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lunedì, 15 Aprile 2024

riflettere sul valore della politica, quella sana delle cose da fare

PARLARE DI “SVILUPPO” 

Cos’è lo “sviluppo”? Credo debba essere un modello, un disegno complessivo, che una comunità, piccola o grande che sia, deve darsi per orientare e costruire il proprio futuro. Non deve essere un’intrigante parola, che suona bene, usata senza spiegarne i contenuti. Buttarla li per lasciar intendere i suoi mille potenziali significati, buoni per giustificare un po’ di tutto, ma senza andare nel concreto delle cose da fare, non va bene.

Vediamo quello che si può realizzare nel livello a noi più vicino, dove noi tutti possiamo incidere: il Comune. Non è vero che in municipio si può far poco perché le responsabilità sono sempre da altre parti. Bisogna esercitare al meglio i poteri che si hanno e farsi venire idee nuove. Non è vero che quelli che governano “sono tutti uguali”: per qualcuno certe cose possono essere più importanti, per altri meno o non essere proprio un problema. Ci possono essere gradi diversi di sensibilità su tantissime questioni, in apparenza anche scontate. Noi siamo diversi da quelli che oggi governano il Comune di Villafranca.

Per poter avere un futuro di sviluppo, ogni membro di una comunità deve contare su un complesso di tutele che gli diano un sufficiente grado di sicurezza.

Bisogna lavorare per i giovani e gli anziani.

 

I giovani

Ai primi, ad esempio, deve essere assicurata un’istruzione di base della miglior qualità: laboratori di informatica che non siano un esempio di preistoria; opportunità di fare sport in impianti sicuri; corsi di educazione stradale; modalità per conoscere come lavorano il Comune e gli enti locali; iniziative per apprendere la storia del paese; occasioni per imparare facendo attività in laboratorio e sul territorio per uscire dalla monotonia della solita lezione sui banchi di scuola. I giovani di oggi sono sottoposti a mille sollecitazioni. Sono molto più “svegli” di noi. Però, poco o nulla sanno dei mezzi di informazione: la scuola potrebbe invogliarli alla lettura dei giornali e dei libri, oltre ad usare al meglio internet. Ai giovani bisogna dare opportunità di trovare un lavoro. Non facendo credere loro che basta votare in un certo modo per trovare un’occupazione o, magari, non perderla. Queste sono speculazioni da campagna elettorale di basso livello. Il lavoro è un diritto e il Comune può darsi da fare perché tutti coloro che hanno bisogno abbiano le stesse informazioni e quindi le stesse possibilità di accedere a questo mercato sempre più difficile. Come? Ad esempio, ampliando le attività dell’Informagiovani (momenti di orientamento nelle scuole, rapporti diretti con le aziende del territorio per costruire spazi di formazione lavoro e conoscere le esigenze delle imprese, indicazioni per mettersi a lavorare in proprio). Ovviamente, tutto potrebbe funzionare meglio se fatto in collaborazione diretta con l’ufficio provinciale del lavoro ed a livello di Comunità collinare.

 

Gli anziani

Gli anziani devono essere sicuri di non rimanere da soli: quando manca l’appoggio di una famiglia, il paese deve pensare a loro e il Comune deve farsi garante di questa tutela. La casa di riposo come semplice residenza alberghiera non basta più: deve diventare il centro di un complesso di servizi (ad esempio, assistenza domiciliare, centro diurno, alloggi protetti per chi vuole mantenere un certo grado di autonomia, assistenza successiva alle dimissioni da un ricovero ospedaliero, aiuto per le pratiche amministrative).

 

L’ambiente

Per poter avere un futuro, ogni persona deve poter vivere in un ambiente gradevole e sano. Il territorio villafranchese è stato maltrattato più volte e il territorio è un bene irriproducibile: una volta consumato è cambiato per sempre. Troppi esempi di errori urbanistici sono sotto gli occhi di tutti. Vogliamo evitare una buona volta di commettere ancora i danni del passato? Avere edifici gradevoli che non impattano sul paesaggio credo sia una buona cosa. Rispettare i centri storici, altrettanto. Recuperare gli edifici cadenti o vuoti, prima di costruirne di nuovi, ritengo sia fondamentale. Se si deve costruire, va fatto in modo ordinato, con tipologie edilizie che richiamino il tessuto urbanistico delle nostre zone. Fare piani regolatori di zona, non più di singolo paese, per dare regole certe a chi vuole investire. Chi dice che i capannoni si possono fare ovunque, che mettere piante per mascherarli è un costo che i privati non devono sopportare e che le aree verdi pubbliche sono inutili perché bisogna mantenerle e  bastano i giardini privati, come la nostra attuale amministrazione comunale, cerca consenso a buon mercato a spese del territorio, cioè di tutti noi.

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