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martedì, 23 Luglio 2024

174 mila euro di tariffa rifiuti non incassata. Le proposte di “Villafranca Domani”

SOLIDARIETA’ CON BARATTO AMMINISTRATIVO

Il Comune di Villafranca incassa tutte le bollette dei rifiuti che emette? No. Un problema che dura da tanti anni. Quali sono le cifre? L’ultimo aggiornamento in nostro possesso risale alla metà dello scorso novembre. A tale periodo, il Comune doveva ancora incassare oltre 174 mila euro per bollette non pagate dal 2006 al 2014. Si passa dai quasi 7 mila euro di crediti del 2006, ai 34 mila del 2014, transitando per i 20 mila del 2010, i 16 mila del 2011, i 29 mila del 2012 ed i 26 mila del 2013. Il 2015 fa ancora poco testo perché gli incassi totali, conteggiati nello stesso momento, sono stati di quasi 34 mila euro con un credito per le casse comunali di altri 308 mila euro. Ma le bollette sono arrivate da poco più di un mese. Al contrario, sono di notevole importanza i dati di quanto è stato incassato nel corso del 2015 sulle bollette relative anni presi in considerazione. Un fallimento. Dal 2006 al 2013, dai 6 ai 700 euro per anno, con la punta migliore per il 2012 con 1900 euro e la peggiore per il 2013 con “ben” 149 euro. Come era prevedibile, semplici lettere di sollecito mandate agli interessati hanno portato a  scarsi risultati. Troppo tempo è passato e nessuna altra azione più incisiva sarebbe stata messa concretamente in atto. Che fine faranno questi crediti? A bilancio c’è un fondo svalutazione che evita all’avanzo di amministrazione di gonfiarsi fuori misura. Questo va bene. E’ stato creato dopo che “Villafranca Domani” aveva sollevato il problema nel 2012. Prima non c’era. Rimane la domanda: che fine faranno questi crediti? Ci sarà la possibilità di recuperarli? Visti i risultati fin qui ottenuti,  con i metodi applicati fino ad ora, è facile pensare che finiranno per essere cancellati dal bilancio. Non verranno più incassati. Risultato? In definitiva, questi oneri ricadranno sulle spalle dei cittadini che sono stati corretti e hanno pagato per tempo. Cosa altro si poteva fare? Noi lo avevamo già suggerito fin da subito ma la nostra sollecitazione non è stata ascolata. L’amministrazione prima ha faticato ad ammettere il problema, poi lo ha trattato come una semplice questione burocratica. Noi avevamo chiesto di convocare e parlare con tutti gli interessati. Per dapire i motivi del mancato pagamento. Disagio economico? Evasione messa in atto dai soliti furbi? Un lavoro sicuramente impegnativo e delicato che avrebbe dovuto coinvolgere in primo luogo gli amministratori con il supporto degli impiegati comunali. Perché non è stato fatto? La risposta mi sembra ovvia: l’amministrazione ha preferito non andare oltre la letterina di richiamo. Perché? Preoccupazione di perdere consenso? Qualcuno dirà: tanto la gente chiamata non si presenta al colloquio. E’ una giustificazione non accettabile. Se una persona convocata non si presenta va cercata a casa. Se abita ancora a Villafranca non sarà impossibile parlarle. Siamo in un paese, non in una metropoli. Se poi l’interessato non collabora, va trattato da evasore fiscale quale si dimostra. Non può passare l’idea che sia conveniente evadere perché, tanto, non si rischia nulla. Al contrario, le difficoltà economiche delle persone in buona fede vanno affrontate caso per caso, in particolare con l’uso del “baratto amministrativo”: pago il debito, o comunque il corrispettivo per i servizi che ricevo, lavorando per il Comune. Il sistema potrebbe essere esteso anche agli enti che fanno sociale. Penso, ad esempio, a casa di riposo, asilo, polisportiva. Ci sono tantissime cose da fare e il Comune potrebbe risparmiare usando questo sistema, a vantaggio di tutto il paese. Con il baratto amministrativo, chi avesse veri problemi economici potrebbe onorare il suo debito in modo dignitoso, chiaro e verificabile, senza pelose “carità” e dando una mano concreta alla comunità che lo sta aiutando.

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