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mercoledì, 22 Maggio 2024

successo pieno per la serata sulla “casa della salute” organizzata da “Villafranca guarda oltre”

CHIEDIAMO PIU’ SERVIZI SANITARI PER VILLAFRANCA E LA VALTRIVERSA 

Ottima riuscita per la serata dedicata alla “casa della salute”, lo scorso 3 luglio 2008. L’incontro è stato organizzato dal nostro gruppo consigliare di opposizione “Villafranca guarda oltre“. Un’ottantina di persone hanno seguito con attenzione un dibattito durato un paio d’ore durante il quale Luigi Robino, direttore generale dell’Asl di Asti, ha risposto alle domande che gli ponevo. Perché abbiamo voluto la serata? Per metterci dalla parte del cittadino e porre al direttore generale dell’Asl i quesiti che villafranchesi e abitanti della Valtriversa ci hanno manifestato. Abbiamo cercato di fare informazione su un argomento di cui non si è quasi mai parlato in quanto l’amministrazione ha comunale ha sempre voluto tenerlo nel chiuso delle sue segrete stanze, arrivando anche a bocciare una nostra mozione del 2006 che chiedeva un confronto aperto con tutte le parti interessate. Poi, ci sembrava significativo ricordare che cinque anni fa, era agosto, veniva chiusa la sede della Guardia medica, senza dare notizia agli abitanti e nel distratto silenzio dei Comuni.

La serata si è svolta nella sala Virano, accanto al municipio. Per pubblicizzarla, abbiamo affisso un centinaio di manifesti in tutti i paesi della Valtriversa e distribuito volantini martedì 24 giugno, durante il mercato, e domenica 29 in via Roma e davanti alla chiesa parrocchiale. Altri volantini sono stati distribuiti alla stazione ferroviaria ed a Ferrere.

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il direttore generale dell’Asl, Luigi Robino.

 

Cos’è la “casa della salute”? Una struttura pensata per ospitare tutti i servizi socio sanitari esistenti sul territorio. L’Asl sarà in un fabbricato suo e non più in affitto, più ampio dell’attuale distretto di via Luotto. Un impegno da un milione e mezzo di euro che dovrebbe essere pronto in poco più di un anno di lavoro. Dopo anni dove la politica dell’Asl era togliere servizi dal territorio, si cambia rotta e l’Asl torna ad investire nei paesi. Novità importante: l’orario di apertura. Per Robino dovrebbe essere di dodici ore giornaliere: un netto miglioramento rispetto a quanto avviene oggi con più comodità per chi lavora. Utopie? Non credo. Per problemi fisici, nei mesi scorsi mi sono recato alcune volte all’Asl di Nichelino, trovandola ancora aperta tra le 18 e le 19. Perché a Nichelino si e nell’astigiano no? Sono ben contento che il direttore dell’Asl voglia venire incontro alle esigenze di chi sta male ed ha bisogno.

Cosa farà la “casa della salute”? Il cittadino potrà fare le prenotazioni per visite ed esami.  Robino ha spiegato che nella nuova struttura si faranno le visite specialistiche, sulla base delle richieste che ci saranno. Obiettivo: ridurre i tempi di attesa in particolare della prima visita, cioè quelle settimane e quei mesi che fanno pensare, giustamente, al cittadino di non essere considerato. Nella struttura potranno essere curate le piccole emergenze: quelle situazioni di difficoltà che intasano il pronto soccorso presso l’ospedale di Asti. La “casa della salute” dovrà prendere in carico il paziente, accompagnandolo nel suo percorso di cura. Quante volte, quando stiamo male, non sappiamo dove andare ed a chi rivolgerci perché non abbiamo sufficienti informazioni? Troppe volte, purtroppo, e chi ci guadagna, da questa forte difficoltà della sanità pubblica ad essere accanto al paziente in modo rassicurante, è solo la sanità privata con i suoi alti costi. E’ giusto che la sanità privata stia sul mercato, ma chi non può permettersela cosa fa? La politica, quella vera, deve pensare in primo luogo ai più deboli. Nella “casa della salute” si dovrà fare anche prevenzione, favorendo l’informazione utile ai cittadini e dando la possibilità di fare esami di controllo a quelle categorie di persone più a rischio di particolari malattie.

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un momento del dibattito: a destra il direttore dell’Asl, Luigi Robino; a sinistra, seduti, i consiglieri di “Villafranca guarda oltre” Eusebio Gamba e Angelo Benotto. In piedi, il capogruppo Paolo Volpe mentre formula una domanda.

 

 

Nelle mie domande, ho chiesto al direttore dell’Asl se la “casa della salute” saprà collaborare con le istituzioni che si occupano di socio sanitario presenti sul territorio. La risposta è stata affermativa. Ritengo questo un impegno molto importante. Robino ha lanciato un’idea utilissima: ci sono persone che, dimesse dall’ospedale, possono aver bisogno di cure che non riescono avere tornando nella loro abitazione. Seguite dal personale della “casa della salute”, potrebbero essere ospitate in alcuni posti letto da creare presso la casa di riposo “Santanera”. Uno scenario del genere sarebbe un forte novità, necessaria in particolare agli anziani che vivono soli.

Altra risposta importante. Il 118 rimarrà a Villafranca in quanto lo spazio per il servizio è già previsto all’interno del nuovo edificio.

La “casa della salute” per riuscire deve avere la collaborazione dei medici di base che, a turno, dovrebbero lavorare nella struttura. E’ noto che questi non stanno mostrando alcun entusiamo per la novità. Da villafranchese e da consigliere comunale, voglio essere positivo e sperare che i prossimi mesi vengano usati da Asl e medici per definire gli aspetti tecnici che ancora li separano, compresi quelli economici, guardando avanti, verso l’obiettivo di fare un servizio utile ai cittadini. Non credo esistano difficoltà impossibili. Credo sia necessario provare nuovi metodi di lavoro e aver voglia di dialogare per valutarne gli esiti. Angioletta Ghidella (sindacato Uil) ha ricordato che esperienze simili alla “casa della salute” esistono in altri paesi europei ed ha invitato i medici a dare la loro adesione.

 

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un altro momento del dibattito (le foto presentate fino a questo punto sono di Gianni Molino)

 

Accanto alla “casa della salute” deve sorgere anche la nuova sede della Croce Rossa. La proposta è del nostro gruppo. L’avevamo avanzata a fine maggio con lo scopo di pensare ad un unico polo socio sanitario. Nella serata del 3 luglio, ci ha fatto piacere constatare le opinioni favorevoli di Robino (che ha dato una disponibilità dell’Asl a collaborare), della stessa Croce Rossa e dell’amministrazione comunale.

Dove verrà costruito il nuovo edificio o, meglio, i nuovi edifici? Come abbiamo già scritto, il Comune ha dato disponibilità per il proprio terreno tra la ex statale 10, la rotonda e la ferrovia. Però, ne serve ancora un pezzo, oggi di proprietà privata. Le trattative per l’acquisizione sono in corso ma, stando  a quanto sappiamo, non hanno prodotto per ora risultati. Perché l’amministrazione comunale ha aspettato oltre un anno e mezzo per tentare di acquistare il terreno? Non poteva essere fatto prima, evitando gli attuali tempi molto stretti? Un ulteriore esempio di come l’attuale governo comunale non sappia decidere su argomenti importanti. Da qui, la proposta che ho avanzato di tenere in considerazione anche uno spazio in regione Verne, già tutto di proprietà comunale e ampio a sufficienza per ospitare tutta la struttura.

La tabella di marcia dell’Asl prevede di fare gli appalti in autunno, se ci saranno i terreni disponibili, e di iniziare i lavori nella prossima primavera.

Avremo la “casa della salute” come ci è stata descritta? L’impegno dimostrato dal direttore dell’Asl fa ben sperare. Credo comunque sia indispensabile che l’amministrazione comunale di oggi e quella che nascerà dalle elezioni del prossimo anno seguano con attenzione gli sviluppi della vicenda, prendendosi sia il compito di verificare obiettivi e tempi, sia l’onere di far si che tutte le parti interessate si parlino.

 

 

Nel marzo 2007, l’allora ministro Livia Turco così definiva le “case della salute” durante un convegno di presentazione del progetto: “la richiesta di continuità dell’assistenza da parte dei cittadini nell’arco delle 24 ore, sette giorni su sette, rappresenta, in questo momento, una priorità assoluta ancora disattesa. Il rapporto di fiducia tra cittadini e Servizio sanitario nazionale si basa essenzialmente sulla capacità di esserci, e di esserci nel modo giusto, quando serve. A questo bisogno e a questa urgenza risponde la casa della salute”. Sono d’accordo con la Turco. Credo che questo concetto sintetizzi bene cosa bisogna fare in tema di sanità. Se volete leggere l’intera relazione, cliccate qui sotto:

Livia Turco spiega le “case della salute”

 

Clicca sull’icona qui sotto per visualizzare il volantino diffuso dall’Asl con i servizi previsti nella “casa della salute”:

volantino Asl sulla “casa della salute”

Qui un articolo apparso sul quotidiano “La Stampa” il 2 luglio scorso con alcuni dati significativi sul progetto delle “case della salute”:

le case della salute in cifre

 

Nella foto sotto, l’attuale sistemazione del distretto sanitario, al pianterreno dell’edificio di via Luotto. In cima alla via, sotto il porticato, la sede della Croce Rossa. Nella seconda foto, la sede del 118, sul lato posteriore del fabbricato.

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sotto, il terreno di proprietà comunale in regione Verne. Come si può vedere, si tratta di uno spazio lasciato in situazione di abbandono. La costruzione di un servizio pubblico permetterebbe di riqualificarlo: un recupero utile visto che nelle immediate vicinanze ci sono molti edifici abitativi privati.

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