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mercoledì, 22 Maggio 2024

riflessioni sul senso della politica. Quella vera.

PERCHE’ IMPEGNARSI

Come si cambiano le situazioni che non vanno? Affrontando i problemi che il nostro impegno può contribuire a risolvere. Tanti comportamenti positivi possono risolvere anche difficoltà importanti. Lavorare in positivo aiuta ad affrontare le tante difficoltà della vita quotidiana in ogni famiglia. Lavorare in positivo permette di dare contributi utili alla vita della comunità della quale siamo parte. Questa, per me, è la politica. Non gli incomprensibili e noiosi battibecchi, spesso senza riguardo per i fatti oggettivi e senza rispetto per chi la pensa diversamente, che per tanto tempo si sono visti in televisione e che si vedono ancora oggi. Non gli sputi in Parlamento, i partiti fondati con proclami dal predellino di un’auto o i governi che cadono per i fatti personali della consorte di un ministro. Non i privilegi. Non i consensi conquistati con le facili promesse fatte con grandi sorrisi “simpatici” e le bevute gratis al bar. La politica vera è quella somma di azioni che ognuno di noi può esercitare in tanti momenti per rendere le legittime aspirazioni dei singoli compatibili con gli interessi generali. Un ambiente pulito è interesse di tutti. Riscaldare la propria casa o avere acqua potabile ad un prezzo accettabile è il legittimo interesse del singolo. Riscaldarsi usando energie ecologiche o non sprecare l’acqua sono azioni utili che ognuno di noi può fare perché servono a rispettare l’ambiente dove viviamo e al bene comune. Alle istituzioni, anche a quelle locali, spetta incentivare l’utilizzo delle energie alternative, magari aiutando i cittadini a scegliere le tecnologie adeguate, e mantenere in efficienza gli acquedotti e gli impianti di depurazione. Questo è solo un esempio. I campi dove possibile intervenire sono tanti. Come decidere cosa è utile fare? Cercare di far avanzare le aspirazioni che la nostra sensibilità ci fa considerare più importanti. Per governare nei Comuni, nelle Provincie, nelle Regioni e nel Parlamento nazionale, queste sensibilità devono soddisfare gli interessi della popolazione che può scegliere con il voto. Devono offrire soluzioni. Questo fa la differenza. Non votare significa lasciare un vuoto che verrà in qualche modo riempito. Da cosa? La storia insegna: sempre da qualcosa di peggio. Il cittadino ha il diritto di contare. Deve chiedere conto a chi elegge di quanto ha fatto e chi è eletto ha il dovere di spiegare cosa fa e perché con il linguaggio della gente comune.

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