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domenica, 25 Febbraio 2024

una proposta per un sociale concreto

COSA FARE PER GLI ANZIANI

Solo a Villafranca ci sono oltre 200 ultrasessantacinquenni che vivono soli. Se consideriamo anche quelli che vivono in Valtriversa, il numero sale senz’altro. Le famiglie non sono più numerose come quelle di un tempo. La vita media, per nostra fortuna, si allunga. Il rischio di avere sempre più anziani soli è del tutto evidente. Il Comune e la Comunità collinare non possono ignorare il problema. Cosa fare? Conoscere la situazione, innanzi tutto. Questi anziani non possono essere dimenticati. Bisogna bussare alle loro porte, parlare con loro e capire i loro bisogni. Mantenere dei contatti costanti significa anche prevenire eventuali situazioni di rischio (ad esempio, salute precaria, depressione, problemi economici). I nostri anziani sono ancora molto riservati. Hanno timore a chiedere e farsi avanti. Parlare con loro è fondamentale. Accompagnare alle visite mediche chi non ha nessuno. Aiutare le persone che devono ricoverarsi e non possono permettersi i costi di un’assistenza a pagamento. Consegnare pasti caldi a domicilio. Fare la spesa. Assistere chi può ancora rimanere a casa propria. Aiutare per il disbrigo di pratiche amministrative. La casa di riposo Santanera e il volontariato possono diventare due punti cardine della rete di protezione che abbiamo descritto. Il Santanera può ampliare la propria capacità di agire attrezzando un centro diurno con un servizio di animazione; mettendo a disposizione posti letto per quanti vengono dimessi dall’ospedale ed hanno bisogno di altre cure; aumentando la propria capacità ricettiva, in particolare verso i non autosufficienti; fornendo personale per l’assistenza domiciliare; preparando i pasti caldi. Il volontariato, e penso soprattutto a quello con una specifica preparazione professionale come i membri della Croce Rossa, può prestare una collaborazione senza la quale quanto  ho descritto avrebbe enormi difficoltà a venire alla luce. Le organizzazioni nelle quali il volontariato sociale si manifesta, oltre alla Croce Rossa penso, ad esempio, alla Chiesa, sono un indispensabile sensore per sapere se un paese sta bene o si stanno sviluppando malesseri sui quali è opportuno intervenire. Il Comune deve fare la regia di tutto questo con progetti a largo respiro, cercando di ottenere finanziamenti pubblici, e creando le condizioni in cui enti e associazioni possono agire al meglio (ad esempio, un piano di intervento personalizzato per i casi di particolare bisogno; investimenti in strutture e materiali; rapporti con gli enti sovracomunali come Asl e Cogesa). Il “tavolo del sociale”, una proposta del nostro gruppo di opposizione in consiglio comunale che siamo riusciti a far approvare nella seduta che si è svolta lo scorso 28 novembre 2008, è un primo passo in questa direzione, ma rimane molto fa fare e solo chi ci crede può realizzarlo.

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