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venerdì, 12 Aprile 2024

consiglio comunale del 18 marzo: “Villafranca Domani” per il ritorno nella Valtriversa

L’UNIONE PER AVERE UN FUTURO

Il consiglio comunale di martedì 18 marzo ha visto un nuovo scontro tra la maggioranza e il nostro gruppo sul problema dell’uscita dalla Valtriversa. L’occasione sono state le convenzioni per lo sportello unico (l’ufficio che si occupa di gestire le pratiche con la pubblica amministrazione per chi ha attività produttive), la commissione per il paesaggio (che da pareri sulle pratiche edilizie) e la convenzione per la gestione dell’istruzione (che prevede solo un contributo forfettario di 100 euro pagato dai Comuni della ex Valtriversa a favore dei Comuni sede di scuola: Baldichieri, Monale e la stessa Villafranca). Noi di “Villafranca Domani” ci siamo astenuti, ritenendo che questi servizi dovevano essere gestiti in modo diretto dall’Unione Valtriversa. Abbiamo ribadito la nostra contrarietà sull’uscita del nostro paese dall’Unione, rilevando, nello stesso tempo, che doveva essere ripristinata un’operatività degli stessi per non danneggiare ancora i cittadini. L’amministrazione ci ha invitato a smetterla con questo argomento.  Ovviamente, tanto per non perdere l’abitudine, ha anche tentanto di metterci in bocca parole che non abbiamo mai detto. Noi, brutti e cattivi, saremmo quelli che volevano far pagare di più i cittadini villafranchesi. Nulla di più falso. Noi chiediamo da sempre la costruzione di un’Unione forte, capace di gestire insieme tutte le attività attuali dei Comuni e di assumere nuovi servizi. Una Valtriversa che sappia eliminare sprechi e dispersioni di risorse per usare al meglio quello che c’è, facendo assumere a tutta la nostra zona un maggior peso politico perché uniti si è più grandi e si conta di più. Serve un nuovo modello di lavoro, con una classe dirigente che sappia prendersi cura di tutta la zona senza fermarsi agli inutili confini dei nostri paesi. Una Valtriversa forte, con pari diritti e pari doveri per tutti i cittadini, che possa poi fondersi in un solo Comune. Questo noi chiediamo da anni, nella totale indifferenza dell’amministrazione villafranchese. L’attuale governo del paese porta tutte le responsabilità delle scelte fatte negli anni scorsi perché i suoi membri più autorevoli sono ai comandi da quindici anni sotto lo stesso simbolo. Sono proprio quelli gli anni persi. Allora c’erano le risorse per costruire la vera Valtriversa. Ora, tutto è più difficile. Le proposte del presidente dell’Unione, Bruno Colombo, sindaco di Roatto, sono state le prime, serie, da parte di un primo cittadino. Un buon punto di partenza. Ma sono di poco meno di un anno fa. C’era troppo poco tempo per pensare che questo bastasse a recuperare i tanti anni persi inutilmente. Servivano sperimentazioni. Ricostruzione dei servizi, non semplice somma dell’esistente. Preparazione di politiche di territorio basate sulla competenza e sull’approfondita conoscenza dei problemi. Far toccare con mano a tutti i Comuni l’utilità dello stare uniti: risultato che avrebbe avuto un valore ben superiore a tanti discorsi. Bisognava avere il coraggio di darsi almeno due anni di lavoro per un progressivo rafforzamento dell’Unione e la costruzione dei servizi insieme. Sostenere, come fa l’amministrazione villafranchese, che si doveva arrivare a mettere tutto insieme subito, già stabilendo la fusione, è il classico sistema per alzare la posta in gioco e far saltare il banco, per poter dare la colpa agli altri se le cose non vengono fatte. Uscire dalla Valtriversa sarà per Villafranca un danno gravissimo, che ricadarà su tutti i cittadini. Uno strappo che sarà faticoso rimarginare. Il nostro paese può contare solo se ha gli altri vicino. Da soli siamo piccoli anche noi. Perderemo servizi e opportunità.

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