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venerdì, 12 Aprile 2024

Valtriversa: è passata la nostra proposta per una commissione che si occupi di ridisegnare la nuova Unione

C’E’ LA VOGLIA DI ANDARE AVANTI?

La Valtriversa sta attraversando un momento molto delicato. I comuni sembrano aver  già sbollito la voglia di fondersi in fretta manifestata solo nello scorso ottobre. Era prevedibile, vista la mancanza di un progetto completo e convinto da parte delle varie amministrazioni. Ci sono timide intenzioni positive in alcuni sindaci ma non c’è stata fino ad oggi il coraggio di fare sintesi delle varie opinioni per cercare le convergenze possibili. Mi torna la preoccupazione che la proposta di fondere i Comuni in un unico paese sia stata sostenuta da qualcuno con lo scopo di rendere più difficile l’obiettivo e dare ad altri la colpa del possibile fallimento. Se così fosse, il danno per noi tutti sarebbe enorme.

VILLAFRANCA DICE SI ALLA FUSIONE

Il consiglio comunale di Villafranca ha votato, dopo una lunga discussione ma unanime, nella sedura del 29 novembre 2012, il proprio assenso alla fusione. Nonostante le perplessità del sindaco, sempre propenso per un’unione o una fusione con i soli Roatto, Maretto e Cantarana. E’ passata anche la nostra proposta di chiedere alla Valtriversa una commissione che sia finalmente incaricata di scrivere il progetto della fusione. La Valtriversa, nel consiglio del 10 dicembre 2012, ha accettato l’istituzione della commissione ma senza darle obiettivi specifici. La prima seduta è fissata per il 9 gennaio prossimo. Vedremo ma per arrivare ad un risultato dovranno emergere una voglia di andare avanti e la capacità di una visione futura che fino ad oggi non si sono viste. La Valtriversa  unita e forte serve per fare più servizi per i cittadini, contare di più nella nostra provincia dal futuro incerto e gestire meglio il territorio. Non solo per cercare risparmi di spesa, possibili ma difficili quando si deve riorganizzare una struttura. I risparmi ci saranno ma arriveranno dopo, ad investimento fatto. Deriveranno da un miglior utilizzo del personale e dalla migliore produttività. Volerli subito, significa solo tagliare i servizi. Come succederà con i vigili, che lavoreranno meno per la Valtriversa perché dovranno occuparsi anche di altri Comuni, con i quali verranno ripartiti i costi. Ricordo che l’unico progetto organico per una Valtriversa forte oggi esistente, in grado di essere un percorso per arrivare anche alla fusione,  è del nostro gruppo, di “Villafranca Domani”. Credo che noi abbiamo mostrato concretamente la disponibilità a collaborare alla nascita della nuova Valtriversa: unione o fusione. Mi rammarico nel vedere che questa nostra volontà non sia stata ancora raccolta nel modo adeguato.

NELLA VALTRIVERSA ISTRUZIONE E PROTEZIONE CIVILE

Viste le scadenze di legge, che imponevano di associare almeno tre funzioni entro il 31 dicembre prossimo, la Valtriversa ha deciso di “mettere insieme”, oltre ai vigili, l’istruzione e la protezione civile. Come ben sapete, i vigili già lavorano uniti da qualche anno.  Le altre due funzioni sono la novità, per ora solo sulla carta. I sindaci volevano, ovviamente, rispettare la scadenza e gli atti adottati hanno diversi punti che non sembrano adeguati perché non sono chiari e prospettano un funzionamento incerto. Segno della fretta e della mancata voglia di confrontarsi. Atti che sono stati modificati la sera del consiglio del 10 dicembre, sempre per volontà dei sindaci, rispetto alle proposte rese note ai consiglieri appena nella mattinata dello stesso giorno. Non è facile votare su proposte che ti vengono fornite solo qualche ora prima: se qualcuno lo ha dimenticato, ci sono consiglieri che lavorano e non sono liberi pensionati. E’ rilevante come è stata gestita la modifica dello statuto, che inizialmente doveva comprendere tutte le funzioni da associare, come previsto dalla legge. Sarebbe stata almeno una manifestazione di un obiettivo politico condiviso per giungere all’unione forte. Così non è stato. Con la scusa della prudenza, sostenuta anche dal sindaco Cavalla, alla sera è stata ridotta alle sole funzioni nuove adottate perché è prevalsa la volontà di chi voleva tirare il freno. Mettere nello statuto delle funzioni da mettere insieme significa darsi l’obiettivo di farlo. Non metterle con la scusa di non sapere come verranno gestite, dopo oltre un anno di discussione, vuol dire prendere atto della propria inerzia. A forza di “prudenze” e di rinvii non si va da nessuna parte. L’unico vero risultato per la Valtriversa  è stato un sostanzioso danno economico: sono stati persi 30 mila euro di contributi regionali. Per prenderli, bisognava aver già messo più servizi insieme nel 2012.

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