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lunedì, 15 Aprile 2024

anche a Villafranca 30 profughi gestiti dalla cooperativa “Leone Rosso”

COSA FARE?

Dallo scorso 21 marzo, un gruppo di profughi è presente a Villafranca, in una casa di S. Grato presa in affitto dalla cooperativa “Leone Rosso” di Aosta, uno dei vincitori dell’appalto nell’astigiano per la gestione delle accoglienze. Inizialmente i rifugiati erano una ventina, poi diventati trenta da pochi giorni, come comunicato dallo stesso sindaco Cavalla via facebook. Che il loro arrivo sia stato voluto dalla Prefettura, è tutto vero. Che il posto sia sbagliato, anche. Ma è altrettanto vero che sono dei privati ad occuparsi di queste persone. Privati che lo fanno per guadagnarci. Non strutture statali come dovrebbe essere. E la cooperativa “Leone Rosso” è un privato. Visti gli scandali che sono capitati su questo tema, non c’è da stare allegri. Il rischio che gli immigrati, persone che devono essere trattate con la dignità che spetta ad ogni essere umano, vengano di fatto abbandonati a loro stessi c’è tutto. Quanto tempo rimarranno? Non si sa. Una situazione che crea legittime preoccupazioni nella popolazione. Cosa fare? I Comuni, o meglio le Unioni “Colli del Monferrato” e “Valtriversa”, possono esercitare una costante pressione nei confronti della cooperativa “Leone Rosso” per verificare il rispetto degli impegni presi nell’appalto e segnalare alla Prefettura tutte le inadempienze. Già il 23 marzo, appena saputo dell’arrivo dei profughi, noi di “Villafranca Domani” ci siamo fatti carico di queste preoccupazioni ed abbiamo scritto al Comune:

Basta una veloce ricerca su internet per leggere notizie che destano preoccupazione e dubbi sulle attività di accoglienza dei profughi nei centri astigiani gestiti dalla Cooperativa Leone Rosso. Considerato che questa cooperativa gestirebbe anche la trentina di profughi appena giunti a Villafranca, chiediamo di conoscere quali verifiche il Comune e l’Unione “Colli del Monferrato” intendono porre in atto per garantire alla popolazione che la cooperativa non abbandoni a se stesse le persone a lei affidate ma effettui la necessaria sorveglianza, rispetti le prescrizioni circa il servizio offerto, alle quali si è impegnata vincendo la relativa gara d’appalto, e non trascuri il sostegno socio culturale indispensabile verso chi proviene da realtà molto diverse dalle nostre. Inoltre, vista la rilevanza del numero dei profughi arrivati a Villafranca, chiediamo che l’Unione organizzi incontri periodici, aperti a tutti i consiglieri, con i responsabili della Cooperativa per garantire ai membri del Consiglio la necessaria informazione e la possibilità di fare domande, oltre a monitorare nel tempo l’evolversi della situazione.

Cliccando qui sotto troverete la risposta del Comune. E’ generica sui tempi e le modalità del controllo e non prende impegni precisi sulla nostra proposta di incontri con i responsabili della cooperativa aperti a tutti i consiglieri. Incontri che dovrebbero essere sempre integrati da ispezioni sul posto alle quali noi vorremmo partecipare. Qualche giorno fa, ci è anche arrivata voce che il Comune avrebbe sottoscritto il protocollo di intesa con la Prefettura per l’utilizzo dei profughi in lavori socialmente utili, come già fatto dal Comune di Asti. Chiediamo di sapere se la notizia corrisponde al vero.

profughi: la risposta del sindaco

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