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	<title>Proposte Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
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	<title>Proposte Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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		<title>il 25 aprile e la Costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 12:07:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ho scelto di essere presente al 25 aprile in modo diverso. Silvio Puppo e la sua famiglia hanno organizzato un momento dedicato a questa importante data nello spazio che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;anno ho scelto di essere presente al 25 aprile in modo diverso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvio Puppo</strong> e la sua famiglia hanno organizzato un momento dedicato a questa importante data nello spazio che gesticono: il Chiosco delle Verne a Villafranca. Ho accettato volentieri il loro invito a partecipare con un mio breve intervento sull&#8217;eredità morale della Resistenza: i valori contenuti nella Costituzione repubblicana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Daniele Barcaro</strong> e <strong>Teresano Avitabile</strong> hanno presentato una performance teatrale tratta dal corto &#8220;Prima del nuovo giorno&#8221; di Francesco Mistretta: un pezzo molto intenso con il dramma umano di un perdono impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paolo Vaccaneo</strong> ha proposto una sua sintesi degli eventi storici, partendo dalla fine della prima guerra mondiale.</p>
<p>Il tutto unito da un bel pomeriggio di sole e dalla musica dei Mini Ottoni, un gruppo di strumenti a fiato con un repertorio dagli arrangiamenti originali.</p>
<figure id="attachment_4890" aria-describedby="caption-attachment-4890" style="width: 421px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-4890" src="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-300x225.jpeg" alt="" width="421" height="316" srcset="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-300x225.jpeg 300w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-1024x768.jpeg 1024w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-768x576.jpeg 768w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-1536x1152.jpeg 1536w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-560x420.jpeg 560w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-80x60.jpeg 80w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-150x113.jpeg 150w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-696x522.jpeg 696w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-1068x801.jpeg 1068w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-1920x1440.jpeg 1920w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26-600x450.jpeg 600w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-21.58.26.jpeg 2016w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /><figcaption id="caption-attachment-4890" class="wp-caption-text">Il gruppo dei Mini Ottoni</figcaption></figure>
<p>Di seguito, trovate il testo del mio intervento.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cos’è il 25 aprile?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È la Festa della Liberazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da cosa ci siamo liberati?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dal fascismo e dal nazismo che ci avevano gettato nella tragedia della seconda guerra mondiale, costata all’Italia circa 500 mila morti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Liberazione resa possibile anche grazie a tutti quegli uomini e donne che non restarono passivi e scelsero di combattere diventando partigiani. Ridiedero onore e dignità a quell’Italia che aveva iniziato la guerra dalla parte sbagliata.  Quella guerra voluta dal fascismo e dal nazismo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Secondo l’Associazione Nazionale Partigiani, i caduti della Resistenza furono 44700. Cifra che raddoppia se ci aggiungiamo i militari caduti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 in combattimenti contro gli ex alleati tedeschi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli astigiani caduti servendo la Resistenza sono stati 748. Alcuni proprio nelle nostre zone.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Luigi Capriolo: impiccato a qui a Villafranca, al balcone della casa posta davanti alla stazione ferroviaria, sulla piazza che poi gli è stata intitolata.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Faustino Novara: ucciso appendendolo con un gancio da macellaio al balcone dove oggi c’è il ristorante Madama Vigna, a Baldichieri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Domenico Tamietti: morto durante uno scontro armato a Villafranca, a Case Bruciate.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cosa ci dato la Resistenza?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli uomini e le donne che l’hanno fatta ormai non ci sono più ma ci hanno lasciato una grande eredità morale: quei valori che sono contenuti nella Costituzione della Repubblica.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;articolo 3. “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli d’ordine economico e sociale che, limitando di fatta la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. È lo Stato che diventa un soggetto attivo nella società per eliminare le disuguaglianze. Un programma politico ancora attualissimo contenuto in una frase.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le differenze sono state eliminate? No, purtroppo. Dopo una stagione di conquiste sociali, dagli anni novanta in poi sono aumentate.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>C’è il lavoro per tutti? No. Abbiamo lasciato che si diffondesse sempre di più il lavoro povero e flessibile. Facciamo finta di non vedere quello in nero. In nome della globalizzazione, abbiamo lasciato che il lavoro andasse in paesi lontani dove “costa meno”. E se l’intelligenza artificiale renderà inutili tanti lavori, una serie classe dirigente dovrebbe pensare a come riorganizzare la società per dare nuove opportunità e tutele. Non ignorare il problema. L’articolo 41 richiama la funzione sociale dell’impresa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pochi che hanno sempre di più e tanti che hanno sempre meno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La sanità pubblica per tutti sostituita con quella privata che devi pagare, quindi per quelli che se lo possono permettere. Ma non c’era il diritto alla salute? È nell’art. 32.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’istruzione? Nell’art. 34 c’è scritto che i “capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Quanto costa mandare un figlio fino all’università?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il diritto alla libertà di opinione. È nell’art. 21. È una delle basi della politica sana. Libertà di opinione vuol dire confronto. Nuove idee. Cambiamento. Conoscenza dei fatti per decidere consapevolmente. Tutte cose difficili quando chi fa politica è proprietario dei mezzi di informazione o quando i governi si appropriano della Rai. Nella classifica della libertà di stampa 2025, preparata da Reporter senza Frontiere, l’Italia era al 49° posto. La peggiore del mondo occidentale. Poca informazione libera. Tanta presunta informazione, sia a livello alto, sia a livello locale, che fa propaganda per chi governa. Non siamo ancora riusciti a fare una legge che impedisca le querele temerarie, cioè il sistema più usato per intimidire chi esprime un’opinione diversa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E la pace? L’Italia ricostruita sulla Resistenza ripudiava la guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Come diceva papa Francesco, stiamo vivendo la terza guerra mondiale a pezzi che si sta trasformando in una guerra globale. Ci siamo dentro anche noi perché i soldi per le armi, per finanziare conflitti scellerati che non ci appartengono e dovevano essere risolti con la diplomazia, li troviamo sempre.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non siamo messi bene.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il fascismo non è mai morto. È andato in sonno dopo la guerra ma ora sta tornando. Prima perché non abbiamo mai fatto i conti con i crimini della dittatura e solo pochi dei responsabili hanno pagato. Poi perché nelle crepe di una democrazia dove non si va a votare per indifferenza perché fa comodo pensare che “sono tutti uguali”, passa la convinzione che il confronto di idee è una perdita di tempo. Basta la persona forte al potere. Magari appoggiata dai poteri economici, con un Parlamento ubbidiente e senza il controllo della magistratura.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Torniamo a leggere la Costituzione. Facciamola leggere ai giovani. C’è ancora tanto lavoro da fare per attuarla e abbiamo bisogno di loro.</em></p>
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		<title>Santanera: tre candidati per il ruolo di commissario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 10:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tre i candidati a diventare commissario della casa di riposo Santanera. Lo ha reso noto il Comune lo scorso 7 marzo. Ancora nessuna notizia ufficiale sui nomi e sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono tre i candidati a diventare commissario della casa di riposo Santanera. Lo ha reso noto il Comune lo scorso 7 marzo. Ancora nessuna notizia ufficiale sui nomi e sui curriculum. Si sa che la trasparenza non è il punto forte dell&#8217;attuale amministrazione comunale. Dai tre,  il Comune dovrà indicare chi avrà il compito di gestire l&#8217;ente in questo difficile momento della sua storia. La Regione dovrà valutare se confermare la scelta.<br />
Quali sono i problemi che il commissario dovrà affrontare? Un breve riassunto. Perché è stato mantenuto un accordo troppo oneroso nei confronti della cooperativa che fornisce il personale? Prevede il pagamento di un corrispettivo a prescindere dal numero effettivo degli ospiti. Un accordo che costa più delle rette che vengono percepite. Bisogna incentivare l&#8217;entrata di nuovi ospiti. Cosa tutt&#8217;altro che semplice con gli allarmi sul dissesto lanciati dal Comune e con una struttura che avrebbe bisogno di importanti lavori di manutenzione.<br />
Cosa mi aspetto dal commissario? Mi piacerebbe che rinforzi le basi di un Santanera pubblico, che sappia guardare ai prossimi vent&#8217;anni e sviluppare la sua posizione di servizio sociale per gli anziani della zona, a sostegno dei più deboli, in particolare di quelli che vivono soli. La gestione commissariale dovrà essere solo un passaggio transitorio. Dovrà traghettare l&#8217;ente verso un nuovo consiglio. O almeno dovrebbe. Perché rimane il sospetto che il Comune, che ha voluto nei fatti arrivare al commissariamento, rifiutando le ultime candidature a consigliere, oltre a non aver dato alcun sostegno all&#8217;ente, voglia usare l&#8217;occasione per favorire la cessione ai privati. Soluzione che sarebbe facilmente presentata come &#8220;l&#8217;unica possibile&#8221; perché &#8220;non ci sono soldi&#8221;. La comoda scusa della politica attuale per non impegnarsi. Mi auguro che il commissario abbia capacità di ascoltare tutti e sappia dare un&#8217;informazione trasparente e completa ai cittadini sulle scelte che verranno fatte.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Una crisi annunciata</strong></em><br />
<em>Il Santanera vive una crisi che affonda le sue radici nei troppi anni persi senza comprendere che il modello di casa di riposo basato solo sulla residenza era ormai insufficiente. La sua fragilità non ha retto ai bisogni che sono cambiati, anche per colpa del covid. Molti i possibili esempi. Tanti anziani vogliono rimanere a casa propria e hanno bisogno di servizi domiciliari. La casa di riposo dovrebbe diventare il centro per offrire servizi specialistici agli anziani del territorio. Ambulatori aperti. Fisioterapia. Palestra. Animazione. Attività culturali. Centro diurno. Aiuto per pratiche amministrative. Trasporto e accompagnamento a visite mediche. Si paga ora il grande errore della mancata ristrutturazione dei fabbricati adiacenti alla sede, la proprietà ex Venturello, rimasti da quindici anni in completo abbandono. Acquistati incrementando il mutuo fatto per la ristrutturazione conclusa nel 2005, potevano servire per un ampliamento utile a dare risposta ad anni dove i posti letto erano tutti occupati. Allora c&#8217;era la lista di attesa. Grazie ad un ente che aveva una buona immagine ed era ritenuto affidabile e di qualità. Potevano servire per il reparto di isolamento che sarebbe stato indispensabile con l&#8217;emergenza covid. Per creare mini alloggi per chi vuole mantenere la propria indipendenza e usare i servizi del Santanera. Per ricavare ambulatori medici, magari da affittare ai professionisti. Risultato dei mancati investimenti? Un ampliamento progettato con molto ritardo e senza un adeguato approfondimento. Solo costi e nessun vantaggio.</em><br />
<em>Gli ultimi consigli di amministrazione non hanno avuto la lungimiranza che era stata di Carlo Torchio, lo storico presidente dell&#8217;ente. Negli anni ottanta aveva tolto i &#8220;cameroni&#8221; dove vivevano fino a dodici ospiti: situazione ormai diventata assurda e fuori dal tempo. Negli anni novanta aveva superato l&#8217;uscita di scena delle suore, personale troppo anziano ormai inadeguato alla normativa e alle nuove esigenze, istituendo il servizio infermieristico, l&#8217;assistenza notturna e facendo prendere alle operatrici la necessaria qualifica. Aveva fortemente voluto l&#8217;ultima importante ristrutturazione della sede, con la creazione dei posti per non autosufficienti.</em><br />
<em>Come finanziare i cambiamenti? Più servizi sono più fonti di entrata. Ma il passaggio fondamentale sarebbe la gestione diretta del personale, eliminando la presenza delle cooperative che non portano alcun valore aggiunto, non creano nel personale quella fidelizzazione che è necessaria per lavorare bene e si prendono tutti i margini economici. Presenza che ha anche impedito quella manutenzione straordinaria di cui oggi è evidente la mancanza. Se poi aggiungiamo consigli di amministrazioni troppo remissivi nei confronti della cooperativa, le difficoltà aumentano ancora. Perché l&#8217;asilo S. Elena ha personale proprio e la casa di riposo non può averlo? Servirebbero anche opere per il risparmio energetico, magari usando i vantaggi fiscali oggi possibili. Interventi che sembrerebbero essere stati del tutto trascurati dall&#8217;ultimo consiglio di amministrazione. Perché?</em><br />
<em>Da sempre, sostengo che il Santanera sia un patrimonio pubblico. I cittadini devono sapere tutto, con chiarezza e in modo oggettivo. Oggi i mezzi ci sono: L&#8217;ente ha un sito internet. I verbali dei consigli e i bilanci devono essere pubblicati.</em></p>
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		<title>Opera pia S. Elena: alcune domande sulla situazione economica dell&#8217;asilo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 06:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione "Colli del Monferrato"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;asilo dell&#8217;Opera Pia S. Elena come ha vissuto le chiusure dovute al covid? Quali conseguenze ci sono state per il suo bilancio? Negli ultimi anni, i bambini sono diminuiti? Calo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">L&#8217;asilo dell&#8217;Opera Pia S. Elena come ha vissuto le chiusure dovute al covid? Quali conseguenze ci sono state per il suo bilancio? Negli ultimi anni, i bambini sono diminuiti? Calo delle nascite? Spostamenti verso l&#8217;asilo pubblico di Baldichieri? Non ho dati precisi, che non sono mai stati resi noti, e questo credo sia un errore che non tutela l&#8217;ente, ma temo che i problemi citati abbiano lasciato il segno. Sarebbe utile capire. Che il Santanera sia in crisi, è ormai un fatto evidente. E il S. Elena? Il rischio di avere entrambi gli enti in difficoltà per la loro debolezza penso sia reale.</div>
<div style="text-align: justify;">Vorrei capire se l&#8217;amministrazione comunale ha un suo pensiero. Se si è preoccupata di approfondire, visto che verso la casa di riposo non si è mai curata di capire alcunché. Sarebbe importante sapere se lo storico contributo che il Comune versa all&#8217;asilo (concepito negli anni novanta) di circa 25 mila euro all&#8217;anno sia in discussione oppure no. Non dovrebbe, visto che la convenzione che lega Comune e Asilo scade a giugno 2025. Ci saranno cambiamenti in futuro? La mensa scolastica continuerà ad essere gestita dal S. Elena oppure si sceglierà di aprire ai privati, mettendo tutto a gara? Se così fosse, i genitori saranno contenti che i loro figli mangino pasti preparati ore prima e magari a diversi chilometri di distanza? Non credo che il Comune arrivi a dare più soldi all&#8217;asilo, visto che non ne ha mai dati alla casa di riposo, nemmeno ora con il Santanera in gravi difficoltà. Mi chiedo se il nostro Comune crede agli investimenti nel sociale o li considera solo un costo inutile. E&#8217; l&#8217;Unione Colli del Monferrato, che dovrebbe unire Villafranca e Baldichieri? Tutto silenzio. La funzione sociale è nello statuto ma nessuna politica condivisa è stata mai attuata.</div>
<div style="text-align: justify;">Abbiamo due enti che hanno fatto un pezzo importante della storia del nostro paese. Entrambi frutto di lasciti a favore della comunità. Farli lavorare insieme? Gli spazi potrebbero esserci. Integrazione del personale. Penso a segreteria, manutenzioni, pulizie, cucina. Forniture acquistate in collaborazione, magari di prodotti a chilometri zero.  Risparmio energetico con progetti comuni. Attività che coinvolgano i bambini e gli anziani.</div>
<div style="text-align: justify;">E puntare ai fondi europei per recuperare i fabbricati ex Venturello, di proprietà della casa di riposo e abbandonati da 15 anni, e i locali un tempo occupati dalle suore? Ci potevano essere importanti ricadute economiche e occupazionali. Qualcuno, nel nostro Comune, ci ha pensato per provare a lavorarci? Tentare, con tutte le probabili difficoltà, è il presupposto per raggiungere un obiettivo.</div>
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		<title>Portare i giovani nei luoghi della Memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 11:25:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I fatti negli altri Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un plauso alla bella iniziativa del Comune di Buttigliera. Come riportato dal sito 100TORRI, l&#8217;amministrazione ha deciso di contribuire alle spese per far partecipare cinque ragazzi delle scuole superiori all&#8217;edizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Un plauso alla bella iniziativa del <strong>Comune di Buttigliera</strong>. Come riportato dal sito 100TORRI, l&#8217;amministrazione ha deciso di contribuire alle spese per far partecipare cinque ragazzi delle scuole superiori all&#8217;edizione 2022 del &#8220;Treno della Memoria&#8221;. Un progetto formativo che consente ai giovani di visitare i campi di concentramento che videro lo sterminio di massa operato dal nazismo di ebrei ed oppositori. Dal 2004, l&#8217;associazione <span style="color: #ff0000;"><em><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://www.trenodellamemoria.it/">&#8220;Il Treno della Memoria&#8221;</a></strong></em></span> ha portato oltre 37 mila ragazzi e ragazze a vivere questa importante esperienza. Non una semplice gita scolastica ma un percorso educativo, con attività preparatorie al viaggio e successive nelle quali i partecipanti possono trasmettere ad altri le loro impressioni.</div>
<div data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true"><strong>Christian Giordano</strong>, sindaco di <strong>Villanova d&#8217;Asti</strong>, mi ricorda che il suo Comune era stato il primo in provincia di Asti ad aderire &#8220;Treno della Memoria&#8221;, già nel 2018.</div>
<div style="text-align: justify;">Sono begli esempi che andrebbero seguiti e sviluppati anche nel nostro territorio con le attività promosse dall&#8217;<a href="http://www.israt.it/"><em><span style="color: #ff0000;"><strong>Istituto Storico per la Resistenza di Asti</strong></span></em></a>, ente al quale il Comune di Villafranca aderisce ma che le amministrazioni di questi anni ha sempre dimenticato. Siamo stati noi di &#8220;<strong>Villafranca Domani&#8221;</strong> a fare diverse iniziative con l&#8217;Israt negli anni. Eventi che qualcuno dal governo comunale etichettava come politica di sinistra e quindi da evitare. In realtà volevano essere e sarebbero ancora oggi momenti per dare ai giovani e ai meno giovani la conoscenza della storia e delle tragedie che l&#8217;uomo ha vissuto. Cioè gli strumenti culturali che consentono di non ripetere gli errori del passato. In questi giorni stiamo rivivendo gli orrori di una guerra in Europa ma ci siamo dimenticati di quando avevamo il conflitto alle porte di casa, nella ex Jugoslavia.Conflitto al quale abbiamo partecipato come Nato. Ci siamo dimenticati delle inevitabili atrocità che ogni guerra comporta. Di tutte quelle guerre che avvengono in paesi più lontani ma che noi occidentali alimentiamo per i nostri interessi economici e per vendere armi. Conflitti che non risolvono nulla e costano enormi sacrifici, in vite umane, denaro e distruzioni. Ci siamo dimenticati la necessità della politica vera. Quella faticosa. Capace di guardare lontano. Fatta da uomini che non cercano l&#8217;apparenza del momento ma la costruzione nel rispetto degli altri e di ogni diversità. Di quella politica che serve per non farsi la guerra.</div>
<div style="text-align: justify;">Qualcuno dirà: la solita retorica. No. L&#8217;invito a pensare che tutti possiamo fare qualcosa per cambiare in meglio. Che il vero cambiamento parte dal basso. Con tanti piccoli gesti di impegno e di civiltà alla portata di ognuno. Nelle comunità locali dove viviamo. Dove possiamo applicare nei fatti solidarietà sociale e migliore qualità della vita per tutti.</div>
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		<title>rifiuti: nessun impegno per migliorare la raccolta differenziata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 19:29:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Nonostante qualche timido proposito espresso in campagna elettorale, nulla si è visto per il miglioramento della raccolta differenziata. E premiare le buone pratiche che non producono rifiuti? Figuriamoci.  Impensabile in un&#8217;amministrazione che non si è mai preoccupata di come diminuire la produzione di rifiuti. Ormai siamo quasi a metà del mandato amministrativo e non si è visto nemmeno un esperimento. Ancora nello scorso gennaio, il sindaco faceva annunci sul liberare il paese dalla plastica. Siamo arrivati a fine anno ma tutto tace. In passato, l&#8217;occasione per presentare le scelte politiche sui rifiuti era la discussione in consiglio comunale sul piano finanziario del servizio, durante l&#8217;esame del bilancio preventivo. Negli anni del mandato Macchia, nulla.   L&#8217;argomento è stato affrontato, per modo di dire,  a fine luglio. In questo mandato amministrativo, le discussioni e gli approfondimenti in consiglio comunale sono inesistenti. Il risultato? Una delibera che non spiega nulla ma si limita a citare norme.  Anche il piano finanziario non spiega nulla. Una tabella con voci molto generiche, senza alcun dettaglio che permetta di capire.  E questa sarebbe la trasparenza? Una delibera di consiglio comunale o di giunta devono essere comprensibili a chiunque.  Ma a Villafranca il Comune non vuole informare. Preferisce la propaganda.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;unica novità sarebbe il sacchetto &#8220;viola&#8221; per lo smaltimento dei rifiuti non riciclabili. Dal 2021 non si pagherà più. Almeno, questa è stata una delle pochissime spiegazioni che sono state date. Perché? E&#8217; una scelta che agevolerà chi produce molti rifiuti. Altro che premiare chi non ne fa.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;unico dato chiaro è il totale del costo preventivato per il 2021: € 387.613. Esattamente identico a quello previsto nel piano 2019. L&#8217;ultimo che almeno si capiva.  Cosa ne possiamo desumere? Quello che ho scritto prima. Che non ci sono novità. Tutto è rimasto invariato.  Il costo deve essere coperto per intero dalla relativa tassa. Ma quanti sono quelli che non pagano? A quanto ammontano i crediti del Comune per tassa rifiuti non incassata? Da anni, c&#8217;è una percentuale di evasione significativa e poco o nulla è stato fatto per recuperare quei soldi. Oltre al danno, anche la beffa verso i tanti che si comportano correttamente. Quanti rifiuti si producono nel nostro paese? Secondo il piano finanziario 2019, che ancora aveva la buona abitudine di dare questo dato, 1.069.787 kg  a fine 2018, di cui 204.320 kg di non riciclato. Ora che il dato non c&#8217;è più, ho provato a cercarlo sul sito del Consorzio rifiuti astigiano, che presenta una tabella &#8220;provvisoria&#8221; a fine 2020. Il totale sarebbe salito a 1.288.198 kg, di cui rifiuto urbano per 202.750 kg. Quindi? Rifiuti in aumento, se si considera anche l&#8217;ormai costante diminuzione della popolazione, ma raccolta differenziata in positivo progresso. E questo è tutto merito dei villafranchesi, visto che il Comune non organizza più da anni campagne di informazione e sensibilizzazione.</div>
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		<title>consigli comunali in videoconferenza?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 17:27:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">L&#8217;11 novembre 2021, il consiglio comunale di Villafranca è tornata in presenza. Dopo la lunga parentesi in videoconferenza per colpa del covid. Il sindaco, davanti ad un pubblico di sette persone, un record per il nostro municipio, ha dichiarato che l&#8217;amministrazione starebbe &#8220;pensando&#8221;  di ripristinare per il futuro anche la trasmissione via internet.</div>
<div style="text-align: justify;">Quello che noi avevamo chiesto anni fa, senza che ci fosse la pandemia. La trasmissione dei consigli comunali via internet darebbe a tutti la possibilità di seguire le riunioni. Il Comune si aprirà veramente a questa innovazione? Vedremo. Per essere fatta bene, dovrebbe essere accompagnata dalla messa a disposizione, sul sito del Comune e prima dei consigli, di tutta la documentazione e delle proposte di delibera. In questo modo, chiunque volesse seguire la seduta potrebbe farlo conoscendo gli argomenti. Visto che le spiegazioni che vengono date al pubblico sono sempre molto modeste, parziali e approssimative. Fatto che, unito alla mancanza di dibattito, rende difficile comprendere cosa viene deciso.</div>
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