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mercoledì, 22 Maggio 2024

le considerazioni fatte in consiglio comunale

PERCHE’ NON SIAMO D’ACCORDO

Di seguito, riporto il mio intervento durante il consiglio comunale dello scorso 28 settembre. Il punto in discussione era l’equilibrio del bilancio e lo stato di attuazione dei programmi:

Come già negli scorsi anni, il mio intervento avrà come scopo una sintetica valutazione politica sull’attuazione dei programmi dell’amministrazione comunale anche se il 2009 è stato l’anno delle elezioni. Nulla è cambiato nella gestione di questo Comune. Voi siete la naturale continuazione della precedente amministrazione, come del resto avete più volte rivendicato.

Noi non siamo stati d’accordo con le prime decisioni da voi assunte.

Dare via libera a cinque nuovi capannoni, quando ne esistono, a Villafranca e in zona, diversi vuoti anche da tempo. Se nuovi capannoni fossero serviti, ad esempio, al laboratorio di ricerca della Nobil Metal, primaria azienda villafranchese di importanza, osiamo dire mondiale, nel suo settore, avremmo senz’altro favorito la scelta. Il laboratorio, oggi, è a Portacomaro, non a Villafranca e l’azienda viene valorizzata dalla Stampa, come abbiamo visto da un articolo pubblicato una quindicina di giorni fa, e non dall’amministrazione comunale.

Raddoppiare lo stipendio del sindaco, che è un pensionato e quindi ha, giustamente, un reddito proprio, non era una priorità. A quanto ci risulta, altri paesi vicini a noi hanno ridotto o addirittura azzerato lo stipendio degli amministratori. Un rimborso spese è comprensibile e logico. Un aumento di reddito per sedersi in consiglio comunale e in giunta, viste le tante cose di cui il paese ha bisogno, no. Poi, facciamo economia sulle fotocopie ai consiglieri comunali e non riusciamo a stanziare qualcosa di più per i contributi alle rette dell’asilo.

L’elenco delle opere pubbliche è una lunga lista di cose in prevalenza non fatte. Il 2009  ha anche visto la realizzazione della rotonda di piazza Santanera: abbiamo già espresso la nostra contrarietà ad un’opera che non era urgente e tantomeno così necessaria. Per contro, abbiamo visto bandelle rosse e il cartello “pericolo” sui giochi del Valentino, situazione trascurata come da noi evidenziato alcune volte in passato. Forse, avevamo ragione a preoccuparci. Cosa intendete fare ora?

Bene la “casa della salute”, anche se ci sembra molto ben pagato il terreno su cui sorgerà. Peccato che non abbiamo visto attenzione alla sua futura gestione nel programma del nuovo presidente della Comunità Valtriversa, da voi sostenuto. Costruire un fabbricato è il meno: l’importante sarà quello che ci verrà dentro e solo l’iniziativa congiunta di tutti i Comuni della Valtriversa consentirà di avere nella casa della salute servizi per i quali oggi la nostra gente è costretta a ricorrere all’ospedale. Il programma della Vatriversa, poi, non tiene conto che oggi, per essere incisivi, è necessario costruire rapporti di collaborazione con le Comunità vicine.

Importante il contributo per la piscina di cui abbiamo sentito parlare. Non abbiamo mai potuto valutare progetti e non sappiamo se questi sono appetibili per una realizzazione insieme a privati investitori. Se quel bando regionale fosse stato usato per una ristrutturazione degli attuali impianti sportivi? Oppure per pensare alla palestra polifunzionale di cui molti ci hanno evidenziato il bisogno?

Villafranca sembra perdere importanza a livello provinciale: lo sportello sociale del Cogesa verrà aperto in altri Comuni, non da noi. Riusciremo a far sentire meglio la nostra voce e quella della Valtriversa in questo ente?

La giunta comunale nominerà la commissione edilizia: decisione coerente con il vostro pensiero secondo il quale la politica deve controllare chi e come può costruire una casa. Secondo noi, la politica deve dare gli indirizzi e lasciare l’attuazione concreta ai tecnici, di cui la commissione edilizia è l’organo consultivo. La trasparenza ne guadagnerebbe.

Ci avete negato uno spazio stabile da noi richiesto per le riunioni del nostro gruppo e dei nostri collaboratori. Peccato che gli assessori si siano fatti l’ufficio, novità assoluta. E poi vogliamo sostenere che il municipio non è a disposizione del gruppo di maggioranza?

Ribadiamo la nostra richiesta affinché l’assessore Ronco si dimetta dal consiglio di amministrazione della casa di riposo.

A fronte delle considerazioni esposte, esprimiamo il nostro voto negativo.

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