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martedì, 23 Luglio 2024

Santanera: non svendiamolo ai privati

IL COMUNE DIMENTICA GLI  ANZIANI

Il 14 dicembre 2009 si è svolto un incontro informale tra il consiglio comunale e il consiglio di amministrazione della casa di riposo Santanera. Preciso che si trattava di una serata a porte chiuse. Avevo personalmente chiesto al sindaco di estenderla almeno ai componenti del “tavolo del sociale” per consentire un dibattito più ampio. Cavalla è stato di diverso avviso e la mia proposta non è stata accolta.

Quale scopo aveva l’incontro? Informare sulla attuale situazione della casa di riposo. La riunione seguiva una lettera del presidente del Santanera al municipio dove veniva chiesto aiuto per evitare all’istituto “una situazione di emergenza economica”. Piccola osservazione. L’8 novembre il sottoscritto chiedeva verbalmente al presidente Binello un incontro tra il consiglio del Santanera e il gruppo “Villafranca Domani” per conoscere gli attuali obiettivi dell’ente. Il 10 novembre, due giorni dopo, Binello mandava in municipio la lettera di richiesta per un incontro con il consiglio comunale e rimandava a chissà quando la riunione con noi. Hanno preferito parlarci spalleggiati dall’amministrazione comunale? Direi che è evidente. Esattamente quanto successo cinque anni fa, quando l’allora gruppo di opposizione aveva fatto una richiesta di incontro che era stata rifiutata. Coincidenze.

CONSORZIARE LE CASE DI RIPOSO

Cosa è emerso dalla riunione? Non ci sono idee precise su cosa fare della proprietà ex Venturello, i fabbricati adiacenti al Santanera, lungo via Roma, acquistati dalla casa di riposo un paio di anni fa. Si vuole aumentare il numero dei posti letto con un ampliamento. Fin qui va bene, ma dopo tutto questo tempo sarebbe stato utile andare avanti ed avere un progetto concordato con Asl e Regione sul quale discutere e per il quale trovare i soldi per realizzarlo. Amministrazione comunale e consiglio del Santanera non vogliono il consorziamento con altre case di riposo. Preferiscono privatizzare. Per ora, l’hanno fatto in modo formale (il Santanera non è più un ente pubblico ma una fondazione di diritto privato). Devono ancora farlo nella sostanza, anche se hanno già messo  le mani avanti sottoscrivendo lo scorso anno un accordo preliminare con la Cooperativa Opera che si impegna ad assumere tutta la gestione della casa di riposo. Consorziare le case di riposo significava difendere la funzione pubblica di questi enti. Renderli complementari per dare più servizi specialistici. Avere più forza per chiedere risorse regionali per fare i necessari investimenti di ristrutturazione. Eliminare le liste di attesa. Spendere meglio i soldi. Avere più forza di fronte all’Asl che oggi sta preparando una propria casa di riposo a Grana. Quando ci si mette nelle mani del privato avendo sulle spalle 1.3 milioni di debiti, come oggi ha il Santanera, significa rischiare di svendersi, con la rinuncia da parte del Comune ad avere gli strumenti per fare iniziative serie a favore degli anziani più deboli. Già ora i più deboli rischiano di stare fuori dalla porta perché, dal 2010, andare al Santanera costerà tra i 1.300 e i 1.800 euro al mese, senza contare la necessità di avere a disposizione qualche soldo extra, magari  per medicinali e visite mediche. Quanti sono i pensionati normali che possono permettersi queste rette? O hai un aiuto dalla famiglia, o hai soldi tuoi (tanti, perché con quei prezzi fanno presto a finire) o sei finito. Ci dimentichiamo che le famiglie non sono più numerose come un tempo? Ci dimentichiamo che sono sempre di più gli anziani soli? Ci dimentichiamo che sono sempre di più quanti hanno problemi di non autosufficienza?  Siamo sicuri che il privato penserà alle necessità delle persone con pensioni basse? Il privato non regala. Fa quello che gli conviene di più. Punto.

Privatizzare è una precisa scelta del Comune già dall’epoca Padovani. Cavalla non fa nient’altro che portare avanti quel disegno. L’amministrazione del Santanera ubbidisce, con buona pace della presunta indipendenza dal municipio. Non prendiamoci in giro.

LE ALTRE PROPOSTE DI “VILLAFRANCA DOMANI”

Per fare una politica a favore degli anziani bisogna lavorare in più direzioni. Oltre ad una casa di riposo consorziata con altre, servono mini alloggi per quanti hanno ancora la possibilità di rimanere indipendenti in una situazione comunque controllata. Serve un centro diurno per socializzare, fare attività comuni e passare il tempo in compagnia. Serve far lavorare sul serio il “tavolo del sociale” con interventi mirati ai casi di maggior bisogno. Oggi il “tavolo” è nato ma si è subito fermato: per farlo lavorare bisogna avere idee che l’amministrazione non ha. Bisogna conoscere la popolazione e avere l’elenco dei soggetti con maggiori difficoltà. C’è bisogno di più assistenza domiciliare. Cìè bisogno di far contare di più Villafranca e la Valtriversa all’interno del Consorzio per i servizi socio assistenziali. Servono informazione e aiuto amministrativo da dare alle persone sole o alle famiglie per sfruttare tutte le agevolazioni possibili. Serve coordinarsi con la futura casa della salute.

Ribadisco la richiesta di avere un rappresentante dell’opposizione all’interno del consiglio di amministrazione del Santanera per poter esercitare la logica funzione di controllo che ci spetta come previsto dallo statuto. Chi governa saprà fare un gesto di democrazia e trasparenza?

Ultima considerazione. il 14 dicembre c’è stato l’incontro di cui abbiamo parlato prima. Il successivo giorno 22 il governo comunale si è ancora incontrato con gli amministratori della casa di riposo. Per quale motivo? Evidentemente, per qualcosa che non si poteva discutere in presenza nostra.

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