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venerdì, 12 Aprile 2024

incontro in municipio per discutere sulle case del Garavello

TANTE DOMANDE.

POCHE RISPOSTE

Nel dicembre scorso, il sindaco mi ha convocato per presentarmi il progetto del nuovo villaggio che un imprenditore edile vorrebbe far nascere nella parte alta di Garavello. Si tratta della società Precollina Vernea, facente capo alla famiglia Salvadore. Ho già scritto sull’argomento nel luglio dell’anno passato, dopo una risposta del sindaco ad una mia interrogazione. Alla riunione non sono andato solo. Erano presenti Umberto Russo e Silvia Porta, consiglieri del gruppo “Villafranca Domani”. Questo ha provocato la lamentela del sindaco che ha giudicato eccessiva la nostra presenza in tre. Gli ho risposto che non vedevo il problema, visto che siamo tutti consiglieri comunali e come tali pienamente legittimati a discutere sull’argomento. A rappresentare l’amministrazione c’erano, oltre a Cavalla, l’assessore Paolone e il vice sindaco Guazzo (che comunque non ha preso parte a tutto l’incontro). Presente al tavolo anche la ditta proponente e il tecnico comunale Mauro Pittarelli.

IL PROGETTO

Dall’unica tavola di progetto che ci è stata mostrata, le case previste sono 38, con lotti di circa 900 metri quadrati. Qualcosa in meno di quanto ipotizzato nel luglio scorso, quando si parlava di 46. Da notare che il sindaco aveva altri fascicoli e documentazione mentre, almeno fino a quel momento, nulla risultava presentato al protocollo del Comune. Si trattarebbe di case destinate ad una clientela di fascia medio alta, in quanto verrebbero messe sul mercato a 350 mila euro. La zona interessata è quella sul crinale della collina,  nelle immediate vicinanze della strada attuale, da entrambi i lati, con una seconda fascia di case verso la valle che guarda il paese. Solo il tratto di strada sul quale si affaccerebbero le case verrebbe interessato dall’ampliamento a sei metri. E gli accessi da S. Rocco e da via S. Elena? Nulla è previsto. Qui sta una importante criticità: la viabilità di accesso rimarrebbe quella che è. Considerato che sarebbero stati previsti 80 parcheggi, credo sia realistico pensare a a 100-150 auto in piú destinate a transitare sulla strada che conosciamo, molto stretta e inadeguata a sopportare un traffico sicuramente più importante rispetto a quanto accade oggi. Strada che dovrebbe subire, probabilmente con quella di Bricco Taragno, anche il transito dei mezzi pesanti utilizzati per i cantieri, con tutti i prevedibili danni.

LA VIABILITA’ DA RIFARE

Quindi, al miglioramento della viabilità dovrà pensarci il Comune. Con quali opere e quale spesa? L’amministrazione Cavalla non lo sa. Progettare in anticipo? Troppo difficile. Tutti contenti, ci dicono che il Comune incasserà 300 mila euro di contributo aggiuntivo  dal privato e che l’urbanizzazione (fognatura, energia elettrica, acqua) sarà realizzata a spese dell’impresa costruttrice. Basteranno i 300 mila euro per realizzare una viabilità più funzionale? Se il Comune deve spenderli per la strada, dove sta il guadagno per il paese da questa iniziativa?

CI SAREBBERO OLTRE CENTO RICHIESTE PER NUOVE ABITAZIONI. CONCENTRANDO MOLTO A GARAVELLO, QUANTI SARANNO QUELLI CHE NON VERRANNO ACCONTENTATI?

38 case fanno pensare ad almeno 150 abitanti in piú. Il Comune ci dice che l’iniziativa proposta assorbirà il 50 per cento dell’ampliamento del paese che vorrebbero prevedere nella variante al piano regolatore.  Dove verrà previsto il resto? Il Comune non lo dice. Non lo sa? Non vuole dirlo? O forse non c’è accordo nemmeno tra gli stessi membri dell’amministrazione Cavalla. L’amministrazione sostiene che ci siano  più di cento richieste di privati diversi per nuove edificazioni. In quali zone? Nessuno lo dice.  E queste persone non hanno diritto ad una risposta? Concentrare molto del possibile ampliamento delle aree edificabili in un’unica zona fatalmente scontenterà tanti.

IL PAESE DI DOMANI

Quando noi di “Villafranca Domani” abbiamo chiesto a sindaco e assessori di spiegarci il quadro generale della variante al piano regolatore e il modello di paese che hanno in testa per i prossimi 10-15 anni, non abbiamo avuto alcuna risposta. Quando abbiamo chiesto di sapere quante sono le case vuote, ci è stato risposto che era inutile fare il lavoro di censirle perché ai privati non interessa metterle sul mercato. Visto che l’amministrazione comunale non è capace di dare dati, ricordo quelli forniti da Angelo Benotto, personaggio che tanti di voi conoscono, con un lungo impegno nel volontariato e molto attento alle statistiche. Durante l’incontro pubblico organizzato da Legambiente lo scorso 28 ottobre, Benotto ha fornito il suo conteggio: a Villafranca ci sarebbero 190 unità immobiliari vuote disponibili per la vendita e 495, sempre vuote, oggi fuori mercato. Dati rilevanti sui quali occorre riflettere. Compito del Comune è anche favorire un mercato edilizio equilibrato, in grado di esprimere un ventaglio di offerte, a partire da abitazioni economiche in un contesto urbano decoroso per quanti non hanno particolari risorse economiche, fino a fabbricati di maggior pregio per chi ha maggiori disponibilità. Conoscere quanto oggi è vuoto, dove si trova e le motivazioni per le quali è fuori mercato, serve a decidere in modo preciso dove intervenire e con quali mezzi. Altrimenti si va a naso o per sentito dire. Cioè l’esatto contrario di un buon modo di amministrare. Abbiamo anche posto il problema dei servizi necessari per sostenere un incremento complessivo della popolazione che deriverebbe dall’espansione edilizia desiderata dall’amministrazione comunale. Per il Comune, la popolazione deve aumentare del 10 per cento in cinque anni. In base a quali ragionamenti si è arrivati a questo dato? Nessuno lo dice. Cosa servirà? Parcheggi alla stazione ferroviaria?  Un ampliamento delle scuole? Più posti in casa di riposo? Più costi per la raccolta dei rifiuti? Strade? Più servizi sociali? Quanto costerà tutto questo?  Avremo i soldi? L’amministrazione Cavalla risponde infastidita solo un generico vedremo, ritenendo inutile preoccuparsi ora di questi problemi. Problemi che diventerebbero ancora più importanti se prendesse corpo l’idea, già ipotizzata dal sindaco, di ampliare ulteriormente, in un imprecisato futuro, la zona edificabile a Garavello rispetto a quanto previsto per le case che vuole costruire la Precollina Vernea.
Con una situazione del genere, viene facile pensare che quanti vorranno una casa saranno di fatto indotti a rivolgersi alle ville del Garavello, ammesso che se lo possano permettere. Un condizionamento del mercato non da poco.

LA NOSTRA OPINIONE

Dalla riunione, è risultato evidente che l’amministrazione Cavalla condivide  il progetto che le è stato proposto dal privato senza porsi alcuna preoccupazione, senza farsi alcuna domanda e senza avere prima una visione di come dovrà essere il paese nel futuro. Noi riteniamo sia apprezzabile l’impegno di un imprenditore che voglia investire in paese. Crediamo che un investimento privato importante se viene fatto sapendo il quadro generale di quello che sarà la Villafranca di domani fornisca più certezze all’imprenditore e quindi più valore a quanto il privato desidera realizzare. Come ho già sostenuto nell’articolo di luglio, un’importante opera privata, pensata in modo coerente a quel quadro generale di paese a cui accennavo prima, deve comunque avere una ricaduta positiva netta, visibile e tangibile per tutta la collettività: opere e interventi certi, non rimandati a tempi indefiniti, che risolvano problemi altrimenti non affrontabili dal Comune.

Villafranca è obbligata ad aumentare di popolazione? C’è necessità di abitazioni economiche o di ville? Cosa si può fare per rendere più interessanti le abitazioni che sono già sul mercato e favorirne l’ingresso per quelle che oggi ne sono fuori? Abbiamo i soldi per sostenere un’espansione in un momento di grosse difficoltà come l’attuale? Quali costi ambientali ci sarebbero e quali danni? Oggi ci sono terreni edificabili ancora non utilizzati, perché non sono sul mercato, dai quali si può recuperare possibilità di costruire? Progettare prima serve per evitare danni irreversibili dopo. Per progettare un territorio bisogna avere una visione di futuro. Una volta che l’ambiente viene toccato, non torna più al suo aspetto naturale. E di danni urbanistici Villafranca ne ha visti diversi nella sua storia. Aggiungo un particolare. Appare sempre più evidente l’utilità di coordinare tra loro i piani regolatori dei paesi della Valtriversa. Ormai, le risposte ai problemi devono essere sovracomunali.

Ovviamente, al termine della riunione, ci hanno invitato ad essere favorevoli al progetto. Noi abbiamo detto che daremo la nostra valutazione solo dopo aver avuto risposta alle domande che abbiamo fatto. Ammesso che le risposte arrivino.

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