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mercoledì, 22 Maggio 2024

l’Unione “Colli del Monferrato” ha accolto la nostra proposta di progettare servizi per gli anziani. Se ne occuperà la commissione sociale

UNA RETE SOCIALE A FAVORE DEI PIU’ DEBOLI

Nel mio ultimo articolo ho parlato del “baratto amministrativo”: una proposta di “Villafranca Domani” da anni per dare una concreta possibilità a chi si trova in difficoltà economica di pagare i tributi comunali con ore di lavoro da dare al municipio. Così il Comune riuscirebbe a fare lavori che altrimenti dovrebbe pagare e eviterebbe crediti che poi, l’esperienza insegna, non riesce ad incassare. Chiediamo nasca un sistema applicato con regole chiare  che permettano di sperimentare e valutarne i risultati. Senza quelle inutili burocrazie fatte apposta per far finta di fare qualcosa e poi, nei fatti, renderla impossibile. 

SERVONO RISPOSTE LOCALI CON INTERVENTI SU PIU’ FRONTI

Oltre al “baratto”, abbiamo proposto all’Unione “Colli del Monferrato” di prepare un progetto per dare servizi domiciliari agli anziani, utilizzando le strutture e le potenzialità della casa di riposo “Santanera”. Nel dibattito durante l’ultimo consiglio, le difficoltà non sono mancate. L’obiezione che ci siamo sentiti rivolgere è che il compito di gestire la materia sociale è stato affidato al Cogesa (il consorzio per i servizi socio assistenziale che raggruppa una settantina di Comuni del nord astigiano). Pertanto, non ci si doveva occupare di questo tema. Perché? Noi abbiamo contestato tale impostazione. I Comuni sono i proprietari del Cogesa, che è un ente gestore di servizi. Pertanto, i Comuni hanno il diritto dovere di progettare le politiche sociali che ritengono utili per il proprio territorio. Farlo a livello di Unione vuol dire credere veramente nell’integrazione tra Villafranca e Baldichieri. Affiancare la casa di riposo affinché questa inizi a sperimentare servizi a domicilio, capaci di andare oltre quanto ha fatto fino ad ora, è un modo per affrontare nel concreto i tanti e sempre maggiori problemi della popolazione anziana che aumenta. Necessità che non si affrontano, come ha fatto da qualche anno il Comune di Villafranca, mettendo a bilancio contributi per le rette degli anziani in casa di riposo e poi non dando mai un euro. Necessità che oggi rimangono spesso senza risposte o sono affidate al grigio mondo delle “badanti”. Mondo dove ci sono persone valide che sentono la responsabilità del loro compito ma che non da alcuna garanzia di professionalità agli stessi anziani e alle loro famiglie. Non bisogna pensare che l’anziano abbia necessità solo se completamente invalido e allettato. Quando si vive soli o i figli sono via tutto il giorno perché lavorano, diventano problemi anche le azioni più banali. Prendere le medicine in modo corretto e continuativo. Programmare e fare le visite mediche. Seguire con ordine le relative terapie. Pulire la casa. Aver cura della propria persona. Ogni giorno ci sono rischi concreti di incidenti domestici. E quando devi uscire e non ti senti sicuro ad andare da solo? Chi ti accompagna? E la gestione della propria situazione finanziaria? Se si è deboli, si è facile preda di chi non ha scrupoli ad approfittarsene. Solitudine e inattività portano a sentirsi inutili. Poi arrivano la depressione, il rifiuto di curarsi, la perdita della memoria e la progressiva compromissione della capacità di svolgere tutte quelle funzioni che rendono una persona autonoma. La casa di riposo come tradizionale soluzione residenziale non basta più. Quanti sono quelli che possono permettersi la retta con la modesta pensione di oggi? Pochi. Devi avere dei risparmi ma anche questi fanno in fretta ad essere consumati se hai la fortuna di vivere a lungo. L’accesso al regime convenzionato che consente di mettere a carico dell’Asl la metà della rettà per chi è non autosufficiente  è di fatto bloccato da mesi. L’Asl non ha soldi e quindi non mette più persone in convenzione. E non mi sembra che i Comuni abbiano mai sollevato problemi. Comunque, è evidente che ognuno di noi vorrebbe sempre rimanere a casa sua. E’ normale e umano. Quindi? Il futuro sta nei servizi a domicilio. Costano meno. Consentono di servire una platea più ampia di persone alle quali verrebbero richiesti contributi più bassi. Ci sarebbe la possibilità di difendere il posto di lavoro di chi oggi è impiegato nelle case di riposo. In prospettiva, posti di lavoro che potrebbero anche aumentare.

ANCHE LA REGIONE PIEMONTE LO HA CAPITO

Con una delibera della giunta di metà maggio, la Regiona ha varato un progetto per interventi sanitari a domicilio a favore di anziani non autosufficienti. In pratica, un regime convenzionato dove la Regione si assume una parte dei costi per i servizi di assistenza a casa. Chi farà i servizi? Proprio le case di riposo che accetteranno di partecipare all’iniziativa. I tempi per dare l’adesione sono strettissimi, entro la metà del mese, e mi auguro che il consiglio di amministrazione del Santanera non si faccia sfuggire questa importante occasione. Sarebbe un primo passo verso una rete di servizi diffusa sul territorio. Rete che, per dare il meglio, deve far lavorare insieme la casa di riposo, i Comuni, il Cogesa, l’Asl, il volontariato e il sindacato. Realtà che spesso non si parlano ma che servono ad avere la più ampia capacità di azione. Se collaborassero, si eviterebbe di avere problemi dove non si sa mai di chi è la competenza. E magari non si disperderebbero risorse. I servizi domiciliari efficienti sarebbero utili non solo agli anziani ma anche a tutte le famiglie dove ci sono portatori di handicap di rilievo.

Se cliccate qui sotto troverete il testo della nostra proposta. Per superare le resistenze emerse nel consiglio dell’Unione abbiamo dovuto accettare che il progetto abbia come destinatario il Cogesa. In tal senso lavoreremo. Vedremo come le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri sapranno sostenerlo e quali saranno i risultati. Tuttavia, noi continuiamo a credere che l’ente adatto a fare nel concreto i servizi domiciliari nella nostra zona sia il Santanera e che sia interesse delle Unioni “Colli del Monferrato” e “Valtriversa” costruire con lui un sistema di effettiva collaborazione.

emendamento servizi domiciliari

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