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mercoledì, 22 Maggio 2024

casa della salute: ora si devono fare nei centri abitati

GLI ERRORI DEL PASSATO

La “casa della salute” nei centri urbani. Anche la Regione si sarebbe convinta che questa è la scelta migliore. Lo dice un recente articolo apparso sulla Stampa (27 luglio 2016, a firma di Selma Chiosso) circa l’eventualità di una casa della salute a Villanova, dove non verrebbe ipotizzata la costruzione di una nuova struttura ma la più saggia ristrutturazione di un fabbricato esistente. Chissà se qualcuno si ricorda quando, dieci anni fa, proponemmo di fare la casa della salute nel fabbricato ex venturello, in via Roma, accanto alla casa di riposo Santanera. La nostra proposta venne bocciata dall’amministrazione comunale Padovani Cavalla, che non volle nemmeno provare a lavorarci.  Magari se il Comune avesse provato a trattare con l’ASL e la Valtriversa non si fosse completamente disinteressata del problema, avremmo recuperato un fabbricato oggi ancora vuoto e in abbandono. Un edificio comprato facendo debiti dalla casa di riposo. Quindi con soldi pubblici. Probabilmente, avremmo fatto la ristrutturazione con un costo più basso di quanto speso per l’attuale fabbricato della “casa della salute” posto sulla ex statale 10. Con il vantaggio di mantenere un servizio utile nel centro del paese e non portarlo quando sarà in un posto dove si ferma l’acqua, scomodo dal centro abitato e con un accesso che appesentirà ancora di più un tratto di strada già molto trafficato e insidioso. La casa della salute si sarebbe potuta integrare con il Santanera. con una maggiore versatilità di utilizzo. Con un po’ di voglia di sperimentare, ci sarebbero state maggiori possibilità concrete di farla funzionare in anticipo.

Ormai quanto è successo appartiene alla storia. Ma ricordarlo è utile. Non serve lamentarsi se il centro di Villafranca diventa sempre più morto e vuoto. Se non ci sono servizi. Se si sono spesi soldi per strutture che rimangono inutilizzate. Tutto deriva da scelte fatte. E le scelte, giuste o sbagliate che siano, a qualsiasi livello, hanno sempre dei responsabili. In politica, come in famiglia o in un’azienda, bisogna scegliere con una visione di futuro chiara, non guardando a qualche vantaggio immediato, magari con scopi di immagine o per farsi un po’ di propaganda. Forse, bisogna imparare dagli errori del passato e, consentitemelo, magari quei cattivi dell’opposizione avevano visto giusto.

SOLO LA STRUTTURA DI VIA LUOTTO E’ REALMENTE SERVITA

Se prendiamo in considerazione l’attuale struttura sanitaria di via Luotto, la casa ex Venturello di proprietà del Santanera e il fabbricato ancora non ultimato della “casa della salute” vediamo con facilità che l’unico ad essere realmente servito e ad essere ancora oggi utile è il primo. In quel caso, il Comune aveva fatto una scelta di impegno diretto. Precisa negli obiettivi (era il 1996). L’aveva progettata, contrattandola con l’Asl. Grazie a quello sforzo, aveva ottenuto il 118. La casa ex Venturello è stata comprata senza alcuna idea di cosa farne. Per la “casa della salute”, il Comune e la Valtriversa hanno perso anni senza pretendere il rispetto degli impegni presi dall’Asl circa i servizi da metterci dentro. Per anni non si è mai andati nel concreto, senza mai chiedersi cosa servisse al territorio e senza mai avanzare proposte adeguate ai tempi che stavano cambiando. Si è rimasti ad aspettare decisioni di altri senza provare a far contare le aspettative della gente che abita in zona. Ma per pesare, i Comuni devono essere uniti.

E DOPO LA PETIZIONE?

Come vi avevamo promesso, dopo la petizione del Comitato spontaneo sul futuro della “casa della salute”, abbiamo chiesto all’Asl un incontro per conoscere gli eventuali sviluppi dopo l’assemblea pubblica del marzo scorso. Riunione in previsione per fine agosto. Ritengo positiva la disponibilità che l’Asl ci sta dimostrando. Oggi il problema principale è capire quando la struttura entrerà in funzione e quali servizi vi verranno ospitati. Come richiesto da tutti quelli che hanno firmato la petizione. Se ci sarà il semplice trasferimento di quanto oggi in via Luotto, avremo perso tutti e sprecato tanti soldi di tutti. Abbiamo anche chiesto la possibilità, per quanti lo vorranno, di accedere al cantiere e fare domande ai tecnici presenti. Vi terremo informati.

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