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domenica, 25 Febbraio 2024

“casa della salute”: la trattativa dovrebbe proseguire oltre il 31 dicembre

FACCIAMO CONTARE LA GENTE

La vicenda della “casa della salute” si arrichisce di un nuovo particolare. Quale? In una riunione informale successiva al consiglio comunale, abbiamo appreso dal sindaco di Baldichieri che il confronto per i contenuti da mettere nella struttura non si dovrebbe esaurire entro il prossimo 31 dicembre perché potrebbe proseguire anche oltre. Nel piano territoriale dell’Asl, se ho ben compreso quanto detto da Forno, dovrebbe essere solo citata l’apertura della struttura. Se il confronto non si deve per forza esaurire in pochi giorni, con tutte le difficoltà che i Comuni avrebbero, direi che è una buona cosa. Pochi giorni con le feste di mezzo sarebbero il solito confronto per finta, dopo tanti anni persi. Nel piano dovrebbe solo essere citata “l’apertura” della struttura. Tuttavia, credo non basti. Se il percorso istituzionale sarà quello, bisogna che vengano almeno citati gli obiettivi da attribuire alla stessa. Quali? Secondo “Villafranca Domani”, almeno:

– che faccia attività di prevenzione, come unica vera forma di reale risparmio sui costi futuri, in particolare attraverso il monitoraggio e l’educazione delle categorie sociali e le situazioni più a rischio;

– che sia presidio di sanità territoriale, come eliminazione o almeno riduzione del costo socio economico che tanti devono sostenere per recarsi in ospedale: una vera gravosa tassa occulta che potrebbe essere evitata dalla sanità che “si reca” dal cittadino. Anche portando le visite specialistiche sul territorio e a domicilio, compresi gli esiti di tutti gli esami. Magari in modo semplificato con un uso efficace della tecnologia. Qualcuno mi dovrebbe spiegare che senso ha fare code per una visita che si riduce nel portare allo specialista gli esami che ti erano stati prescritti, e che tu magari hai fatto proprio nello stesso ospedale e sei dovuto andare a ritirare personalmente, e questo si limita a trascrivere alcuni dati sul computer e ti congeda, quasi senza guardarti in viso. I dati non li può avere in via telematica?  Non può averli direttamente dal suo collega? Evitare di spostare le persone significa evitare significativi costi di trasporto magari con mezzi appositi, disagi e fatica per gli anziani che di solito fanno fatica a spostarsi,  perdita di ore di lavoro;

– che faccia vera continuità assistenziale, sia con l’assistenza 7 giorni su 7 con orari che consentano l’accesso anche a chi lavora, sia concordando un incremento dell’orario fornito dai medici di famiglia ai quali la “casa della salute” deve dare il supporto delle proprie tecnologie, se ci saranno, e delle proprie attività;

– che sappia integrarsi con le altre strutture territoriali. Che sappia parlare, e abbia l’autorevolezza per farlo, con gli altri soggetti della zona per costruire insieme una rete territoriale di servizi. Penso, in particolare, ai vantaggi di collaborare con la casa di riposo “Santanera”. C’è tutto il potenziale servizio che la stessa può offrire per coprire quei bisogni assistenziali non acuti ma spesso sempre complessi che oggi le famiglie affrontano con il nebuloso mondo delle assistenze private, spesso non qualificato;

– che diventi un punto socio assistenziale che non sia solo uno “sportello pratiche” ma un supporto reale al cittadino ed ai Comuni per individuare di chi sia la competenza dei casi di bisogno e verificare il percorso migliore per affrontarli.

La “casa della salute” non deve essere il semplice trasferimento di quello che ancora funziona oggi ospitato nei locali di via Luotto: diventerebbe uno spreco. Deve avere prestazioni capaci di accrescere qualità, sicurezza, facendo risparmiare i cittadini, che devono essere tutelati non penalizzati.

PERCHE’ I COMUNI HANNO PAURA DI ESPORSI?

Mi piacerebbe che i sindaci, nella contrattazione con l’Asl, evitassero di mettersi già nella posizione dei perdenti, facendo richieste al ribasso e dimostrando ancora una volta che questo territorio conta sempre meno e ha paura di provare a contare qualcosa. Non capisco perché ci sia chi teme di esporsi su questi temi. Ma almeno voglio sperare che il protocollo di intesa del 2007 non sia considerato dagli stessi sindaci un documento “superato”. Gli impegni dell’Asl partono da li e non possiamo permettere che questo venga dimenticato. A beneficio di tutti, ricordo che il protocollo è l’unico accordo ufficiale firmato tra Asl e l’Unione Valtriversa (prima della scissione…) sui contenuti da dare alla “casa della salute”. Linee generali, ovviamente, che devono essere tradotte nel concreto.

Mi auguro anche che gli amministratori comunali della zona firmino la nostra petizione che ha un suo ruolo preciso. Non è stata fatta “contro” i Comuni ma per sostenere le necessità della gente e quindi “a sostegno” del lavoro che i Comuni dovrebbero fare.

Cliccando qui sotto troverete la risposta data dall’amministrazione comunale alla nostra ultima interrogazione, durante il consiglio comunale del 27 novembre. Nella comunicazione, anche la lettera che il Comune ha mandato all’Asl e il predetto protocollo di intesa (già pubblicato più volte su questo sito ma solo oggi riscoperto dal nostro Comune dopo anni dove tutte le amministrazioni lo avevano dimenticato…). C’è anche un documento, non datato e non firmato, mai reso noto prima, che sarebbe frutto di un confronto fatto con l’Asl nel 2014.

La risposta del sindaco all’interrogazione di “Villafranca Domani”

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