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mercoledì, 22 Maggio 2024

il volto nascosto della campagna elettorale/2

PROMESSE

In questi ultimi giorni di campagna elettorale, ci arriva la segnalazione che i nostri avversari prometterebbero anche “posti di lavoro”, dopo la domanda di rito “ma tu per chi voti?”. Spero non sia vero perché speculare sulle persone in stato di bisogno è un brutto sistema. Anche nel 2004 erano arrivati diverse voci in questa direzione. Ci sarebbero state allusioni dirette al beneficio di un posto di lavoro e a contributi economici. Il solito repertorio vecchio come il mondo che serve ad illudere gli elettori più deboli per condizionarne il voto. Poi, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, come diceva qualcuno. In questi anni, abbiamo sentito più volte persone lamentarsi “ci avevano promesso…”.

Credo serva una politica dove i diritti non vengano più spacciati per favori.  Avere un lavoro è un diritto di ogni persona onesta. Cosa può fare un Comune in questo settore? Dare più informazione sulle esigenze delle aziende della zona, attivare consulenza e sostegno per quanti vogliono mettersi in proprio, promuovere l’artigianato,  fare iniziative di orientamento nelle scuole medie per indirizzare i ragazzi verso i corsi di studio superiori più indicati per trovare lavoro, attivare cantieri di lavoro con finanziamenti pubblici per quanti sono disoccupati, favorire la formazione nelle aziende, intervenire in caso di crisi aziendali per attivare la Regione e conseguenti forme di sostegno a chi rischia di perdere il posto di lavoro.

Qualsiasi politica rivolta al sociale deve essere basata sulla democrazia e non deve essere mai usata per la propaganda.

I nostri avversari, che sono la continuazione dell’attuale amministrazione comunale, cercano di prendersi  il merito di aver creato il “tavolo sociale”. L’idea di mettere insieme Comune, associazioni ed enti per iniziative concordate che sostenessero persone in situazione di difficoltà, e consentire loro una verificata possibilità di riscatto,  è nostra, come dimostrano gli articoli usciti proprio su questo sito e le proposte fatte dal gruppo di opposizione in consiglio comunale. L’assenza del Comune di fronte alla crisi delle ex Officine San Grato, atteggiamento criticato con toni duri  anche dall’assessore regionale Angela Migliasso, è risultato evidente. Cosa c’è di diverso tra noi e loro? Noi riteniamo che di fronte ad un problema che riguarda il paese, bisogna fare un tentativo per affrontarlo e dare una risposta chiara, positiva o negativa. In modo particolare, se sono problemi che riguardano fasce deboli della popolazione. Loro rimangono a guardare, cercando di cogliere i risultati più comodi. Non credete a quelli che lanciano il messaggio  secondo il quale le due liste “sono tutte uguali”. Un messaggio che anche qualche articolo apparso sulla stampa ha cercato di avallare. Noi siamo il nuovo che vuole rimettere il Comune al centro della vita amministrativa del paese e ridargli autorevolezza. Loro sono il vecchio che non sa affrontare i problemi dei tempi che cambiano.

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