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mercoledì, 22 Maggio 2024

17 giugno 2013: la Valtriversa sceglie il nuovo presidente

ANDIAMO AVANTI?

Lunedì prossimo, 17 giugno, alle ore 21, tornerà a riunirsi il consiglio dell’Unione Valtriversa. All’ordine del giorno,  l’elezione del nuovo presidente che prenderà il posto di Roberto Campia e il bilancio preventivo. Si tratta di un momento particolarmente importante. Le decisioni che verranno prese a partire da lunedì segneranno in modo profondo il futuro dell’Unione. Il nuovo presidente sarà il “commissario liquidatore” dell’ente o vorrà dare la necessaria spinta, sostenuto da un’adeguata maggioranza, per arrivare alla fusione in un unico Comune? Sostengo da anni che la Valtriversa unita è il nostro futuro. Abbiamo bisogno di decisioni che uniscano perché solo così la Valtriversa potrà contare nelle scelte che riguarderanno il nord astigiano. Serve creare un solo Comune. Altrimenti, accentueremo il declino già in atto e altri decideranno sulle nostre teste. Il percorso va costruito con un progetto complessivo che deve organizzare al meglio le strutture, mirando a risparmi di spesa e a dare a tutti le stesse regole. Obiettivo finale: la fusione con tempi precisi. Sarebbe sbagliato rimanere vaghi e rimandare a date indefinite. Ogni cittadino della Valtriversa deve poter contare sulla stessa qualità dei servizi. Mi auguro che dal consiglio di lunedì emerga la volontà di andare in questa direzione, senza dannose forzature. Mi riferisco a voci di “recesso per autotutela” dall’Unione che riguarderebbero Villafranca e Baldichieri. Già lo scorso anno, Baldichieri lo aveva fatto e l’amministrazione villafranchese ne aveva una gran voglia. Se si vuole stare insieme, è sbagliato dare ultimatum “o si fa così, o me ne vado”. E’ un modo banale per far saltare la discussione e dare agli altri la colpa del mancato accordo. Bisogna capire, una volta per tutte, il progetto e chi lo condivide. Aprire il dibattito, facendolo uscire dallo stretto angolo dell’assemblea dei sindaci nel quale è sempre rimasto confinato: un grave errore di cui paghiamo oggi le conseguenze. Ci vuole il coinvolgimento di tutto il consiglio dell’ente, di tutti i consigli comunali interessati e della popolazione. Si lavora con chi ci sta. Bisogna risolvere i dubbi utilizzando le competenze esterne che servono. L’autonomia statutaria va usata senza timori, cercando adeguati equilibri, possibili solo nel quadro del progetto generale, e sapendo che tutti i paesi dovranno rinunciare a qualcosa. Bisogna fissare i risultati raggiunti, senza rimetterli ogni volta in discussione. Senza cercare di svuotare il cambiamento con procedure troppo complesse, tempi troppo lunghi o con scelte ambigue che finiscono per lasciare tutto come sta. Nessuno si deve spaventare del Comune unico perché tutti devono sapere di poter contare. La Valtriversa non deve essere la “grande” Villafranca. Sarebbe un compromesso al ribasso che non servirebbe neanche a Villafranca. Il nuovo Comune dovrà avere politiche di zona, non più legate agli interessi di un solo paese. La Valtriversa sarà l’occasione per vedere se esiste una classe politica nuova, capace di tagliare con un passato che ormai non ha più nulla da dare.

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