<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>I fatti negli altri Comuni Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
	<atom:link href="https://paolovolpe.it/category/i-fatti-negli-altri-comuni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://paolovolpe.it/category/i-fatti-negli-altri-comuni/</link>
	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Nov 2024 18:53:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.3</generator>

<image>
	<url>https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/09/cropped-favicon-paolo-volpe-100-32x32.jpg</url>
	<title>I fatti negli altri Comuni Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
	<link>https://paolovolpe.it/category/i-fatti-negli-altri-comuni/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Federico Fornaro spiega Giacomo Matteotti</title>
		<link>https://paolovolpe.it/federico-fornaro-spiega-giacomo-matteotti/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/federico-fornaro-spiega-giacomo-matteotti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 18:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[I fatti negli altri Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paolovolpe.it/?p=4854</guid>

					<description><![CDATA[<p>Federico Fornaro è tornato a Cantarana per presentare il suo ultimo libro &#8220;Giacomo Matteotti &#8211; L&#8217;Italia migliore&#8221; (edito da Bollati Boringhieri). L&#8217;appuntamento è stato voluto da &#8220;Villafranca Domani&#8221;, dalla Biblioteca di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/federico-fornaro-spiega-giacomo-matteotti/">Federico Fornaro spiega Giacomo Matteotti</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Federico Fornaro</strong> è tornato a Cantarana per presentare il suo ultimo libro &#8220;Giacomo Matteotti &#8211; L&#8217;Italia migliore&#8221; (edito da Bollati Boringhieri). L&#8217;appuntamento è stato voluto da <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong>, dalla <strong>Biblioteca di Cantarana &#8220;Ezio Pavia&#8221;</strong> e dalla <strong>Biblioteca di Dusino San Michele</strong>. Purtroppo, questa volta il pubblico è stato modesto. Appena una quindicina di persone. La concomitanza di altre iniziative nella zona non ha favorito le presenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio il Comune di Cantarana, nella persona del sindaco <strong>Roberta Franco</strong>, per la disponibilità e l&#8217;attenzione che ha sempre mostrato verso le nostre proposte. Un grazie anche a <strong>Mario Renosio</strong>, ex direttore scientifico dell&#8217;Istituto per la Storia della Resistenza di Asti, che, dialogando con l&#8217;autore, ci ha accompagnato nel conoscere la figura di Giacomo Matteotti. Renosio ci aiuta nelle nostre iniziative di cultura politica da molti anni.</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<h4><strong>CHI ERA GIACOMO MATTEOTTI?</strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giacomo Matteotti</strong> nasce a Fratta Polesine (Rovigo) il 22 maggio 1885.  Muore a Roma il 10 giugno 1924, rapito e assassinato da una squadra di fascisti. È onorevole e segretario del Partito Socialista Unitario, costituito dopo una scissione del Partito Socialista Italiano al congresso di Roma dell&#8217;ottobre 1922.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;odio fascista contro Matteotti nasce proprio nel Polesine, teatro dell&#8217;alluvione del 1882, la prima grande calamità naturale dell&#8217;Italia unita. Il Polesine è rimasto un territorio povero. Vi regnano miseria, malattie, analfabetismo. Matteotti è odiato perché, pur essendo di famiglia benestante, proprietaria terriera, sceglie di mettersi con i più deboli. È un socialista anomalo oltre a essere un politico molto diverso per la sua epoca. Concreto con i suoi ideali. Non usa mai la retorica, a differenza di Mussolini e del fascismo. Per questo, il dittatore lo ha sempre patito.</p>
<h4><strong>LE SUE IDEE</strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>L&#8217;origine del suo impegno politico parte dalla sua comunità</strong></span>. Da quei piccoli Comuni dove si fa eleggere e dove organizza una scuola di politica per insegnare ai compagni di partito come si gestisce un bilancio. Fa politica con competenza, preparando e studiando gli argomenti che deve trattare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #3366ff;">È un pacifista e antimilitarista</span></strong>.  Quindi si schiera contro la guerra per la conquista della Libia e contro l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nel primo conflitto mondiale. Per Matteotti non esiste la guerra &#8220;patriottica&#8221;. E&#8217; sempre un&#8217;aggressione pagata con sangue e sacrifici dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>Crede nella giustizia sociale</strong></span>, da attuare anche con una tassazione progressiva. Per primo, ha una visione politica europeista perché crede che un <span style="color: #3366ff;"><strong>continente fatto di piccole patrie porti in sé il germe della guerra.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #3366ff;">E&#8217; contro il fascismo in modo intransigente</span></strong>. Non si possono fare accordi con chi uccide la democrazia con l&#8217;uso sistematico della violenza. A fine febbraio 1924, pochi mesi prima della sua morte, venne assassinato dai fascisti un candidato socialista alle elezioni politiche, Antonio Piccinini, di Reggio Emilia. Malmenato, appeso a un gancio da macellaio, finito a colpi di pistola e appeso a un albero vicino alla ferrovia come monito per gli operai pendolari che arrivavano con il treno. Nonostante questo, nel seggio gli operai lo votano lo stesso fino a farlo risultare eletto. Uno dei tanti morti di quegli anni, dei quali si è persa memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Matteotti comprende prima degli altri <span style="color: #3366ff;"><strong>la natura eversiva del fascismo</strong></span> ma capisce i motivi della sua nascita, identificati nelle tensioni del biennio rosso (1919-1920). Lo dice già nel 1921. Non esita a mettersi contro anche quella parte di sindacalismo e di socialisti che non vedevano male l&#8217;idea di un compromesso o, peggio, di una collaborazione con il nuovo regime. Nello stesso tempo, sa che la rivoluzione russa non può essere replicata in Italia, in un contesto totalmente diverso. Le masse vanno preparate e deve crescere la loro consapevolezza. La rivoluzione sono i Comuni che portano nel Polesine acqua e luce per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; moderno perché ritiene che lo Stato debba t<span style="color: #3366ff;"><strong>utelare la legalità e il libero confronto politico</strong></span>. La figura di Matteotti ci fa capire quanto sia pieno di falsità il tentativo odierno di riscrivere la storia del ventennio. Vogliono farci credere che il fascismo sia stato una dittatura da operetta che, alla fine, aveva fatto cose buone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo omicidio è <span style="color: #3366ff;"><strong>un delitto di Stato</strong></span>. Non ci sarà mai la prova regina che indichi con assoluta certezza il mandante. Tuttavia, il processo farsa ai suoi assassini, il tanto denaro e le protezioni che il regime accordò loro nel tempo sono fatti accertati. È evidente che con la sua intransigenza, la sua tenacia e la sua attività parlamentare e di segretario del partito, Matteotti poteva ostacolare il fascismo. Magari con la denuncia di un pesante buco nel bilancio statale e di una possibile maxi tangente a favore di Arnaldo Mussolini per le concessioni petrolifere di estremo favore date alla Sinclair Oil. Con l&#8217;omicidio, il fascismo ha un momento di crisi profonda ma si salva grazie ancora una volta all&#8217;inerzia del Re, sostenuta dal voto di fiducia a Mussolini del Senato. Anche Benedetto Croce dice si al fascismo. Il 3 gennaio 1925, parlando alla Camera, Mussolini pronuncia il suo famoso discorso di arrogante rivendicazione della violenta rivoluzione fascista.</p>
<p style="text-align: center;"><em> *****</em></p>
<p><strong><em>MATTEOTTI: RISCOPRIAMO IL SUO VALORE ETICO E POLITICO</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Credo che il libro di Fornaro vada letto. Le idee di Matteotti, se confrontate con l&#8217;epoca attuale, mettono ancora di più in evidenza la mediocrità della politica di oggi. Dal livello locale a quello più alto. Impegno, militanza, rispetto della cosa pubblica, legalità, rifiuto della guerra, libertà di espressione, mettersi dalla parte dei più deboli per dare a tutti opportunità, una visione di Europa: sono valori che Matteotti ci ricorda. Sono i valori della Costituzione repubblicana. Riscopriamoli. Facciamoli conoscere ai giovani con esempi positivi. Possiamo ancora recuperare? Credo di si ma c&#8217;è sempre meno tempo a disposizione. I sintomi della malattia ci sono tutti. Il disimpegno dalla politica, a partire da quella dei nostri paesi. L&#8217;astensionismo da voto, giustificato con comodo alibi di che tanto sono tutti uguali. I partiti “personali”. A qualsiasi livello, si cercano “leader”. Fanno immagine e tolgono la responsabilità di pensare e di agire. La politica  per fare interessi privati e clientelari, senza moralità. La mancanza di una vera informazione. L&#8217;uso dei social e dei mezzi di comunicazione per &#8220;manganellare&#8221; l&#8217;avversario politico, screditandolo, come ha ricordato durante l&#8217;incontro Daniele Barcaro. L&#8217;economia che governa la politica mentre dovrebbe essere governata dalla politica. La riabilitazione del fascismo che non preoccupa più.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Se la parte buona della società si ritira, lo spazio viene occupato dal peggio.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/federico-fornaro-spiega-giacomo-matteotti/">Federico Fornaro spiega Giacomo Matteotti</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/federico-fornaro-spiega-giacomo-matteotti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cantarana: accolti sei profughi ucraini</title>
		<link>https://paolovolpe.it/cantarana-accolti-sei-profughi-ucraini/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/cantarana-accolti-sei-profughi-ucraini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 14:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I fatti negli altri Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paolovolpe.it/?p=4710</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 23 marzo scorso, Cantarana ospita sei profughi ucraini. Sono due donne, due ragazze e due ragazzi. Iniziativa resa possibile dalla solidarietà del volontariato locale che ha allestito e organizzato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/cantarana-accolti-sei-profughi-ucraini/">Cantarana: accolti sei profughi ucraini</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Dal 23 marzo scorso, Cantarana ospita sei profughi ucraini. Sono due donne, due ragazze e due ragazzi. Iniziativa resa possibile dalla solidarietà del volontariato locale che ha allestito e organizzato l&#8217;alloggio. Sono ospitati nell&#8217;alloggio che era di don Rolfo. I profughi, come ci ha spiegato il sindaco Roberta Franco, sono arrivati in Italia per tramite la Caritas. Un messaggio positivo da un paese che, nonostante le dimensioni contenute, ha sempre mostrato molta attenzione all&#8217;impegno sociale.</div>
<div style="text-align: justify;">Sempre per tramite della Caritas, otto mesi fa è arrivata a Villafranca una famiglia afghana.</div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/cantarana-accolti-sei-profughi-ucraini/">Cantarana: accolti sei profughi ucraini</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/cantarana-accolti-sei-profughi-ucraini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Portare i giovani nei luoghi della Memoria</title>
		<link>https://paolovolpe.it/4586-2/</link>
					<comments>https://paolovolpe.it/4586-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 11:25:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I fatti negli altri Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paolovolpe.it/?p=4586</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un plauso alla bella iniziativa del Comune di Buttigliera. Come riportato dal sito 100TORRI, l&#8217;amministrazione ha deciso di contribuire alle spese per far partecipare cinque ragazzi delle scuole superiori all&#8217;edizione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/4586-2/">Portare i giovani nei luoghi della Memoria</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Un plauso alla bella iniziativa del <strong>Comune di Buttigliera</strong>. Come riportato dal sito 100TORRI, l&#8217;amministrazione ha deciso di contribuire alle spese per far partecipare cinque ragazzi delle scuole superiori all&#8217;edizione 2022 del &#8220;Treno della Memoria&#8221;. Un progetto formativo che consente ai giovani di visitare i campi di concentramento che videro lo sterminio di massa operato dal nazismo di ebrei ed oppositori. Dal 2004, l&#8217;associazione <span style="color: #ff0000;"><em><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://www.trenodellamemoria.it/">&#8220;Il Treno della Memoria&#8221;</a></strong></em></span> ha portato oltre 37 mila ragazzi e ragazze a vivere questa importante esperienza. Non una semplice gita scolastica ma un percorso educativo, con attività preparatorie al viaggio e successive nelle quali i partecipanti possono trasmettere ad altri le loro impressioni.</div>
<div data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true"><strong>Christian Giordano</strong>, sindaco di <strong>Villanova d&#8217;Asti</strong>, mi ricorda che il suo Comune era stato il primo in provincia di Asti ad aderire &#8220;Treno della Memoria&#8221;, già nel 2018.</div>
<div style="text-align: justify;">Sono begli esempi che andrebbero seguiti e sviluppati anche nel nostro territorio con le attività promosse dall&#8217;<a href="http://www.israt.it/"><em><span style="color: #ff0000;"><strong>Istituto Storico per la Resistenza di Asti</strong></span></em></a>, ente al quale il Comune di Villafranca aderisce ma che le amministrazioni di questi anni ha sempre dimenticato. Siamo stati noi di &#8220;<strong>Villafranca Domani&#8221;</strong> a fare diverse iniziative con l&#8217;Israt negli anni. Eventi che qualcuno dal governo comunale etichettava come politica di sinistra e quindi da evitare. In realtà volevano essere e sarebbero ancora oggi momenti per dare ai giovani e ai meno giovani la conoscenza della storia e delle tragedie che l&#8217;uomo ha vissuto. Cioè gli strumenti culturali che consentono di non ripetere gli errori del passato. In questi giorni stiamo rivivendo gli orrori di una guerra in Europa ma ci siamo dimenticati di quando avevamo il conflitto alle porte di casa, nella ex Jugoslavia.Conflitto al quale abbiamo partecipato come Nato. Ci siamo dimenticati delle inevitabili atrocità che ogni guerra comporta. Di tutte quelle guerre che avvengono in paesi più lontani ma che noi occidentali alimentiamo per i nostri interessi economici e per vendere armi. Conflitti che non risolvono nulla e costano enormi sacrifici, in vite umane, denaro e distruzioni. Ci siamo dimenticati la necessità della politica vera. Quella faticosa. Capace di guardare lontano. Fatta da uomini che non cercano l&#8217;apparenza del momento ma la costruzione nel rispetto degli altri e di ogni diversità. Di quella politica che serve per non farsi la guerra.</div>
<div style="text-align: justify;">Qualcuno dirà: la solita retorica. No. L&#8217;invito a pensare che tutti possiamo fare qualcosa per cambiare in meglio. Che il vero cambiamento parte dal basso. Con tanti piccoli gesti di impegno e di civiltà alla portata di ognuno. Nelle comunità locali dove viviamo. Dove possiamo applicare nei fatti solidarietà sociale e migliore qualità della vita per tutti.</div>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/4586-2/">Portare i giovani nei luoghi della Memoria</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://paolovolpe.it/4586-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
