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	<title>Generico Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
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	<title>Generico Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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		<title>Perché non ci saremo alle elezioni del 26 maggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2019 12:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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<style>.vc_column_text>.td-element-style{z-index:-1}</style><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>INIZIA UN CAPITOLO NUOVO</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Villafranca Domani”</strong> non sarà presente alle prossime elezioni comunali del 26 maggio. E’ una scelta che abbiamo fatto molto a malincuore. Non siamo riusciti a comporre una lista adeguata che ci permettesse di concorrere per governare il Comune ed esercitare il necessario ruolo politico a livello di zona. In questi anni, da consiglieri comunali di opposizione abbiamo operato seguendo i principi del programma con cui avevamo avuto la fiducia degli elettori che ci avevano votato. Quali? Il sociale, con l’impegno diretto nella casa di riposo e nell’asilo. Cioè negli enti che si occupano da sempre di servizi alla persona. Siamo convinti che proprio da tali servizi può arrivare occupazione per i giovani. Se verrà realizzato l’ampliamento della casa di riposo Santanera, il cui progetto è stato da noi promosso e sostenuto, potranno nascere oltre una ventina di nuovi posti di lavoro, servizi per i disabili e il recupero di fabbricati in abbandono da dodici anni. Abbiamo chiesto assistenza domiciliare per gli anziani che vogliono rimanere a casa. Abbiamo difeso il ruolo del volontariato, chiedendo che lo stesso abbia gli strumenti necessari per lavorare. L’ambiente come la ricchezza per tutti, con la proposta del “rifiuto zero”, la difesa dei beni comuni come l’acqua e la richiesta del censimento degli edifici vuoti. Abbiamo chiesto scelte per il risparmio energetico: il modo per fare ecologia, spendere meno e avere più soldi per altri investimenti. Riunire la Valtriversa. Siamo sempre stati contrari alla sua rottura: un grave errore. Abbiamo sempre creduto nell’importanza di fare scelte insieme ai Comuni vicini. Per contare di più, fare servizi per di miglior qualità e farne di più. Il completamento degli strumenti urbanistici per avere un quadro chiaro della gestione del territorio. Legalità e sicurezza dei cittadini, con adeguati investimenti nella formazione delle persone preposte a tale lavoro e nei mezzi necessari. Minori costi della politica. Abbiamo chiesto, inascoltati, che sindaco e giunta rinunciassero a stipendio e indennità per avere più soldi da usare per i bisogni del paese. La cultura come momento di formazione civica aperta a tutti, a partire dalla conoscenza della storia locale e dei principi contenuti nella Costituzione della Repubblica. Corsi per la formazione dei consiglieri comunali perché per governare bisogna conoscere. Grazie al sostegno delle firme di tanta gente, abbiamo sollecitato il completamento e la messa in funzione della “casa della salute”. Abbiamo esercitato il nostro ruolo di controllo, denunciando e fermando la pericolosa scelta di affidare la casa di riposo a privati di dubbia reputazione. Abbiamo chiesto più volte che il Comune restituisca i 76 mila euro di Ici non suoi che dal 2007 tiene in cassa senza motivo. Abbiamo reso pubblico il progetto di una speculazione edilizia che avrebbe modificato in modo sensibile un pezzo ancora integro del paesaggio del nostro paese. Per equità e rispetto nei confronti di chi è sempre stato corretto, abbiamo chiesto provvedimenti per fermare la perdita che il Comune ogni anno subisce per la tassa rifiuti che non viene incassata e per recuperare i crediti ancora in essere. Magari con l’aiuto del baratto amministrativo, in modo che le persone oneste, ma con difficoltà a pagare, potessero chiudere il loro debito con il lavoro. Abbiamo chiesto che il personale comunale fosse messo nelle migliori condizioni per lavorare. Con la sua professionalità. è lo strumento più importante che il municipio ha per dare servizi ai cittadini. Abbiamo chiesto il recupero ad uso pubblico dei locali comunali di via Luotto, vuoti da oltre due anni. I risultati su diversi punti ci sono stati e di questo siamo soddisfatti. Ma dobbiamo prendere atto che non sono bastati a convincere persone valide e consapevoli a candidarsi con noi. Non abbiamo voluto presentarci con una lista fatta per fare solo presenza perché lo ritenevamo un errore che avrebbe compromesso la credibilità del lavoro di questi anni. Perché persone valide e di esperienza non vogliono interessarsi ad amministrare il Comune? Dai tanti colloqui avuti, emerge la diffusa sfiducia che la politica possa veramente cambiare qualcosa, anche a livello locale, con la forte propensione a chiudersi nel privato. C’è anche una notevole mancanza di conoscenza su quanto accade in municipio. Crediamo che chi governerà, se vorrà veramente adempiere al suo ruolo, dovrà occuparsi di questi temi, coinvolgendo le persone nella gestione della vita pubblica. Non per “amicizia e simpatia” o convenienza. Dovrà guardare alle capacità, all’esperienza, ai contenuti delle proposte e alla sensibilità  verso l’impegno civico.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi continuiamo a pensare che la gente abbia il diritto di sapere per scegliere tra più alternative. “Villafranca Domani” ha sempre voluto essere l’alternativa che guardava avanti. Si può cambiare. Bisogna volerlo. Non serve rimanere alla finestra, aspettando che qualcosa capiti. Siamo tutti responsabili del pezzo di mondo dove viviamo. Non è vero che “tanto sono tutti uguali”. Ci sono modi diversi di considerare e affrontare i problemi. Diverse priorità e diverse soluzioni. C’è chi vuole rimanere fermo e c’è chi vuole trovare strade nuove. Non è detto che “fare come si è sempre fatto” sia sempre la via giusta. Abbiamo sempre rifiutato la “lista unica”: una soluzione comoda, regressiva, magari apprezzata da quelli che vedono con fastidio il confronto, che non avrebbe portato una crescita della qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo che i piccoli Comuni, e Villafranca è un piccolo Comune, siano da tempo di fronte ad un bivio: arrendersi al declino o investire nel futuro, cambiando e dandosi un progetto di lungo periodo. Come? Unendosi tra loro, con la voglia di sperimentare perché non ci sono ricette certe e serve far crescere la consapevolezza di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi cosa faremo? Continueremo ad esserci e a fare politica. Con un nome diverso perché si apre un capitolo nuovo. Cercheremo di raggiungere i cittadini con forme più efficaci di quanto fatto in passato. Lavoreremo sulla zona perché crediamo nella Valtriversa e nell’utilità di prestare attenzione a quanto capita in tutta la provincia. Informeremo su quanto accadrà. Diremo il nostro pensiero. Chiederemo conto del suo operato a chi governerà nei prossimi anni e a chi sarà all’opposizione in consiglio comunale. Se ci saranno giusti spazi, collaboreremo con eventuali iniziative che realizzino nostre idee. Proveremo a sostenere con esempi concreti le nostre proposte. Saremo laboratorio di idee aperto a tutti quelli che considerano l’interessarsi alla cosa pubblica un dovere civico. Daremo a chi lo vorrà la possibilità di confrontarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo quanti hanno collaborato con noi con lealtà e trasparenza. Amici che hanno fatto i consiglieri comunali, sostenitori, cittadini. Ringraziamo quanti vorranno continuare a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paolo Volpe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Daniele Barcaro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alfredo Castaldo</strong></p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Sta prendendo forma un’importante novità al Santanera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2018 09:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Generico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
		<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Più volte ho sentito la domanda: quale dovrebbe essere la caratteristica principale della Villafranca del futuro? Mi piacerebbe un territorio dove sia piacevole vivere per una ricchezza di servizi alla persona. Servizi che siano occasione di lavoro e quindi di vitalità economica. Servizi che siano anche una rete di protezione sociale, organizzata a sistema locale. Un modo di creare comunità che potrebbe diventare più solido e ampio collaborando con il volontariato attivo. Servizi che siano un valore aggiunto non solo per Villafranca ma anche per tutti i Comuni vicini, che hanno bisogno del nostro paese per dare vantaggi alla loro popolazione come noi abbiamo bisogno di loro per essere più forti e credibili. Un territorio spaccato è un danno per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Utopia? No. Credo sia un progetto realizzabile. Non per il regalo di qualcuno. Serve l’impegno collettivo. Sto parlando di qualcosa che c’è già? No. Ci sono alcuni pezzi che però non sono a sistema. Ognuno fa per conto suo e non parla con gli altri. Chi deve organizzare il sistema? Chi deve dare l’esempio? Chi rappresenta il territorio: i Comuni e le Unioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come farlo nel concreto? Rispondo con un’altra domanda. Credete che la Villafranca di oggi sia quella di venti o trent’anni fa? Personalmente, non penso sia così. Credo sia molto cambiata e siano cambiati i bisogni. Come in ogni famiglia, per scegliere cosa serve bisogna essere preparati e informati. Più volte, <strong>“Villafranca Domani”</strong> ha chiesto al Comune un’indagine organizzata per conoscere i problemi dei cittadini, come li vivono e cosa si aspettano. Richiesta sempre caduta nel vuoto. Forse, è più comodo non sapere.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono giocare un ruolo importante gli enti che da sempre si occupano del sociale di territorio: la casa di riposo e la scuola materna. Due situazioni dove il governo comunale è responsabile delle scelte perché nomina la maggior parte degli amministratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Santanera, sta prendendo forma un’importante novità. Non voluta dal governo comunale ma maturata nel consiglio di amministrazione, che finalmente ha saputo emanciparsi e guardare più avanti dello stesso Comune. Con troppi anni di ritardo, la casa di riposo sta valutando il recupero dei fabbricati vicini alla sua sede, in via Roma. La proprietà ex Venturello. Un impegno delicato, sia dal punto di vista progettuale, sia per i soldi necessari. Il costo ipotizzato va dai 3 ai 4 milioni di euro. Il finanziamento dovrebbe arrivare da un mutuo bancario. Sarebbe il più grande investimento pubblico nella storia del paese. Potrebbe essere anche più grande della “casa della salute”. Ma, come per la “casa della salute”, la vera sfida non sarà il solo intervento edilizio. Sarà la scelta dei servizi che verranno fatti all’interno del nuovo edificio. Per noi, il Santanera deve diventare un centro di eccellenza che sappia puntare su servizi che ora non ci sono. Le possibilità sono tante. Alcuni esempi. Assistenza e ospitalità a persone disabili. Servizi a domicilio, sia per la cura della persona, sia per attività domestiche, in particolare per chi vive da solo. Attività di medicina ambulatoriale e infermieristica aperte a tutti, in forma integrata con la “casa della salute”. Accompagnamenti a visite. Centro diurno con attività di animazione di qualità. Ci auguriamo che l’ente abbia il coraggio di affrontare questa sfida fino in fondo. Come? Scegliendo un modello di gestione che sappia mantenersi in equilibrio economico. Facendo un’analisi dei bisogni da soddisfare e la conseguente sperimentazione. Costruendo una collaborazione con l’Asl di Asti ancora più profonda. Cercando rapporti da sviluppare con altre Asl. Nella convinzione che un ente pubblico può avere competenze, capacità e professionalità per lavorare bene e salvaguardare la sua autonomia, in difesa di chi è più debole e non con la logica del profitto a tutti i costi. L’esatto contrario di quello che le amministrazioni comunali Padovani e Cavalla hanno sempre desiderato: affidare la gestione a privati. Da una casa di riposo autonoma e pubblica potrebbero arrivare una ventina di nuovi posti di lavoro stabili per personale qualificato. Fondamentali, in un momento di crisi economica come l’attuale. Sarebbero una bella occasione per festeggiare un primo maggio futuro. Lavoro che diventerebbe una positiva ricaduta sulle attività commerciali e artigianali. Come la “casa della salute” non è di Villafranca ma di tutti i paesi della zona, anche il Santanera è un servizio almeno per tutta la Valtriversa, con la potenziale possibilità di arrivare alla zona di Villanova e San Damiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte asilo, che il Comune sostiene con un’apposita convenzione fin dagli anni novanta, la commissione congiunta che dovrebbe valutare gli sviluppi di una situazione economicamente precaria (il bilancio 2016 evidenziava una perdita di 23 mila euro nonostante il contributo comunale) viene tenuta ai margini e non viene convocata da tempo. Quando si è riunita, è sempre stato dopo nostre sollecitazioni. Perché? A Baldichieri c’è una scuola materna pubblica. Ci si è mai posti l’obiettivo di concordare una collaborazione tra i due enti, magari estendendola anche alla scuola di Monale, per dare insieme una risposta alle difficoltà delle famiglie ed evitare inutili e dannose concorrenze?</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo smetterla con il campanilismo e guardare a servizi di zona? Scelte da fare con chi ci sta sul serio e vuole cambiare.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>La tragica scomparsa di Roberto Guazzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2018 13:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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<p style="text-align: justify;">A nome di “Villafranca Domani”, esprimo le condoglianze alla famiglia per la tragica scomparsa di Roberto Guazzo. In politica abbiamo sostenuto idee molto diverse ma davanti alla morte ci deve essere solo rispetto.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Togliere la possibilità di votare: è questa la democrazia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 13:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Asti]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Le province non sono state abolite. Hanno abolito le elezioni ed i cittadini non possono scegliere chi le governa. Vanno a votare per le province solo i consiglieri comunali, come è successo nell’astigiano lo scorso 13 novembre. I cittadini sono stati espropriati del diritto di voto e la rappresentanza di tutto il territorio nel consiglio provinciale è stata resa più difficile in quanto i voti dei consiglieri comunali astigiani valgono un peso nettamente superiore a quello dei consiglieri dei paesi. Come ricorderte, noi di<strong> “Villafranca Domani”</strong> abbiamo sostenuto <strong><em>“Provincia Civica”</em></strong>, lista slegata dai partiti perché non volevamo capitasse quanto accaduto nel 2014 quando Pd e Forza Italia si unirono in un’unica lista rendendo ancora più finte queste finte elezioni. “Provincia Civica” è stata costruita con una conferenza stampa dove è stato presentato il progetto e un’assemblea pubblica fatta nel municipio di Asti, alla quale tutti potevano partecipare. Quando l’assemblea si stava svolgendo, a poco distanza Pd e Forza Italia tentavano ancora di fare la lista unica. Tentativo poi andato a vuoto, probabilmente per la difficoltà di spartirsi le cariche. Perché ho ricordato questo fatto? Perché, nel piccolo, è un antipasto di quanto succederà a livello nazionale se passerà la presunta riforma costituzionale sulla quale votemo domani. Ci toglieranno la possibilità di eleggere i senatori. I deputati verranno nominati in buona parte dai partiti, senza la verifica delle elezioni. Chi prenderà il governo avrà la possibilità di prendersi quasi tutto il potere. E’ questa la democrazia? Io credo di no.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Come affrontare il problema sicurezza? Le nostre proposte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 13:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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<h3 style="text-align: justify;"><strong>TOCCA A TUTTI NOI</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Come affrontare il problema della sicurezza nei piccoli paesi? Aumentano i furti. Ci sono tante persone nuove. Aumentano le paure. Anche perché tante persone vivono sole. Cosa fare? Risposta non semplice quando le istituzioni, a tutti i livelli, tagliano i servizi sul territorio. Vogliamo fare qualcosa di concreto e muoverci per recuperare il senso di comunità? Credo sia possibile provando ad applicare anche da noi il “controllo di vicinato”. Di cosa si tratta? Fare attenzione alla casa del vicino. Chiedere “cosa vuole?” o “chi cerca?” alla faccia nuova che entra nel nostro cortile o si ferma nella nostra strada. Fare attenzione ad auto mai viste o persone in atteggiamenti sospetti. Nella sostanza: non voltarsi dall’altra parte se si vede qualcosa di anomalo. Chi lo dovrebbe fare? Tutti lo possono fare ma il sistema funzionerebbe meglio se nascesse una rete di cittadini definita, creata dal Comune e coordinata con le forze dell’ordine. Cittadini che dovrebbero essere informati e formati per sapere come comportarsi. L’attività della rete dei cittadini potrebbe essere segnalata con appositi cartelli che dovrebbero avere un effetto di dissuasione e prevenzione. Chi vede qualcosa che non va o che non lo convince deve solo avvisare i vigili o i carabinieri o il referente di zona della rete. Come vedete, è un comportamento semplice che già i nostri padri e i nostri nonni avevano per abitudine. Noi l’abbiamo perso. Siamo sempre “connessi” con lo smarphone o tutti occupati a mettere inutili “aggiornamenti” su facebook ma non ci preoccupiamo di chi sta vicino a noi. Il “controllo di vicinato” è un’esperienza che viene già utilizzata con successo in diverse località. Si tratterebbe di mettersi in gioco.  Andare un po’ oltre il semplice incontro con la popolazione già fatto in passato anche a Villafranca. Incontri che da soli rischiano di servire a poco perché vengono usate solo per generiche indicazioni destinate a perdersi nel nulla in pochissimo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SICUREZZA VUOL DIRE PREVENZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come <strong>“Villafranca Domani”</strong> abbiamo sempre ritenuto che “sicurezza” sia un concetto che deve essere costruito su più fronti, con moltissimo lavoro nella prevenzione. È un problema che riguarda tutti, se abbiamo veramente a cuore le sorti del pezzo di mondo dove viviamo. Ritenere che “devono farlo carabinieri e vigili” è sbagliato. Le forze dell’ordine, da sole, non possono essere dappertutto. Hanno bisogno della collaborazione dei cittadini. Auspicare miracolosi interventi dello Stato è del tutto inutile. Sperare che qualcuno metta reti di sofisticate telecamere, che pur servirebbero, è altrettanto inutile perché non verrà fatto con la scusa che “mancano soldi”. Più volte abbiamo detto che i Comuni astigiani sono tutti piccoli e da soli contano nulla. Villafranca è un piccolo Comune. Solo mettendo insieme le forze, possiamo sperare di incidere in modo reale nei problemi e cambiare le cose. Anche nella sicurezza. Qualcuno dirà: i vigili sono già un esempio in tal senso, visto che lavorano in molti paesi. Sbagliato. Dividere su un numero rilevante di Comuni, oggi sono 17, il lavoro dei quattro vigili della Valtriversa è un assurdo che rende impossibile un efficace controllo per l’evidente sproporzione tra le forze a disposizione e la vastità del territorio da controllare. Lavoro reso ancora più difficile dalla complicata gestione del loro orario dovuta agli accordi tra i Comuni, come dimostrato dalla convenzione che lega Villafranca e Baldichieri all’Unione Valtriversa. Un assurdo che rischia di peggiorare ulteriormente con il probabile prossimo arrivo di San Paolo Solbrito come diciottesimo Comune. Forse, chi gestisce i nostri Comuni ha dimenticato che governare significa darsi delle priorità e scegliere. Quindi, se si ritiene la sicurezza veramente importante, e non un’occasione per fare un po’ di propaganda a buon mercato sulle paure delle persone, bisogna rinunciare a qualcos’altro per dare alle forze dell’ordine locali mezzi migliori. Poi “sicurezza” non vuol dire solo evitare i furti. Ci sono molti altri aspetti, anche di notevole delicatezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’E’ TANTO LAVORO DA FARE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il “controllo di vicinato” significherebbe cittadini che si auto organizzano a sostegno della legalità e delle istituzioni locali. Servirebbe altro? Si. Creare un coordinamento, gestito dal Comune, o meglio dall’Unione, tra tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio per un proficuo e costante scambio reciproco di informazioni. Non si tratterebbe di scambiarsi solo le “notizie di reato” ma anche valutazioni su come funziona il sistema complessivo dei nostri paesi e su cosa avverte la gente. Per capire se in un posto gira droga bisogna anche valutare come si manifesta il disagio giovanile. Per capire se ci sono infiltrazioni mafiose, bisogna valutare come si muovono gli operatori economici. Un coordinamento che servirebbe anche ad impostare altre attività insieme. Comprese iniziative per rafforzare il senso della legalità come dovere di ognuno e la conoscenza delle istituzioni attraverso momenti di studio rivolti in particolare alle scuole, sia elementari, sia medie. In particolare, è necessaria la conoscenza delle istituzioni locali perché sono le prime con le quali il cittadino si confronta. Sicurezza è anche rispettare la proprietà pubblica. Avere servizi che funzionano pagati da tutti con le tasse. Evitare le speculazioni edilizie che rovinano il paesaggio. Aver cura delle persone con una rete di solidarietà tra il Comune, o meglio l’Unione, gli enti che si occupano di socio sanitario, la parrocchia e il volontariato per monitorare le situazioni più deboli ed a rischio. Ad esempio, visitare gli anziani che vivono soli. Dare un’occasione di lavoro sociale a chi è stato colpito dalla disoccupazione e non vuole carità.  Dare sostegno ai minori in difficoltà. Mostrare ai giovani i pericoli che derivano dalle dipendenze. Fare iniziative per dare a tutti la possibilità di conoscere proprio il variegato mondo degli stranieri e la loro cultura: unico sistema per mettere le basi di un’integrazione solida. Ma la cultura della legalità si rafforza anche con l’informazione vera sulla vita amministrativa dei nostri paesi. Con municipi veramente “trasparenti” dove sia facile per tutti i cittadini conoscere gli atti e i perché delle scelte. Dando strutture e mezzi alla protezione civile perché sicurezza è anche protezione dell’ambiente che ci circonda. Come vedete, c’è tanto lavoro da fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ULTIMA ORA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Apprendiamo che oggi, 3 novembre, alle ore 15, ci sarà un incontro pubblico con i carabinieri in sala Virano proprio sul tema della sicurezza. Vedremo quanto emergerà.</p>
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		<title>Gli impegni di “Villafranca Domani”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2014 13:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Cliccate qui sotto. Troverete ulteriori spiegazioni sul programma di “Villafranca Domani” per i prossimi cinque anni di governo del Comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/VOLANTINO-FINALE.pdf">“Villafranca Domani” ulteriori precisazioni sul nostro programma</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a tutti i candidati del gruppo che hanno contribuito a far crescere idee e iniziative. Siete una splendida squadra con capacità, voglia e determinazione per diventare la nuova classe dirigente.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Ancora in ritardo gli obiettivi per il personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2013 13:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Siamo a luglio e gli obiettivi al personale del Comune non sono ancora stati assegnati. Nulla di nuovo. Anche negli anni scorsi era così. Non mi dilungo e <em><strong>vi invito a leggere quanto scrivevo su questo spazio lo scorso anno</strong></em>. L’efficienza della macchina pubblica, cioè quel sistema che alimentiamo con le tasse di tutti quelli che le pagano, parte anche dal basso. Dare obiettivi ragionevoli, avendo a disposizione l’anno per realizzarli, significa mettere un tassello per il miglioramento di quella macchina. Farla produrre con una qualità più elevata  in un momento di forte crisi come l’attuale. Il miglioramento si realizza chiedendo più impegno al personale, come succede in tutte le aziende private, ma anche governando il sistema con indirizzi e scelte adeguate, la cui evoluzione deve essere verificata e aggiornata in modo periodico durante l’anno. Questo spetterebbe agli amministratori. Se fossero all’altezza del loro compito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-obiettivi-2013-prot.pdf">l’interrogazione di “Villafranca Domani” sugli obiettivi al personale</a></strong></p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>Il mio augurio ai ragazzi del ’95</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 13:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Desidero fare il mio personale augurio ai ragazzi del ’95 che diventeranno maggiorenni quest’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi auguro di trovare sul vostro cammino persone che siano per voi esempi positivi. Persone che, con il loro comportamento e con la loro coerenza, sappiano farvi vedere che le idee buone esistono e che si possono mettere in pratica. Che il mondo non è fatto solo di “furbi” che approfittano degli altri ma anche di uomini e donne che si impegnano per qualcosa di utile a tutti. Scegliete sempre voi le idee che vi sembrano più giuste. Non accontentatevi delle prime impressioni o di quello che “sentite dire” da altri. Non fidatevi della strada più facile perché, di solito, non da soddisfazioni. Non fidatevi di quelli che vi chiederanno il vostro consenso senza rispettare le vostre idee e senza permettervi di fare e dire quello che voi pensate. Vi diranno che sono vostri “amici” ma avranno a cuore solo i loro personali interessi e per soddisfarli non esiteranno ad usarvi. Mettete in discussione tutto quello che vi viene dato come verità assoluta: tutto può essere cambiato se ci sono persone che si sforzano di avere una visione del futuro che vada oltre quello che sembra immutabile. Lavorate per una società dove ci sia libertà, rispetto per gli altri e delle diversità che sono patrimonio di ogni persona,  protezione e cura  dell’ambiente. La libertà non è un bene scontato. Se non viene difesa, possiamo perderla per opera di qualcuno che tenterà di farvi credere che esiste un solo modo di pensare.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="td-modal-image wp-image-401 size-full alignnone" src="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/festa-di-leva-1995-1.1.2013-300x225-1.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/festa-di-leva-1995-1.1.2013-300x225-1.jpg 300w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/festa-di-leva-1995-1.1.2013-300x225-1-150x113.jpg 150w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/festa-di-leva-1995-1.1.2013-300x225-1-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>1.1.2013: i ragazzi del &#8217;95 dopo l&#8217;incontro nel municipio di Villafranca</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>21.11.2012: incontro dibattito a Villafranca con i rappresentanti dei comitati provinciali che sostengono i candidati alle primarie del centro sinistra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 13:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Mercoledì prossimo, 21 novembre 2012, il circolo Pd “Valtriversa – Domenico Tamietti” organizza un incontro dibattito con i rappresentanti provinciali dei comitati che sostengono i candidati alle elezioni primarie del centro sinistra. L’iniziativa, dal titolo “Scegliere di partecipare”, si svolgerà nella sala Virano “il Forno” a Villafranca, con inizio alle ore 21. Non sarà una conferenza. Ci saranno solo domande dirette ai rappresentanti dei candidati proposte dal sottoscritto, da Alfredo Castaldo e da Daniele Barcaro. Ci sarà spazio anche per i quesiti che arriveranno dal pubblico. Cercheremo un confronto che dai temi generali scenda anche nella realtà astigiana, per capire come le idee proposte da chi si candida a governare possano trovare applicazione sul nostro territorio. Credo sia un momento per fare politica seria e entrare nella concretezza dei problemi, senza facili slogan comodi da sentire ma vuoti nei contenuti. Per Bersani parteciperà Fausto Fogliati, membro della segreteria provinciale del Pd e capogruppo di opposizione a Canelli. Per Renzi verrà Roberto Peretti, ex sindaco di Villanova e capogruppo di opposizione per il Pd in consiglio provinciale. Per Vendola dovrebbe partecipare Patrizio Onori, segretario provinciale della Fisac Cgil.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>L’amministrazione comunale accetta il censimento degli immobili ma non vuole conoscere quante sono le case affittate e quelle vuote. Penalizzati sociale e ambiente</title>
		<link>https://paolovolpe.it/lamministrazione-comunale-accetta-il-censimento-degli-immobili-ma-non-vuole-conoscere-quante-sono-le-case-affittate-e-quelle-vuote-penalizzati-sociale-e-ambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 13:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generico]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="tdi_46" class="tdc-row"><div class="vc_row tdi_47  wpb_row td-pb-row" >
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<p style="text-align: justify;">La maggioranza che governa il municipio ha approvato la proposta del nostro gruppo, “Villafranca Domani”, di fare il censimento del patrimonio edilizio esistente sul territorio del nostro paese. La decisione, presa durante il consiglio comunale del 4 luglio scorso, è una vittoria del buon senso perché qualunque amministratore dovrebbe sapere cosa c’è nel suo Comune prima di fare delle scelte. Sembra così ovvio, ma, vi assicuro, non è così.<br />
Peccato che l’amministrazione abbia bocciato due altre nostre idee. La prima: l’impegno per una revisione delle aliquote imu nel 2013. Ricordiamo che l’imposta per il 2012 è stata fissata nel 5,3 per mille per le prime case e nel 9,4 per mille per gli altri edifici. Noi avevamo chiesto la revisione con l’obiettivo di favorire, dopo il censimento, le abitazioni date in affitto e di penalizzare le case che rimangono vuote. La seconda: mettere a disposizione 10 mila euro di soldi comunali per i contributi a favore degli inquilini a basso reddito, prelevandoli dagli stipendi di sindaco e assessori e dai gettoni di presenza dei consiglieri. Le nostre proposte volevano dare un segnale forte a favore del sociale e di chi è più in difficoltà, per evitare che la nuova tassa comporti un aumento degli affitti, a danno della popolazione più debole. Non è servito a far cambiare loro idea nemmeno il nostro suggerimento di legare la possibile agevolazione imu ad un contratto di affitto concordato con le organizzazioni sindacali di proprietari e inquilini. Perché la maggioranza ha detto no? Hanno sostenuto che approfondire il censimento, determinando anche l’utilizzo dell’immobile, quindi stabilendo quali e quante sono le case affittate, avrebbe causato troppo lavoro agli uffici comunali. Per loro, gli affitti non aumenteranno a causa dell’imu. Tesi tutte da dimostrare. In realtà, l’amministrazione Cavalla non riesce a comprendere che l’unico modo di fare interventi sociali efficaci, in un periodo dove i soldi sono pochi e le necessità tantissime, sia quello di mettere in un unico sistema tutto: strutture, persone, risorse che lavorino coordinate da una sola regia, con obiettivi condivisi e impegni chiari. Nella rete che, secondo noi, andrebbe costruita, il Comune dovrebbe fare la sua parte anche con la politica fiscale, mettendo a disposizione mezzi e personale, individuando i bisogni, verificando che le necessità siano reali per garantire equità e punire i furbi, cercando in modo metodico risorse regionali, coordinando e orientando l’attività della casa di riposo Santanera e dell’Opera pia S. Elena, coordinando e incentivando il volontariato, lavorando nella Comunità Valtriversa affinché nasca un sistema sociale integrato di zona capace di integrarsi a sua volta nel più grande Cogesa (il consorzio per i servizi socio assistenziali che riunisce i Comuni del nord astigiano), ammesso che il Cogesa continui a vivere dopo l’attuale profonda fase di incertezza sulle leggi che regolano gli enti locali. Solo così sarà realmente possibile proteggere  chi è più debole. Capisco che si tratti di una “missione impossibile” per la nostra amministrazione comunale,  che ha volutamente affossato anche quell’embrione di coordinamento e di scambio di informazioni che doveva essere il “tavolo del sociale”. I nostri governanti comunali sono incapaci di una visione di lungo periodo. Preferiscono difendere la posizione di chi tiene le case vuote e le rendite dei loro stipendi, che magari vengono spacciati per poca cosa ma comunque costeranno al Comune 46 mila euro nel 2012. Quanto si potrebbe fare con quei soldi?<br />
La scelta comunale di limitarsi a censire il patrimonio edilizio senza tener conto dell’utilizzo dello stesso avrà come risultato anche la mancata conoscenza di quante case sono attualmente vuote. Perderemo la possibilità di avere un dato fondamentale per una corretta gestione del paese. Perché? Forse, se venisse fuori ufficialmente che a Villafranca ci sono tante case non utilizzate, sarebbe più difficile giustificare come necessari una possibile variante al piano regolatore per la costruzione di nuovi edifici e il conseguente consumo di territorio.</p>
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