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sabato, 25 Maggio 2024

affrontare il problema degli affitti Atc non pagati

CASE POPOLARI

Il Comune ha destinato altri 6 mila euro per pagare le morosità “non colpevoli” riferite agli inquilini delle case popolari. Sono soldi che andranno a coprire il debito relativo ad affitti non pagati da parte di persone giudicate dalla giunta comunale  in reale stato di bisogno e per la quota non coperta dal relativo contributo regionale. Detta così, non ci sarebbe nulla da aggiungere ma noi di “Villafranca Domani” al momento del voto sulla proposta di destinare i soldi in più ci siamo astenuti. Spieghiamone i motivi.

I  nomi che beneficiano degli aiuti sono sempre gli stessi ogni anno e le cifre a carico del Comune sono importanti per un paese come il nostro (nel 2009, oltre 13 mila euro: cifra che potrebbe aumentare in futuro se il contributo deciso dalla nuova giunta regionale si ridurrà ancora). Tutto questo a quali conclusioni fa giungere? C’è un problema che l’amministrazione comunale deve affrontare. Perché? Bisogna capire chi ha bisogno di aiuto diretto perché anziano o malato e se ci sono situazioni che si possono recuperare e riportare sotto controllo. Noi abbiamo sempre sostenuto che l’aiuto deve dare opportunità per risolvere le situazioni di bisogno, non deve diventare abitudine assistenzialista. Se non puoi pagare l’affitto perché non hai lavoro ma vieni a tagliare l’erba nelle aree verdi del Comune, per noi va bene. E’ un modo per dare dignità alla persona e l’aiuto non diventa carità o, peggio, comoda merce di scambio per qualcosa che magari non si può dire.

Come affrontare nel concreto il problema? Portare gli interessati, uno alla volta, davanti al “tavolo del sociale”, allargato al Co.ge.sa e all’Atc, l’istituto che gestisce le case, per capire la natura delle difficoltà in modo trasparente e fare fronte unico per risolverle, con precise responsabilità per tutti e tempi certi. Fino ad oggi, non si è mai capito realmente se e quali rapporti l’amministrazione comunale ha preso con gli interessati. Le risposte sono sempre rimaste nel vago.

C’è sempre stata difficoltà a parlare dell’argomento. Con l’amministrazione Padovani, le case popolari sono sempre state in un angolo, dal quale quando uscivano diventavano un fastidio. Non sono mai state considerate un’opportunità da amministrare bene per risolvere problemi abitativi di persone non in grado di rivolgersi al mercato degli affitti, caro anche a Villafranca per i livelli troppo bassi di tante pensioni o stipendi. Magari, servivano in campagna elettorale per far passare tra la gente l’idea che, per colpa di Giovanni Saracco che le aveva fortemente volute, le ville vicine si svalutavano. Oggi, Cavalla dice che non vuole fare tribunali e fa la solita ennesima difesa d’ufficio dell’assessore Ronco, come è avvenuto ancora nel consiglio comunale del 28 luglio scorso. Nessuno vuol mettere in dubbio a priori il lavoro che l’assessore può aver fatto, ma siamo convinti che un tavolo del sociale che funzioni servirebbe anche per dare allo stesso forza e chiarezza, oltre a risolvere un capitolo troppo grigio della vita comunale.

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