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sabato, 25 Maggio 2024

vogliamo la protezione civile per dare sicurezza ai cittadini

LAVORARE PER IL PAESE

Perché il Comune si dovrebbe occupare di Protezione civile? E’ uno dei modi a disposizione di un Comune serio per fare realmente sicurezza per i propri cittadini. Una Protezione civile a livello locale serve per affrontare in modo diretto e immediato le piccole emergenze che possono sempre nascere, non solo i grossi problemi. Ad esempio, un servizio d’ordine durante le manifestazioni. Se una persona si sente male in mezzo alla gente, come fa un’ambulanza senza aiuti a raggiungerla tra stand o bancarelle, spesso sistemate senza lasciare spazi adeguati?  Abbiamo una scuola e una casa di riposo: siamo capaci di evacuarle in tempi brevi in caso di necessità? Se capita un’emergenza ed è necessario che tutti escano da quegli edifici rapidamente, quanto sono realmente sicuri i nostri bambini ed i nostri anziani? Quando c’è un problema bisogna che i comportamenti positivi scattino in automatico e che le persone con responsabilità sappiano su chi possono contare, cosa fare e quando farlo. Per evacuare un edificio, in fretta ed in modo ordinato, bisogna provare e riprovare. Non ci sono alternative. Alla popolazione va fatta almeno una formazione di base, utile sempre per ridurre il caos in caso di emergenza. Questo vuol dire fare prevenzione.  Per affrontare le difficoltà bisogna anche avere una struttura tecnica sufficiente: se saltano i collegamenti telefonici, con cosa si comunica? Serve una radio. Se arriva un allarme dalla Prefettura, ci deve essere un posto in ascolto 24 ore su 24. L’allarme non può essere rimandato al giorno dopo perché gli uffici comunali al pomeriggio o alla sera sono chiusi. Se manca l’energia elettrica, cosa si fa? Serve un generatore mobile. Le informazioni sono fondamentali per decidere in tempi rapidi cosa fare: giriamo per il territorio con le mappe come cento anni fa o usiamo un computer adeguato? Bisogna mettere da parte qualche soldo per comprare ogni anno i materiali di cui si ha bisogno.  Se servono pale meccaniche o mezzi di trasporto, bisogna sapere dove trovarli. Con le associazioni di volontariato (Croce Rossa, Alpini, Cavalieri della Valtriversa, gruppo di Protezione civile di Cantarana) e gli altri Comuni bisogna collaborare sulla base di specifiche intese e con una chiara divisione delle competenze. Fare protezione civile è un po’ tutto questo.

Cosa è successo a Villafranca

Non basta fare “il piano” (che è di fatto una mappa dei rischi) e approvare il “regolamento” che da al personale comunale delle responsabilità, senza nemmeno dirlo ai dipendenti. Hanno fatto proprio così: non li hanno neanche informati. Cavalla faceva ancora il vice sindaco ma non li ha messi al corrente della cosa neanche ora che fa il sindaco. Magari qualcuno penserà che è inutile preoccuparsi in quanto non “capita niente”. E chi lo dice? Qualche situazione di rischio in passato c’è già stata. L’incidente di Viareggio è un altro esempio lontano da noi, ma noi siamo su una linea ferroviaria importante, sulla quale, ad esempio, sono transitati treni con materiali nucleari.  Aspettiamo che ci scappi il morto? Poi, il rischio è di   mettere il tutto nel cassetto perché, tanto, formalmente con la legge si è a posto. Bisogna costruire la Protezione civile nel concreto. Qui, si sa, comincia il difficile per i governanti del Comune di Villafranca perché si tratta di avere idee e lavorare. Quando è stato perso circa un anno e mezzo in Comunità Valtriversa per parlare di protezione civile e non arrivare ad alcun risultato, credo si possa essere preoccupati del futuro.   Il nostro Comune  ha fatto preparare il “piano” da una ditta esterna che è venuta a presentarlo sabato 27 giugno 2009. Noi dell’opposizione siamo stati invitati alla riunione quando era già iniziata con un sms. Avvisarci prima era troppo difficile. Ovviamente, non ci siamo andati perché eravamo già impegnati in altro e lo abbiamo visionato martedì 30 giugno grazie alla disponibilità dell’Ufficio tecnico comunale che ci ha aiutato ad orientarci nella notevole massa dei documenti che lo compongono.

Perché abbiamo votato contro

Giovedì 2 luglio c’è stato il consiglio comunale che all’ordine del giorno aveva l’approvazione del piano. Come opposizione, abbiamo chiesto di integrare la delibera con un’elenco di cose da fare per rendere operativa una struttura di Protezione civile a Villafranca. In definitiva, quanto abbiamo scritto prima. Ci è stato risposto di no perché le nostre richieste erano fuori tema. Roba da far cascare le braccia. L’attuale amministrazione comunale non ha voluto prendere impegni perché ha  considerato fuori tema darsi una tabella di marcia con delle priorità  per creare davvero una rete di protezione civile. Quindi, non è interessata alla sicurezza dei cittadini. Noi dell’opposizione abbiamo deciso di votare contro al “piano” non perché avevamo rilievi al provvedimento ma  per protestare contro un atteggiamento di chiusura che abbiamo considerato assurdo e pericoloso.

Clicca qui sotto per leggere l’elenco delle richieste presentate da “Villafranca Domani” al consiglio comunale del 2.7.2009 e rifiutate dalla maggioranza.

protezione civile proposte al consiglio comunale del 2.7.2009

 

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