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mercoledì, 22 Maggio 2024

la risposta del sindaco all’interrogazione di “Villafranca Domani” sui piani di zona del Cogesa

IL PUBBLICO E’ DI TUTTI

Ho chiesto al sindaco Cavalla che fine hanno fatto il piano di zona che il Cogesa dovrebbe preparare. Cos’è il Cogesa? E’ il consorzio che dovrebbe fornire ai Comuni del nord astigiano i servizi socio assistenziali di cui la popolazione della zona ha bisogno. Per avere i servizi, i Comuni pagano il Cogesa. Solo Villafranca, oltre 40 mila euro all’anno. Al Cogesa sono associati 65 Comuni, tra i quali Villafranca e tutta la Valtriversa. Il sindaco Cavalla è il presidente dell’assemblea dei sindaci del consorzio. Cos’è il piano di zona? E’ un programma, previsto dalla legislazione regionale, che il consorzio deve darsi per definire i bisogni del proprio territorio e le linee di intervento per soddisfarli. Il Cogesa rappresenta l’organo operativo dei Comuni nel sociale, un settore molto delicato. E’ ovvio che il piano sarebbe lo strumento attraverso il quale il Cogesa dovrebbe  fare quanto serve realmente ai Comuni. Peccato che per fare un piano con le necessità reali, i Comuni e tutti i soggetti che fanno sociale a vario livello sul territorio (ad esempio: case di riposo, scuole, sindacato, volontariato) dovrebbero essere in qualche modo sentiti e coinvolti. Altrimenti, si rischia di fare un piano del tutto inutile: un po’ di teoria astratta senza alcun diretto collegamento con la situazione astigiana o, peggio, un piano che soddisfi interessi particolari. Quali potrebbero essere questi interessi particolari? Tutti quegli imprenditori privati, magari mascherati da cooperative, che vogliono impossessarsi del settore per guadagnarci, prendendo il posto degli enti pubblici. Imprenditori che occupano spazi lasciati vuoti dalla politica. Chi governa oggi, dal governo romano, alla Regione,fino alla Provincia,  sostiene che “privato è bello, pubblico è cattivo”. Anche a Villafranca abbiamo sentito criticare, per non dire insultare, il settore pubblico da chi è pagato con soldi di tutti per gestire proprio la sanità pubblica. E solo noi abbiamo protestato. Se la politica lascia spazi vuoti (la politica seria, non quella meschina e volgare rappresentazione della politica che occupa la maggioranza del parlamento romano), arrivano a farla da padrona altri interessi che non sono mai quelli della gente normale.

A COSA SERVIREBBE IL PIANO DI ZONA?

Cosa sta succedendo? Ho fatto questa introduzione per spiegarlo. Il piano di zona del Cogesa sarebbe un modo per fare bene il sociale da parte dei Comuni del nord astigiano, quindi anche nel nostro territorio di Villafranca e della Valtriversa. Peccato che nessuno se ne stia occupando. Basta leggere l’interrogazione di “Villafranca Domani” e la risposta di Cavalla. A precise domande, Cavalla risponde ricopiando le norme di legge, senza mai entrare nel merito dei quesiti che gli abbiamo posto. Mi viene anche da pensare che la risposta non sia sua, ma sia stata scritta da qualche funzionario del Cogesa. E’ troppo formale. Manca di sostanza. Sembra che ignori il problema o che, comunque, non se ne sia interessato. Dalle date che espone, appaiono evidenti tempi molto lunghi che non hanno giustificazioni. Sembra che il problema venga delegato al Cogesa stesso. Ma il Cogesa è un organo dei Comuni. Non sarebbe suo dovere sentirli per primi? E’ vero che Cavalla dice, senza convinzione, che ci sarà un momento nel quale i Comuni potranno fare osservazioni. Quando? Alla fine. Quando il piano di zona andrà in assemblea dei sindaci dove nessuno avrà voglia di entrare nel merito di un problema così complesso e tanti avranno la tentazione di approvare a scatola chiusa.

PERCHE’?

Per quale motivo Cavalla ha accettato di fare il presidente dell’assemblea dei sindaci del Cogesa? Lui dirà che si tratta di un ruolo notarile, in quanto non fa parte del consiglio di amministrazione. E’ vero solo in apparenza, perché è espressione di quella stessa maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione del Cogesa. Si è solo accontentato del posto meno importante: segno di come Villafranca conti sempre meno nell’astigiano.

Un piano di zona serio servirebbe a far lavorare il Cogesa su quello di cui hanno realmente bisogno i Comuni. Servirebbe a far parlare tra loro enti che, spesso, non dialogano (questo è il grande difetto della pubblica amministrazione: ognuno fa per sé e non si coordina con gli altri enti o i diversi livelli di responsabilità. Guardano il proprio orticello, dimenticando il resto. In questo modo succedono sovrapposizioni, dispersioni di risorse e sprechi). Sarebbe utile per unire le risorse e intervenire dove ci sono reali necessità. Servirebbe per dare voce a enti, istituti e volontariato locali che fanno  un sacco di lavoro e che non vengono considerati nelle scelte della politica.

IL  “TAVOLO DEL SOCIALE” DI VILLAFRANCA

Un’ultima osservazione. La risposta alla nostra interrogazione, assolutamente inadeguata, vi spiega come mai a Villafranca abbiamo il probema del “tavolo del sociale” che non funziona: la nostra amministrazione non ne capisce le funzioni e non si preoccupa di coinvolgerlo nella preparazione del piano di zona. Per loro, il sociale è un po’ di carità, magari strumentale, non il modo per dare dignità alle persone che vogliono veramente migliorare, lavorare e riscattarsi.

L’interrogazione presentata da “Villafranca Domani” sui piani di zona del Cogesa

La risposta del sindaco Cavalla

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