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sabato, 25 Maggio 2024

Partito Democratico: le proposte del circolo Valtriversa

PERSONE E IDEE

Il partito democratico della Valtriversa ha un nuovo coordinatore locale. Si tratta dell’amico Marco Ferrero, consigliere comunale di opposizione a Cantarana.  E’ stato eletto domenica 24 ottobre 2010, con 16 voti su 17 votanti (1 scheda bianca. 22 gli aventi diritto al voto). Ferrero prende il posto di Alfredo Castaldo, che aveva già espresso da tempo la volontà di lasciare l’incarico per concentrarsi sul ruolo di responsabile organizzativo del partito provinciale, incarico nel quale dovrebbe essere riconfermato per il prossimo triennio. Vanno a comporre il direttivo del circolo Valtriversa: Paolo Volpe, Daniele Barcaro, lo stesso Alfredo Castaldo, Giuliana Lelli, Marta Pavia e Miranda Lionello. Pavia e  il sottoscritto sono stati confermati nella direzione provinciale con 17 voti su 17 votanti. Il circolo ha scelto anche di intitolare il gruppo a Domenico Tamietti, partigiano nato a Cantarana e morto il 22 luglio 1944 in uno scontro a fuoco sulla ex statale 10, in regione Case Bruciate.

Durante il dibattito, Castaldo ha fatto rilevare che “il nostro è un territorio molto difficile. C’è  una disaffezione alla politica crescente che si vede anche tra quelli che erano della nostra idea. Sono orgoglioso di come è andato spettacolo dell’1 ottobre scorso: iniziativa interamente fatta dal circolo. Abbiamo cercato un modo nuovo di parlare di cose di cui tutte le persone dovrebbero occuparsi. Vorrei che il mio partito, anche a livello provinciale, si occupasse di più di lavoro: nella nostra zona hanno praticamente chiuso quasi tutte le fabbriche.  Le amministrazioni locali non sono intervenute: forse perché non hanno voluto? Ricordo i casi delle Officine San Grato e della Istamp, passati quasi del tutto sotto silenzio. Dobbiamo imparare a parlare con gli enti e le istituzioni che si occupato di sociale e  con i sindacati per stare vicino alle persone che hanno problemi. Crediamo servano esempi di economia nuova anche al nostro livello: creare cooperative e gruppi di acquisto per affrontare  il bisogno  che è aumentato in misura esponenziale”. Ferrero ha proposto che Castaldo diventi il responsabile unico dell’organizzazione provinciale del partito.

Nel mio intervento, ho chiesto al partito astigiano di prendere posizione su temi importanti, fino ad oggi trascurati o rimasti tra addetti ai lavori, come l’ambiente per opporsi al consumo di territorio fatto solo per fini speculativi. Sui rifiuti, ho sostenuto la necessità di una posizione netta a favore di politiche concrete che favoriscano il “rifiuto zero”. Ho anche evidenziato la necessità che il partito investa in strumenti di informazione (un giornale nuovo, sito internet migliore, posizionare bacheche informative) per rompere in qualche modo il monopolio della destra sui mezzi di comunicazione astigiani.

Per Daniele Barcaro: “Le scelte politiche astigiane riguardano tutta la provincia, chiediamo che vengano condivise con i circoli. Come esempio di cosa sta succedendo, ricordo che il Comune di asti vuole fare un parcheggio al posto del Castigliano, che secondo funzionari della Regione è la scuola più innovativa della nostra provincia.  Sono importanti le sorti degli enti che governano pezzi dell’economia astigiana e del sociale”.

Il circolo ha consegnato al segretario provinciale Giovanni Miglietta, presente alla riunione, un documento dove riassume proposte e considerazioni su come impostare l’attività del partito astigiano e sugli obiettivi ritenuti principali. Clicca qui sotto per leggere il testo integrale:

Il Partito Democratico che vogliamo

Qui sotto, trovate il programma del circolo per il prossimo anno. Magari è un po’ ambizioso ma noi ci proviamo. Ovviamente, ci sarà spazio per tutti quelli che lo condivideranno e vorranno darci una mano:

IL PROGRAMMA 2011

2 Commenti

  1. Aggiungerei ai possibili nominativi a cui intestare il circolo Francesco Canta di San Damiano che ci lasciati il 06/04/10 e che più volte aveva partecipato a riunioni a Villafranca ed operava a favore degli altri e per cambiare modo di fare politica.

  2. La notizia che secondo le attuali disposizioni del governo (scusate ma non riesco proprio ad usare la maiuscola) il CO.GE.SA debba essere chiuso entro la fine del corrente anno mi lascia esterefatto!!! Ma come! solo tre Domeniche fa sulla STAMPA di Asti del 10 Ottobre è comparsa la notizia che alla presenza del Vescovo (Mons. Ravinale) è stato inaugurato l’inizio dei lavori di ristrutturazione dello stabile di via Baroncini (tuttaltro che fatiscente)che dovrà diventare la nuova sede del CO.GE.SA. ……..per eseguire la quale (Costo preventivato DUE MILIONI DI EURO!!!) lo stesso CO.GE.SA. ha ricevuto,oltre alla disponibilità dello stabile, 372.480 Euro dalla Regione e un cotributo di 30.000 Euro dalla Cassa di Risparmio di Asti. La restante parte della spesa dovrà essere sostenuta dal CO.GE.SA. attraverso un mutuo.
    Il dubbio che mi pervade è dunque questo….Se la consegna dei lavori prevista verrà rispettata, lo stabile dovrebbe entrare nella disponibilità del CO.GE.SA entro la fine del 2011, ma il CO.GE.SA per disposizione del governo non dovrebbe cessare di esistere alla fine del 2010? I conti non mi tornano! Quale amministratore si indebiterebbe con una banca per contrarre un debito di quasi DUE MILIONI DI EURO per ristrutturare una sede nella quale sa già che non entrerà mai?
    Ma la cosa più singolare…. perchè un istituto di credito presterebbe una simile cifra ad un soggetto giuridico che per legge dello Stato è destinato a scomparire molto prima dell’estinzione del debito stesso?
    Sento PUZZA….molta PUZZA….Qualcuno è in grado di darmi delle risposte? A mio avviso se i fatti stanno realmente così forse l’unica autorità in grado di trovarne è la Magistratura (Questa si con la Maiuscola!) Fabio Idda

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