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mercoledì, 22 Maggio 2024

prime ammissioni dal Comune: ci sono interessi per edificare 46 mila metri quadrati al Garavello

IL PAESE DI DOMANI

Da tempo si parla di possibili importanti iniziative immobiliari a Villafranca. Costruire nuove case. La voce era girata ancora nel 2008: la nascita di un nuovo quartiere sulla collina sopra Garavello. Per quanto mi risulta, già allora c’era stato qualche contatto con il Comune, un po’ prima delle elezioni amministrative, ma non se ne era fatto nulla. Da qualche mese, mi arrivano indicazioni che qualcosa si sia mosso. Pertanto, ho ritenuto di presentare un’interrogazione ufficiale all’amministrazione comunale. La risposta non si è fatta attendere molto. Leggetela qui sotto. E’ la prima ammissione: ci sono interessi per edificare 46 mila metri quadrati proprio in regione Garavello. Una cinquantina di case. I terreni sarebbero stati acquistati dalla società Precollina Vernea srl, che farebbe capo alla famiglia Salvadore, noto impresario locale che poco in passato ha lavorato in zona, preferendo concentrarsi in altre aree, in particolare nel torinese. Nessun provvedimento per ora è stato preso in quanto non sarebbe stato ancora presentato alcun progetto ma l’amministrazione Cavalla si mostra molto interessata alla cosa. “Siamo ampiamente disponibili ad esaminare eventuali proposte di urbanizzazione di nuove aree  che si inseriscano in una logica di sviluppo in modo funzionale nella conformazione morfologica del nostro territorio” dice il sindaco nella risposta all’interrogazione. Parole che mi sono state ribadite in un colloquio che ho avuto con Cavalla in municipio la scorsa settimana. Le zone edificabili residue nell’attuale piano regolatore sono poche quindi, dice il primo cittadino, ben vengano nuove iniziative. Il Garavello sarebbe vicino al paese e quindi è logico concentrare in quel posto lo sviluppo. Meglio li che a San Grato, sostiene Cavalla.

E L’AMBIENTE CONTA QUALCOSA?

Un argomento del genere è estremamente delicato. Un intervento di quel tipo lascia il segno per sempre. Va visto con notevole attenzione perché modifica in modo definitivo un territorio fino ad ora agricolo e quasi tutto a verde. Per giudicarlo in modo completo, bisogna vederlo con progetti e dettagli, cercando di non commettere errori passati. Nella sua storia, Villafranca ha subito danni urbanistici molto evidenti: i frutti della speculazione. Enormi condomini in posizioni di notevole impatto visivo. Costruzioni, il cui stile nulla ricorda quello dell’originario tessuto abitativo del luogo, fatte, in particolare, negli anni settanta e ottanta. Edifici anche di mediocre qualità. Un centro storico ormai ridotto ai minimi termini. La perdita di angoli di pregio come le vecchie scuole. Pochi spazi a servizi. Quasi nulla a verde. Lo stesso municipio deturpato dal cemento a vista.

Qualche considerazione sulla proposta Garavello credo sia possibile.  Vi dirò le stesse cose che ho detto al sindaco.

SERVONO NUOVE CASE?

C’è necessità di nuove case oggi? Case di fascia medio alta, intendo: quelle che si vorrebbero fare al Garavello. Unità abitative che ora vanno sul mercato almeno a 350 – 400 mila euro l’una. Diversi addetti ai lavori sostengono che c’è poca domanda. Quei prezzi sono fatti ormai per una quota ristretta di popolazione. Secondo Cavalla il problema non si pone. Il privato rischia i suoi soldi e la domanda può arrivare da esterni che dalla città scelgono di abitare in un paese comodo alle vie di comunicazione, come sarebbe avvenuto alle Verne e come starebbe avvenendo per i nuovi insediamenti residenziali a Cantarana. Risposte che meriterebbero qualche approfondimento. Cosa ci guadagna Villafranca? Perché dobbiamo consumare una fetta importante di territorio? Perché non vengono rimesse sul mercato le case vuote? Perché non si fa un censimento del patrimonio edilizio non utilizzato e non si danno opportunità al mercato dell’affitto? Perché non si cercano opportunità per dare credito più facile a chi ristruttura?

FAVORIAMO UN AUMENTO DELLA POPOLAZIONE?

Perché dobbiamo porci il problema di far aumentare di 150 – 200 unità la popolazione del paese? Questo non è un dato secondario ma l’amministrazione comunale non sembra considerarlo. Se aumenta la popolazione, aumenta la necessità futura di servizi. Siamo in grado di affrontarla? Serviranno più spazi scolastici. Una viabilità adeguata. Parcheggi. Aree a verde pubblico da mantenere.  Serve pensare ad una vivibilità gradevole. Anche a posti di lavoro reali e duraturi che oggi mancano, se non vogliamo ridurci solo ad un paese dormitorio. Serve valorizzare le aziende capaci di fare qualità e innovazione. Se si fa una scelta di espansione questi temi non possono essere rimandati ad un futuro indefinito ma devono essere programmati in modo contestuale.

COSA CI GUADAGNA VILLAFRANCA?

Dicevamo. Cosa ci guadagna Villafranca? Cavalla sostiene che il privato costruttore dovrà urbanizzare la zona a sue spese (strade, fognature, energia elettrica, acqua), dando al Comune la possibilità di ulteriori ampliamenti della zona edificabile, sempre al Garavello, con investimenti meno costosi perché la zona sarebbe già servita da tutto. Quindi, altro consumo di territorio. Ipotesi che, volendo, ha un suo fondamento, condivisibile o meno, ma rimanda i teorici vantaggi ad un tempo tutto da quantificare ed ai soli oneri di urbanizzazione “netti” da incassare, oltre  a non tener conto dei problemi di aumento della popolazione ai quali accennavo prima.

PENSARE ALLA VILLAFRANCA DEI PROSSIMI VENT’ANNI

Credo che il privato abbia tutto il diritto di fare proposte ma il Comune abbia il diritto dovere di valutarle con molta attenzione. E’ il Comune che deve gestire il territorio. Non possiamo sacrificare importanti spazi solo per un guadagno di pochi. Scelte di questo rilievo devono essere viste solo dentro un progetto complessivo che disegni il paese dei prossimi vent’anni e ne migliori in modo reale la qualità di vita. Non possono essere prese all’insegna dell’oggi facciamo, poi si vedrà, scaricando i problemi sulle generazioni future. L’imprenditore privato faccia il suo mestiere ma in un quadro generale creato dalla pubblica amministrazione dove il privato lascia una parte chiara e tangibile del guadagno a vantaggio di tutto il paese. Niente promesse generiche rimandate nel tempo, ma precise certezze di valore proporzionale all’investimento che si vuol fare. Magari, interventi e opere capaci di risolvere  vecchi problemi aperti che, da solo, il Comune non avrebbe la forza di affrontare. Tutto deve essere discusso in modo trasparente e chiaro, facendo partecipare al dibattito anche le associazioni ambientaliste che devono poter spiegare  il loro pensiero.

l’interrogazione di “Villafranca Domani” sulle possibili nuove zone edificabili

la risposta del sindaco Cavalla

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