessuno perché sono inalienabili e servono per mantenere la dignità della persona? Se il 12 e 13 giugno sbagliamo a scegliere, ci diranno che è normale che tutto debba essere governato dal privato che ha i soldi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/Appunti-acqua-tamagnone.pdf">l&#8217;intervento di Antonio Tamagnone</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/Legittimo-Impedimento.pdf">Fausto Fogliati e leggi su misura per Berlusconi</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/idee-e-proposte-nel-dibattito-sui-referendum-organizzato-dal-circolo-pd-valtriversa-domenico-tamietti/">idee e proposte nel dibattito sui referendum organizzato dal circolo Pd Valtriversa &#8220;Domenico Tamietti&#8221;</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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		<title>Paolo Volpe coordinatore del circolo Pd Valtriversa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 17:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>NOI CI SIAMO Lo scorso 12 maggio 2011, l&#8217;assemblea del circolo Pd Valtriversa &#8220;Domenico Tamietti&#8221; mi ha affidato il ruolo di coordinatore. Ho preso il posto di Marco Ferrero, dimissionario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #ff6600;"><strong>NOI CI SIAMO</strong></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Lo scorso 12 maggio 2011, l&#8217;assemblea del circolo Pd Valtriversa &#8220;Domenico Tamietti&#8221; mi ha affidato il ruolo di coordinatore. Ho preso il posto di Marco Ferrero, dimissionario per impegni di lavoro che si sono fatti sempre più pressanti. Ringrazio gli amici per la fiducia che mi hanno accordato. Farò quanto nelle mie possibilità per meritarmela. Il primo impegno che il circolo si troverà di fronte riguarderà i referendum del 12 giugno prossimo. Noi siamo per andare a votare ed esprimere il &#8220;si&#8221; su tutte le schede. Per l&#8217;8 giugno abbiamo costruito una serata pubblica dove spiegheremo la nostra posizione e risponderemo alle domande del pubblico. Oggi, domenica 5 giugno, nonostante la pioggia insistente, abbiamo fatto un banchetto per la distribuzione di materiale informativo. Martedì, al mercato, faremo un altro volantinaggio.   Per l&#8217;autunno, abbiamo in cantiere un nuovo spettacolo di teatro civico. Il riscontro positivo ottenuto  con &#8220;Oltre la guerra e la paura&#8221; ci ha convinto a proseguire su questa strada. Lavoreremo con maggiore attenzione per dare informazione ai cittadini:  ci sono troppe cose che la gente non sa. Tanti temi importanti che riguardano Villafranca e la Valtriversa trascurati, e sovente ignorati, dai giornali locali. Oltre alla discussione sui referendum e al teatro, cercheremo di creare almeno altre due occasioni di dibattito pubblico entro l&#8217;anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Ovviamente, il tesseramento e&#8217; aperto. Chiunque voglia conoscerci e darci una mano sarà il benvenuto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/paolo-volpe-coordinatore-del-circolo-pd-valtriversa/">Paolo Volpe coordinatore del circolo Pd Valtriversa</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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