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mercoledì, 22 Maggio 2024

conclusa la gara pubblica che ha affidato i servizi prestati dalla casa di riposo Santanera. Ora serve un rilancio della struttura con prestazioni di eccellenza per difendere gli anziani e chi lavora nella casa di riposo

TUTELARE GLI ANZIANI E LE LORO FAMIGLIE

Nello scorso dicembre è stato affidato l’appalto per la gestione dei servizi forniti dalla casa di riposo Santanera. L’istituto ha una sola dipendente, la direttrice. Da molti anni, tutto il resto del personale è  fornito da una cooperativa esterna. C’è stata una gara europea, alla quale hanno partecipato ben 22 cooperative. Una commissione tecnica ha valutato i progetti presentati, sia per l’aspetto economico, sia per i contenuti per verificare qualità e rispetto dei requisiti di legge.  La commissione era composta da Miranda Lionello, la direttrice della struttura; Piero Botto, direttore del Cogesa, il consorzio per i servizi socio assistenziali del nord astigiano; Franca Serra, presidente del Cisa, il consorzio socio  assistenziale del sud astigiano. La commissione, con un giudizio unanime, ha concluso che la proposta migliore è quella del consorzio Socialcoop e della cooperativa Opera. Il risparmio economico a favore dell’ente dovrebbe comunque aggirarsi intorno ai 70 mila euro in tre anni. Il servizio migliorerà grazie a una regolamentazione più precisa che coinvolgerà tutto il personale e richiederà allo stesso un impegno maggiore. Responsabilità maggiori saranno richieste anche alla cooperativa che ha vinto la gara. Un lavoro lungo e complesso dopo la revoca “per insanabili vizi formali” del precedente tentativo di affidare la gestione del Santanera ad una cooperativa di Moncalieri che aveva fatto danni nell’astigiano. Rileggetevi la storia
È piuttosto singolare che il sindaco, lo scorso 6 gennaio, alla festa organizzata dall’Avis proprio alla casa di riposo,  abbia lamentato che dal nuovo appalto non siano uscite le risorse per ristrutturare la ex proprietà Venturello. Si tratta dei fabbricati acquistati dal Santanera cinque anni fa in via Roma, accanto alla sua sede, rimasti sempre inutilizzati, sui quali la casa di riposo paga un mutuo senza averci mai ricavato un centesimo. Mutuo che è la causa del disavanzo dell’ente. E come potevano uscire le risorse per ristrutturare dalla gara? Riducendo la qualità dei servizi agli anziani e tagliando posti di lavoro, come si rischiava di fare con  l’appalto annullato nel 2011 in quanto pieno di difetti e di ambiguità? Sindaco e vicesindaco hanno sostenuto l’operato del presidente Carlo Binello, cioè di colui che ha voluto nei fatti l’appalto poi cancellato. C’è una chiara responsabilità politica del Comune perché Binello è stato nominato dall’amministrazione comunale. Chi governa oggi Villafranca ha messo in atto iniziative concretamente realizzabili per sostenere il Santanera e il recupero della ex Venturello? No. E ora il sindaco si lamenta. Volevano dimenticarsi della casa di riposo scaricandola in qualche modo ad altri. Non ci sono riusciti perché glielo abbiamo impedito, nell’interesse degli anziani e in nome della legalità. Creare servizi per gli anziani è un lavoro. Ci vogliono idee, sensibilità, pazienza, preparazione e un impegno ben superiore a qualche momento di festa. Loro non ne sono capaci. Non lo concepiscono nemmeno. Perché preoccuparsi di chi è anziano e magari da solo, quando si vive nelle proprie comode case accanto ai propri famigliari? Questa amministrazione comunale non crede nel sociale. Lo considera  fastidioso e inutile. Al massimo, un po’ di carità. Cosa ben diversa dal garantire  tutti i cittadini una dignitosa qualità della vita. Poi, non dimentichiamoci che gli anziani del Santanera, spesso non autonomi, non portano voti e la casa di riposo è un posto dove chi sta bene, ed ha ancora l’età dalla sua, fatica ad entrare. Non si vuole sapere cosa c’è li dentro. Meglio non vedere e rimuovere.

LE NOSTRE PROPOSTE

Cosa serve al Santanera? Serve un rilancio che guardi avanti, al futuro, con più servizi di eccellenza. Come? Fare quello di cui c’è bisogno ma che altri non fanno. Un reparto appositamente attrezzato per malati di Alzheimer, grave malattia degenerativa che colpisce un numero rilevante di anziani anche nella nostra zona e nell’astigiano, causa forti oneri per le famiglie. Servizi domiciliari di assistenza per curare i tanti che vivono soli e che vogliono ancora mantenere la propria indipendenza. Qualche mini alloggio per chi vuole essere ancora indipendente ma preferisce stare vicino al Santanera, usandone i servizi. Un consorziamento con altre case di riposo della zona per collaborare e risparmiare. Su tutti questi temi il Comune e la Valtriversa possono giocare un ruolo importante nel mantenimento del ruolo pubblico della struttura, nella progettazione, nella sperimentazione e nella gestione. Ma devono sceglierlo e volerlo. Qui sta la differenza tra noi e chi governa oggi Villafranca.

Cliccate di seguito per leggere l’interrogazione presentata da “Villafranca Domani”.

L’interrogazione presentata da “Villafranca Domani”

1 commento

  1. Interessante articolo, cui vorrei aggiungere il piccolo suggerimento di incoraggiare e stimolare il volontariato. Potrei parlare di questo argomento avendo vissuto l’esperienza di Villa Arcadia, in cui le persone, e molte volte le coppie di coniugi volontari, “adottano” un anziano scelto dalla direzione in special modo fra i più soli ed i più bisognosi. In tal modo si ha che nella struttura non sia presente solo personale “mercenario” seppur altamente qualificato, ma anche persone che volontariamente intendano offrire un servizio di compagnia, e se necessario di piccola assistenza per le incombenze che non richiedono qualifiche (tipo passeggiate) che ho potuto constatare sono particolarmente graditi dai degenti.

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